Policy della lista:
Cercare di parlare di disagio in senso generale: anche se le situazioni
dell'handicap rimangono centrali, i meccanismi di repressione, le fonti di
ingiustizia, i pregiudizi e le stereotipie valgono per i disabili come per
i minori, per gli immigrati, per i carcerati, per i nomadi...in questo modo si
evita di fare delle categorie, di richiudersi ognuno nel proprio orticello
coltivando la propria particolare diversita'.
2) Parlare di temi generali che hanno una relazione con il disagio (le
politiche sociali, la solidarieta', il volontariato...) per non limitarsi
al caso, all'effetto, ma alle sue cause.
3) Cercare di non porre delle barriere tra chi e' disabile e chi non lo e',
tra chi e' svantaggiato e chi non lo e', tra l'operatore e l'utente,
cercare di fare delle considerazioni che coinvolgono ambo le parti.
Questo punto, che ho messo, al terzo posto e' in realta' molto importante e
anche difficile da realizzare e pone sempre dei problemi.
4) Parlare dei problemi di chi lavora (l'operatore sociale) o di chi fa il
volontario in questi campi. Parlare del lavoro dell'educatore (nel senso
piu' lato del termine).
5) Privilegiare il rapporto di confronto e scontro con i mass media: come
vengono rappresentati i disabili e chi vive in condizione di disagio dai
mass media (giornali, TV...)? Sarebbe interessante aprire un dibattito su
questo tema con la segnalazione di casi.
Queste alcune linee; rimangono importanti le altre che circolano sulla
ailing, le segnalazioni di casi, di appelli, di novita` legislative, di
atti di cronaca, di libri, convegni..
Il materiale interessante di questo tipo che arrivera` nel CDH cerchero`
(tempo permettendo) di riversarlo in mailing.
Viceversa quando il dibattito lo permette vorrei riportarlo sulla rivista
che editiamo, in modo che ci sia uno scambio.
Nicola Rabbi asshp2@iperbole.bologna.it
moderatore mailing list sul disagio
(retePeacelink)