Una visita a Villa Ada offre la possibilità di seguire un doppio percorso caratterizzato dalla compresenza di emergenze storico- artistiche sommerse o immerse in un ambiente naturale.
Il primo passo lungo questo percorso è costituito da un'immagine riproducente la pianta della Villa, in cui ben visibile appare la sua ubicazione rispetto alla città, i suoi confini e non in ultimo la sua divisione interna in "parte pubblica" e parte "non accessibile" al pubblico.
Lungo il viale pricipale della Villa si possono osservare ligustri e cipressi.
Il ligustro, è
un albero assai comune in Italia ed in tutta la fascia temperata euroasiatica; ha foglie verdi scure a margine intero di forma oblungo-lanceolata, in fioritura presenta un insieme di fiori bianchi odorosi a pannocchia. E' anche una delle tante piante in cui sono presenti sostanze tossiche, come la ligustrina: le bacche se ingerite provocano infiammazioni gastroenteriche, e le foglie hanno un'azione irritante sulla cute. Nonostante questo nella medicina popolare il ligustro veniva usato per il trattamento di irritazioni alla gola.
Il cipresso, originario della Grecia, è comune in tutta l'area mediterranea; la sua presenza slanciata è legata alle aree cimiteriali, dove viene utilizzato perchè le sue radici, estendendosi in profondità, non provocano dissesti alle tombe.
Continuando la passeggiata si incontra un albero esotico: il cosiddetto albero delle collane (Sophora japonica ), i frutti, piccole sfere a grappolo, spiegano molto bene il suo nome popolare; poi il Bagolaro, della famiglia degli olmi, riconosibile dalle piccole foglie ovato-lanceolate, acutamente dentate. L'albero è comunemente conosciuto come albero dei rosari, dato che all'interno delle sue bacche commestibili, dal gusto dolce, si trova un nocciolo estremamente duro, che veniva utilizzato, appunto, come grano di rosario.
Si incontrano qua e là nella Villa, piccole pinete costituite da pino domestico e pino marittimo. Sebbene entrambi gli alberi siano diffusi in prossimità delle coste del Mediterraneo, sono riconoscibili per la forma diversa; il pino domestico o da pinoli è un albero molto vistoso con la sua chioma ad ombrello e le sue caratteristiche pigne che schiudendosi lasciano cadere i semi commestibili: i pinoli.
Il pino marittimo è un albero spontaneo ben resistente ai venti marini, con aghi coriacei rigidi, a punta iridescente.
Sempre compresa fra la flora della regione mediterranea è anche la
Fillirea , un arbusto o piccolo albero alto fino a 15 metri, sempreverde, di aspetto molto simile all'olivo con frutti neri-azzurrognoli e foglie lanceolate, piuttosto allungate.
In prossimità della Finanziera si possono osservare altre due specie arboree: il Melograno e la Palma nana. Del melograno sono estremamente caratteristici i grandi frutti rosso-dorati dai succosi semi scarlatti che maturano nel mese di novembre. Questa pianta, molto citata dai classici, fu spesso associata agli inferi, dato che secondo il mito, si trovava nel giardino di Ade, re del mondo sotterraneo. per trattenere Proserpina negli inferi e farne la sua regina, Ade la trasse in inganno, facendole mangiare il melograno e legandola così a sè in eterno.
Della palma nana si può ricordare come sia l'unico esemplare di palma spontanea in Italia; è una pianta con foglie a ventaglio e piccioli esili e spinosi, le piante selvatiche sono per lo piu' prive di tronco, e spesso costituiscono gruppi formando polloni.
Nell'artigianato locale le sue fibre vengono utilizzate per intrecciare canestri.
Questa breve visita termina al casale cosiddetto della Finanziera, attualmente affidato al W.W.F. che vi svolge varie attività principalmente a carattere didattico.
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