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Non e' semplice ne' veloce parlare di parassiti, essendo l'argomento piuttosto complesso.

I parassiti sono di due classi: animali e vegetali.

Appartengono al primo gruppo alcune migliaia, o forse piu', di insetti che popolano i nostri giardini: altri sono insetti utili, sia perche' aiutano la pianta (es. l'ape che favorisce l'impollinazione) altri perche' combattono gli insetti nocivi (es. il ragno che con la sua tela cattura la dorifora, flagello delle patate, o la coccinella che fa strage di afidi).

I parassiti vegetali sono essenzialmente rappresentati da funghi che si depositano sulla pianta e ne sottraggono la linfa.

I parassiti vegetali ed animali sovente conducono alla morte della pianta, o per cause dirette o indirettettamente, in quanto si e' costretti ad eliminare l'esemplare infetto per non infestare altre piante. Da cio' si evince che la lotta ai parassiti, qualunque sia la loro origine, dovrà essere tempestiva e soprattutto efficiente.

Le malattie da parassiti vegetali sono anche dette crittogamiche, dal nome della classe cui appartengono i funghi microscopici che si depositano su radici, fusto, foglie, fiori, insomma su ogni millimentro quadro della vostra pianta !

 

Le malattie crittogamiche sono numerosissime, purtroppo; elenchero' le principali e piu' comuni nei giardini casalinghi:

mal bianco (oidio) che attacca la rosa ed altre ornamentali, e' riconoscibile come patina grigiastra su pagina superiore ed inferiore, picciolo, calice delle rose; si sviluppa in presenza di primavere ed estati molto umide e calde nonche' poco ventilate; attenzione che le spore resistono bene da un inverno all'altro, quindi cura preventiva gia' da febbraio

ruggine: attacca numerose specie, si presenta con macchie color ruggine a piccoli punti. anche questa malattia si sviluppa con il caldo stabile (maggio-giugno)

bolla del pesco: malattia esiziale per le povere foglie (e che affatica tantissimo anche l'intera pianta) che si accartocciano in una forma davvero brutta e sinistra; le foglie sono altamente infettive e vanno bruciate immediatamente

I parassiti animali sono anch'essi molto pericolosi ma a differenza di quelli vegetali, se l'esemplare non e' molto attaccato possono essere con successo rimossi a mano, aiutando rapidamente pianta malata ed ambiente (gli insetticidi sono moto tossici); tra questi ricordiamo:

la cocciniglia, scudetto biancastro ( cocciniglia cotonosa) o a forma di mezzo grano di pepe nero che attacca prevalentemente gli agrumi ma non disdegna alcune specie d'appartamento, come ad es. le kentie e i ficus benjamin

gli afidi, a colonie possono essere anche migliaia in pochi cm di stelo, colpisce le ornamentali e quelli verdi hanno un predilezione per le rose; attaccano preferibilmente i glovani e teneri getti di cui suggono la linfa

i bruchi e le larve, a volte scavano micidiali gallerie all'interno di rami, lasciandoli completamente cavi, altri si fanno strada nel terreno facendo sconquassi tra le radici; altri ancora distruggono il fogliame o i fiori ed i frutti.

come curarli: Insetticida per gli antiparassitari animali, prodotti in polvere per distruggere le crittogame infestanti. Un'attenzione particolare a maneggiare i prodotti antiparassitari.

Si dividono in 4 classi tossicologiche a seconda del grado di pericolosità, la prima e la seconda essendo velenose sono in vendita solo nei consorzi agrari e farmacie specializzati agli addetti al settore agrario con apposito tesserino; la classe terza e quarta e' di libera vendita.

Sebbene in alcuni casi sia necessario usare prodotti di III classe, e' sempre meglio utilizzare antiparassitari di IV classe o addirittura prodotti non tossici, come la lavanda contro gli afidi (che riempie anche il giardino di profumo e macchie di colore verde con fiori lilla').

Le regolette per non trasformare un'operazione di salvataggio di una pianta in dramma, sono poche ed in genere dettate dal buon senso: 1. irrorare in giornate poco ventose e sempre sottovento :-) 2. evitare le ore piu' calde 3. alla larga bambini ed animali domestici dalla zona di irrorazione 4. coprire occhi e bocca con prodotti idonei (occhiali, mascherina) 5. doccia accurata dopo i trattamenti (la pelle assorbe) 6. fare in modo che nessuno "giochi" con le piante nei giorni seguenti le irrorazioni

Inoltre nei casi in cui e' necessario fare piu' di un trattamento, ed in ogni caso quando ci sono prodotti eduli prossimi al consumo, ricordarsi di rispettare il periodo di carenza, che e' l'intervallo che passa tra l'ultima irrorazione e la perdita di tossicita' del tessuto vegetale irrorato. Per prodotti di III classe il periodo di carenza e' minimo 21 giorni, per la IV classe si riduce a 7, ma consiglio di non irrirare con nessun prodotto le piante con frutti almeno 40 giorni prima della raccolta.

Le dosi sono omeopatiche, spesso 1 grammo di polvere per litro di miscela: come prepararla essendo in proporzione 1 a 1000? Semplice, prendere pochi cl di acqua, sciogliere la quantità di prodotto necessaria e quindi aggiungere acqua secondo necessità;

Infine, due altre notizie: quanta miscela preparare? O si conosce perche' si e' andati per tentativi piu' o meno empirici, o conviene fare la "prova in bianco", che consiste nell'irrorare le nostre malate con solo acqua. Quanti litri ne abbiamo consumati 5 ? Bene, ora sapete quanta miscela preparare.

Alcuni prodotti si possono mischiare, altri determinano bombe chimiche: consultare sempre i foglietti illustrativi che citano sempre le incompatibilita', a volte le compatibilita' quasi mai le inutilita', cioe' la non efficacia della miscelazione di due prodotti; se nel dubbio o chiedete a qualche esperto, oppure date il primo prodotto, rispettate la carenza minima per quel prodotto, e passate al secondo. Staranno tutti meglio: la pianta, gli animali, i vicini di casa, i vostri cari e, perche' no, voi stessi

 


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