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INTERNET E IL KOSOVO

Un intervento di Sandra Cassarino sul ruolo di Internet nell'informazione sui conflitti armati: dalla rete può provenire la voce dei protagonisti per un'informazione più trasparente, in grado di evitare l'assuefazione alla guerra spesso provocata dai mass media tradizionali

I mass media, durante il corso del conflitto per la disputa sul Kosovo, hanno esternato una quantità notevole di informazioni a tal punto che ognuno di noi era convinto di conoscere, della guerra, ogni particolare più recondito. Trasmissioni tambureggianti come Moby Dick (di Michele Santoro) ci hanno mostrato testimonianze dirette del conflitto con interviste struggenti alla gente serba ed immagini crude e agghiaccianti degli effetti del bombardamento Nato che hanno comportato la distruzione delle infrastrutture e dell’economia serba.
Tutte le testate giornalistiche ogni giorno riportavano resoconti dettagliati sul numero dei voli e sulla quantità degli obbiettivi raggiunti. Si può affermare che ognuno di noi è stato "bombardato" da notizie per lo più ripetitive che non facevano altro che aumentare il nostro grado di assuefazione agli orrori che si stavano compiendo a pochi chilometri da "casa nostra".

Tutti noi abbiamo avuto la sensazione di conoscere ogni dettaglio o particolare sul corso della guerra; i mass media hanno contribuito così a farcela considerare quasi normale e quasi fosse una fiction televisiva a puntate, dove il dubbio che ci attanagliava era: Milosevic si arrende oppure occorre fare l’intervento di terra? Siamo stati talmente metaforicamente bombardati da "notizie intelligenti" che presumibilmente in caso di scontro terrestre l’opinione e le nostre coscienze non sarebbero state scosse più di tanto.
Tutto questo è accaduto perché la TV, ed i mass media in genere, hanno un grosso potere: il potere di indirizzare l’opinione e la coscienza degli individui verso una linea predeterminata.
In questo contesto, dove sporadiche erano le voci obiettive che potevano far valutare il fatto per la sua vera portata, timidamente, per la prima volta, un altro mezzo di informazione si è affacciato sulla scena della comunicazione: Internet.

Internet non è un mass media tradizionale come lo sono quelli comunemente conosciuti (radio, giornali, televisione) ma ad una prima analisi appare come un immenso contenitore di informazione, per lo più mal distribuite. Ha però una particolarità importante ed innovativa rispetto ai predecessori: in Internet tutti possono dire la loro ed ognuno sceglie il "percorso informativo" che vuole seguire. Questa peculiarità rende il mezzo di comunicazione estremamente flessibile, al contrario degli altri che sono piuttosto rigidi ed inoltre, per la prima volta, permette all’utente di essere, se lo vuole, a sua volta protagonista o regista o attore dell’informazione.

Questi presupposti rendono significativo Internet sotto molti punti di vista e ci fanno prevedere quale sarà il futuro della comunicazione. Per meglio comprenderne le potenzialità basta analizzare ciò che si poteva acquisire durante la guerra del Kosovo sul Web oppure nei newsgroup: una serie di testimonianze disponibili in tempo reale dove uomini direttamente colpiti dal conflitto scrivevano delle e-mail durante i bombardamenti Nato.
Leggendo quegli scritti così telegrafici ed allo stesso tempo così profondi da lasciar immaginare il tutto, viene fuori il dramma. Ciò che attraverso le immagini televisive non è trapelato, traspare da una semplice e-mail: la paura, il dolore, la rabbia e l’impotenza vissute in prima persona da chi ha subito realmente la guerra sono drammaticamente presenti ai nostri occhi e nelle nostre coscienze.

Le testimonianze che abbiamo letto sono agghiaccianti, ci fanno sentire vicini a chi le ha scritte quasi fossimo noi che in quel momento vivevamo quella tragedia. Ci rendiamo conto di colpo che la verità di quel dramma non poteva essere diversa, non poteva essere una fiction... E’ stato sollevato il dubbio che le testimonianze menzionate, non potendosene controllare la provenienza, fossero opera di un abile manipolatore; ma rileggendole e provando ad immedesimarsi in coloro che in quel momento vivevano tale esperienza, potevano forse essere diverse? Potevano avere dei toni più soft? Noi non lo crediamo.

Sembra quasi che Internet ci abbia donato il potere dell’ubiquità; è come se (con Internet ne abbiamo la facoltà) fossimo collegati con un filo diretto con un apersona lontana che possiamo intervistare e farci raccontare quello che vogliamo sapere senza i filtri di una redazione o di una censura.
Il fruitore di Internet cerca una cosa in uno sterminato universo di dati e quando la trova ha la sensazione di averla scoperta. Lui quindi in quel momento diventa protagonista dell’informazione: non è più uno spettatore di fronte alla TV, ma un navigatore che esplora e trova ciò che vuole sapere, e se lo desidera può anche comunicare direttamente con chi ha vissuto in prima persona una determinato esperienza.
Con Internet possiamo essere tutti giornalisti e fare le domande che vogliamo. Quindi Internet, per gli ancora pochi fruitori, è stato un importante canale di informazione sulla reale portata della guerra.

Presumibilmente quando il progresso tecnologico consentirà di rendere Internet facilmente fruibile dalla massa, allora potremo assistere ad una rivoluzione pari a quella che ha costituito la TV con l’alfabetizzazione dell’Italia; così come allora la gente ne trarrà immensi benefici, Questa volta a crescere, oltre alla cultura, saranno le coscienze individuali non più tenute per mano ed indirizzate come sino ad oggi ma lasciate libere di scegliere e di farsi una propria opinione.
Rodotà ipotizza che Internet renderà l’uomo di vetro, nel senso che sarà possibile controllare tutto dei nostri gusti, delle nostre opinioni , idee e abitudini; ciò che oggi viene sondato statisticamente (vedi Auditel) con Internet domani sarà direttamente visibile e catalogabile. Ma allo stesso tempo anche l’informazione sarà più trasparente e la democrazia più evoluta di pari passo con l’elevazione delle coscienze di ognuno di noi.

Sandra Cassarino

(Inserito l'11.11.99)