Agevolazioni per i clienti coinvolti negli eventi sismici del 2016 e 2017

MC-link S.p.A.  ottempera  alla delibera n. 235/17/Cons e successive modifiche e integrazioni dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni,  ai sensi del decreto legge 17 ottobre 2016, n. 189, come convertito con modificazioni dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229

Documentazione di riferimento:

 

Informiamo tutti i clienti con linee attive nelle aree colpite dagli eventi sismici di agosto e ottobre 2016, e gennaio 2017, che MC-link ha previsto la sospensione della fatturazione, con effetto retroattivo dalla data dell’evento e per i successivi 6 mesi, per tutte le utenze coinvolte.

MC-link è anche disponibile ad attivare gratuitamente il servizio di deviazione della chiamate in arrivo sulle utenze colpite o ad offrire gratuitamente il trasferimento dell’utenza con nuova attivazione presso altro indirizzo.

Le eventuali richieste devono essere inoltrate via e-mail all’indirizzo crs@mclink.eu o via fax al n. 064515592

MC-link presenta l’offerta VoiceNet con Office 365 per Small Business e Professionisti

MC-link lancia VoiceNet, le nuove soluzioni Internet + Voce con cui si propone alla clientela di professionisti e PMI in qualità di Cloud Service Provider (CSP) e partner Tier1 di Microsoft, il più alto livello di affiliazione alla multinazionale statunitense. Le nuove soluzioni VoiceNet utilizzano le più recenti tecnologie disponibili, semplici nella gestione e nella configurazione, convenienti, e per i primi 6 mesi, in occasione del lancio, corredate in PROMO dai servizi Office 365.

Office 365 è la più aggiornata suite di servizi realizzata da Microsoft che garantisce ai clienti un elevato aumento della produttività grazie all’uso di tecnologie abilitanti in Cloud, nelle quali MC link continuerà a investire nell’ottica di una sempre maggiore integrazione con l’offerta public cloud di Microsoft.

La nuova offerta è stata creata su misura per soddisfare le esigenze di connettività e voce delle PMI e dei professionisti. L’impianto di riferimento per la connettività, compatibilmente con la copertura, sarà sempre in Fibra fino a 30/3 Mbps, con opzione fino a 100 Mbps. Il traffico voce, incluso nel canone della soluzione, prevede traffico illimitato per le chiamate verso il fisso ed il mobile nazionale, con soli limiti antifrode.

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MC-link termina la copertura in fibra ottica del distretto industriale di Concorezzo (MB)

MC-link comunica di aver completato la copertura del servizio in Fibra ottica proprietaria, nel distretto industriale di Concorezzo, in provincia di Monza.

La nuova area di copertura, che garantisce a MC link un valore complessivo di contratti già sottoscritti pari a 370.000 Euro, conferma la capacità di MC link di posizionarsi nel mercato “premium” dei servizi a banda larga nel segmento business. MC link offre alla propria clientela l’opportunità di usufruire di un servizio di connessione in fibra ottica dedicata, garantendo prestazioni di eccellenza che raggiungono una velocità di trasmissione dati fino a 1 Gbps rispetto alla fascia 30-100 Mbps della tecnologia in FTTCab (Fiber to the Cabinet).

Il successo ottenuto a Concorezzo, si aggiunge al presidio raggiunto nell’area turistica di Porto Cervo (Sassari), nei distretti industriali di Fidenza (Parma), Santa Palomba e Pavona (Roma), dove la copertura di MC link è già attiva da tempo.

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MC-link perfeziona l’acquisizione della società BiG TLC di Bergamo

Roma, 22 luglio 2016

MC-link, società quotata sul mercato AIM Italia, organizzato e gestito da Borsa Italiana, comunica che in data odierna è stata perfezionata l’acquisizione della società BiG TLC, società operante nel settore TLC con sede a Bergamo, aggiudicata in via provvisoria in data 24 maggio ed in via definitiva in data 8 giugno attraverso apposito bando di gara.

L’offerta avanzata da MC-link che ha portato all’acquisizione di BiG TLC, controllata in precedenza al 100% da BiG Fibra – a sua volta interamente partecipata dalla Provincia di Bergamo – è stata pari a Euro 2,1 milioni.

BiG TLC al 31 dicembre 2015 ha registrato Ricavi per Euro 4,3 milioni con un EBITDA di Euro 0,76 milioni e Utile netto di Euro 0,26 milioni. La società ha Posizione Finanziaria netta neutra. BiG TLC ha la disponibilità in esclusiva della rete di circa 540 Km di BiG Fibra che si estende nel territorio della Provincia di Bergamo con un POP in 94 comuni della Provincia di Bergamo e oltre 100 siti HiperLAN.

Il nuovo Consiglio di Amministrazione di BiG TLC sarà presieduto da Paolo Nuti; Cesare Veneziani assumerà la carica di Vice-Presidente e Giovanni Falcone di Amministratore Delegato, Laura Capodicasa viene confermata Direttore Generale.

Forte dell’esperienza del 2009 con l’operatore trentino Alpikom S.p.A. nell’integrazione con il business di realtà territoriali, grazie all’acquisizione di BiG TLC il Gruppo MC-link rafforza la propria presenza come player fortemente radicato nel territorio, offrendo un’infrastruttura di accesso nazionale basata interamente sulla tecnologia Carrier Ethernet (MEF) e un’offerta più ampia con nuovi servizi per le aziende multisede (VPN MPLS) su tutto il territorio nazionale e l’accesso a servizi di Data Center, grazie alle Web Fabrik di MC-link di Trento, Milano e Roma, oltre all’offerta Cloud. BiG TLC continuerà a sviluppare il proprio network dando rinnovato impulso allo sviluppo e al potenziamento della rete in fibra ottica di ultima generazione.

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Termina la spedizione "Sulle tracce dei ghiacciai – Ande 2016": Fitz Roy e Cerro Torre

MC-link ha rinnovato il proprio supporto tecnologico a “Sulle tracce dei ghiacciai”, giunta quest’anno alla IV spedizione “Ande 2016”, proseguendo nella collaborazione iniziata con le due precedenti spedizioni “Caucaso 2011” e “Alaska 2013”.  Partito giovedì 11 febbraio 2016, il team di “Sulle tracce dei ghiacciai”, formato da fotografi, film-maker e ricercatori, è entrato nel vivo della spedizione, organizzata con il contributo di MC-link, oltre che di Enel Green Power e Gitzo.

L’obiettivo è quello di continuare il lavoro di documentazione avviato dal fotografo ambientalista Fabiano Ventura, dedicato alla realizzazione del primo archivio fotografico al mondo che documenta il collasso delle masse glaciali attraverso la fotografia comparativa; un progetto che conta già tre precedenti spedizioni svolte in Karakorum, Caucaso e Alaska. L’archivio prodotto da Fabiano Ventura si candida così ad essere la più importante documentazione dedicata ai ghiacciai della Terra, realizzata attraverso la tecnica della fotografia comparativa (repeat photography: confronto fotografico tra immagini storiche e moderne ottenute dallo stesso punto di ripresa per ottenere una perfetta sovrapposizione).

MC-link seguirà il procedere della spedizione documentando i risultati raggiunti con video e immagini e pubblicherà alcuni stralci del diario della spedizione.

On the Trail of the Glaciers Andes 2016 – Dispatch 04 from Fabiano Ventura on Vimeo.

Diario della spedizione

Sulle tracce dei ghiacciai – Ande 2016

12-16/03/2016

Fitz Roy e Cerro Torre due mitiche montagne, nell’immaginario collettivo le più difficili al mondo. Sabato 12 marzo la nostra avventura inizia da El Chalten, piccolo paese all’interno del Parco Nazionale Los Glaciares a poche ore a piedi dalle grandi montagne.

Prima di partire incontro l’amico Alejandro Caparros direttore del parco che, interessato alle finalità didattiche del mio progetto, mi da la disponibilità di un piccolo rifugio come base logistica durante la permanenza nel parco e l’aiuto dei guardaparco per poter raggiungere i luoghi fotografici con la pesante attrezzatura.
Raggiungo il rifugio Blanco vicino al campamento Poincenot con l’aiuto delle guardaparco Valeria Abruzzo e Valeria che, appassionate del loro lavoro mi descrivono con molti dettagli le zone più belle del parco, una di loro pratica l’alpinismo ed ha già scalato il Fitz Roy per tre volte!
Il rifugio è splendido tutto di legno e immerso nel bosco, dopo aver offerto una tazza di te alle ragazze, le saluto, loro tornano a El Chalten ed io mi preparo qualcosa da mangiare.

La mattina seguente mi raggiungono altri due guardaparco con cui partiamo per il primo obiettivo fotografico, la vetta del Cerro Polo, una montagna dalla quale cercherò di ripetere la panoramica di De Agostini che ritrae l’intera skyline del Fitz Roy da una posizione frontale. Discutiamo sulla strada da percorrere, loro più propensi per quella più lunga ma meno faticosa io per quella più diretta ma più ripida, alla fine mi faccio convincere e in tre ore saliamo la cresta est fino all’anticima.
Arrivati sotto la vetta come da tradizione inizio la ricerca del punto fotografico con le foto storiche in mano spostandomi in vari punti per verificare l’esatta sovrapposizione delle varie creste delle montagne. Dopo lunghe ricerche anche in questo caso trovo delle rocce a terra che riconosco sulla fotografia storica e che mi confermano di aver ritrovato lo stesso luogo di scatto! Di corsa monto la folding Linhof e inizio a scattare, il Fitz potrebbe coprirsi di nuvole in qualsiasi momento.
Dal confronto tra l’immagine storica e la vista attuale di fronte a me è evidente come la parte terminale del ghiacciaio Blanco abbia perso diverse centinaia di metri. Dalla fotografia storica, infatti, si vede la fronte del ghiacciaio che occupa almeno mezza laguna mentre ora si è scoperta un’enorme parete di roccia. Il luogo è immenso, dalla fotografia è difficile comprendere le dimensioni di queste valli e montagne. Per fare solo un esempio, la quota del fondo valle è di 600 metri mentre la vetta del Fitz Roy è di 3405 metri!

Il tempo previsto è buono, per cui decido di scendere al rifugio e di tentare il giorno seguente la salita del Loma de las Pizzarras. Guardando la montagna dal basso decido di salire lungo un ripido canale intagliato nel bosco dalle frane che mi permetterà un accesso rapido a una cresta diretta alla vetta, contrariamente al percorso suggerito dal guardaparco Julien Esperanza, che oggi è con me e che m’indica una cresta molto più lunga. Salire per una via sconosciuta è spesso un’incognita, non sai mai cosa ti aspetta e se riuscirai a raggiungere la vetta, ma la soddisfazione di scoprire da solo una via di accesso alla montagna è nettamente superiore rispetto a una già conosciuta.
Il percorso, infatti, si rivela il più diretto ma il primo canale è impraticabile, troppo ripido e pericoloso. Il terreno sotto i nostri piedi cede continuamente. Per evitare questo canale, siamo costretti a infilarci nel bosco e procedere a volte aggrappandoci ai rami degli alberi. Dopo circa un’ora arriviamo sulla parte alta del canale, lo attraversiamo e ci dirigiamo verso la ripida cresta che su massi instabili ci porterà in vetta.
La vista è mozzafiato, da un lato possiamo mirare l’imponente sequenza di guglie granitiche del Fitz Roy con i laghi glaciali di color verde azzurro e dall’altro il deserto argentino con il lago Viedma.
Dopo aver ripetuto la fotografia storica di De Agostini mi dedico a scattare qualche immagine di quel paesaggio meraviglioso, realizzando anche una panoramica a 360°.

Per la discesa decidiamo una via ancora più diretta e ripida, ci infiliamo nel canele sotto la vetta e scivoliamo giù sui ghiaioni che ci impegnano non poco. La stanchezza accumulata purtroppo mi fa cadere correndo ma senza grosse conseguenze, solo qualche taglio e abrasione sulle mani e sulle gambe.

Il giorno successivo decidiamo di attraversare tutta la valle della laguna Madre passando nel bellissimo bosco di Lenga. Raggiungiamo dopo tredici chilometri il Mirador Maestri con vista mozzafiato sul Cerro Torre dove ripetiamo anche in questo caso una fotografia di De Agostini. Il ghiacciaio Torre è evidentemente arretrato frontalmente ed ha perso moltissimo il suo spessore. Nel 2005 ricordo che il ghiacciaio toccava quasi le rocce presenti nella laguna invece oggi, in soli dieci anni, si sarà arretrato di almeno 50 metri, figuriamoci facendo il confronto con la fotografia di De Agostini scattata nel 1945!

Beh…. in soli 3 giorni ho salito quasi 4000 metri di dislivello e camminato per oltre 60 km e ripetuto ben 5 fotografie storiche di De Agostini. E’ stata dura ma la fatica è stata ricompensata ampiamente!

2-10/03/2016

Eccoci di nuovo in partenza, questa volta da Puerto Natales a El Calafate, ci spostiamo dal Cile in Argentina per raggiungere la capitale dei ghiacciai e iniziare le attività nel Parco Nazionale Los Glaciares.

Partiamo con i cavalli forniti dall’Hotel Las Torres nonostante la pioggia e il vento forte già nella bassa valle. Dopo i primi 500 metri di dislivello il pendio si fa sempre più ripido, gli zoccoli dei cavalli iniziano a scivolare e con fatica li convinciamo a proseguire. Fra uno scivolone e l’altro raggiungiamo la fine del bosco e decidiamo di procedere a piedi. Il cavallante Miguel rimane con i cavalli ed io proseguo con il mio zaino pesantissimo.

La mattina seguente ci rechiamo subito nella sede amministrativa del parco per concludere le lunghe operazioni burocratiche e organizzare la logistica necessaria per raggiungere i ghiacciai. Dati gli obiettivi comuni, il parco ci conferma il pieno supporto offrendoci la possibilità di spostarci con i loro mezzi e mettendoci a disposizione alcuni guardia parco che ci aiuteranno sul campo; un aiuto indispensabile dato che tutti i luoghi prescelti si trovano in zone remote e a riserva integrale.
Stabilito un programma di massima, che sarà puntualmente modificato dalle condizioni meteorologiche, decidiamo di raggiungere come prima location il ghiacciaio Upsala, il secondo più grande di tutta l’Argentina. Raggiunto il rifugio del vecchio istituto glaciologico argentino dopo aver attraversato il lago Argentino con una nave turistica, lasciamo tutti i materiali e inizio subito la ricerca del punto fotografico da cui De Agostini scattò una sequenza di 7 lastre fotografiche per comporre una delle sue migliori panoramiche. La visione del ghiacciaio è mozzafiato, la valle che lo ospita è lunga 60 km e larga 5, si vede perfettamente la trimline, ovvero i segni di erosione sulle montagne laterali dove si trovava il ghiacciaio durante la piccola età glaciale che in alcuni punti sono alti anche 500 metri! Dopo essermi arrampicato su roccia friabile per diverse centinaia di metri riesco a trovare esattamente il punto fotografico su una vetta alla sinistra del mirador, ne ho la conferma come sempre riconoscendo delle rocce a terra riprese nelle fotografie storiche. La vista dal luogo scelto da De Agostini è impressionante, vedere come una valle così grande (60 km di lunghezza per 5 di larghezza) si sia completamente svuotata dal ghiaccio in poco più di 80 anni è sconfortante.
Ovviamente ormai è sera e per realizzare gli scatti dovrò tornare qui il giorno dopo.

Purtroppo però la mattina seguente, arrivato nuovamente sulla vetta, il vento è fortissimo e non mi permette neanche di montare il cavalletto, mi riparo dalle raffiche in una piccola valle sotto la vetta e aspetto fiducioso l’orario giusto per scattare. Purtroppo però nel primo pomeriggio il vento rafforza togliendomi ogni speranza. Sono quindi costretto a rimanere un’altra notte nel rifugio per tentare il giorno dopo. Prima di scendere lascio il mio zaino fotografico con l’attrezzatura più pesante fra due rocce e chiamo con il satellitare il referente logistico del parco per rimandare tutti i trasferimenti previsti fra jeep e imbarcazioni e scendo al rifugio per prepararmi una bella cenetta.
Il giorno successivo il tempo è buono e soprattutto il vento si è calmato, raggiungo la vetta per la terza volta e aspetto l’orario giusto (circa le 3:00pm) e inizio a scattare le fotografie.

Ritornati a El Calafate ci prepariamo subito per la nuova missione prevista al ghiacciaio Ameghino e la mattina seguente partiamo con 4 guardia parco e il gommone sul rimorchio dietro la jeep. Arrivati al ghiacciaio Perito Moreno, da dove saremmo dovuti partire, sentiamo un enorme boato e capiamo subito che la diga di ghiaccio che aveva sbarrato il lago si è aperta e decidiamo quindi di restare per fotografare i crolli spettacolari. Il giorno successivo però non possiamo perdere altro tempo e anche se a malincuore decido di non fotografare il collasso finale della grotta e partiamo comunque per il ghiacciaio Ameghino.
Arrivati sotto la montagna saliamo lungo la cresta per evitare il più possibile di camminare nella fitta vegetazione, arriviamo sulla vetta dopo circa 3 ore di dura salita su un terreno sconosciuto e incontaminato.
Posiziono il cavalletto con dei grandi massi a terra per contrastare le forti raffiche di vento e ripeto la sequenza di scatti per realizzare la nuova panoramica. Anche in questo caso il ritiro del ghiacciaio è notevole, dove prima c’era una lunga lingua bianca ora c’è una valle detritica e sul fondo una laguna lunga almeno 4 km che arriva fino all’attuale fronte.

Il meteo continua ad essere buono ma il tempo a mia disposizione è sempre di meno, devo proseguire il lavoro di repeat photography anche nella zona di El Chalten sulle mitiche montagne del Fitz Roy e Cerro Torre.

Data la quantità di fotografie da ripetere al ghiacciaio Spegazzini e le ore di viaggio per attraversare il lago Argentino decido di dedicare almeno due giorni a questa nuova missione. Arrivati nel fiordo Spegazzini dopo circa tre ore di navigazione con il gommone fra onde alte 3 metri e un vento pazzesco montiamo il nostro campo base con vista sul ghiacciaio.
Nel pomeriggio inizio a salire il pendio con incontri ravvicinati poco rassicuranti, nella zona infatti ci sono tori selvatici piuttosto violenti, ma loro hanno fortunatamente più paura di me. Durante la salita con grande soddisfazione ripeto due scatti e una panoramica di De Agostini.
Il giorno seguente raggiungiamo con il gommone la base di un ripido pendio accanto all’enorme fronte del ghiacciaio Spegazzini e attracchiamo dove la vegetazione ci sembra meno fitta.
Dopo una lunga salita di 1200 metri su balse erbose inizio il lavoro di confronto fra il paesaggio circostante reale e quello della fotografia storica di De Agostini e man mano riesco a ritrovare esattamente lo stesso luogo da dove realizzo la sua panoramica. Tutto combacia perfettamente, anche le rocce a terra, il ghiacciaio data la sua conformazione non ha subito un processo di ritiro frontale molto evidente ma il suo spessore si. Quest’ultimo reso evidente dalla presenza di molte voragini aperte sul ghiacciaio dove oggi si vede la roccia al posto del ghiaccio.
Dopo aver montato tutta l’attrezzatura nonostante le fortissime raffiche di vento il tempo improvvisamente cambia e inizia una tormenta di neve che ci costringe a ripararci sotto alcune pareti rocciose. I guardia parco cominciano a farmi pressione sul voler scendere, sono preoccupati per le condizioni meteo nettamente peggiorate e il ritorno con il gommone, sono ben conscio che ci aspettano 2 ore di discesa per raggiungere il lago e almeno 3 ore di navigazione prima che faccia buio, ma la voglia di ripetere quella fotografia prevarica su tutto e li convinco ad aspettare ancora.
Dopo 20 minuti le nuvole si aprono e approfitto per realizzare un paio di sequenze in digitale con la Nikon D810, purtroppo però ora dobbiamo andare e con rammarico sono costretto a smontare la Linhof che avevo montato sul cavalletto.

Andar via da quel luogo faticosamente conquistato senza fare nemmeno uno scatto mi sarebbe costato troppa fatica, era una fotografia che sognavo da anni, non avrei però potuto aspettare oltre, il pericolo di navigare di notte sarebbe stato troppo alto, tra l’altro con l’ipotesi che sarebbe potuto finire il carburante…

25-29/02/2016

Dopo un giorno di attesa ci confermano il transfert e partiamo con una jeep verso il lago Grey, arrivati al lago prendiamo un motoscafo e poi il catamarano che dopo la traversata del lago ci lascia sulla spiaggia vicino al ghiacciaio Grey e raggiungiamo a piedi l’omonimo rifugio immerso in una splendida foresta di faggi.

La sera stessa grazie anche all’aiuto di un guardiaparco del Conaf decidiamo di cercare un punto fotografico da cui De Agostini realizzò una fotografia panoramica della fronte del ghiacciaio Grey, non dovrebbe essere poi così distante dal rifugio. Dopo diversi sali e scendi sulle creste delle vecchie morene del ghiacciaio, sempre con foto storica alla mano, troviamo il punto fotografico e a distanza di oltre 80 anni scattiamo la nuova fotografia. Ci rendiamo subito conto però che per vedere il ghiacciaio nella posizione attuale sarò costretto a scattare una terza fotografia verso destra.

Il giorno seguente il tempo non è buono ma decido ugualmente di andare a cercare gli altri punti fotografici a circa due ore dal rifugio. Arrivati sul posto ci rendiamo conto che De Agostini era passato al di fuori del sentiero attuale e spostandoci di circa 200 metri riconosciamo il luogo dalle pietre che sono rimaste al loro posto. Quello che invece è cambiato molto è la posizione frontale dei due rami del ghiacciaio Grey che oltre a retrocedere di diversi centinaia di metri ha perso il suo spessore scomparendo dietro il nunatak, la collina posta al centro della fronte del ghiacciaio. Nei due giorni successivi raggiungiamo nuovamente i luoghi fotografici e scattiamo le nuove fotografie terminando così il lavoro nel Parco Nazionale delle Torri del Paine.

Ora il nostro prossimo obiettivo sarà il Parco Nazionale Los Glaciares in Argentina, dove si svolgerà il lavoro più importante di tutta la spedizione.

21-24/02/2016

Il 21 febbraio entriamo nel vivo della spedizione, siamo nel Parco Nazionale delle Torri del Paine in Cile e abbiamo pianificato il primo tentativo per trovare il luogo esatto da dove Alberto De Agostini scatto la sua fotografia delle Torri del Paine. Nel 2005 ero già stato qui, ricordo bene che al posto del ghiacciaio ora è presente una valle con un grande lago. Sono quindi convinto che il confronto fra l’immagine storica e quella moderna sarà di grande impatto.

Partiamo con i cavalli forniti dall’Hotel Las Torres nonostante la pioggia e il vento forte già nella bassa valle. Dopo i primi 500 metri di dislivello il pendio si fa sempre più ripido, gli zoccoli dei cavalli iniziano a scivolare e con fatica li convinciamo a proseguire. Fra uno scivolone e l’altro raggiungiamo la fine del bosco e decidiamo di procedere a piedi. Il cavallante Miguel rimane con i cavalli ed io proseguo con il mio zaino pesantissimo.

Arrivato sulla sella del monte Paine sono costretto più volte a sdraiami a terra per le forti raffiche di vento, che superano sicuramente i 120 km/h. Arrivo con fatica sotto la vetta, mi riparo dietro un masso e decido di lasciare lo zaino con tutta l’attrezzatura, con questo tempo non avrei comunque la possibilità di scattare. Mentre continuo a salire so già che dovrò riaffrontare questa fatica.

Confronto la fotografia storica con il paesaggio circostante e mi convinco sempre più che è stata scattata dalla vetta, sono quindi costretto a salire ancora.

Alle due del pomeriggio, dopo una lunga cresta innevata, raggiungo la vetta e trovo il luogo dello scatto. Le nuvole che arrivano dall’oceano si fanno sempre più minacciose e decido di scendere prima che il tempo peggiori ancora.

Chiamo via radio Miguel nella speranza che mi stia ancora aspettando con i cavalli, sarebbe faticosissimo arrivare a valle a piedi con uno zaino da 15 kg! Purtroppo la radio non prende a causa della distanza. Scendo ancora a valle e alla fine riesco a parlarci, mi sta aspettando! Lo raggiungo e per le 18 siamo finalmente di ritorno al maneggio. Con la schiena rotta ma felice di aver trovato il punto fotografico. Nei prossimi giorni ritenteremo!

Le previsione del tempo per i giorni successivi sono brutte, siamo quindi costretti ad aspettare a valle per due giorni prima di ritentare. Le cose da fare in ogni caso non mancano, sono infatti impegnato per l’organizzazione logistica in Argentina, fra telefonate, email, skype, messaggi whatsapp e chi più ne ha più ne metta.

La mattina del 24 febbraio la pressione è in aumento e il cielo è in gran parte sereno anche se sulle Torri del Paine sono presenti ancora molte nuvole. Non ci dimentichiamo che siamo in Patagonia e l’assenza di vento è quasi un miracolo. Selliamo i cavalli e arriviamo velocemente fino alla fine del bosco a circa 750 metri di quota.

Questa volta lasciamo i due cavalli nel bosco ma portiamo con noi il terzo che ci porta gli zaini con l’attrezzatura. Raggiunta la sella il vento è molto forte e proseguo da solo sulla cresta. Miguel mi raggiungerà più tardi sulla vetta dopo aver messo al sicuro il cavallo.

Con la foto storica in mano inizio a scrutare le creste per individuare esattamente il luogo da dove De Agostini aveva scattato la sua fotografia e mi rendo conto che aveva scelto una posizione riparata dal vento vicino ad una roccia sulla cresta sommitale poco al di sotto della vetta. Verificate le ombre sulla foto storica capisco che non manca poi tanto al momento dello scatto, devo quindi sbrigarmi a montare tutta l’attrezzatura. Posiziono il cavalletto Gitzo ponendo sul gancio una zavorra di pietre per saldarlo bene a terra ed evitare così che il vento mi porti via tutto, monto la folding Linhof e inizio la lunga procedura per eseguire lo scatto con la stessa inquadratura storica. Questa volta però le condizioni sono veramente estreme. Le raffiche di vento a oltre 120 km/h mi rendono il lavoro quasi impossibile, ho le mani congelate e la temperatura corporea in queste condizioni si abbassa velocemente, riesco con difficoltà a serrare le ghiere di messa a fuoco della macchina e a volte perdo l’equilibrio spinto dalle forti raffiche. In ogni caso il momento dello scatto è come sempre emozionante, approfitto di un raggio di sole per esporre la lastra e subito dopo mi rendo conto che come sulla foto storica, le cime di una montagna sulla sinistra dell’inquadratura sono coperte dalle nuvole. Subito dopo il tempo peggiora e inizia a nevicare, sono costretto quindi a smontare tutto rapidamente e iniziare la discesa che mi permetterà di scaldarmi.

La sera, lasciati i cavalli al maneggio, controllo il meteo e decido di modificare il programma della spedizione, andremo direttamente al ghiacciaio Grey, dedicare quattro giorni per raggiungere il ghiacciaio Dikson, senza avere la certezza di raggiungerlo per le condizioni della strada, sarebbe una perdita di tempo che non posso permettermi. Nell’organizzazione logistica della spedizione devo tenere conto di molti fattori tra cui anche il tempo a disposizione. Il 20 marzo mi raggiungerà il team dei ricercatori del dipartimento di Ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma e i glaciologi del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università Statale di Milano per realizzare le attività scientifiche previste.

Dopo aver avvisato del cambio di programma l’amministrazione del rifugio Grey e i vari referenti logistici di Vertice Patagonia, che ci supportano per gli spostamenti in jeep e catamarano, vado a dormire, stanco ma felice del primo risultato.

MC-link amplia la copertura nazionale Ultra Broadband in FTTCab fino a 100/20 Mbps

MC-link annuncia l’ampliamento della copertura sul territorio nazionale della tecnologia FTTCab, che permette di offrire alla clientela prestazioni che raggiungono i 100/20 Mbps, con un livello di servizio e personalizzazione dedicato alle aziende.

Le soluzioni in FTTCab saranno ora attivabili ovunque sia disponibile la nuova tecnologia, quindi anche nelle zone prima escluse dall’area di operatività di MC-link. Il bacino potenziale di utenza del nuovo servizio comprende ad oggi circa 800 comuni, con un livello di copertura della popolazione che nel 2016 raggiungerà circa il 60% della popolazione nazionale (nel 2015 era pari al 40%).

Cesare Veneziani, Amministratore Delegato della Società, ha così dichiarato: “Il nostro gruppo, da anni presente sull’intero territorio nazionale, completa oggi l’offerta garantendo prestazioni di elevata qualità e rafforzando il proprio posizionamento accanto ai principali player del settore con un focus specifico sul segmento della clientela corporate alla quale offriamo un servizio altamente customizzato. L’opportunità di upgrade che offriamo alla nostra clientela consente di usufruire di un servizio Ultra Broadband in FTTCab e in fibra ottica FTTH sostanzialmente a parità di prezzo, grazie agli importanti investimenti effettuati sulla nostra rete a favore della nostra clientela.”

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MC-link rafforza l’intesa con Quadriga per offrire la Fibra Ottica agli alberghi

MC-link S.p.A. rafforza la partnership tecnologica con Quadriga, leader internazionale nella fornitura di servizi tecnologici per il settore alberghiero.

L’accordo permette a Quadriga di dotare gli hotel-clienti di connessioni Internet ad ampia banda per soddisfare specifiche esigenze operative, offrire piani telefonici in grado di garantire economicità e risparmio nelle attività quotidiane e soluzioni complesse e customizzate. La richiesta di banda sempre più elevata da parte degli ospiti è una delle principali motivazioni che incentivano le strutture alberghiere a dotarsi di connessioni in Fibra Ottica, soluzioni che MC-link offre in diverse modalità su tutto il territorio nazionale. La collaborazione tra le due aziende ha riscontrato negli anni la piena soddisfazione di un ampio numero di strutture alberghiere in tutta Italia.

Le prestigiose strutture Starwood Hotels & Resorts di Milano, Venezia, Roma e Costa Smeralda, il rinomato Terme di Saturnia SPA & Golf Resort, il JW Marriott di Venezia e gli hotel del Gruppo Roscioli di Roma rientrano nel novero della clientela che ha particolarmente apprezzato le soluzioni Internet proposte e i risultati ottenuti.

L’accordo tra MC-link e Quadriga si propone di costruire nuove opportunità di business, basate su un uso più efficace della banda Internet, offrendo ai propri clienti soluzioni altamente innovative e una maggiore flessibilità operativa nella gestione delle strutture alberghiere.

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MC-link: il Consiglio di Amministrazione approva i risultati al 30 giugno 2015

Roma, 28 settembre 2015

Il Consiglio di Amministrazione di MC-link S.p.A., società quotata sul mercato AIM Italia, organizzato e gestito da Borsa Italiana, tra gli operatori di riferimento nel mercato italiano delle comunicazioni elettroniche e, più specificamente, trasmissione dati, telefonia, accesso ad Internet, servizi di Data Center e Cloud, ha approvato in data odierna la Relazione Finanziaria semestrale al 30 giugno 2015.
Cesare Veneziani, Amministratore Delegato della Società, ha così dichiarato:
“I risultati del primo semestre si confermano in piena continuità con gli ottimi risultati ottenuti nel 2014 con un valore della produzione consolidata che si attesta a 19,5 milioni di euro e una marginalità del 21.9%. Ciò è stato possibile grazie alla capacità della nostra azienda di rafforzare il proprio posizionamento, potenziando la nostra infrastruttura di rete e incrementando il valore della nostra base clienti, il cui consolidamento e crescita restano cardine del nostro modello di business. La crescita costante del volume dei nostri abbonamenti attivi è proseguita nel primo semestre 2015 come pure nel quarto trimestre 2015 attestandosi a un valore su base annuale dei soli canoni e del traffico telefonico potenziale a circa 35,4 milioni di Euro alla data odierna. Tali dati, unitamente al trend di vendita che stiamo registrando, consentono di confermare le previsioni di crescita per il 2015 con un valore della produzione del gruppo MC-link prossimo a Euro 40 mln e un valore dell’EBITDA atteso di circa 7,5 mln con una crescita del 4,2% rispetto al 2014”.

Principali risultati Economico finanziari consolidati

Valore della produzione pari a Euro 19,5 mln

  • EBITDA pari a Euro 4,3 mln con EBITDA margin pari al 21,9 %
  • Risultato netto pari a Euro 0,4 mln
  • Posizione Finanziaria Netta pari a Euro 15,9 mln
  • Confermate le previsioni di crescita per il 2015 con un volume di ricavi prossimo a Euro 40 mln e un EBITDA atteso non inferiore a circa 7,5 mln (+4,2% rispetto al 2014)

Principali risultati Economico finanziari di MC-link S.p.A.

  • Valore della produzione pari a Euro 18,8 mln (Euro 18,3 mln)
  • EBITDA pari a Euro 4,1 mln, +9,4% rispetto al 30/06/2014 (Euro 3,7 mln)
  • EBITDA margin pari al 21,6%, (pari al 20,3% al 30/06/2014)
  • Risultato netto pari a Euro 0,4 mln, +16,6% rispetto al 30/06/2014 (Euro 0,3 mln)
  • Posizione Finanziaria Netta pari a Euro 15,7 mln (Euro 14,7 mln al 30/06/2014)
  • Confermate le previsioni di crescita per il 2015 con un volume di ricavi di circa Euro 38 mln e un EBITDA atteso non inferiore a circa 7,3 mln

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MC-link completa la gamma “VoiceNet Plus” con la versione Ultra Broadband

Alla gamma di soluzioni “VoiceNet Plus”, resa disponibile a inizio giugno su connettività broadband simmetrica, si affianca la versione su connettività VDSL/FTTCab con ampiezza di banda a 50/10 Mbps. L’offerta “Voce + Dati” di MC-link diventa così tra le più complete disponibili sul mercato dell’utenza aziendale spaziando dalla connettività simmetrica broadband a quella FTTH (Fiber To The Home) dove essa è disponibile.

Le caratteristiche telefoniche rimangono invariate: 6, 8, 15 o 30 conversazioni telefoniche simultanee in relazione alla soluzione scelta; tecnologia telefonica solo trunk SIP (VoIP puro), solo TDM (ISDN BRI, PRI), oppure mista (trunk SIP + TDM); dotazione di FaxMail integrato per la ricezione e trasmissione di fax via Internet.

Invariata rispetto alle altre soluzioni VoiceNet Plus anche la tariffazione del traffico a consumo grazie all’adozione del piano “Platinum 14”: 0,6 € cent/min verso numerazioni della rete fissa nazionale, 6 €cent/min verso numerazioni della rete mobile nazionale. Per chi ha la necessità di poter disporre di una base di traffico telefonico gratuito mensile c’è la possibilità di adottare un’opzione traffico Flat che assicura il cumulo per le linee disponibili di 5.000 min/mese verso rete fissa nazionale e 150 min/mese verso rete mobile nazionale a linea (ad es. per 8 linee saranno 40.000 min/mese verso rete fissa e 1.200 min/mese verso rete mobile nazionale).

Per finire, fino al 31 dicembre 2015 sarà possibile acquistare le VoiceNet Plus Ultra Broadband senza pagare alcun costo di attivazione, scaduta la promozione sarà comunque possibile rateizzare (6 rate) l’importo dell’una tantum di attivazione.

Come per tutta le soluzioni di connettività e connettività + voce offerte da MC-link, anche per le VoiceNet Plus Ultra Broadband è assicurata una Banda Minima Garantita sull’accesso dati sia in modalità NGA (Next Generation Access) che VULA (Virtual Unbundling of the Local Access).

Analogamente a quanto accaduto con l’introduzione della gamma VoiceNet Plus Broadband su connettività simmetrica, esce dal listino la precedente soluzione VoiceNet Azienda Medium Ultra Broadband con connettività VDSL/FTTCab fino a 30/3 Mbps.

Rilasciate le nuove soluzioni VoiceNet Plus e VoiceNet Fibra con SIP, ISDN BRI o PRI

MC-link ha rilasciato un’ampia gamma di soluzioni integrate voce e dati che rendendo la propria offerta tra le più complete disponibili per l’utenza aziendale.

Le VoiceNet Plus e VoiceNet Fibra nascono dalla necessità di soddisfare esigenze di maggiori funzionalità e sono la naturale evoluzione delle soluzioni VoiceNet con connettività ADSL e VoiceNet Ultra Broadband con connettività VDSL2/FTTCab.

Si contraddistinguono per le seguenti caratteristiche:

  • connettività con banda dedicata per voce e dati di tipo simmetrico a 2, 4, 8 Mbps in tutta Italia e fino a 16 e 26 Mbps su rete proprietaria per le VoiceNet Plus;
  • connettività fino a 100 Mbps in fibra ottica FTTH (ove la tecnologia è disponibile);
  • elevati valori di Banda Minima Garantita;
  • numero di conversazioni telefoniche simultanee variabile da 6 a 30;
  • tecnologia telefonica solo trunk SIP (VoIP puro), solo TDM (ISDN BRI, PRI) oppure tecnologia mista (trunk SIP + TDM);
  • dotazione di FaxMail integrato per la ricezione e trasmissione di fax via Internet.

Alle caratteristiche più strettamente tecniche si affiancano le caratteristiche commerciali:

  • tariffazione del traffico a consumo con il piano “Platinum 14”:
    • 0,6 € cent/min verso numerazioni di rete fissa nazionale,
    • 6 €cent/min verso numerazioni di rete mobile nazionale,
    • tariffazione in base agli effettivi secondi di conversazione senza scatto alla risposta;
  • possibilità di adottare un’opzione traffico Flat cumulativa per le linee disponibili;
  • una tantum di attivazione con inclusa configurazione, installazione on-site e gestione di un apparato Wi-Fi;
  • possibilità di rateizzare (6 rate) l’una tantum di attivazione.

Con le nuove soluzioni VoiceNet Plus e VoiceNet Fibra, MC-link garantisce prestazioni affidabili ed elevate con connettività sia di tipo broadband simmetrico che ultra broadband FTTH, assicurando al contempo le caratteristiche richieste dal mercato aziendale più esigente in termini di prestazioni.