ALCUNE INTERVISTE


Nelle nostre uscite sul fiume abbiamo incontrato e conosciuto persone che hanno svolto e, tuttora svolgono attivita' lavorative nei pressi del Tevere, nel treatto fluviale preso in esame dalla nostra scuola e precisamente come gia ' sapete, Prima Porta , Labaro, La Celsa. Abbiamo cosi' pensato di rendere piu' completa la nostra attivita' di ricerca sullo stato del fiume interessandoci a quelle persone che, sia in passato che attualmente, hanno avuto un rapporto con il fiume per motivi di lavoro .L'idea portante è quella di restituire al fiume un pezzo di storia dalla viva voce dei protagonisti. Ci è sembrato significativo raccogliere testimonianze e interviste soprattutto delle persone che hanno lavorato in quelle costruzioni diroccate chiamate le " Fornaci" che si vedono costeggiando il Tevere nei pressi del centro RAI. Se prestate attenzione e osservate bene, come documentiamo nelle foto, alcune di esse sono ancora come si presentavano un tempo, soprattutto gli altiforni. La nostra prima intervista ha avuto come protagonista il bidello piu' anziano della nostra scuola, il signor Nello Casciotti, che ha sessantasei ed è nato nel 1930. Eravamo molto emozionati alla nostra prima intervista e ci premeva che Nello ci parlasse del Tevere e della sua esperienza di lavoro alle Fornaci.
    " Ho iniziato a lavorare alle fornaci nel 1945, quando avevo sedici anni,terminando nel 1971. A quel tempo esistevano sette od otto fornaci da La Celsa a Grottarossa ,alla distanza di otto chilometri l'una dall'altra."
    "Come mai lavorava gia' a quella eta' ?"
    "Ero stato costretto a svolgere un lavoro perche non c'era altra scelta ,ma devo dire che mi ritenevo fortunato di avere quella possibilita' di lavoro che altri non avevano. La fornace in cui io lavoravo era chiamata 'Mariani ', le altre si chiamavano 'Nilsa, Molinari, Piramide...' Le fornaci davano lavoro a circa una settantina di operai. La presenza del Tevere era molto importante per le fornaci,perche' con l'acqua si lavorava meglio la terra e perche' sulle rive del fiume si trovava l'argilla. A quell'epoca l'acqua era limpida e si poteva anche bere.Per le fornaci era molto importante anche la diga perche ' creava corrente. I primi giorni che lavoravo li' non ero molto pratico del mestiere, ma con il passar del tempo divenni sempre piu' esperto , tanto da manovrare la macchina principale: l'impastatrice .Lavoravo a circa cinque metri d'altezza , dietro a ringhiere con sbarre di ferro.Queste fornaci producevano mattoni, maioliche, tegole, vasi e tutti i materiali da costruzione. I primi anni trasportavo mattoni: li caricavamo sui carrelli e li trasportavamo dove servivano.Poi sono passato a fare io i mattoni. Si lavorava in questo modo: prima si rompeva l'argilla, presa dagli argini del fiume Tevere e si impastava in un macchinario con due grandi pale . Poi si travasava in un contenitore piu' piccolo, dove veniva mescolata meglio. Poi si passava in una campana di vetro, veniva fatta seccare un po' ed il mattone veniva tagliato della misura desiderata con un filo di ferro.Io dovevo regolare la misura perche' ero anche caposquadra; i forni erano molto grandi e raggiungevano i 700°- 800°.A quel tempo nel Tevere si faceva il bagno e c'erano pure delle spiaggette. Io ho anche dei ricordi meno piacevoli del fiume, quando ci sono state le alluvioni e siamo stati costretti ad abbandonare le nostre abitazioni. Se vi puo' essere utile saperlo, per il nostro quartiere ,la presenza del Tevere è stata molto importante. tante cose sono cambiate, il paesaggio ora è completamente diverso, dovete sapere ,ad esempio,che è sparita un intera pineta che sorgeva dove adesso c'e' il giornalaio e le case.




La seguente intervista e' stata effettuata il 22 febbraio dalla II c della scuola media SaxaRubra durante la prima uscita sulle sponde del Tevere per effetuare le analisi previste dal progetto " Tevere in linea ". L'intervistato e' il proprietario di un laghetto di pesca sportiva prospicente l'area dove sono stati raccolti i campioni di acqua utilizzati per le analisi.
    "Io sono il proprietario di questo specchio d'acqua adibito alla pesca sportiva,questo lago e'stato adibito circa ventidue anni fa a questo uso mentre all'epoca della guerra veniva usato per tirar fuori l'argilla."
    Alessandro:"Allora era una cava di argilla? "
    Il prop.: "In pratica ,si, era una cava d'argilla che forniva il materiale per la costruzione del vecchio mattone rosso, che ora non viene piu' usato per le costruzioni.Questa attivita' e' andata a morire con il tempo per il trasformarsi dell'edilizia."
    Marco: " Ci sono molti pesci in questo lago? "
    Il prop.:"Questo lago lo gestisco io ,sostitendo una volta alla settimana, i pesci che vengono prelevati dai pescatori.Logicamente e' una attivita' commerciale , piu' pesci la gente tira fuori e piu' ritorna soddisfatta. Purtroppo non si puo piu' pompare l'acqua direttamente dal Tevere (l' argine si trova ad una decina di metri di distanza,ndr ) perche, fino a trent'anni fa le sue acque, specialmente quelle di questa zona antistante Castegiubileo,si potevano anche bere, ma ora non piu' per il degrado, l'inquinamento che vi riscontriamo."
    Sara: "Ha qualche notizia sulle fornaci che ci sono in questa zona? "
    Il prop.:"Il mio povero papa' ci lavorava! "
    Christian:" Ha per caso delle foto su questa fornace? " (nel recinto del laghetto c'e una vecchia costruzione riadattata a magazzino -ricovero -bar.)
    Il prop.:"No ,purtroppo no.Ma posso dirvi che,cinquanta'anni fa tutta Prima porta e Labaro campavano, per la maggior parte' con il lavoro della fornace di Castelgiubileo."
    La prof:Spagnoletti :" Lei era bambino quando suo padre ci lavorava, cosa ricorda di quella esperienza? "
    Il prop.:" Non e' che ricordi tanto di quei tempi,certo l'attivita' era insolita per l'epoca :di laghetti per la pesca sportiva ce ne erano due o tre in tutta Roma, ora ce ne saranno sessanta e passa, e quindi c'era un po' di diffidenza per questa attivita' e c'era anche molta incertezza sul futuro per chi la intraprendeva.Ringrazio quindi mio padre che mi ha saputo tramandare una attivita' ormai avviata ed un mestiere piacevole e sicuro.Mio padre era orfano e qui nel quartiere lo chiamavano Parrocchietta, perche' era cresciuto nella chiesa di Prima Porta. Prima di scegliere questa attivita' ,faceva il muratore, si arrangiava.Poco prima di lui avevano preso in gestione il laghetto delle persone del CONI.Ci provarono per sei mesi, ma poi non sono andati avanti.Il lago e' stato fermo per un anno, lui ha voluto provarci e,fortunatamente e' andato tutto bene!"
    Elena:"Qui funziona ogni giorno?"
    Il prop.:" si, siamo aperti sei giorni su sette "
    Emanuele." C'e' qualche amico di suo padre che si possa ancora rintracciare,e a cui chiedere se avessero delle foto dell'epoca per arricchire la nostra documentazione? "
    Il Prop.:" Si, c'e' qualcuno che e' ancora mio cliente. Posso chiedere la loro disponibilita' a parlare con voi."



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