Femminismo. "A tutte le donne del mondo" Firmato Gloria Steinem.

(DWpress) In una delle conferenze plenarie del Forum delle ONG a Pechino, quella riguardante il tema del "Dialogo femminista tra le generazioni", era prevista la partecipazione di Gloria Steinem, femminista americana, come coordinatrice dell'incontro. Al suo posto è salita, però, una giovane donna che ha letto una lettera inviata da Steinem a tutte le partecipanti al Forum nella quale la femminista spiegava le ragioni della sua non presenza. Pubblichiamo di seguito la lettera sperando che rappresenti uno stimolo per tutte: "Care sorelle di tutte le età,
avevo sperato di essere con voi oggi, ma in parte, uno dei motivi per cui non ci sono, è che effettivamente il movimento delle donne nel mondo è cresciuto moltissimo.
Finchè siamo state poche attiviste in ogni paese, ci sembrava di dover essere ovunque.
Invece possiamo, ognuna di noi può, scegliere ciò che unicamente noi possiamo fare - intendo per aiutare al meglio le nostre sorelle.
Nel mio caso, ciò che soltanto io posso fare, adesso, è restare nel mio paese.
La mia decisione l'ho presa a Washington, facendo la moderatrice nel corso di una conferenza stampa cui partecipavano molte delle ONG degli Stati Uniti che sarebbero andate a Pechino.
Ho verificato che i giornalisti continuavano a rivolgere a me molte domande, benchè io avessi sottolineato, non so quante volte, che c'erano donne più giovani e più rappresentative delle loro organizzazioni.
Così, vedete, penso che i media del mondo, porteranno alla ribalta dei propri lettori o telespettatori, più donne nuove, se alcune di noi vecchiette d'oro non saranno nei paraggi.
Grazie alla vostra gentilezza, che mi permette di inviarvi questo messaggio, vorrei proporvi tre dei punti che avevo sperato di poter discutere insieme.
Primo: Il femminismo non è dire alle altre donne cosa devono fare, ma aiutarci l'un l'altra ad ottenere il potere di determinare le nostre scelte.
Dobbiamo lavorare insieme per creare questo potere ed espandere le nostre possibilità perchè alla lunga conta meno ciò che decidiamo, ma conta piuttosto avere il potere di decidere. E' particolarmente importante avere in mente questo obiettivo di empowerment quando lavoriamo tra generazioni, così da evitare la tentazione delle donne più mature di sentirsi depositarie della conoscenza - anche se sappiamo che non abiteremo mai nella terra del futuro - e la tentazione delle più giovani di collocare le più mature nei ruoli di madre e nonne: nonostante che ogni donna matura sia un essere unico e irripetibile.
Secondo: Una delle cose migliori che le generazioni più mature possono fare è dare l'esempio. Dopo tutto, e non importa quale sia l'età, siamo più disponibili a fare ciò che vediamo fare, piuttosto che quanto ci viene detto di fare. Le madri avranno molte più probabilità di avere figlie che hanno stima di sè, se noi ci saremo opposte quanto più possibile ai mariti e ai boss che non ci rispettavano. Sarà molto più probabile che le nostre figlie rifiutino di limitare la propria umanità, se noi stesse avremo rifiutato di limitare la nostra, anche attraverso la dipendenza autolesionista dalle sollecitazioni consumistiche di femminilità del nostro sistema economico.
E avremo infinitamente meno probabilità di veder ripetere alle prossime generazioni le divisioni di razza e classe, sessualità e capacità, se esse avranno visto, anche poche di noi più anziane, valutare le persone unicamente per sè stesse.
Le madri sanno come usare il potere di guidare con l'esempio. Solo pochi leaders maschi, come Gandhi, sembrano averlo capito, per non parlare poi di come praticarlo; e cioè, vivere come auguriamo agli altri di vivere.
Noi come donne possiamo introdurre questo paradigma di leadership intergenerazionale e familiare, sia nella vita pubblica che in quella politica.
Terzo: Vorrei ricordare alle mie coetanee, o comunque a chi ha passato i trent'anni, la gioia più grande nel lavorare con le ragazze e con le donne più giovani, è che esse risveglino dentro di noi una parte precedente di noi stesse.
Se lasciamo che ciò accada, possiamo ri-entrare nelle cellule della bambina o della ragazza che eravamo una volta, prima di diventare così socializzate o danneggiate come siamo diventate in seguito.
LEI è ancora dentro di noi.
Ho visto donne il cui spirito era stato spezzato da lunghi anni di violenza o di maternità non volute, da mutilazioni genitali o dal pervasivo training occidentale alla cosiddetta femminilità, ritrovare quell'originale e vero SE che esisteva prima di tali sofferenze; le ho viste scoprire dentro di sè i semi di uno spirito non piegato.
Abbiamo molto da imparare le une dalle altre. Sono desiderosa di sapere cosa direte in questo incontro.
Se mai dovesse sfiorarvi un dubbio sulla sua importanza, ricordate questo: anche il più razionale dei fisici oggi ammette che il battito d'ali di una farfalla può cambiare il tempo a centinaia di miglia di distanza.
E l'incontro di oggi è una grande, grandissima farfalla
Il mio cuore è con voi Gloria Steinem"
(Traduzione di Irene Giacobbe)



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