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DONNE D’AFRICA vuole proporre immagini positive da un continente dimenticato.
Le foto sono state scattate durante le riprese di cinque documentari che URIHI (Ufficio Ricerca Indigeni Habitat Interdipendenza) ha girato in Marocco, Angola, Etiopia, Somaliland e Niger: Sono una testimonianza dell’impegno tenace e silenzioso di tante donne soprattutto nelle aree rurali più marginali. Questo lavoro vuole contribuire a riportare in primo piano l’Africa, a riaccendere i riflettori su un continente considerato alla deriva, sulle storie di uomini e donne che ogni giorno affrontano la difficile via del cambiamento; per stabilire un nuovo rapporto di conoscenza e di collaborazione tra nord e sud.

 

Niger: contadine del Sahel.

Il Niger è il paese più esteso del Sahel, ma anche l’ultimo paese al mondo nell’indice di sviluppo umano. Un’economia di sussistenza dominata dalla pastorizia semi-nomade; nel clima arido di un paesaggio stepposo e desertico, ogni mattina le donne, fin da bambine, pestano il miglio la cui farina, impastata con acqua o latte, sarà la base dell’alimentazione quotidiana. Ogni giorno il problema dell’acqua per bere, cucinare, lavarsi, è il compito più gravoso di donne e bambini, che fanno lunghe code ai rari pozzi per raccoglierla e trasportarla coi più disparati sistemi verso casa..

Desertificazione a Tahoua
Tahoua: granaio per cereali
Tahoua: mamma Tuareg
Tahoua: giovane coppia di Tuareg
Tahoua: giovane Tuareg con armi tradizionale
Thaoua: al ritorno dal mercato
Tahoua: ritratto di donna
Tahoua: mamma e figlia
Tahoua: mamma al mercato
Tahoua: il ristorante di Fatì
Tahoua: donne al mercato
Tahoua: scuola coranica
Tahoua: una mamma
Tahoua: donna dell'etnia Wodaabe
Tahoua: la pilatura del sorgo
Tahoua: la pilatura del sorgo
Zinder: cestaia al mercato
Zinder: venditrice di formaggio
Keita: contadino che lavora nell'ambito del Progetto FAO contro la desertificazione
Keita: contadino che lavora nell'ambito del Progetto FAO contro la desertificazione

 

Marocco: una realtà velata.

Al di là delle immagini turistiche, molte realtà del paese, come i volti di tante donne marocchine, continuano a rimanere velate. In un’economia prevalentemente rurale, le donne non solo prendono parte attiva al duro lavoro nei campi e all’allevamento, ma fanno della propria casa il centro di un universo femminile che sta lentamente cambiando. L’alfabetizzazione e il sistema sanitario si stanno sviluppando, e molte donne cominciano a riunirsi in cooperative di lavoro artigianale - si realizzano soprattutto ricami e i celebrati tappeti - che mettono a frutto la grande abilità manuale e la loro fantasia per integrare lo scarso bilancio familiare, primo passo verso un’autonomia economica e sociale che migliori le loro condizioni di vita.

Safì: giovane pastore
Safì: in attesa al consultorio
Safì: due fratellini
Safì: due sorelle
Safì: la tessitura tradizionale dei tappeti
Safì: la tessitura tradizionale dei tappeti
Safì: la tessitura dei tappeti con metodi moderni in un laboratorio finanziato dalla Cooperazione Internazionale
Safì: consultorio materno e infantile
Agdz: la mietitura
Adgz: ritratto di bambina
Venditrice di acqua al mercato di Zagorà
Zagorà: problemi di bucato?
Fez: preparativi per il matrimonio
Fez: scorcio dell'interno di un palazzo
Dintorni di Marrakech: di ritorno dai campi
Dintorni di Marrakech: donne al lavoro nei campi
Dintorni di Marrakech: donne al lavoro nei campi
Marrakech: elementi dell'alimentazione tradizionale
Marrakech: preparazione di un piatto tipico
Campagne di Marrakech: la cottura del pane
Dintorni di Marrakech: la cerimonia del té
Dintorni di Marrakech: un momento di riposo
Dintorni di Marrakech: la preparazione del té
Campagne di Marrakech: la raccolta dell'aglio
Dintorni di Marrakech: gruppo di donne
Campagne di Marrakech: la mungitura
Marrakech: in cucina

 

Angola. Dopo la guerra.

Venti anni di guerriglia contro la dominazione coloniale portoghese e, subito dopo l’indipendenza, altri venti anni di guerra civile hanno portato il paese al collasso . La capitale Luanda è stata invasa da una moltitudine di profughi; la situazione alimentare rimane disastrosa perché i campi minati non possono più essere coltivati. Le donne del paese, in mezzo a enormi difficoltà, continuano ad affrontare i loro problemi quotidiani - cibo, salute, acqua, cura della numerosa prole - con coraggio e tenacia.

Donna dell'etnia Mumuila
Donne Mumuilas: due generazioni
Giovane mamma Mumuila
Donne Mumuilas
Donne Mumuilas
Caimbambo: ritratto con pipa
Caimbambo: ritratto di donna

 

Etiopia. Nuove imprenditrici.

In uno dei paesi più poveri del mondo (120 dollari è il reddito annuo pro-capite), uscito da poco da una lunga dittatura militare, le donne hanno preso con decisione la guida di un faticoso processo di sviluppo. nelle campagne sperimentano nuove tecnologie ‘povere’ per migliorare la produzione e razionalizzare i consumi; nella capitale Addis Abeba si riuniscono per risolvere insieme i problemi alimentari, creano cooperative di produzione artigianale, cominciano ad associarsi - imprenditrici, negozianti, ma anche venditrici ambulanti - per ridare ossigeno ad un’economia arretrata e stagnante e cercare di migliorare le condizioni di vita per sé e per i propri figli.

Addis Abeba: matrimonio
Addis Abeba: FAO - Gemini Project
Addis Abeba: FAO - Gemini Project
Addis Abeba: FAO - Gemini Project

 

Somalia: figli e corpi.

La maggior parte dei somali vivono nomadi, in sconfinate e torride distese semidesertiche, al seguito di capre e cammelli, in cerca di poveri pascoli e acqua. Le donne condividono questa vita estrema, ma cultura islamica e credenze tradizionali hanno costruito forti differenze tra la loro condizione e quella maschile, con gravi conseguenze sul loro corpo, già nascosto dall’abito tradizionale. All’età di otto/nove anni le bambine subiscono, nel migliore dei casi, la sola escissione, quando invece non sono sottoposte alla infibulazione totale; questa mutilazione è condizione necessaria per accedere al matrimonio ed ad una vita ‘normale’, in una società che prevede la poligamia e il rifiuto della moglie.

Gibuti: bambine all'orfanotrofio
Scuola di alfabetizzazione
Berbera: gruppo di donne
Bambine
Campo profughi
Giovane nomade all'abbeveratoio
Bambina
Gruppo di bambine
Donne davanti a casa
Bambina

 

 

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Copyright URIHI - Foto di Giovanna Cossia, Renato D'Anna, Giulia Squadroni e Marco DePoli