L'archivio - Spettacolo Maggio 1996


*TORNANO I KISS ED IL TOUR E' GIA' SOLD OUT. PREVISTI POI UN ALBUM DAL VIVO CON INEDITI, UNO IN STUDIO, NUOVI FUMETTI E MOLTE ALTRE "RICCHE" INIZIATIVE

di Paolo Piccini

Detroit 18 maggio - I Kiss si riuniscono. Uno dei pochi, reali miti del rock anni '70, ricompatta la formazione originale e riparte, sfoggiando l'energia di un tempo che fu per un tour mondiale che negli intenti programmatici dovrebbe durare "probabilmente due anni".

La notizia, che qui in Italia è probabilmente destinata ad essere metabolizzata come l'ennesimo ritorno sulle scene di qualche dinosauro dei Seventies, in America sta invece già creando sconquassi ed isterismi: orde di 30/35enni (i teenagers di allora) hanno letteralmente assalito i botteghini e i siti Internet di Ticketmaster , l'organizzazione - malvista dai puristi - che gestisce la quasi totalità degli eventi musicali negli USA, per assicurarsi un ingresso al primo show del tour, al Tiger Stadium di Detroit, città storicamente alleata del quartetto, che per inciso nel 1976 ricambiò tanto affetto dedicandole un brano, "Detroit Rock City", che negli anni diventò un po' il simbolo della band. Risultato: stadio esaurito in 47 minuti, nuovo record nazionale.

In realtà, quella dei Kiss (oltre 18 milioni di dischi venduti nel mondo) non è una reunion in senso stretto, poiché il gruppo, attivo dal 1973, non si è mai sciolto; quello che però molti fans della prima ora non hanno mai digerito è stato l'abbandono, dal 1981 in poi, del trucco e dei costumi che hanno caratterizzato l'essenza stessa della band, insieme ad una serie di trovate sceniche, spesso geniali, che se nel corso degli anni hanno procurato al quartetto una serie memorabile di stroncature da parte della critica togata, non hanno impedito una crescita esponenziale e inarrestabile di appassionati: "Scrivete di me quello che volete - era il motto di Gene Simmons, bassista, cantante e mente della band, insieme al chitarrista Paul Stanley - basta però che pubblichiate una mia foto"...

A raffreddare gli entusiasmi degli aficionados della prima ora aveva contribuito inoltre, durante i primi anni '80, l'abbandono di due componenti originali della band, ovvero il batterista Peter Criss, arrivato all'apice dei suoi disaccordi con il nucleo Stanley/Simmons, e l'introverso chitarrista Ace Frehley, divenuto inaffidabile e ingovernabile per problemi con alcol e droga. Rimettendo in discussione una ritrovata stabilità con l'ingresso di Bruce Kulick alla chitarra ed Eric Singer alla batteria (succeduto ad Eric Carr, stroncato da un cancro), i quattro originali, seppellita l'ascia di guerra mesi fa a New York, in occasione dell'unplugged di MTV, rispolverano stage show, trucco e costumi del 1977 fra il tripudio di chi non aveva mai abbandonato la speranza di rivivere l'epoca della Kissmania. Ed il tour è soltanto il primo passo: già pronte una nuova versione di "Kisstory", il pesantissimo volume dal prezzo proibitivo (circa 450.000 lire) che documenta circa 25 anni di storia; "Kissnation", un nuovo capitolo dei leggendari fumetti, stavolta disegnati da Stan Lee in persona; un nuovo album dal vivo con materiale mai pubblicato risalente agli anni '70, dal probabile titolo "You Wanted The Best And You Got It", un album in studio ("Carnival Of Souls") con la formazione "senza trucco" e chissà quant'altro, strada facendo. Avidi? Certo, ma per loro stessa ammissione: "Money, money, that's all I need", recita orgogliosamente Gene Simmons in "Cadillac Dreams", uno dei loro hits del recente passato...


* ISTRUZIONI PER L'USO: UNA MOSTRA A ROMA PER RISCOPRIRE LA FOTOGRAFIA

Roma 8 maggio E' stata inaugurata a Roma alla Galleria SpaziOltre di Vicolo Bologna 72 la mostra fotografica "Istruzioni per l'uso" di Andrea Mosso e Massimo Attardi e curata da Sandro Iovine. La Mostra, che sarà aperta fino al 21 maggio, vuole essere un momento di riappropriazione del lavoro fotografico attraverso la riscoperta di processi di lavoro in parte accantonati.
La fotografia come mezzo espressivo risente infatti attualmente dei limiti imposti dalla produzione commerciale dei materiali che costituiscono il supporto all'immagine, con una conseguente parziale standardizzazione della ricerca che spesso limita se stessa al solo momento dellintrospezione del linguaggio della ripresa. Ma, in fotografia la ripresa e` solo uno dei momenti del processo creativo, momento il cui prodotto e` spesso funzionale solo alla successiva elaborazione nel processo di restituzione dellintuzione dellautore ad una fruibilita` collettiva. La stampa di unimmagine fotografica e` il luogo della riflessione e dellinterpretazione dellintuizione che ha fatto scaturire lo scatto, e in quanto fase di elaborazione e comprensione apre la strada ad infinite possibilita` e risultati. La necessita` di superare i limiti imposti dalla standardizzazione dei supporti di stampa commerciali e` la molla che ha spinto Andrea Mosso e Massimo Attardi a sviluppare la loro ricerca personale partendo dal recupero della manualita` nel processo di stampa. Alla base di tutto vi e` poi la convinzione da parte dei due autori che nellapprossimarsi dellavvento dellimmagine digitale come strumento di creazione delle immagini, ci siano ancora amplissime aree inesplorate nelle potenzialita` espressive del mezzo fotografico. La mostra Indicazioni per luso si propone quindi di illustrare i primi risultati di una scelta in controtendenza alla ricerca dei punti di contatto fra contaminazione del linguaggio e purismo fotografico, nella formulazione di una espressione che, pur non perdendo di vista le proprie origini, non si sottometta a stilemi dagli orizzonti troppo ristretti.