Arte. La X edizione de Il Pianeta Azzurro.

Roma - "E’ con soddisfazione grande, e - lo confesso - con una piacevole sensazione di stupore, che vedo l’inaugurazione del decennale delle manifestazioni del "Pianeta Azzurro", la rassegna annuale di scultura nata soprattutto da un moto di affettuosa complicità con gli scultori che per primi hanno accettato il mio invito ad esporre le loro opere nello spazio aperto del Pianeta….". Così Alba Gonzales, scultrice di fama internazionale, ideatrice e direttrice del Centro Internazionale di Scultura "Museo Pianeta Azzurro" di Fregene, ha inaugurato ieri sera, alla presenza di un numeroso pubblico, la X edizione della mostra di scultura contemporanea, il cui titolo quest’anno è L’infinito possibile.

Sin da bambina Alba Gonzales "respira l’arte". Cresciuta in una famiglia di musicisti, si diploma a diciannove anni all’Accademia di Danza dell’Opera di Roma e dal 1975 si dedica esclusivamente alla scultura, facendosi portavoce di un messaggio: far conoscere fuori degli ambienti specialistici il "travaglio" che si nasconde dietro quest’arte straordinaria. Un progetto culturale ambizioso, portato avanti con grande determinazione e non poche difficoltà da un’artista le cui opere sono oggi esposte nelle gallerie e nei musei italiani e stranieri più importanti. Anche il Pianeta Azzurro si trasforma. Grazie ad un lavoro attento, scrupoloso e di amore, il Centro cambia immagine con l’avvicendarsi delle opere esposte, fino a diventare alle soglie del 2000 un punto di riferimento culturale di straordinaria importanza.

Attardi, Benetton, Devillers, Fatarella, Sinisca, Tollemeto, Vancheri sono solo alcuni dei nomi degli artisti e delle artiste che espongono nella collezione permanente del Museo, che vanta anche un suggestivo teatro all’aperto dove si svolgono manifestazioni di teatro, poesia, musica.

Con la rassegna "Infinito possibile", curata da Antonella Serafini, il Pianeta ospita quest’anno le opere di ben ventisei artisti italiani e stranieri - ne ricordiamo per motivi di spazio solo alcuni - la cui creatività si concentra sulle molteplici e multiformi espressioni dell’inquietudine, dell’ansia del conoscere e dell’individualizzarsi.

Alla rappresentazione della nascita di un sentimento nuovo è dedicata l’opera di Daniela Rancati; Renzo Bighetti ci parla di una donna-conchiglia-mare surreale e giocosa; ritroviamo la libertà nell’opera dell’argentina Elisa Dejistani, emerge nella silhouette della Venere di Emile Cornelis tutta l’energia del bronzo di rifrangere e accogliere la luce contemporaneamente; l’opera di Alberto Juninger ci fa supporre una scultura composta di materiali diversi, anche se è sempre e soltanto di bronzo….. E poi Miguel Ausili (Argentina), Anna Engert (Germania), Franco Verroca, Andrew Wielawski (Usa), dalle cui opere si intuiscono differenti linguaggi e sensibilità.

Al Pianeta Azzurro, accarezzato dalla brezza del mare, regna un’atmosfera magica, dove passato presente e futuro dell’arte si rincorrono in una delicata bellezza. …..Un viaggio affascinante, la cui suggestione vale la pena di provare ammirando le opere di tutti gli artisti.

In occasione dell’apertura della rassegna, ogni anno, nello Spazio Open, il Teatro del Museo, vengono attribuiti i Premi Internazionali "Pianeta Azzurro" a personalità del mondo della cultura, dello spettacolo, delle arti e del giornalismo. Il premio consiste in una riproduzione in ceramica di un’opera appositamente realizzata da Alba Gonzales. Quest’anno hanno ritirato la prestigiosa scultura la scenografa Marika Carniti Bollea, l’archeologo Louis Godard, il pittore Renzo Vespignani, il drammaturgo Turi Vasile, la giornalista Lilli Gruber, la scrittrice Milena Milani, il Presidente dell’Autority sulla tutela della privacy Stefano Rodotà, il critico d’arte Aldo Gerbino, il regista Carlo Lizzani, lo storico di Roma Domenico Pertica e la Comunità di Sant’Egidio.

La giuria del Premio, presieduta da Alba Gonzales, è composta da Ugo Attardi, Nella Cirinnà, Costanzo Costantini, Remo Croce, Ida Di Benedetto, Enzo Forcella, Giovanni Grazzini, Domenico Guzzi, Igor Man, Carla Sepe, Santino Spartà, Mario Verdone.

Il Centro, che rappresenta un raro esempio in Italia di museo open space, una tipologia all’aperto molto diffusa in altri paesi, resterà aperto fino al 30 settembre prossimo e si trova a Fregene in Via Ladispoli, 50/A. E’ visitabile la mattina e la domenica per appuntamento ed il pomeriggio dalle 17.00 alle 20.30. Per informazioni tel/fax: 06-66562817. L’ingresso è libero.

(17 luglio 1998)

Daniela Rustici

 

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