Vai alla prima pagina del viaggio Leggi vai alla tappa precedente | vai alla tappa successiva
alla mappa approfondimenti
 

Arrivo sulle rive del lago di Barrea

Tra Alfedena e Barrea c’è una delle soglie più belle del Parco Nazionale d’Abruzzo. L’indicazione ufficiale è posta sulla statale 83, fra i pascoli incorniciati da montagne che mutano i colori con le stagioni. L’ingresso in un parco suscita sempre una forte emozione, quasi fosse l’approccio a una terra promessa, o a una sorta di santuario della natura. C’è un sentimento gratificante di “misticismo ambientale”. Colori e sapori. Ma soprattutto un’effervescenza di scoperte e di stupori. La natura infatti non è solo una grande madre. È soprattutto una maestra, dispensatrice di insegnamenti. Dopo aver visto diversi percorsi che collegano i grandi tratturi. Il gruppo arriva da Ponte della Zittola, attraversa Alfedena e, visto che il tratturo è stato occupato quasi interamente dalla strada statale, dalla ferrovia e da campi coltivati, sale il monte lungo una stradina imbrecciata alla sinistra della strada ferrata. Dopo il centro di Alfedena il tratturo segue un sentiero che, lungo un costone roccioso, sale fino all'ultima curva a gomito della strada SS 83 che collega Alfedena al Parco. Da qui il numeroso gruppo di cavalieri riprende un tracciato largo alcuni metri difficile da distinguere, che corre più o meno parallelo alla strada. E ci raggiunge poco oltre le porte del Parco Nazionale, salendo sulla sella di Colle della Croce (1141 m.). Noi di Camminaitalia stiamo seguendo il sentiero K1 del Parco, indicato regolarmente dai segnavia rossi, e percorre, nel tratto finale un segmento del tratturo Pescasseroli-Candela. Gli ultimi pastori l’hanno utilizzato con le greggi fino a una quarantina d’anni fa. Per coprire l’intero percorso impiegavano un paio di settimane, attraversando il Molise. Ma il tragitto era stato sempre frequentato anche per i rapporti economici e commerciali che intercorrevano fra Alfedena e Barrea. Ripercorrerlo oggi è l’occasione per rivivere uno spaccato di storia “minore” ormai finita definitivamente nelle pieghe del tempo come la maggior parte delle vicende e dei personaggi legati alla quotidianità rurale della montagna. L’escursione diventa quindi una storia camminata. Da Alfedena ci si tiene sulla sinistra della statale risalendo i declivi, un tempo in gran parte coltivati a grano e orzo , che portano al Colle della Croce, sullo spartiacque che immette nel comune di Barrea . Il valico (sul quale forse un tempo si ergeva una croce che gli ha dato il nome) si raggiunge dopo aver attraversato la statale. Qui il panorama si allarga: sulla sinistra la lunga dorsale dei Monti della Meta si salda alle cime più vicine fino al Marsicano che domina Villetta Barrea, mentre il lontano orizzonte verso Pescasseroli è chiuso dal Monte Tranquillo. Il lago di Barrea ricopre di azzurro la valle. Sulla destra il Monte Rotondo e il Chiarano célano la dorsale spoglia del Greco, 2285 m., il più elevato della regione, che ospita cervi e aquile. Il versante che lo fronteggia invece è l’habitat dei lupi e degli orsi. Il caratteristico abitato di Barrea appare poco più in basso: il sentiero lo raggiunge dopo aver toccato il campeggio “La Genziana”, all’ingresso del paese. I cavalieri seguono il tratturo che scende tra le rocce su un terreno pietroso diritto fino al lago Barrea. Si conclude cosi l’avventura sui nella festa che ricorda quella del ritorno a casa dei pastori dopo nove mesi. La carovana della transumanza di Linea verde, si scioglie in un ampio spiazzo verde, tra i ruderi della Taverna e la sponda del lago, che da alcuni anni ha inghiottito il resto del tratturo nel suo proseguire verso Pescasseroli, nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo. Per gli escursionisti del Club Alpino Italiano che stavano percorrendo il Camminaitalia, l’incontro con Linea Verde è stato uno dei momenti più intensi. L’ambiente ha rappresentato il denominatore comune dei due generi di trekking: equestre e a piedi. Sì, tutta l’Italia a piedi: da S.Teresa di Gallura in Sardegna, fino a Trieste.

Questo è stato il Camminaitalia. Una splendida avventura durata sette mesi e ventiquattro giorni, e vissuta complessivamente da oltre 5.000 persone, per più di 6.000 chilometri. Incontrare Sandro Vannucci, con il quale avevamo “inaugurato” la “sua” Linea Verde sulle Alpi (con la wilderness affascinante e misteriosa della Val Grande, e le maestosità del Monte Rosa e del Cervino) è stato il suggello di due itinerari “paralleli”, non solo attraverso la natura d’Italia, ma anche un viaggio nello spirito, sostanziato dall’impegno concreto di promuovere una corretta fruizione del territorio.
All’incontro ha partecipato, insieme ad altri camminatori abruzzesi e molisani, anche il barreano “Pasetta”, estroso e vulcanico nipote dell’ultimo luparo d’Abruzzo. Come il nonno porta sulle spalle una pelle di pecora e soffia in una scarpa forata, emettendo un lungo ululato del tutto simile a quello dei lupi. È un pezzo di storia che rivive. Almeno per non perderne la memoria. Tra i cavalieri un piccolo gruppo proveniente da Pescasseroli, butteri che arrivano da Pescasseroli e dai tratturi umbri e laziali. Una nuova strada verde è quindi già segnata, si tratta di riaprirla e farla conoscere, riscoprirla e ridarla alla gente.

Approfondimenti

Ospiti, siti e link - Chi è ...?

Tereso Valsesia

Il CamminaItalia

Glossario:

Tratturi, tratturelli e bracci

Partecipa alla Comunità Vie verdi

Vai alla MappaVai alla Mappa >>
vedi la mappa su Google Earth
mappa

Multimedia
"Linea verde" RaiUno

Prosegui la lettura