
Il Museo di Antropologia nasce nel 1884 grazie all'iniziativa di Giuseppe Sergi, titolare, dal 1880, della cattedra di Antropologia dell'Università di Bologna. La sede in cui trovò collocazione il Museo fu la Regia Scuola di Applicazione per Ingegneri, in S. Pietro in Vincoli. Nel 1887 avvenne il trasferimento presso il Collegio Romano. Fu solo nel 1938, sotto la direzione di Sergio Sergi, che il Museo venne collocato nella Città Universitaria, negli stessi spazi che occupa oggi.
Il Museo di Antropologia, originariamente orientato verso un'attività di conservazione, è stato interessato, negli ultimi anni, da una profonda ristrutturazione. La riorganizzazione degli spazi espositivi e della collocazione dei reperti ha avuto tra le principali linee-guida la funzione didattica, concepita secondo i criteri più moderni.
Oggi il Museo di Antropologia espone le testimonianze delle tappe del percorso evolutivo che a partire dai Preominidi ha condotto all'attuale Homo Sapiens. All'interno di questo percorso grande importanza assumono i due crani neandertaliani di Saccopastore, datati 120.000 anni. Il primo, ottimamente conservato, fu rinvenuto nel 1929 presso un cava di ghiaia in prossimità della Via Nomentana. Il secondo, costituito dalla base del cranio e da parte della faccia, fu rinvenuto sei anni dopo da A. C. Blanc e H. Breuil nella stessa zona.
Il patrimonio del Museo è rappresentato da resti umani relativi ad oltre 6.000 individui di età preistorica, protostorica e recente provenienti da tutti i continenti.
Ai resti scheletrici umani si affiancano quelli dei Primati non umani, riferiti alle famiglie dei Cebidae, dei Callitricidae, dei Cercopithecidae, dei Pongidae e dei Panidae.
Va ricordata infine la preziosa collezione di calchi delle varie specie di Preominidi ed Ominidi (Driopothecus, Ramapithecus, Australopithecus, Homo abilis, Homo Erectus ed Homo Sapiens arcaico e neandertaliano), tasselli indespensabili nella ricostruzione della storia evolutiva che ha condotto all'Uomo attuale.
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