Nell'Europa meridionale e Sud-orientale la rovelella costituisce uno dei componenti fondamentali dei querceti e dei boschi misti a latifoglie. Nel nord della Francia, Germania e Ungheria esistono aree relitte, a testimonianza della maggior diffusione che la roverella ebbe durante i periodi interglaciali caldi e secchi, nei quali le querce giocarono un ruolo dominante nella vegetazione dell'Europa Centrale.
In seguito al peggioramento climatico, associato ad un aumentodell'umidità atmosferica, esse sono gradualmente regredite cedendo terreno al faggio. Attualmente la roverella occupa la fascia di transizione tra i boschi sempreverdi e mediterranei e quelli di latifoglie.
Le specie tipicamente mediterranee, come l'olivo e il fico, a causa della loro sensibilità al gelo, possono vivere soltanto in una ristretta fascia costiera , formando dei boschi sempreverdi. A quote più elevate, con temperature più basse e gelate più frequenti, si insedia la roverella, divenendo dominante.
E' un albero deciduo della famiglia delle Fagaceae, che cresce rapidamente fino a raggiungere 10 m. di altezza. La corteccia grigio scuro è spessa e profondamente solcata. La chioma è cupoliforme , ampia, irregolare e poco densa., consentendo nel sottobosco los viluppo di uno strato erbaceo molto ricco di specie.
Nelle regioni meno fredde le foglie, pur seccandosi, persistonno sull'albero tutto l'inverno. Spesso questa specie è stata confusa con la Rovere per l'esistenza di numerose forme ibride di passaggio; ma la Roverella differisce per la tomentosità dei giovani rami e della pagina inferiore delle foglie, che sono maggiormente picciolate.
La forma della foglia è lobato-lanceolata (5 -15 x 10 cm.) con lobi poco profondi.
E' una pianta dioica con infiorescenze ad amento, quelli maschili (4-6 cm.) sono più lunghi di quelli femminili. L'impollinazione è anemogena.
Il frutto è la caratteristica "ghianda", lunga circa 2,5 cm., avvolta per meno della metà da una cupola emisferica anch'essa pubescente.
Nella Roverella, a differenza della Farnia e del Rovere, la produzione delle ghiande avviene sin da giovane età. Questi frutti, come anche quelli delle altre querce, vengono utilizzati come alimento per i maiali ad allevamento brado.
In associazione con le radici cresce il Tuber melanosporum, più noto come tartufo nero o di Norcia.
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