La Biennale di Venezia / Attività permanenti
Mostra
“La Biennale di Venezia 1979-1980.
Il Teatro del Mondo «edificio singolare».
Omaggio ad
a Ca’ Giustinian
Venezia,
Ca’ Giustinian, 10 febbraio – 31 luglio 2010
Sarà
aperta al pubblico dal 10 febbraio al 31
luglio
A
30 anni dalla sua realizzazione viene proposta una rilettura del celebre
progetto di
“Il
progetto per il Teatro del Mondo – spiegava
Nell’ambito
delle Attività Permanenti e dei Settori Arti Visive/Architettura, Teatro e ASAC
(Archivio Storico delle Arti Contemporanee), la mostra consente la
valorizzazione e fruizione da parte del pubblico dei materiali dell’ASAC,
così come attuato nel 2009 con
L’allestimento
prevede materiali e riproduzioni di documenti provenienti dall’ASAC,
dalla Fondazione
-
modello
del Teatro del Mondo
-
sfera
metallica originale di coronamento della copertura
-
struttura
a riproduzione di un antico “mondo novo”, con immagini storiche
-
documenti
grafici, manifesti, disegni, fotografie e video (estratti RAI)
-
corrispondenza
dell’epoca e comunicati stampa
-
estratti
dal documentario Venezia e lo spazio scenico
(la Biennale di Venezia)
-
documentario
Aldo Rossi. Il Teatro del Mondo a
cura di Francesco Saverio Fera regia di Dario Zanasi
“Vorrei
notare – spiegava
“E
all’acqua, non solo a Venezia – scriveva ancora
Proprio
l’immagine di Venezia, sintesi di paesaggi gotici e nebbiosi e di inserti
o trasposizioni orientali, ne fissa la capitale della città sull’acqua. E
quindi dei possibili passaggi, non solo fisici o topografici, tra i due mondi.
Anche il ponte di Rialto è un passaggio, un mercato, un teatro.
Queste
analogie del luogo nel progettare un edificio hanno per me un’importanza
decisiva, se ben lette sono già il progetto. Anche se si tratta di un edificio
dal tempo prevedibilmente breve, esso è solo un capriccio veneziano”.
“Non
so se e come questo teatro o teatrino veneziano sarà costruito – annotava
l’architetto a proposito
della sua realizzazione - ma esso crescerà nei miei e negli altri disegni
perché ha come un carattere di necessità: la sua limitata capienza permette la
possibilità di spettacoli diretti, di tipo vario e soprattutto con un luogo
centrale della città.
La
sua struttura non poteva che essere in legno e non certo solo per il tempo
della costruzione, che il tempo è materiale solidissimo e forte nel tempo. Ma
perché è legato all’architettura di questo teatro non in un senso
funzionalistico, ma perché esprime questa architettura: le barche di legno, il
legno nero delle gondole, le costruzioni marinare.
Infine
il teatro, stabile o provvisorio era una grossa opera di carpenteria appena
mascherata dagli ori e dagli stucchi. Queste sono le poche note su un mio
progetto indipendenti dalla possibilità della sua costruzione e dal suo uso. Ma
certamente non indipendenti da una costruzione veneziana, da un modo di
progettare che cerca solo nel reale la fantasia”.
Venezia,
27 gennaio 2010
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