UNA PREZIOSA RICERCA
Gian Carlo Gerosa
Osservando
il mondo che ci circonda e guardando alcuni dei prodotti dell’uomo ed il loro
utilizzo, talvolta si ha la sensazione che ci sia qualcosa di sbagliato o per
lo meno di non risolto.
Vedere
decollare un aereo grande come un palazzo con a bordo molte centinaia
di viaggiatori che per sollevarsi corre
a
Questo
esempio, insieme a mille altri che si potrebbero elencare, ci porta a
riflettere su quanto sia necessario sviluppare la
ricerca, aiutare l’ingegno umano a produrre idee e soluzioni che servano a
migliorare la nostra vita.
Ci
sono però molte altre occasioni che ci portano alla
sorprendente sensazione che, pur essendoci le soluzioni per i vari problemi, per
ragioni di pigrizia nell’innovazione o, ancora peggio, per interessi settoriali
si continuino ad utilizzare soluzioni sorpassate .
Ad
esempio quando si visita una grande mostra d’arte
contemporanea, dove i curatori si sono preoccupati di presentare quanto di più
innovativo ci sia nel settore e si è poi costretti, se si vuole comprare una
documentazione da riguardare con più calma, a caricasi di un catalogo cartaceo
che pesa 3 o 4 chili, mentre potremmo acquistare un CD ed ottenere una
documentazione più ricca senza peraltro contribuire alla distruzione delle
foreste, dà la sensazione che il
problema non sia stato risolto e che sarebbe meglio utilizzare tutti gli
strumenti tecnici oggi a disposizione
Questo
discorso mi serve ad introdurre una riflessione.
L’ingegno
dell’uomo è la risorsa più preziosa che vi sia e tutti
sentiamo l’esigenza di nuove invenzioni che risolvano quei problemi che sogniamo vengano risolti.
Purtroppo
però è anche vero che spesso sono molto più bravi i ricercatori ad inventare
nuove soluzioni e l’industria a produrre i mezzi che consentono di implementare
queste soluzioni di quanto non sia pronto il resto dell’umanità ad utilizzarle
e trarne vantaggio.
Questa
isteresi deriva da pigrizia mentale, da scarsa cultura, da interessi particolari
e comporta che l’umanità non tragga profitto di tante opportunità che
potrebbero essere offerte a tutti
Questa
situazione è particolarmente evidente oggi, in un momento in cui la
disponibilità dei computer e di una rete globale di
comunicazione hanno creato un’accelerazione incredibile della ricerca in quasi
tutti i settori dello scibile umano.
E’
inoltre vero che ci sono grandi diversità da paese a paese per motivi politici,
organizzativi, culturali, economici come pure le diversità si sentono notevolmente
nei diversi settori dello scibile umano.
L’arte
è sicuramente un settore di grande avanguardia del
pensiero.
Spesso
gli artisti sono stati i più sensibili nell’individuare nuove esigenze di vita degli individui
e della società ed a presentarle con le loro opere creando movimenti culturali
e di pensiero che hanno contribuito fortemente allo sviluppo di nuove idee e di
nuovi comportamenti.
Ma
è anche frequentemente accaduto che questi artisti abbiano
incontrato forti difficoltà se non osteggiamento nel portare avanti il
processo di rinnovamento che loro avevano intuito e descritto e che altri
avrebbero dovuto portare avanti.
Non
c’è da meravigliarsi di questo perché l’innovazione fa paura a chi è legato a vecchie impostazioni
ed a chi ha paura di non essere in grado di cavalcare la novità.
Se
ad esempio ci soffermiamo a guardare cosa sta succedendo nelle arti figurative,
ci si accorge che solo
in alcuni paesi si è capita l’importanza rivoluzionaria dell’introduzione dei
computer nello sviluppo di nuove opere come anche nella fruizione delle opere.
Molti
artisti stanno portando avanti una preziosa ricerca in quella che si può definire
una nuova estetica.
Anche
questa ricerca però ha bisogno di strutture, di supporto, di incoraggiamento.
Molte
grandi ed importanti istituzioni culturali nel mondo stanno aprendo sezioni
specializzate per le arti elettroniche, che comprendono numerosi diversi
settori: la computer art, la video arte, la net art, la
web art. Come pure stanno sostenendo alcuni centri di ricerca mettendo a
disposizione degli artisti i numerosi e spesso costosi mezzi tecnici con cui
condurre sperimentazioni innovative.
Potremmo
citare il Whitney di New
York, il Walker Art Center, di Minneapolis edil famoso ZKM di Karlsrue in
Germania ( Zentrum fur Kunst
und Medietechnologie ) che ha creato laboratori di
ricerca e centri espositivi per gli artisti e gli studenti.
Il
Guggenheim sta realizzando la prima fase di un Virtual Museum per offrire una
visione integrata delle varie arti.
La
situazione è invece piuttosto arretrata e confusa in Italia ove ci sono poche piccole iniziative
da parte di alcune Università mentre le istituzioni culturali nelle grandi
mostre riservano spazi molto marginali a queste forme di ricerca avanzata che
potrebbero costituire la base dell’arte di questo millennio.
Tutto
ciò contrasta con il notevole interesse che dimostrano
i giovani che seguono con attenzione le manifestazioni di arti elettroniche
come pure partecipano attivamente nel web.
La
grande velocità dello sviluppo tecnologico nel campo
dei media sta anche trasformando i modi ed i tempi di fruizione dell’arte.
Basti
come esempio pensare ai profondi mutamenti che ci sono stati in cento anni nei
modi e nei tempi di fruizione della musica. Si è
passati dalla necessità di essere presenti ad un
concerto per poter sentire la musica alla possibilità di sentirla in casa
tramite radio, riproduttori di dischi o di nastri fino al poterla ascoltare
dovunque in macchina, facendo sport, camminando.
Ma
un processo simile è in atto nelle arti visive; prima l’opera era solo fruibile
se la si poteva osservare nella sua concretezza fisica
in un museo o una galleria o un qualsiasi altro ambiente che la contenesse.
Oggi si hanno continuamente a disposizione vari mezzi elettronici che ci
propongono informazioni, strumenti di lavoro, strumenti
di svago ed è naturale che nasca il desiderio, direi la necessità, di fruire le
opere artistiche usando gli stessi mezzi.
E’
chiaro però che è ben diverso guardare una copia di un’ opera
materiale riprodotta su mezzo elettronico, con tutti i necessari
condizionamenti introdotti dal mezzo di trasposizione, o godere di un’opera
generata con un mezzo elettronico con la finalità di essere vista tramite la tecnologia mediale.
Stiamo
quindi di fronte ad una nuova estetica che nasce non solo
per la disponibilità di nuovi mezzi tecnici ma anche per la diversa sensibilità
dei fruitori e dalle diverse modalità di fruizione.
Questa
è una nuova sfida per l’arte
e per vincerla ci vuole un’attenta e profonda attività di ricerca
da parte degli artisti ma anche, ed oggi soprattutto, di una capacità di
comprensione e successiva attuazione da parte dell’intero mondo dell’arte,
istituzioni, critici, galleristi che possano realizzare tutto questo anche con
l’aiuto di mecenati.