Ultima Revisione:27/3/2000
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Le arepitas sono... piccole arepas, e le arepas sono focaccine di mais molto popolari nella cucina colombiana... si fanno asadas, cioè cotte sulla piastra o sulla pietra, oppure fritte, come in questo caso...
L'impasto *originale* non sarebbe uno scherzo, si tratta di sgranare le pannocchie fresche, macinare i chicchi, togliere le bucce, cuocere impastare etc etc... ci si fa furbi e si va a comperare una confezione di farina precotta per arepas in un negozio di alimentari tipici e via... vengono benissimo e comunque tutte le massaie colombiane fanno lo stesso, inclusa mia nonna :))
Si prepara l'impasto con la suddetta farina, sale ed acqua nelle dosi indicate sulla confezione, si lascia riposare 10 minuti e poi con le mani bagnate si formano delle polpettine della dimensione di.. una polpettina, diciamo 4-5 cm di diametro, ci si fa un piccolo buco in cui si infila un dadino di formaggio, io uso la mozzarella in mancanza di formaggi tipici colombiani, e poi si friggono poche per volta in olio bollente... si servono calde; io di solito lo uso come antipasto, il problema è che se ne faccio troppe poi gli ospiti si scofanano quelle e arrivano al primo già pieni ;) la prossima volta vi racconto i patacones con gua- camole, va.... intanto buon appetito
Neeta (la ragazza scef-espres)
Brie, anche con una fettina d'arancio, sul pane, non solo con la nutella.
Roberto Arvigo
piate lù pane casarecciolo e taiatene 'na fetta
buttatela sur foco per 'n paro de minuti e quanno se stà a brucià levatela (attenti alle mano, che
coce) poi piate 'na bella fetta de cipolla e sparmatela sur pane bello cardo finchè nun piagnete
a sto punto piate 'n pò de fascioli e buttà sopra ar pane.condite tutto con tanto peperoncino olio
de quello bono sale e bbon appetito !
e ricordateve :è mejo la malcreanza che il mal de panza
Augusto Rossi.
Schiacciate in poltiglia il tuorlo dell'uovo sodo e incorporatevi la senape e un pizzico di paprika; salate, preparate e mescolate, quindi aggiungete, mescolando come per fare la maionese, 3 cucchiai d'olio, il succo di limone e, quando tutto questo è ben amalgamato, il ketchup, la salsa Worcester, lo cherry e la panna.
Mettete in coppette le foglie di lattuga, diponetevi sopra gli scampi già lessati tagliati a cubetti, ricoprite con la salsa preparata.
Inutile dire, che al posto degli scampi, possono essere utilizzati una quantità infinita di altro pesce, come ad esempio gamberetti, tronchetti di polpa di granchio, ecc.
Roberto Cannito
Consigliabile il tagliere per la sfoglia e un buon mattarello.
In pratica tutto sta a preparare l'impasto incorporando l'acqua nella farina (salando a piacimento) fino ad ottenere un impasto liscio
e che non attacca troppo (l'impasto del pane per intenderci), dopodichè si stende l'impasto sul tagliere col mattarello fino
ad ottenere uno spessore di pochi millimetri (2-3), e si tagliano dei dischi usando una tazza da caffelatte rovesciata a mò di
stampino. Si fa un "ombelico" premendo con l'indice al centro del disco di pasta. (serve per migliorare la frittura) ..... e poi si frigge.
I ritagli di pasta vanno rilavorati un istante e ristesi ripetendo l'operazione finchè non c'è più pasta.
La superficie della crescentina si riempie di bolle... tanto più grosse quanto è caldo l'olio... Scegliete voi quanto le volete cotte... dopo pochi istanti iniziaranno a dorarsi e abbrustolirsi le bolle, mentre la pasta resterà più chiara. L'effetto finale è un misto di croccante e soffice che può essere dosato con la temperatura dell'olio.
La preparazione come vedete è facilissima e con un po` di manualità ci si assicura una qualità costante su
tutte le crescentine.
La prima crescentina è un pò meno buona delle successive... meno croccante e un pò più unta
perchè in genere l'olio è un pò più freddo. (Quindi evitate di offrirla all'ospite).
Questo è un piatto caratteristico dell'Emilia-Romagna. Per rispettare la tradizione vanno fatte tonde, ma per
praticità possono benissimo essere tagliate a quadrati più o meno regolari per fare prima.
Variante
Se il frigo non è proprio vuoto e c'è dentro un pò di formaggio, un cacciatorino, della mortadella o del
prosciutto cotto... insomma quello che c'è, si può fare una variante sofficino-like, preparando la stessa pasta e
tagliandola a dischi, senza però fare il buco al centro e depositando al centro di ogni disco un "mix" di cubetti di formaggio
e cubetti di salame, insomma il ripieno, e poi ripiegando a metà il disco e saldando il bordo premendo leggermente.
Il tutto va poi fritto in olio.
Vanno mangiate CALDE!.... fredde sono pesanti.... e perdono gran parte della fragranza. Per questo è consigliabile
farle a piccole tornate e mangiarle subito.
Nonostante si sposino bene anche con la birra, io le vedo bene con un bel Lambrusco asciutto, o comunque un vino rosso e giovane.
Non vi preoccupate di farne tante che tanto non avanzano...
Riccardo Cossi
Soffriggere gli odori tritati fini, aggingere i fegatini dopo averli passati al tritacarne.
Appena cotti aggiungere i capperi tritati, pasta d'acciughe, vino e noce di burro.
Fare evaporare il vino fino a raggiungere un composto denso.
Spalmare su pezzetti di pane bagnati con il brodo di dado.
Ecco un antipasto veloce e sicuramente gradevole.
FATEMI SAPERE............ sulla posta MC0601
Angelo Ferroni
Cuocere un pò troppo (nel senso che, a mio avviso, la verdura lessa deve essere sempre un pó
al dente, il caso in esame rappresenta una eccezione), un bel broccolo romanesco (per intendersi
quella specie di cavolfiore verdastro e con la punta). Lavorare (poco) con la forchetta 70-80 g di
tonno sottolio, tagliare il broccolo e distribuirlo su fette di pane abbrustolito (consiglio il forno
a microonde, se non avete il camino od il grill). Aggiungere il tonno sopra il broccolo e condire
con ottimo olio di oliva.
Semplice no? Eppure, per quel che mi riguarda, vale ben più della poca fatica necessaria a
prepararlo.
P.S. Il crostone abbrustolito può ovviamente essere strofinato col classico spicchio di aglio (prima di metterci sopra il broccolo, si intende!).
Paolo Nuti
Strumenti di lavoro:
Preparazione:
A cottura ultimata lasciate raffreddare leggermente (in modo che siano mangiabili altrimenti i vostri ospiti non saranno più
tanto sorridenti!!) e servire caldi.
Un consiglio: se siete persone indaffarate e piene di impegni, preparate le focaccine la sera prima o la mattina.
Se lo fate la sera: appoggiare le focaccine (crude) su vari piatti, mi raccomando non appoggiatele una sopra l'altra e copritele con la
pellicola tipo domopak e mettele in frigo (spennellerete dopo!)
Se le fate la mattina: lasciate le focaccine sulla tavola per impastare e copritela con un panno umido.
Al momento che dovrete preparare il pranzo o la cena finite la preparazione come ho spiegato prima.
p.s. scusate se sono stata lunga, la preparazione è più semplice!
Buon Appetito
Silvia Jencinella
Tritare molto finemente il cetriolo insieme all'aglio.
Versare il tutto in un colino (quelli per il tè vanno benissimo).
Aggiungere un bel pizzico di sale e lasciar scolare la parte acquosa del cetriolo per almeno una
mezz'oretta, girando di tanto in tanto.
Quando sarà ben sgocciolato aggiungere il composto allo yougurt, aggiustare di sale, condire con
un filino di olio di oliva e guarnire con olive nere.
Lasciar riposare in frigo per un pò e servire fresco.
Variante
Alcuni aggiungono al cetriolo della carota gialla anch'essa triturata molto finemente e volendo un ciuffettino di prezzemolo, ma a me piace semplice semplice....
Buon Appetito!!
LAURA...
M. Laura Baronti Marchiò
Lo tzatziki è un intruglio delizioso, di origine turca (lì lo chiamano "cacik" - si pronuncia "giagik"). Si fa con un paio d'etti di yogurt, quello greco intero che è denso e cremoso, un cetriolo, tre-quattro spicchi d'aglio, sale e pepe. Il cetriolo va sbucciato e tritato fino, poi messo in un colino a sgocciolare, con un grosso pizzico di sale buttato dentro e mescolato bene (il sale tira fuori l'acqua del cetriolo). Dopo averlo scolato una mezz'ora gli si aggiunge l'aglio tritato, si unisce allo yogurt, un pò d'olio, aggiustare di sale se serve, e via: è pronto. Si usa come antipasto o come contorno. Da non raccomandare agli stomaci debolucci, oppure a chi non ama profumare d'aglio.
Stefano Toria
Ingredienti per 4 persone:
1 kg di melanzane
1 spicchio d' aglio
1 etto di peperoni
1 etto di pomodori
un ciuffo di prezzemolo tritato
1/2 limone
1/2 etto di maionese (fatela, NON compratela)
sale & pepe
olio di oliva (la ricetta dice 1/2 etto, ma voi andate ad occhio che non sbagliate)
Bisogna abbrustolire le melanzane sulla griglia e dopo che sono ben cotte occorre sbucciarle e metterle a scolare per far perdere loro tutta l' acqua residua.
Consiglio il seguente metodo: mettete le melanzane nello scolapasta e sopra piazzateci una pila di piatti e a chiudere una pentola piena d' acqua. Se il tutto non vi è crollato addosso lasciate riposare una notte intera.
Tagliate a tocchetti il pomodoro, tritate l' aglio e i peperoni, spremete il 1/2 limone.
Prendete le melanzane, asciugatele in un canovaccio e schiacciate la polpa, aggiungete l' aglio, il peperone, i tocchetti di pomodoro, il prezzemolo e il succo di limone.
A questo punto aggiungete sale, pepe e maionese e per ultimo l' olio di oliva.
Sbattete per far amalgamare il tutto.
Fabio Bistoncini
Mettere in una casseruola il lardo battuto e qualche cucchiaiata d'olio, porre il recipiente sul
fuoco e lasciar sofriggere per un istante, poi unire la carne di maiale e di manzo. Fate rosolare
bene quindi aggiungete una cucchiaiata di salsina di pomodoro sciolta in poca acqua tiepida
e cuocete a fuoco moderato, Quando la carne sarà cotta unire i fegatini e continuare la cottura
ancora per 5 minuti circa; levarli poi dal recipiente insieme alla carne e tritare tutto finissimo,
indi impastare bene il trito fatto al suo sugo di cottura; unire la mollica di pane inzuppata con
un pò di brodo e ben strizzata, un uovo, il parmigiano, insaporire con noce moscata,
cannella, sale e pepe: amalgamare gli ingredienti alla perfezione.
Snocciolare le olive con l'apposito apparecchietto e poi riempirle con il composto preparato.
A lavoro ultimato passare le olive nella farina, poi immergerle nelle rimanenti uova sbattute,
quindi passarle nel pane grattugiato. Quando saranno tutte pronte friggerele in olio abbondante
e bollentissimo, quindi scolarle e metterle sulla carta di tipo assorbente. Servire calde
guarnendo il piatto con fettine di limone. Si servono anche con carni.
Variante
diverse sono le interpretazioni di olive ripiene; una versione più semplice compone l'impasto con gr. 50 di carne trita, un uovo, una cucchiaiata di parmigiano grattugiato, una nocciola di midollo di bue e spezie. Impanare e friggere.
Marcello Stefanelli
Versare in un piatto la passata di pomodoro (la passata deve essere del tipo denso), aggiungere olio, sale, pepe, origano e riminare (nel mio dialetto significa mescolare) ben ben. prendere una fetta di pan carrè, spalmarci uno strato leggero di pasta d'acciughe, versarci un cucchiaio di salsa e aggiungere la mozzarella (a fettine sottili, sennò non si squaglia) e mettere il tutto nel tostapane (alla svelta, prima che la salsa rammolisca il pan carrè!!!).
Vi accorgerete che il risultato sarà qualcosa di simile ad una pizza napoletana, ovviamente con le dovute proporzioni.
Ciao e buon appetito.
MC3966
Ingredienti:
300 gr di farina
un pizzico di lievito per torte salate
3 uova
sale
pepe
un pizzico di curry
un pizzico di cumino
1 salsiccia
olive nere
una grattatina di noce moscata
1/2 bicchiere di latte
1/2 bicchiere di olio di oliva.
Mischiare il tutto. Ungere una teglia con burro e spolverare con farina, versare il composto. Cuocere in forno a 300 gradi per circa 45 minuti. Far raffreddare. Servire tagliato a fettine. Mi farete sapere.
Petronilla (Claudia Chiera)
(Il taramà è un composto di uova di pesce, presumibilmente salmone, dall'aspetto molto simile al caviale ma di colore rosa acceso, viene tenuto sotto sale e normalmente, se messo in frigorifero, può essere conservato anche per un mese intero)
Il pane deve essere possibilmente casareccio al quale sia stata tolta la crosta. Il pane può essere anche raffermo ma in ogni caso va lasciato in acqua per qualche minuto fino a che si sarà gonfiato ben benino.
In una terrina mettere il taramà, il pane ben strizzato, la cipolla tagliata molto finemente, il succo
del limone e almeno due cucchiai di olio di oliva.
Mescolare bene amalgamando il composto finchè non diventerà morbido come una crema
piuttosto ferma. Sconsiglio di aggiungere troppo limone per evitare che il tutto prenda un sapore
asprigno, e consiglio di ammorbidire il tutto, in caso di necessità, con un altro pò di olio.
Va tenuto in frigorifero e servito fresco, guarnito con olive nere e accompagnato da pane tostato.
è da ricordare che nel caso risultasse troppo salato è sufficiente aggiungere un pò di pane in
più.
Si mangia sia come antipasto, su tartine o simili, oppure come contorno a piatti anche di
carne....strano ma vero!!!
M. Laura Baronti Marchiò
Eh? Ah, sì: la taramosalata. "Taramà" in greco è il nome delle uova di pesce; non ho ancora capito esattamente a quale pesce si riferiscano, ma le comuni uova di lompo che si comprano al supermercato vanno benissimo. Ci vogliono quelle rosse, peró.
Bisogna lessare due patate grosse, o tre medie; sbucciarle e passarle nel robot da cucina fino a farne una pasta uniforme. Poi ci si butta un vasetto grande, o due piccoli, di uova di pesce rosse o rosa, e una cipolla tritata fina. Un filo d'olio mentre il robot gira (alla velocità minima, altrimenti facciamo una frittata di patate! :-) ) fino a che la pasta si amalgama, poi aggiungere sale se serve, e anche questa è pronta. Si serve come antipasto con un'oliva nera conficcata nel mezzo.
Stefano Toria
Fate ammollare i fichi secchi nell'acqua per 12 ore. Mescolate il Roquefort ed il burro nel mortaio, poi mescolare velocemente con la frusta. Tagliare le noci a pezzettini. Tagliare i fichi in piccoli filetti. Mettere in una terrina, poi in ghiacciaia per alcune ore e sformare prima di servire.
Io proporrei di guarnirne la superficie con malli di noce e piccoli cubetti di carota infilati di spigolo, magari senza sformare.
Volendola sformare, proporrei di farlo su un vassoietto rotondo di stagnola posato su soffice letto di lattuga.
Servirei con Nebiolo Carema od altro rosso secco Piemontese.
Annebbiati saluti
Giancarlo Ranieri
Preparate le uova sode (il cui numero è direttamente proporzionale alla vostra voracità), sgusciatele, tagliatele a metà ed asportate il tuorlo.
Disponete i semigusci di albume sul piatto di portata ed i tuorli in una terrina.
Aggiungete ai tuorli gli altri ingredienti nelle quantità che preferite: una dose 'opportunà
potrebbe essere la seguente:
(dose per un uovo sodo)
Mescolate bene gli ingredienti e con un cucchiaino riempite i gusci di albume, guarnite con un cappero intero.
Buon appetito!!!
Enrico Corsetti
Fare ammorbidire in olio la cipolla, tagliata finissima, col prezzemolo; profumare con una foglia di lauro. Aggiungere il pomodoro ed iniziare a far stringere. Quando il sugo è stretto, aggiungere le vongole e dar loro il tempo di aprirsi (circa 5'); quasi contemporaneamente aggiungere un pizzico di timo. Servire caldissime.
Si possono godere su crostoni di pane agliati, oppure su polenta.
Noi libidinosi le "sprecammo" mangiandole così com'erano.
***** ZAPPATERRA *****
Facciamo ammollare centocinquanta gr. di fagioli cannellini e cuociamoli dopo lentamente.
Scoliamoli e conserviamo l'acqua di cottura.
In una padella mettiamo 350 gr. di vongole freschissime con un ramaiolo piccolo di brodo di
fagioli. Coperchiamo e lasciamo aprire i molluschi a fiamma viva.
Togliamo il coperchio, aggiungiamo i fagioli scolati e raddensiamo sempre a fuoco alto il
fondo.
Spolverizziamo di prezzemolo battuto fine e serviamo in fondine calde.
Si possono sostituire le vongole con le cozze
Lucia Danesi