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La riproduzione della piante è
unavventura affascinante, sia se è fatta con un semino, sia per innesto.
Lunica cosa che cambia è la complessità del sistema e la probabilità di riuscita
(ossia una nuova pianta) che potrebbe demoralizzare il novello giardiniere.
E evidente che alcune specie si adattano meglio di altre ad essere riprodotte,
alcune tecniche sono più facili di altre, inoltre cè da considerare lepoca
di riproduzione, le cure alle nuove piantine, il trapianto a dimora, ecc...
Si avranno sicuramente degli insuccessi, ma senza pretendere di ottenere risultati
strabilianti, ci si potrà sicuramente cimentare nella semina di un po di orticole o
nel taleaggio di rose ed ortensie. Il risultato è (quasi) sempre garantito anche in
presenza di qualche errore.
La riproduzione può avvenire per via sessuata (gamica) o asessuata (agamica). Nel primo
caso si utilizza il seme, nell'altro rientrano la divisione dei cespi, la talea, la
margotta e linnesto.
Semina
E' un modo solo in apparenza più semplice per propagare le piante. I semi si possono
comprare in bustine dal costo di poche centinaia di lire, oppure produrre personalmente,
ma il metodo benché attraente non è esente da insuccessi e pertanto sconsigliabile al
giardiniere della domenica.
Il seme racchiude al suo interno la pianta in miniatura (foglie, fusto, radici) : è
lembrione completo di elementi nutritivi e protettivi.
Per la riuscita della semina, sia in semenzaio sia in piena terra, si dovranno avere semi
di buona qualità e germinabilità; inoltre il terriccio che dovrà accoglierlo dovrà
essere non compatto, leggero e molto fertile, ben drenato ed umido. Infine lambiente
circostante dovrà avere condizioni d'illuminazione adeguate, fondamentali dal momento
della germinazione in poi.
La semina in semenzaio è più semplice, quella in piena terra un po più complessa
ma solo perché si dovrà porre maggiore attenzione alla lavorazione preliminare del
terreno, alla precedente coltivazione fatta sulla stessa parcella (rotazione) ed alla
divisione della porzione in piccole zone a semina omogenea.
Interrare il seme ad una profondità differente secondo le dimensioni dello stesso : si va
da un leggerissimo strato per i semi più piccoli (basilico) a tre volte le dimensioni per
i semi più grandi (fava).
Esistono tre tecniche di semina : a spaglio (uniformemente nel perimetro scelto) a
buchette o postarella (tante piccole aree dedicate) o a file (come per le buchette ma
organizzata in filari).
Se la semina è fatta bene, dopo un certo periodo (variabile da specie a specie)
spunteranno le nuove piantine ; si dovrà a questo punto garantire luce ed umidità
sufficienti e, dopo pochi giorni, si dovrà procedere al diradamento, vale a dire
alleliminazione di una parte delle piantine appena nate. Dopo tutta la fatica... ma
aria, acqua nutrimento e soprattutto spazio deve essere dato in quantità abbastanza
generosa ai nuovi nati, per cui va eliminato il sovraffollamento.
Ultima operazione per le piante nate in vasetti, è il trapianto a dimora in piena terra.
Divisione dei cespi
Metodo semplice, consiste nel dividere letteralmente in due o più parti una pianta di
dimensioni ragguardevoli.
Con un forcone si procede alla suddivisione in parti uguali, facendo attenzione a non
rovinare lapparato radicale, e che i nuovi esemplari risultanti abbiano tutti gli
elementi della pianta originale : radice con pane di terra, adeguata impalcatura del fusto
e dei rami, fronde non squilibrate con il resto della pianta. Rinvasare o interrare i
nuovi soggetti.
Talea
La talea è una di quelle operazioni di giardinaggio che può dare moltissime
soddisfazioni. Letteralmente rappresenta la "speranza" di far emettere radici ad
un pezzo di una pianta, sia esso rappresentato da radice, foglia, ramo, fusto. Le
condizioni per la riuscita di una talea sono tante, ecco perché gli insuccessi non sono
pochi !.
Prima di tutto, sebbene la talea possa essere applicata a quasi tutte le specie, non tutti
i materiali vegetali saranno idonei : es. è impossibile far emettere radici alle foglie
di rosa, ma sarà possibile riprodurre ficus e begonie da questa parte vegetale.
Condizioni per il successo : sufficiente calore, umidità e luce rappresentano elementi
chiave, ma anche avere "porzioni vegetali" sane e ben preparate sono elementi
importanti.. Infine da non trascurare lepoca scelta per il taleaggio, generalmente
tarda estate o inizio primavera.
Prima di affidare al terreno la nostra porzione di pianta, è utile cospargerla di un
prodotto per stimolare lemissione di radici. Non è tossico, ne basta una modesta
quantità ed è di facile reperibilità nei vivai ad un costo contenuto.
Ultimo suggerimento : non appena la talea avrà emesso radici, dopo aver brindato, non
dimenticate di invasare subito il nuovo esemplare in vaso o a dimora in piena terra,
prestando particolare attenzione alle radichette appena nate : sono delicatissime.
Margotta
La margotta altro non è che una talea ancora attaccata alla pianta madre: verrà
staccata solo dopo l'emissione delle radici.
Esistono tre tipi di margotte : a ceppaia, a propaggine ed aerea. Non mi soffermo oltre,
in quanto consiglio l'applicazione dopo aver sperimentato con successo la propagazione per
talea.
Innesto
Metodo "professionale" ed abbastanza difficile per ottenere nuovi soggetti per
via non sessuale. Di fatto, si tratta di prendere due piante, anche non della stessa
specie, di cui una fornisce la parte radicale (portinnesto) e laltra la parte aerea
(marza o nesto) comprendente le gemme in sviluppo o dormienti.
Facendo combaciare, con opportune tecniche, le due parti, si favorisce la naturale
inclinazione delle piante a "saldarsi", ottenendo un nuovo esemplare che sommi i
caratteri migliori dei due "genitori", di cui uno ha fornito "le
gambe", laltro "la testa".
In questo modo, gli specialisti del settore, hanno migliorato parecchie specie, rendendole
p. es. più forti alle malattie, più produttive, con i fiori più belli o più profumati,
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Ibridazione
Esiste unaltra tecnica di miglioramento delle specie ed è libridazione,
molto utilizzata sia nel giardinaggio orticolo sia fiorifero. Si tratta di procurare
unimpollinazione artificiale tra soggetti della medesima o differente specie,
ottenendo cultivar nuove con caratteri diversi, in genere migliorativi rispetto ai
genitori. I soggetti ottenuti per processo d'ibridazione, sono sterili. |
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