Biennale di arti visive

ILLUMInazioni

4 giugno – 27 novembre 2011

 

A Venezia la Biennale di arti visive quest’anno sarà diretta da Bice Curiger e presieduta da Paolo Baratta.

Sarà allestita,  al Padiglione centrale e nei Padiglioni nazionali dei Giardini, all’Arsenale e in tutti gli spazi adibiti alla Mostra  nella città. Si formerà così, con le opere di artisti da tutto il mondo, un percorso espositivo interessante.

Come ha sottolineato Paolo Baratta, è questa una mostra che offre la possibilità di capire le trasformazioni che abbiamo vissuto, non solo negli ultimi 2 anni per gli inevitabili cambiamenti, anche recenti. Una mostra che permette, ad uno sguardo attento e consapevole, di rendersi conto di come l’arte sia profondamente cambiata nel tempo.

Come dicevo, i Padiglioni sparsi attraverso tutta la città di Venezia, riescono a presentare una realtà profondamente attuale. Infatti l’arte, unica, fa capire la vera essenza di ogni paese.

Sarà perciò un piacevole percorso attraverso le esposizioni, per approfondire il diverso vissuto di ogni popolo.

Quindi, anche quest’anno, nasce il desiderio di vedere ogni singola esposizione per immergersi nei intensi significati proposti. Quei significati che solo l’arte riesce a far emergere.

Il nostro compito è guardare con attenzione per cercare di capire.

Devo personalmente dire che ogni anno mi trovo in grande attesa per la visione delle diverse esposizioni, ma anche dei progetti architettonici. Questi in particolare, negli ultimi anni hanno proposto opere innovative e assolutamente contemporanee, vicine alle realtà attuali.

Mentre le arti visive, chiamiamole tradizionali, sembrano sempre molto rivolte ad un possibile accordo con il passato, non solo per rendere comprensibile a tutti le trasformazioni, ma anche e, credo, soprattutto per continuare a proporre i soliti, forse necessari, progetti commerciali. Impossibili da accantonare.

L’arte visiva vive anche di sponsorizzazioni.

Vedremo.

Le opere che andranno al Padiglione Italia, all’Arsenale, saranno curate da Vittorio Sgarbi.

 

 

Ida Gerosa