
Docente in filosofia a Heidelberg (Germania). Egli scrisse:
"Ecco un prodigio: ho visto un sordo dai primi anni della sua vita, e quindi muto, che tuttavia aveva appreso a capire tutto ciò che veniva scritto da altre persone, e che egli stesso esprimeva con la scrittura tutti i suoi pensieri, come se avesse avuto l'immagine della parola."
in De inventione dialectica, 16.
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Questa notizia è molto importante perché, per la prima volta nella storia, si cita il caso di un sordo che ha imparato a leggere e a scrivere. Certamente questo fatto fece sensazione, a quei tempi.