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Diario digitale americano/6

ECCO L'MJW:
CIBER-REPORTER
PER AFFERRARE LA REALTA'

New York - Può il giornalista, nello scenario tecnologico del futuro sempre più ricco di dispositivi elettronici sofisticati e soprattutto portatili, trasformarsi in un ciber- reporter in grado di svolgere il proprio lavoro attraverso la completa interazione con le macchine? Stando ai prototipi in corso di sviluppo negli Stati Uniti, la risposta è sì. Non solo l'addetto dell' informazione del futuro avrà molti più strumenti per "sondare la realtà" grazie all' utilizzo di tecnologie sofisticate per la registrazione, la videoripresa e l'elaborazione elettronica dei propri servizi, ma potrebbe addirittura  diventare una vera e propria redazione mobile in grado di   svolgere compiti di "reporting" e di presa diretta di un evento o di un fatto.

Una delle più concrete sperimentazioni in questo campo è il MJW, Mobile Journalist Workstation, un sistema progettato dal Center for New Media and Department of Computer Science della Columbia University di New York. Il concetto base su cui si fonda il MJW è che in futuro il giornalista, a seguito nello sviluppo delle tecnologie della telecomunicazione, potrà tornare ad essere il cronista che registra la realtà in presa diretta tramite dispositivi portatili, "da indossare".

Il sistema, già sperimentato in collaborazione con network televisivi e radiofonici,   prevede la dotazione di strumentazioni come radioregistratori e display digitali, dispositivi cordless per la comunicazione via Internet e via voce e perfino DI un Global Positioning System (GPS) per la localizzazione immediata dei luoghi. Tutti i dispositivi sono stati progettati in modo portatile: un'antenna per la trasmissione satellitare viene collocata su una scatola da portare a tracolla, una cuffia con microfono permette di comunicare via voce, un display da polso consente di ricevere dati via Internet, una cintura trasporta batterie ed altri accessori utili. Quattro gli scopi principali del sistema.

Primo fornire al giornalista una serie di tecnologie che consentano l'acquisizione immediata delle news e loro diffusione in collaborazione con le redazione centrali (ma il giornalista con il MJW potrebbe operare anche indipendentemente). Secondo dare la possibilità di integrare la registrazione diretta di un avvenimento tramite dispositivi digitali con Internet e i siti Web (vi immaginate la possibilità di registrare un evento in audio e, tramite software per il riconoscimento vocale efficaci, trasferire l'evento sul WWW?). Terzo creare una vera e propria redazione virtuale in grado di far condividere a giornalisti, editori ed esperti da consultare l'attualità vista dal ciber-giornalista in diretta. Un processo collaborativo che potrebbe dare vita a nuovi prodotti informativi "live". Quarto consentire un rapporto diretto, tramite l'interattività, col pubblico che attraverso la tele-visione "live" degli eventi potrebbe poter partecipare al lavoro del ciber-giornalista.
L'MJW è stato progettato da John Pavlik, direttore del Center for New Media della Columbia University. "La professione giorna- listica negli Stati Uniti ha negli ultimi anni perduto progressivamente credibilità presso l'opinione pubblica - afferma Pavlik. Il settore informativo necessita di nuove chance per sondare la realtà più obiettivamente. Strumenti quali l'MJW possono servire allo scopo". Pavlick fonda tanti dei corsi del suo istituto sull'addestramento all'utilizzo dei nuovi dispositivi. Negli Stati Uniti molti pensano che l'utilizzo dei new media sia fondamentale per produrre buoni contenuti. Da noi l'interazione con la tecnica presso la maggioranza degli addetti all'informazione appare una mera chimera. (1 febbraio)


John Pavlik, direttore
del Center for New
Media della Columbia
University

 


Il prossimo Primopiano
sarà pubblicato
Lunedi 8 Febbraio 1999

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