Biennale
Architettura 2010
Verso
il futuro
Ida
Gerosa
Una Biennale innovativa che si
può qualificare anche solo attraverso alcune installazioni che fanno
intravedere il futuro. Lo straordinario video
proiettato nella sala inferiore del Padiglione Australia, curatori John
Gollings e Ivan Rijavec dell’esposizione
“NOW
and WHEN Australian Urbanism”; e poi il video “…se gli edifici potessero parlare…” di Wim
Wenders (Germania) proiettato nella seconda sala successiva all’ingresso
dell’Arsenale e, inoltre anche se non in 3D come i primi due, uno dei video
proiettati nel Padiglione USA, decisamente ottimo, perfetto nella presentazione
e nella realizzazione.
Vorrei spiegare perché, e lo
farò dicendo che per la prima volta, da quando visito le Biennali sia di Arti
Visive che di Architettura (ormai da quasi vent’anni), ho sentito l’urgenza di
tornare il giorno successivo a rivedere queste opere che mi avevano sorpresa ed
entusiasmata. L’impressione iniziale non è cambiata, anche se è cresciuto l’entusiasmo
per quello australiano, che essendo girato e proiettato in 3D, andava incontro
allo spettatore per avvolgerlo, catturarlo e farlo immergere nello spazio. Ma
non era solo la spettacolarità ad entusiasmare, erano anche e soprattutto la
qualità e i contenuti che contribuivano a formare l’opera completa.
E, per convalidare tutto
questo, devo dire che a confronto tante altre proposte sembravano perdere
corpo, colore, vita. Sembravano quasi appartenere ad un mondo superato, del
passato. Potevano essere paragonate ai “dagherrotipi”, alle foto in bianco/nero
o ai video degli anni ’60, ’70. Un mondo che non ci appartiene più e che esiste
solo nelle cineteche, nelle videoteche. L’Australia ci ha fatto capire che il
mondo di oggi è un altro, può e forse deve essere un altro. Seppure la grande
accelerazione che la tecnica sta prendendo, ci fa intravedere quel “qualcosa”
che tra poco approfondirà le distanze tra chi è dentro e chi ne è lontano…
Alla presentazione di questa
Biennale, Kazuyo Sejima, curatrice di questa 12ma mostra veneziana di
architettura, aveva detto che questa “avrebbe raggiunto il suo scopo se fosse
riuscita a far immaginare le direzioni verso le quali si sta muovendo la nostra
società e i sogni che il futuro renderà possibili”. Ebbene, sono convinta che
queste installazioni di cui ho appena parlato, hanno raggiunto gli intenti di
Sejima.
Al di là di queste
considerazioni, bisogna dire che molti altri Padiglioni hanno presentato
installazioni, lavori, opere di grande qualità. E’ un esempio la proposta della
Spagna che ha presentato uno studio molto interessante tutto rivolto
all’energia e al suo risparmio.

Padiglione Olanda
Mentre l’Olanda, con la sua abituale atmosfera
giovane e giocosa, ha reso il suo padiglione innovativo e… divertente. In un
ambiente vuoto ha diviso l’area in due piani sovrapposti con una serie di
piccole porzioni di espanso azzurro, affiancate una all’altra e ha creato un
“cielo” azzurro sopra il quale viveva una città tutta da scoprire. Lavoro nato
dal pensiero che migliaia di appartamenti in Olanda rimangono vuoti per poco o
per tanto tempo. Quindi anche il loro padiglione che viene utilizzato per soli
3 mesi l’anno ha fatto nascere l’idea di “appello” per un riutilizzo
intelligente, promosso per una creatività imprenditoriale e innovativa.
Anche il Padigione Italia, ai
Giardini è complessivamente pieno di opere interessanti. Forse la più
“intrigante” è quella di Fiona Tan+Kazuyo Seiima&Associates che ha
presentato un lavoro creato per un’isola nel mare interno di Seto, con un
intervento particolare. Una forma architettonica simile ad una goccia d’acqua
per un Museo d’arte. Una fusione tra l’ambiente e l’edificio: arte e
architettura.
E il sempre affascinate
Padiglione francese trasformato da grandi specchi che inglobavano alcuni bei video
dedicati a Parigi. Ma pure il padiglione giapponese, ancora una volta
minimalista, suggestivo, composto e ben studiato, con la presentazione di una
loro abitazione perfettamente concentrata in poco spazio e di un video
attraente che raccontava la trasformazione delle loro città e del tipo di vita
negli ultimi 50 anni. Un percorso che portava a rivivere anche le nostre
europee trasformazioni, la nostra vita stessa.
Ancora una volta le nazioni “al
di là del canale” hanno presentato installazioni particolari, sorprendenti,
innovative. Vorrei poterle descrivere tutte facendo risaltare le particolarità
di ognuna, ma fra tante installazioni ben studiate, curate nei particolari,
affascinanti, attraenti è necessario far emergere l’Austria. Piccoli plastici,
belli come sculture, opere di notissimi architetti come Frank O. Gehry, insieme
a proposte di altrettante “piccole sculture” immerse nel verde , nei fiori. O
Inoltre, come non parlare di
mostre rappresentative e uniche nelle loro proposte. Brasile, Egitto,
Singapore. Il Brasile con foto o plastici delle stupende opere realizzate a
Brasilia, San Paolo, Ubatuba, da architetti notissimi. In particolare Brasilia
che festeggiava i 50 anni dalla sua nascita. Città progettata e costruita per
cercare di attivare i principi della moderna creatività, incentrata sull’utopia
di un mondo giusto e ugualitario. Anche se varie premesse per la nuova capitale
non si sono mai realizzate.
Singapore ha creato
un’installazione perfetta; pulita, semplice, composta, significativa. Con un
lungo eccellente plastico impressivo, immerso tra due pareti completamente
composte da altri plastici, ha dichiarato che “per come riesce a costruire,
Singapore potrebbe ospitare l’intera popolazione mondiale, usando solo lo 0,05%
della loro superficie”.
Infine l’Egitto, con una delle
presentazioni che mi è piaciuta di più. La definirei una grande, superba,
risplendente, luminosa, avvolgente scultura. Credo in ottone, realizzata da un
gruppo di architetti ed artisti, guidati da Ahmed Mito. La loro dichiarazione
semplice ed affascinante è che “la libertà di pensiero è il desiderio di ogni
essere umano esistente sul pianeta.” E con la forma, le volute delle strutture
sono riusciti a creare e rappresentare un’idea di libertà.
In conclusione mi sento di
poter dire che le “attese” sono state rispettate. La speranza di poter dare uno
sguardo al futuro, sollevando un velo per entrare un attimo per “sbirciare” un
mondo che non è nostro… ancora, l’ha concesso soprattutto il video del
padiglione Australia. Abbiamo intravisto quello che potrebbe o potrà essere.
Ma, proprio per questo nascono delle perplessità nel momento in cui vediamo nel
Padiglione Italia, all’Arsenale, solo minime piccole proposte. Forse di
“innovativo” solo il titolo ben scelto, ma non rispettato “Ai lati”. E,
purtroppo ancora una volta, vediamo che l’Italia è sempre rivolta indietro per
guardare il passato. Forse questo era il vero significato del titolo “al
contrario”… O un’autocelebrazione ma solo per quello che è stato fatto… anche
da altri, forse già morti. Il passato è assolutamente importante, ma ci deve
servire per capire il futuro. Per creare situazioni innovative. Purtroppo, io
che vivo a Roma, spesso ho l’impressione che respiriamo, creiamo sotto il
macigno del già fatto che ci pesa sul corpo, sul cuore, sulla mente.
Ho anche sentito parlare di un
“ritorno in provincia” lontano dalle megalopoli. Che cosa buffa. Io sento che
il nostro futuro è nello spazio…
Due eventi collaterali
interessanti.
La mostra “Hong Kong in Zurich.
A typological Transfer” a cura di Emanuel Christ e Christoph Gantenbein,
presentata presso la sede veneziana (Campo S. Agnese – Dorsoduro 810)
dell’Istituto Svizzero di Roma. – (Tel 041 2411810) Hong Kong è stata scelta
come mappa ideale di una città contemporanea ad alta densità di popolazione. La
progressiva scomparsa delle principali risorse naturali, richiede soluzioni
architettoniche e urbanistiche nuove. (Fino al 18 settembre, ore 11,00-13,00;
15,00-18,00. Chiuso domenica e lunedì.)
E “Sismycity, L’Aquila” - Una suggestiva mostra dedicata la terremoto
accaduto a L’Aquila. Realizzata con grandi foto delle distruzioni.
Assolutamente da vedere. Al Palazzo Ducale, piazza San Marco, fino al 30
ottobre 2010. (ingresso gratuito dalla porta della Carta. A pagamento
l’ingresso dalla porta del Frumento, con visita al Palazzo Ducale. Da lun a ven
9,00 – 12,00 ; lun, merc, giov 15,00-17,00)