CERVELLO:
labirinto di emozioni
“Una musica costante”
2 – 10 marzo 2006

Nascita
Bct (Biblioteca Comunale di Terni) ristrutturata nel 2004, accoglie in
diverse sezioni, servizi tradizionali e innovativi, dove la lettura si
arricchisce di nuove modalità di comunicazione attraverso continui
aggiornamenti: presentazioni di libri, letture teatralizzate, lezioni aperte,
appuntamenti con gli autori, approfondimenti sulla storia locale, ma anche
incontri per promuovere le nuove tecnologie, proiezioni di film, collegamenti
in videoconferenza, giochi, divulgazione creativa per i più piccoli.
In
questo ambito, la consulente della Biblioteca Stefania Fabri, ha proposto ai
curatori della stessa, un’arte “nuova”,

L’artista
ha presentato un progetto molto articolato, una sorta di percorso compiuto
attraverso proiezioni video di immagini in
animazione create a computer.

p>
Ogni
video già colmo di significati, ha contribuito insieme agli altri a creare un
racconto completo.

Immagine sul soffitto a volta nell'ingresso della Biblioteca
Abitualmente
Ida Gerosa cerca di creare una fusione, una simbiosi con l’ambiente che ospita le
sue installazioni. Per arrivare a proporre un’armonia generale.
Questa
volta, proiettare nella Biblioteca ogni video con un’ambientazione differente,
è servito anche a far capire che queste immagini "volano" e non si
fermano in uno spazio predefinito. Possono avvolgerci, possono penetrare nel
nostro spirito con grande libertà.

"Caos mentale"
Il
"Caos mentale" stava bene nello spazio angusto, costrittivo della
nicchia esistente nel corridoio del primo piano. La "Paura" è
riuscita a ripiegarsi su se stessa, tra la parete e il soffitto della stanza
“infocataloghi”. La "Speranza" sulla parete sotto il soffitto di
vetro, nel terzo piano, dichiarava anche la "speranza" si uscire
verso la scala in alto. La "Nascita" proiettata su uno schermo molto
grande, sparata nello spazio della chiostrina, sotto il soffitto di vetro
diventava "pomposa" e, nello stesso tempo riusciva ad essere
avvolgente e suadente. Sembrava che ci dovesse promettere qualcosa di positivo.

"Speranza"
Le
installazioni di Computer art ci hanno permesso di entrare nei pensieri
dell’autrice. Pensieri ricorrenti che dicono: “E’ forse la più sconvolgente avventura
dell’essere umano che, attraverso la mente, riesce a guardare all’interno di se
stesso e a meditare sulla sua vera natura.
L’approfondimento
dei momenti che viviamo
durante il nostro percorso è sempre filtrato dalla maniera di essere, dalla
capacità di vedere le cose, ed è sempre così costantemente presente in noi da
sembrare un suono musicale continuo.
E’ “una musica costante” che ci accompagna tutta la
vita.
L’installazione
che riflette questi pensieri, va vista come un viaggio attraverso alcune delle
sensazioni, delle emozioni che il cervello assorbe ed elabora nel percorso
della vita. Un labirinto, un percorso che si delinea come un fiume sulla riva
del quale noi stessi, come spettatori, stiamo a guardare il nostro “riflesso”.
Il
significato di questo percorso è nel nostro desiderio di cercare sempre di
uscire dalle inevitabili situazioni di “buio” che qualche volta accompagnano la
nostra vita. L’importante è superare ognuno di questi momenti per tornare a
proiettarci con gioia e passione nella vita che ci è stata donata.”
L’installazione,
permeata da “una musica costante”, ha raccontato questa caratteristica peculiare
che appartiene ad ognuno di noi e ci accompagna per tutta la vita.
Abbiamo visto un’installazione lieve, evanescente,
quasi irreale, sognante eppure molto presente, decisamente e fortemente
penetrante. Le immagini in animazione di computer art permettono tutto questo.

Immagine del video "Nascita" nel chiostro
Ma
che cos’è
E’
un’arte immateriale che privilegia l’espansione della creatività. E’ la
possibilità di lavorare con la mente, con la fantasia, con lo spirito senza per
questo dover ricorrere alla manualità. E’ un’espansione dello spirito, è un
rapporto privilegiato tra pensiero e visione.
E’ la possibilità di esaudire il
desiderio di dare forma a qualcosa che si intuisce, ma che non si conosce
ancora.
E’ l’arte che permette di aprire
uno squarcio molto profondo nell’intimo di ognuno di noi; che, senza paura,
penetra nel pensiero, nei sentimenti, nelle
emozioni vissute, forse dimenticate, forse accantonate … e le fa rivivere; che
con molta forza racconta la nostra antica essenza umana, pur se oggi
quest’essenza è sollecitata in maniera nuova dagli stimoli esterni ed ha bisogno,
appunto, di nuove strategie di espressione.
Quindi
l’arte con questo mezzo?
E’
quella che spinge i critici, gli storici dell’arte a meditare non solo sui suoi
oggetti, ma anche e soprattutto sui suoi metodi. A meditare sulle sue
caratteristiche specifiche come l’interattività, la capacità di comunicazione,
di partecipazione, di collaborazione. I trasformati rapporti tradizionali tra
autore, opera e spettatore, ma anche i meccanismi stessi dei circuiti dell’arte
e il suo contributo alla cultura.
Anche
se per tanti è anche difficile parlare o scrivere delle opere virtuali e dello
sviluppo vertiginoso dei siti web, e anche di tutte le opere vicine al computer
che costituiscono una parte molto importante della produzione contemporanea.
Il
primo passo verso una comprensione sarà accettare che il computer cambia il
nostro rapporto con il tempo, la nostra maniera di vivere o di rivivere, di
anticipare, di attraversare l’arte. Cambia il nostro rapporto con lo spazio.
Non
solo per fare arte con un computer, ma soprattutto per capirla, la prima cosa
da accettare è l’idea di avere davanti un mezzo, solo un mezzo che fa da
tramite tra noi, il nostro pensiero e l’opera finita. La base è conoscerne
perfettamente l’uso e quindi mettersi in sintonia con le opportunità offerte
per arrivare ad ascoltare se stessi, il proprio pensiero stimolato e
trasformato attimo dopo attimo.
Quindi
l’importante è “usare” il mezzo e mai “farsi usare”.
Del
resto, l’arte elettronica in genere, la computer art in particolare è quella
che maggiormente rappresenta il mondo contemporaneo.
Oggi, momento in
cui tutto appare normale e “assorbito”, forse per la prima volta nella storia,
ci rendiamo conto che l’arte non copia o modifica la realtà, ma la inventa. Ci
muoviamo dentro questo nuovo mondo in costruzione intuendo, creando possibili
strade alternative, pur se guidati da leggi ferree.
La
grandiosa differenza con le circostanze passate sta nella possibilità di
svincolarsi dai limiti delle normali percezioni; con l’immaginazione possiamo
dare una nuova forma non solo agli oggetti, ma soprattutto alla sensibilità.
Ecco, riusciamo così a “vedere” anche l’arte con occhi nuovi.
E
giorno dopo giorno contribuiamo alla creazione e alla diffusione di un’arte
immateriale che ci appartiene profondamente, di un’arte che sta cambiando la
storia. Sta reinventando “una” storia. Una storia dell’arte.
Due video, “Caos mentale” e “Nascita” sono stati
accompagnati dalla musica elettronica di Enrico Cosimi.
-------------------------------------------------------------------------------------------------------