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Al forum dell'informazione di Gubbio, "Informazione senza frontiere" propone una carta europea per i diritti dell'informazione

Una Carta europea per i diritti dell'informazione: è l'iniziativa lanciata al termine del Primo Forum nazionale promosso dall'Associazione Nazionale Stampa Italiana a Gubbio dal 15 al 17 ottobre 1999. "Il principio della libertà di espressione e, quindi, della libertà di stampa è uno degli elementi di base della vita democratica di ogni paese": così si legge all'inizio del manifesto con cui ci si impegna a elaborare  presto il testo della Carta. La necessità della Carta viene dal fatto che tale principio pur formalmente riconosciuto viene frequentemente  calpestato.

Un'Europa che sta consolidando le comuni basi economiche si deve porre  il problema di avere un documento che difenda sempre e comunque la libertà di informare e di essere informati. Il rappresentante dell'ONU in Italia, Staffan De Mistura, presente al Forum ha salutato l'iniziativa  con favore spiegando che manca attualmente una norma riassuntiva dei vari principi in materia di informazione.  I casi di repressione, intimidazione e minacce nei confronti dei giornalisti per la loro attività professionale e nei confronti dei media indipendenti sono una realtà da non dimenticare.

A porla drammaticamente all'attenzione di tutti è stata la vicenda dei Balcani. Durante il conflitto in Kossovo è nata l'idea dei Caschi blu dell'informazione, cioè di una task-force  per creare corridoi per permettere oltre che il passaggio degli aiuti umanitari anche un reale ed efficace scambio di notizie in ogni direzione. Nel dibattito a Gubbio Staffan De Mistura ha detto: "non porterò più beni materiali senza avere anche una radio che assicuri informazione".  Ora che il conflitto è concluso  la situazione non è comunque risolta. Lo hanno ricordato le interessantissime testimonianze dei giornalisti provenienti da Kossovo, Serbia, Montenegro invitati a Gubbio porprio dai colleghi italiani che non vogliono dimenticare Serbia e Kossovo solo perchè le bombe sono cessate. Anche così si tutela l'informazione, ha sottolineato a nome di tutti Lucia Annunziata: evitando che dall'evento mediatico si passi al silenzio. E l'informazione da dare ora è che in quelle zone c'è bisogno di infrastrutture di ogni tipo compreso quelle per l'informazione, che può significare anche computer e mezzi tecnici per radio e tv distrutte. E per questo il presidente della Rai, Roberto Zaccaria, e il consigliere di amministrazione, Gianpiero Gamaleri, hanno effettuato una visita in Kossovo e restano  in contatto con i giornalisti della regione per portare macchinari desueti ma funzionanti che il servizio pubblico mette a disposizione.

Se è vero che il principio del Peace-keeping è quello di impegnarsi per evitare ogni forma di conflitto, allora è urgente e importante che i Caschi blu si impegnino in tempo di pace a portare avanti quelle idee maturate nell'emergenza. La Carta è una di queste. L'altra proposta in elaborazione è quella di un Osservatorio permanente dei Media per monitorare sempre e ovunque la realtà dell'informazione in modo scientifico e professionale. Perchè solo conoscendo e comprendendo quanto accade si può lavorare per tutelare una corretta e sana informazione.