Gerolamo Cardano (1501-1576)

 

Matematico, medico e filosofo italiano. Egli scrisse:

"Rodolfo Agricola riporta, nel libro III della sua opera De inventione dialectica, di aver visto una persona sordomuta di nascita che aveva imparato a leggere e a scrivere e che poteva esprimere ciò che voleva. Possiamo quindi permettere ad un sordomuto di udire facendolo leggere e di parlare facendolo scrivere ." (1)

"Il sordomuto "deve imparare a leggere e a scrivere (...) L'impresa è difficile, senza dubbio, ma tuttavia è possibile al sordomuto...." (2)

"Anche i sordomuti onorano e venerano Dio, e, poiché sono dotati di intelligenza, nulla impedisce che coltivino le arti più sofisticate ed eseguano opere di valore..." (2)

(1) in Paralipomena, III, 8.

(2) in De utilitate ex adversis capienda, II, 7.

E' la prima affermazione storica della necessità e possibilità di istruire i sordi. Per primo espone un principio teorico basato su una osservazione conseguente alla citazione di Rodolfo Agricola: è possibile insegnare ad un sordo a leggere e a ascrivere, per cui si può sostituire con la lettura l'udito e con la scrittura la parola verbalizzata. Già a quei tempi ci si rendeva conto della possibilità di associare direttamente l'idea alla parola scritta senza dover ricorrere necessariamente alla sua verbalizzazione.