Tempi e orari. I mutamenti nella famiglia italiana.

Una ricerca di Linda Laura Sabbadini mette a fuoco i mutamenti della famiglia italiana, ma anche una rigidità di ruoli senza ritorno.

Roma. La famiglia italiana è in mutamento, ma pulire, lavare, stirare, cucinare, fare la spesa, accudire i bambini sono attività svolte soprattutto dalle donne. "Il mutamento è invisibile, meno evidente che in altri Paesi occidentali, la rivoluzione è silenziosa ma è in corso - sottolinea Laura Sabbadini, nella ricerca che ha per titolo Tempi diversi, edito dall'ISTAT e dalla Commissione Nazionale di Parità (Paloma 1ºed. 1994). "Se si tiene conto solo delle forme familiari - recita il testo della ricerca - si potrebbe dire che è in corso un processo di semplificazione delle strutture familiari, la famiglia diventa sempre più piccola, crescono le famiglie unipersonali, crescono i nuclei monogenitoriali, diminuisce il numero di figli per coppia, diminuiscono le famiglie estese e multiple. Questi cambiamenti contrastano non poco con la permanenza di una sostanziale rigidità nella divisione dei ruoli all'interno della coppia e della famiglia, che condiziona fortemente l'organizzazione dei tempo di vita delle donne.

Il paragrafo dal titolo Tempi diversi: da bambini fino ad anziani, la differenza di genere senza ritorno mette a fuoco come le relazioni interne alla famiglia italiana non siano cambiate, soprattutto per quanto riguarda la condivisione del lavoro familiare. "La divisione dei ruoli nell'assunzione del lavoro familiare è più asimmetrica al Sud che al Centro Nord, riguarda maggiormente uomini e donne di status sociale più basso ed è più accentuata quando la donna è casalinga. Ma nonostante l'esistenza di differenze nell'asimmetria questa è comunque molto alta per tutte le coppie italiane. In Italia sembra esistere un'impostazione culturale, un'organizzazione sociale, che fa sì che i ruoli di genere siano sempre e comunque rigidi, mai scambiabili. Molti cambiamenti sono in atto, e riguardano settori maschili e femminili ma poco si traducono in effettivi avanzamenti nella condivisione del lavoro familiare. I modelli di vita sono sempre più variegati, ma in ognuno di questi si evidenzia una carenza di condivisione del lavoro familiare che condiziona l'intera organizzazione dei tempi di vita della famiglia. "le donne in coppia con figli - recita il testo - assumono il maggior carico di lavoro familiare (7h18'), gli uomini si concentrano di più sul lavoro, lasciandosi un maggior spazio per il tempo libero. Il tempo libero delle donne è in ogni caso residuale, più lungo nel caso delle donne in coppia senza figli. Gran parte del lavoro familiare delle donne è assorbito dal lavoro di servizio, che raggiunge nel caso delle donne in coppia con figli una media di 5h30' al giorno. Un aspetto interessante è che le donne che si trovano in condizione di badare da sole ai figli sembrano non essere eccessivamente penalizzate dall'assenza del marito o del partner. Il contributo degli uomini al lavoro domestico o di cura è talmente marginale che l'assenza dei mariti si traduce in una riduzione del lavoro familiare complessivo, piuttosto che in un aumento. I ruoli sessuali emergono fin dalla tenera età e si sviluppano nella giovinezza - sottolinea ancora Sabbadini - consolidandosi in una lunga fase di preparazione che culmina in due punti di svolta fondamentali diversi per uomini e donne". E' con il matrimonio e con la nascita del primo figlio che iniziando la vita di coppia si "istituzionalizza il ruolo della donna, è con il lavoro che cambia la vita dell'uomo e comincia quella condizionata dalla rigidità dell'organizzazione del lavoro, dalla contrazione del tempo libero, dalla struttura sequenziale e gerarchica delle attività. Neanche nelle età anziane - scrive Sabbadini - la distanza tra uomo e donna viene recuperata". Ripercorriamo alcuni dati presentati nella ricerca: "Già da piccolissimi si evidenzia una differenza nella quota di partecipazione di maschi e femmine nel lavoro domestico, si inizia per gioco, ma la forbice poi aumenta e tra i sei e i dieci anni le bambine che svolgono lavori domestici costituiscono il doppio dei bambini; da undici a tredici anni le bambine costituiscono la maggioranza, e vi dedicano un'ora al giorno del loro tempo. Cresciuti, sembra che i differenti ruoli si definiscano ulteriormente. La collaborazione dei figli maschi al lavoro familiare decresce col crescere dell'età, mentre aumenta il tempo che trascorrono fuori casa. Per le ragazze accade proprio il contrario. La cristallizzazione dei ruoli permane anche nell'età anziana: l'uomo che va in pensione è assente nella condivisione de lavoro familiare".

(28 ottobre 1996)

Adelia Battista

 

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