Servizi. Operativa l'associazione Codice Donna Onlus .

 

Roma – Per molte ragioni, che vanno dalla emarginazione, alla sottomissione, alla discriminazione, le donne si trovano spesso in una condizione di estraneità dalla legge, anche se hanno un elevato grado di cultura in altri settori. Non conoscono o conoscono poco le leggi, anche quelle che le riguardano più da vicino. L'associazione Codice Donna Onlus, che è operativa presso la "Casa Internazionale della donna", dove operano decine di associazioni fatte da donne per le donne, offre consulenza in materia di diritto di famiglia, per permettere ad ogni donna di far valere le sue ragioni e prevenire i problemi che sorgono all'interno della famiglia, rispetto al complesso ruolo che agiscono di madre e di moglie. Le avvocate di Codice Donna Onlus sperano che ogni donna possa attingere dall'associazione uno stimolo e un tramite per l'attuazione dei loro diritti. Ne parliamo con Simona Napolitani, avvocata e socia fondatrice dell'associazione.

D. Come e quando nasce l'idea di fondare l'associazione Codice Donna Onlus?

R. "Mi occupo da molti anni di diritto di famiglia e, nel rispetto della mia impostazione culturale, ho svolto da sempre la mia attività a favore delle donne. E' per questo che ho scelto di collaborare presso Centri ed Associazioni che hanno come scopo quello di aiutare le donne nei settori in cui hanno maggior bisogno. In particolare svolgo da diversi anni attività di consulenza legale presso i Centri Antiviolenza del Comune e della Provincia di Roma, dove ha avvicinato una dolorosa realtà che colpisce tutte le donne vittime di violenza, fenomeno di rilevante dimensione che purtroppo va ben al di là di quanto l'opinione pubblica possa immaginare".

D. Quali sono le difficoltà e i problemi delle donne che si rivolgono a Codice Donna Onlus?

R. "Mi è capitato di ricevere donne che avevano le necessità più disparate, mi è però possibile fare una statistica dei problemi più ricorrenti, che riassumerei nella richiesta di separazione da uomini del tutto estranei e disattenti alle problematiche femminili e familiari, in una società dove la parità tra i sessi ha un prezzo ancora molto alto, che le donne stanno pagando. L'altro problema è quello che riguarda l'inadempimento dei mariti rispetto al mantenimento da corrispondere alle mogli ed ai figli. Succede purtroppo molto spesso che a seguito dell'ordinanza ex art.708 cpc o della sentenza che pronuncia la separazione tra i coniugi, il marito obbligato a mantenere o a contribuire al mantenimento dei figli, si sottragga a tale obbligo. La legge, al riguardo, è molto carente e lacunosa, per cui le donne rimangono prive di alcun sostentamento economico".

D. Le donne sono informate e consapevoli dei propri diritti?

R. "Mi dispiace dover rispondere con un 'no' deciso. Ho avuto molto spesso contatto con donne appartenenti a diversi ceti sociali, che sono completamente a digiuno di qualsiasi conoscenza dei loro diritti, dei loro doveri e dell'opportunità di assumere un comportamento piuttosto che un altro nel momento in cui si inizia a profilare la crisi coniugale. Tale cattiva informazione può assumere, ovviamente, dei pericolosi risvolti quando le donne, senza consultare avvocate/i di loro fiducia, assumono iniziative avventate che possono pregiudicare anche l'andamento di future eventuali liti giudiziarie con i loro mariti".

D. Come ti appare la normativa che riguarda la condizione della donna?

R. "Devo purtroppo rispondere che le donne sono molto mal tutelate. Una disquisizione tecnica richiederebbe una disamina di ingenti proporzioni. Ma occorre ribadire che la legislazione che riguarda le donne è un campo che necessità di molto studio e di tanti interventi".

D. Come opera Codice Donna Onlus? A chi si rivolge e quali sono i suoi costi?

R. "Codice Donna Onlus è un'associazione che si compone di quattro avvocate che si occupano di diritto di famiglia, di diritto penale, di violenza alle donne, di diritto del lavoro e che su appuntamento presta attività di consulenza alle donne che ne fanno richiesta. Si tratta ovviamente di un'iniziativa politica e sociale, il cui fine è solo quello di prevenire, se possibile, e comunque, di aiutare le donne che per tradizione e per cultura sono purtroppo ancora spesso 'la parte debole' sia nella famiglia , sia nella realtà sociale, sia in quella lavorativa".

D. Avete delle iniziative in corso?

R. "Si, abbiamo un'iniziativa che è un progetto sul quale stiamo riflettendo da tanto tempo e che ora, forse sono prossima a realizzare: vorrei organizzare degli incontri, dibattiti con le donne per fornire loro gli strumenti di informazione e quindi di prevenzione per potersi muovere meglio nella realtà".

 

(30 marzo 1999)

Adelia Battista

 

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