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SALICE BIANCO
(Salix Alba)


Salice

Così chiamato per le foglie setose che riflettono la luce, è un albero alto fino a 15-20 m., mentre il tronco può raggiungere un metro di diametro. Il Salice bianco vive sulle sponde dei fiumi e dei laghi, su suoli umidi ricchi di sali nutritivi e di calcio.

La corteccia é grigio-scura con grosse fessure longitudinali. La chioma è ampia e i rami sono spesso arcuati. Le foglie (lunghe 6-10 cm. e larghe fino a 2 cm.) sono lanceolate e acuminate, finemente seghettate e provviste di peli ghiandolari sulla pagina inferiore.

Specie dioica, con i fiori riuniti in infiorescenze ad amento.

Gli amenti maschili sono lunghi fino a 7 cm., di colore giallo, privi di involucro, con due nettarii e due stami; quelli femminili sono più sottili, verdi e divengono bianchi e lanosi quando maturano i semi (cassule).

Nonostante la struttura dell'infiorescenza, l'impollinazione non avviene per mezzo del vento come in altre specie con amenti, ma è affidata agli insetti. Questa situazione costituisce un ritorno all'entomogamia da una fase originaria anemogama, testimoniata dalla riduzione degli elementi della corolla e del calice che ostacolerebbero la dispersione del polline ad opera del vento. Nei salici la funzione vessillare nei confronti degli insetti viene svolta dagli stami che hanno subito delle modificazioni divenendo lunghi e vivacemente colorati.

Questi alberi, come tutte le piante che abitano gli argini dei corsi d'acqua, hanno un'importanza e degli adattamenti particolari: la vegetazione lungo la riva svolge un'azione di consolidamento del terreno, limitando i danni in caso di frane. Il legno di queste piante, soprattutto delle radici, possiede la proprietà di non marcire con la permanenza in terreni saturi di umidità e per questo tali specie vengono utilizzate nel rimboschimento di zone paludose. Poiché questa specie arborea è caratterizzata da una rapida crescita se ne sconsiglia la coltivazione in prossimità di edifici o sistemi di canalizzazione, danneggiabili dall'apparato radicale. Inoltre tollera bene l'inquinamento atmosferico.

Sin dal passato il Salice bianco viene regolarmente tagliato ogni 2-3 anni per la raccolta dei giovani getti che forniscono i vimini.

Il portamento così assunto dagli alberi vecchi viene detto a capitozza. Nell'antica Grecia la corteccia del salice veniva utilizzata per le sue proprietà febbrifughe grazie alla presenza in esse del glucoside salicina usato anche come antimalarico. Attualmente l'acido salicilico sintetico, il cui nome deriva appunto dai salici, ne ha soppiantato l'uso.


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