
Il programma MUSIS, che di fatto sta consentendo alla nostra città di superare le difficoltà ed il disagio che le derivano dal confronto con le altre città europee ed internazionali sul piano delle carenze di strutture per il rapporto fra cittadini e scienza, ha sviluppato in questi ultimi due anni un piano di interventi di grande rilievo finalizzato alla crescita culturale di Roma.
La logica multipolare di MUSIS è legata ad una visione culturale incentrata su una costellazione-rete di iniziative cercando di tenere presente che è proprio nella loro integrazione, che nasce il Museo multipolare nel senso più complesso della parola: più che un Museo un centro culturale. Alcune delle tematiche sviluppate sono risultate particolarmente vicine ai cittadini ed all'interesse della comunità scientifica. L'ambiente è da sempre un nodo di attrazione: le responsabilità dell'uomo di sopperire ad eventuali carenze con lo sfruttamento della natura lo ha progressivamente posto nella condizione di autocritica tale da farne il primo promotore di un processo di riconsiderazione dei valori sociali ed umani e di rivalutazione delle ricchezze ambientali e del grande libro della natura.
I poli ambientali di MUSIS si sono sviluppati all'interno della rete cittadina più sul piano didattico e formativo. Con il polo ambientale di Nazzano la strategia si è modificata: la natura è essa stessa museo, didattica, storia e cultura. La possibilità di osservare specie animali e vegetali in estinzione, di comprendere dal vivo alcuni dei fenomeni naturali più importanti e rappresentativi dello scontro che la natura è costretta ad affrontare con l'antropizzazione spinta e con la ricerca quasi frenetica di risorse da sfruttare quasi fossimo in presenza di miniere senza fine.
Praticamente la tecnologia ci ha consentito attraverso stazioni e reti di monitoraggio di conoscere lo stato dell'ambiente con l'accuratezza e la precisione che corrispondono agli strumenti di cui disponiamo, ma forse molti di questi strumenti, molte di queste tecnologie, potrebbero essere non dico sostituite, ma integrate da un'attenta osservazione dei fenomeni naturali. Questi da soli sono capaci di fornirci dei segnali che corrispondono ad un monitoraggio personale che ognuno di noi può fare solo che ne abbia voglia, tempo ed attenzione perché, ripeto, osservando attentamente la natura, essa ci fornisce i segnali con i quali noi possiamo da un lato aiutarla a salvarsi e dall'altro provvedere con interventi al suo risanamento. Quindi, accanto al monitoraggio tecnologico, il monitoraggio degli anni duemila, il monitoraggio che fa riferimento alle ricerche scientifiche più avanzate, abbiamo il monitoraggio più naturale, affidato a quelli che sono i processi della vita di tutti i giorni ma con il quale è possibile per ciascuno di noi, senza bisogno di disporre di particolari strumentazioni, ma solo con l'osservazione, avvicinare un problema così importante come la salute della natura.
Torna alla Home Page