L'Arte e
omaggio a Plinio De
Martiis. Da Rauschenberg a Warhol, da Burri a Schifano
Museo d’Arte Moderna
Vittoria Colonna
Pescara
3 marzo – 20 maggio 2007
Vittoria Biasi
Sono trascorsi alcuni anni dall’ultimo incontro ufficiale con Plinio de Martis organizzato da me presso la galleria Extramoenia di Giuliana Soprani, a Todi a per la mostra di Enrico Castellani, in ricordo della loro antica amicizia. Plinio de Martis,che ha attraversato l’arte con sguardo forte, consapevole e divertito, si è presentato con la sua solita connotazione.
La mostra
"L'Arte e
Il percorso espositivo si può scomporre in tre momenti che
illustrano la metodologia espositiva. La mostra inizia con due sezioni dedicate
rispettivamente ai “Cartelli della Tartaruga” e a Plinio de Martiis
fotografo. Una sala propone una scelta di opere su
carta, i cosiddetti "cartelli della Tartaruga", che De Martiis faceva realizzare ad ogni artista che esponeva da
lui
utilizzandole come una sorta di "locandina" della mostra, nella
vetrina della galleria.
L'affascinante soluzione di fare realizzare ad ogni artista
invitato cartelli-insegne - opere su carta dalle dimensioni medie di cm.
50 x 60, con materiali e tecniche varie ha dato
origine ad una particolare collezione, acquisita dall'Istituto Nazionale per
DARC, Direzione per l'Architettura e l'Arte Contemporanee del Ministero dei
Beni Culturali).
Gli artisti invitati traducono il loro segno con un senso di leggerezza ed improvvisazione lasciando eccezionali testimonianze del periodo: come i Cartelli di Schifano o di Twombly, oppure l'eccezionale binomio Manzoni-Castellani, per la mostra del 1961.
Nella seconda sala sono esposte una trentina di foto
realizzate dallo stesso De Martiis e stampate da lui
in grande formato ed hanno come soggetto gli artisti
stessi e tutto il milieu culturale romano di quegli anni originali, come intitolerà
la mostra realizzata nella sua galleria di Castelluccio
di Pienza. Con la sua Rolleicord
6x6 De Martiis ha ritratto i più grandi personaggi
della letteratura e dell'arte, del cinema e del teatro, della vita
intellettuale e mondana dell'epoca. Oltre 5000 negativi, oggi parte
dell'Archivio De Martiis, conservato dalle figlie
Paola e Caterina. "Un fotografo che somigliava a Dustin
Hoffman", lo ha definito il giornalista e
scrittore Giampiero Mughini, intitolando così un
capitolo - dedicato proprio a De Martiis - del suo
libro Che belle le ragazze di Via Margutta
(Mondadori). Le foto proposte nella mostra sono soprattutto
ritratti degli artisti che più hanno lavorato con lui e che più hanno
legato il loro nome a quello della Galleria. Tra questi, Twombly,
Rauschenberg, De Kooning, Schifano,
Giosetta Fioroni, Ceroli, Castellani, Rotella, Leoncillo, Kounellis o
straordinari personaggi del mondo della letteratura e dell'arte che a loro
volta furono affezionati frequentatori della Galleria,
come Ungaretti, Moravia, Penna, Tzara
e Duchamp.
La sezione espositiva traccia il profilo culturale degli anni tra il 1954 e il
1970 con la presenza delle opere storiche di Accardi,
Afro, Angeli, Appel, Baruchello,
Burri, Capogrossi, Castellani, Ceroli,
Colla, Consagra, Corpora, Cotani, Dorazio, Festa, Fioroni,
Fontana, Francis, Icaro, Jorn,
Kline, Kounellis, Leoncillo, Lombardo, Maccari, Mafai, Mambor, Manzoni, Marca-Relli, Maselli, Mattiacci, Mauri, Notargiacomo, Novelli, Paolini, Parmiggiani, Pascali, Perilli, Pirandello, Raphaël, Rauschenberg, Rotella, Sanfilippo,
Scarpitta, Schifano, Scialoja,
Spalletti, Tacchi, Tápies, Trombadori, Turcato, Twombly, Warhol.
Il catalogo della mostra, edito da Skira, oltre a un testo di Ottaviano Del Turco e a un'introduzione della curatrice, comprende testi critici di Roberto Gramiccia, Duccio Trombadori ed Andrea Tugnoli, scritti degli artisti Giosetta Fioroni, Sergio Lombardo e Cesare Tacchi, un'intervista di Duccio Trombadori a Plinio De Martiis sul suo lavoro di fotografo e il testo di Goffredo Parise Scaglie di Tartaruga, dedicato a De Martiis e alla sua Galleria.
La "
Nato a Giulianova (Teramo) nel 1920, Plinio De Martiis
si trasferì con la famiglia a Roma. Si appassionò alla
fotografia, al cinema e al teatro, frequentando il gruppo del "Teatro dell'Arlecchino", insieme a Franca Valeri, Carlo Mazzarella e
Vittorio Caprioli. Aderì ben presto all'antifascismo e, dopo la guerra, diventò
funzionario del Partito Comunista Italiano.
Nel 1954, tra varie polemiche, si allontanò dal PCI per aprire la galleria
d'arte "
galleria: fu estratto un bigliettino con su scritto "
Il 25 febbraio del 1954, Plinio De Martiis inaugurò
Tra il '57 e il '59,
di Lombardo, Mambor, Tacchi. Anche
Eliseo Mattiacci tenne alla
Tartaruga, nel 1967, la sua prima
mostra personale.
Il grande talento di Plinio De Martiis, la sua attività, ricchissima di straordinarie
iniziative e di
lungimiranza culturale, è sempre stata apprezzata nel mondo della cultura, ma non
è stata ancora sufficientemente valorizzati a livelli istituzionali. Il più
importante riconoscimento
a De Martiis è stato tributato nel 2003 da Duccio Trombadori, che in qualità di
Presidente della Giuria della 54° edizione del Premio Michetti,
gli ha fatto assegnare il "Premio Michetti alla
Carriera".
Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
Orario: tutti i giorni 9,00-13; 15,30-20,30 (compresi i festivi)