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No, il 9
settembre non è stata una prova generale per il Millennium Bug: pochi
sistemi e molto obsoleti hanno corso dei rischi di leggere la stringa
9.9.99 come un segnale per l’arresto del sistema. Tutt’altra cosa
rispetto al baco del Millennio, quello che sta mettendo in crisi nel
mondo approssimativamente 20 miliardi di computer, processori e chip
integrati che popolano il nostro mondo. Abbiamo sentito Ernesto Bettinelli, a
capo del Comitato istituito dal Governo per controllare il fenomeno.
“Possiamo stare
tranquilli per questa presunta data cruciale: in realtà non ha niente a
che fare con il bug del 2000”, assicura il Prof. Ernesto Bettinelli,
presidente del Comitato Anno 2000 che segue l’affare per conto del
governo. “Se qualcosa si è fermato il 9.9.99 si tratta di sistemi di cui
evidentemente nessuno ha curato l’adeguatezza da molto tempo: si tratterà
di casi di inefficienza palese. Chi non si è adeguato a questo punto è
uno sciagurato”.
Il Millennium Bug è cosa più seria e più delicata,
segnala Bettinelli. L’informazione è ancora poca, il tempo stringe,
l’Italia non sembra stare al passo con la tabella di marcia. “Certo, dopo
la Conferenza Nazionale che si è tenuta a giugno il lavoro di adeguamento
ha subito un’accelerazione, anche grazie all’istituzione dei Comitati
Provinciali per l’Anno 2000 (CEP 2000). La consapevolezza è aumentata ed
anche per ciò che riguarda le piccole imprese del settore commerciale,
che più avevano espresso preoccupazione, iniziamo ad essere piuttosto
ottimisti”.
Secondo gli
ultimi dati dell’Istat l’1,8
per cento delle imprese interpellate dichiara di non avere nessuna
conoscenza del problema; il 3,6 per cento, ritenendo di non avere
sufficienti elementi, non ha ancora assunto iniziative al riguardo; il
9,8 per cento delle aziende, pur informate, non ha ancora deciso come
fronteggiare il problema, mentre fortunatamente il restante 84,8 per
cento non soltanto ha ben presente la questione, ma ha anche intrapreso
azioni per risolvere i problemi che ne derivano.
Le aziende stanno
dunque sottoponendo a revisione tutti i propri software e dispositivi
informatici, per evitare che con il passaggio al nuovo anno i sistemi che
indicavano gli anni con le sole ultime due cifre – secondo uno standard
che risale ai primi programmatori degli anni Sessanta - non sappiano
interpretare correttamente la data 01.01.00. L’eventuale imprevisto blocco
dei sistemi potrebbe causare temporanei disservizi in alcuni settori
cruciali quali l’erogazione di acqua ed energia elettrica, i trasporti, i
sistemi sanitari e di sicurezza, oltre che in centinaia di situazioni
quotidiane che prevedono l’intervento di microchip integrati, dagli
ascensori ai tornelli della metropolitana. Il problema non è tanto legato
alla difficoltà di correggere l’errore, quanto alla sua assoluta
pervasività nelle imprese e nelle amministrazioni di ogni ordine e
dimensione.
Mai come a questo
proposito la comunicazione dell’evento può rappresentare un fattore
cruciale. Da una parte, l’allarmante
inconsapevolezza che ancora regna sulla necessità di adeguamento
informatico all'anno 2000 della gran parte delle strutture amministrative
periferiche non rende facili le procedure di adeguazione. Dall’altra, si
corre il rischio della spettacolarizzazione dei rischi, di una
comunicazione eccessiva e allarmistica, che induca ad atteggiamenti
irrazionali e controproducenti (abbiamo sentito parlare tutti di
accaparramento di scorte, ricerca di abitazioni a prova di Y2K e varie
manifestazioni di irrazionalità collettiva…). L’ultima idea è quella di
prendersi tutti una settimana di ferie, per evitare di correre rischi e
godersi l’inizio del millennio lontano da uffici, computer e bachi. “Andare tutti in vacanza nei
primi giorni del 2000? E’ una stupidaggine” commenta Bettinelli.
La linea espressa dal Comitato Anno 2000 pare insomma:
tenere i piedi per terra e darsi da fare. Intanto, dove i problemi di
un’inefficienza al momento del salto di millennio potrebbero essere più
gravi, come nelle strutture ospedaliere o in quelle deputate alla
sicurezza, il lavoro sta procedendo a gonfie vele.
“Nel sito Internet del Comitato Anno 2000, curato in
maniera brillante dal Prof. Romano Oneda, abbiamo segnalato alcune
operazioni virtuose che speriamo siano di esempio, come quelle
predisposte dalla USL di Modena in campo sanitario o dalla AEM di Cremona
in campo energetico. Chiunque disponga di dispositivi informatici, deve
correre al riparo in fretta”. E rimboccarsi le maniche, soprattutto se
eroga servizi di pubblica utilità.
Link utili:
Comitato Anno 2000
http://www.comitatoanno2000.it/
Consob: linee guida per l’adeguamento delle società quotate http://www.consob.it/anno2000/anno2000.htm
Osservatorio 2000 http://www.osservatorio2000.com/
(Inserito il 9 settembre 1999)
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