IL PROGETTO TEVERE IN LINEA

Progetto di ricerca ambientale del Parco didattico di Nazzano l'ecologia del Fiume


Premessa: il parco Didattico di Nazzano

Il Parco Didattico di Nazzano costituisce il Polo ambientale di Musis e della Provincia di Roma. Programmi di visita e didattici progettati e gestiti dalla cooperativa La Montagna, vengono già svolti da vari anni. Nel frattempo il progetto di polo museale sull'ambiente, che ruota attorno alle strutture del Parco Didattico (Centro Visite, Foresteria, Ristoro ed in futuro l'ostello), procede con allestimenti didattici e collegamenti con i musei universitari. E' aperto un museo Demoantropologico sulle attività tradizionali agricole e culturali, ed al suo interno è allestito un punto informativo multimediale con un programma didattico e divulgativo sugli ecosistemi dell'area umida; si sta attivando un laboratorio chimico con funzioni sia di monitoraggio della qualità ambientale che didattiche. E' attivo il collegamento con l'Istituto Centrale di Ecologia Agraria, in collaborazione con il quale sono state allestite due stazioni meteorologiche con barotermoigrografo e pluviografo.


Il Progetto

Si tratta di un progetto di ricerca didattica da svolgersi nell'ambito della Provincia di Roma sul tratto del fiume Tevere che va da Torrita Tiberina a Fiumicino. Verranno coinvolte nell'iniziativa otto scuole medie situate nelle vicinanze del corso del fiume. Il progetto prevede una serie di osservazioni coordinate da svolgersi nell'arco di due anni scolastici, da aprile 1995 a aprile 1996, il cui obiettivo è quello di costruire una banca dati sul Tevere e sulle varie realtà che si incontrano discendendo il suo corso, appunto, a partire dalla zona della Riserva Naturale Tevere Farfa. Verranno pertanto osservati vari ambienti, (rurale, semi naturale, urbano) nei loro aspetti ecologici, faunistici, vegetazionali, geologici, culturali e storici.

Le scuole verranno assistite dagli operatori della Cooperativa La Montagna che, attraverso incontri a scuola con gli studenti ed uscite sul campo, illustreranno la struttura del progetto e le basi sulle quali impostare il loro lavoro. Tra di loro le scuole saranno collegate telematicamente tramite accessi ad INTERNET, con tre funzioni principali:

  1. accedere alla banca dati cui fornire le informazioni raccolte e da cui consultare i dati già sistematizzati;
  2. permettere uno scambio fra gli studenti e le loro diverse esperienze legate agli ambienti naturali ed all'ambiente del Tevere;
  3. fornire alle scuole partecipanti al progetto un'assistenza continua sotto forma di tutoraggio da parte degli esperti della Cooperativa La Montagna: gli esperti, oltre a coordinare il lavoro ed a validare i dati inviati, forniranno un supporto continuo a docenti e studenti in tutte le fasi della ricerca risolvendo eventuali dubbi e difficoltà.

Il collegamento in rete consentirà un rapporto scuola-esperti per i casi particolari, mentre sarà disposta un'apposita area conferenza per discutere collettivamente problemi di interesse generale.

Sempre attraverso INTERNET si stabilirà un collegamento con i musei e le strutture di ricerca dell'università, attraverso la collaborazione con i curatori dei musei stessi.

Ai musei si aggiunge quest'anno il parco urbano di Villa Ada, gemellato con il Parco didattico di Nazzano.


Le fasi del progetto

E' utile schematizzare il percorso di ricerca in tre fasi che pur non costituendo una rigida suddivisione nelle modalità e negli strumenti di cui si avvarrà la ricerca, riteniamo possano rappresentare i diversi caratteri che le forme di apprendimento assumeranno nel tempo.

  1. Nella prima fase, che coinciderà con i mesi di aprile e maggio, gli studenti verranno invitati ad osservare il loro ambiente di vita e a darne una descrizione soggettiva. L'osservazione e l'espressione avverranno dunque, principalmente attraverso l'uso dei sensi.

    Per ambiente di vita vogliamo intendere nell'ordine: la classe, intesa come luogo fisico e come rete di relazioni umane, la scuola come ambiente finalizzato ad ospitare e stimolare forme di conoscenza e crescita, il territorio inteso come luogo delle attività umane e delle interazioni tra queste e gli elementi naturali.

    Presupposto metodologico di questa fase è consentire agli studenti di esprimersi in forme scelte in totale autonomia. Tuttavia sarà necessaria una mediazione nella scelta di queste forme. La impone il senso stesso del lavoro collaborativo, caratterizzato dalle interazioni di gruppo, dallo scambio continuo tra le diverse conoscenze, dal contributo delle diverse abilità e competenze nel superamento delle difficoltà. Un'ulteriore richiesta di mediazione è avanzata dalla stessa struttura informatica.

    Tra le tante possibili forme di espressione ci sentiamo di indicare: fotografie, mappe, carte tematiche, relazioni scritte, dati statistici.

    Lo scambio di informazioni e conoscenze tra le diverse classi e la consapevolezza di avere un obiettivo comune solleciterà la ricerca di un linguaggio comune e l'identificazione di parametri di valutazione validi per tutti. Sarà necessaria la riorganizzazione dei saperi individuali e la modificazione delle strutture della conoscenza. E' questo il termine di passaggio dalla prima alla seconda fase, da un approccio all'ambiente "percettivo" verso un approccio "analitico", dall'espressione alla comunicazione.

  2. Nella seconda fase, a partire da maggio, verranno individuate le caratteristiche variabili dell'ambiente che possono essere rappresentate attraverso un sistema di misura valido per tutti. Temperatura dell'aria, pressione atmosferica, piovosità, umidità relativa saranno considerati dal punto di vista della loro influenza sull'ambiente. La classe si doterà di una vera e propria centralina meteorologica. Gli strumenti di misura verranno, in gran parte, realizzati dagli studenti stessi (in base alle indicazioni degli esperti-tutori). I parametri fisici verranno monitorati settimanalmente (nello stesso giorno da tutte le classi partecipanti) e costituiranno la base principale di tutte le valutazioni future. Non mancherà un approccio meno "oggettivo" alle trasformazioni climatiche: verrà realizzata una "meridiana" all'interno dell'aula e sarà individuata un'area che costituirà un riferimento costante per osservare le trasformazioni dell'ambiente (naturale e artificiale) nel corso dell'anno.

    Il fiume assumerà il ruolo di protagonista, il luogo principale della ricerca. Sarà individuato il tratto che costituirà l'oggetto delle analisi periodiche che avverranno con cadenza mensile. Oltre ai parametri fisici verranno analizzate le caratteristiche chimiche (Ossigeno disciolto, pH, fosfati, ammonio, nitrati e nitriti) e biologiche (le popolazioni macrobentoniche e il loro valore come indicatori biotici).

    È in questa fase che emergeranno i problemi, di carattere pratico e generale, che rappresenteranno la spinta alle interazioni con le figure dei tutori.

  3. La terza fase, che avrà inizio nel mese di gennaio, vedrà il tentativo di raccogliere, sintetizzare e valutare i problemi ecologici e "socioambientali" emersi nel corso della ricerca. E' questo il momento in cui si dovrà tentare di ideare strategie e metodi di intervento che partano dalle concrete possibilità operative che abbiamo a disposizione. Rendere ufficialmente pubblico il lavoro svolto e i risultati ottenuti costituisce solo un punto di partenza. L'eventuale "adozione" del tratto di fiume studiato potrà essere un'espressione di intenti che dovrà tuttavia essere arricchita di significati.

La struttura della ricerca

Gli studenti affronteranno problemi globali, ecc., partendo dall'analisi del territorio in cui sono abituati a vivere - scuola, quartiere, cittadina, metropoli, confrontando le differenti interpretazioni di naturale ed artificiale.

La ricerca proseguirà con indagini di tipo chimico fisico (temperatura, pressione, umidità relativa, presenza di inquinanti, ph, ...) svolte con l'ausilio di strumenti semplici e kit per le analisi qualitative dei principali parametri ambientali. Tutti i dati raccolti verranno sistematizzati, utilizzando moduli standardizzati che verranno inviati via modem con il procedere della ricerca, e restituiti alla banca dati, previa valutazione e validazione da parte degli esperti della cooperativa.

Le esperienze sul posto verranno integrate da visite ai musei e al Parco Didattico di Nazzano dove verranno utilizzati i laboratori e verranno esposti e sperimentati i metodi di studio e valutazione in campo naturalistico. Gli esperti della cooperativa interverranno con seminari e proiezioni di diapositive presso le scuole ed accompagneranno gli studenti nelle visite presso i musei e nelle esperienze sul campo.

L'obiettivo finale è quello di fornire, attraverso il contributo collaborativo, una visione d'insieme delle condizioni del corso del Tevere, individuando problemi e proponendo possibili rimedi. Passare, quindi, dalla visione locale a quella più complessiva, attraverso una approccio ai metodi scientifici e la elaborazione di possibili interventi integrati che tengano conto della complessità e delle necessità del sistema in esame, sia esso urbanizzato o naturale, che è l'ambiente in cui anche l'uomo è ospite.


Il tutoraggio

In questo progetto viene inserito il concetto di tutoraggio: si tratta di istituire una figura specializzata, esterna alla scuola che stabilisce con i docenti e con gli studenti un rapporto di consulenza su problemi specifici che in parte esulano dai normali curricola scolastici. Il tutor, in questo caso gli esperti della cooperativa ed i docenti universitari, svolge la funzione di guida a distanza per la soluzione di problemi di carattere concettuale e specifico, e la funzione di guida sul campo nei momenti in cui studenti e docenti entrano nei laboratori, nei musei o si recano nel luogo da cui parte la ricerca: l'ambiente.

Gli stessi studenti confrontandosi fra loro, possono risolvere problemi comuni e confrontare le diverse esperienze di vissuto del contesto naturale che è loro più familiare.

Molta importanza riveste l'aspetto multidisciplinare e l'appartenenza ad un grande sistema di comunicazione che connette persone di ogni parte del mondo e dalle più varie esperienze, consentendo, tra l'altro, la pratica della lingua ufficiale del sistema: l'inglese.

In una seconda fase del progetto è prevista l'integrazione all'interno di iniziative internazionali di educazione ambientale quali il Global Lab del TERC ed il progetto GREEN.


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