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quanti scrittori hanno apprezzato la lentezza del viaggio, come modo di vivere... D'Annunzio, Einstein, Calvino, Terzani, Wenders e tanti altri ...
SCRITTORI CHE HANNO DESCRITTO IL VIAGGIO Lentamente mi accorgo di ritrovare il gusto di viaggiare, il piacere di lasciarmi andare ai posti, alla gente. Viaggiare è un'arte, bisogna praticarla con comodo, con passione, con amore… Il ritmo delle mie giornate è completamente cambiato, le distanze hanno ripreso il loro valore e ho ritrovato nel viaggiare il gusto di scoperta e di avventura.
Italo Calvino Viaggiare (oggi) "è il contrario del 'viaggio': attraversi una discontinuità dello spazio, sparisci nel vuoto, accetti di non essere in nessun luogo per una durata che è anch'essa una specie di vuoto nel tempo; poi riappari in un luogo e in un momento senza rapporto col dove e col quando in cui eri sparito..."
Albert Einstein La mancanza dell'ubiquità è compensata dall'esistenza del tempo, che ci permette di viaggiare per visitare ogni luogo dello spazio. Il viaggio diviene così l'elogio dello spazio/tempo"
Gabriele D'Annunzio (vedi Wikipedia) Settembre, andiamo. E' tempo di migrare. Han bevuto profondamente ai fonti E vanno pel tratturo antico al piano, Ora lungh'esso il litoral cammina Ah perché non son io cò miei pastori? Gabriele D'Annunzio, I pastori - Alcyone - Sogni di terre lontane
Thomas Mann Due giornate di viaggio allontanano l'uomo dal suo solito mondo, da ciò che egli chiama i suoi doveri, i suoi interessi, le sue preoccupazioni e aspirazioni; lo allontanano più di quanto egli stesso abbia potuto immaginarselo durante il tragitto da casa alla stazione. Lo spazio che ruzzola via tortuoso e si interpone tra lui e il suo luogo di residenza ha in sè forze che di solito si credono riservate al tempo; di ora in ora esso dà origine a interni mutamenti, molto somiglianti a quelli generati dal tempo, ma che, in un certo qual modo, li sorpassano. Come quest'ultimo genera dimenticanza ma lo fa sciogliendo la personalità dell'individuo dai suoi rapporti e ponendolo così in una situazione libera e iniziale; perfino del pedante e del grosso borghese esso fa in un volger di mano qualcosa come un vagabondo. Si dice che il tempo è il Lete, ma anche l'aria delle lontananze è un'acqua simile, e se i suoi effetti hanno minore intensità sono però di tanto più rapidi... (La Montagna incantata)
Federico Fubini Oggi ci si può spostare in modo unicamente funzionale, sulla base di porzioni di tempo suddivise con precisione: l'aeroporto, il taxi, il lavoro, l'albergo. Lì c'è la piscina, la cucina è internazionale, l'arredamento è simile a quello della stessa catena di hotel in centinaia di altre città del mondo. Per lunghe ore ci si può scordare di essere dove si è. ... potremmo essere ovunque. La nostra padronanza del tempo è completa ed è la sola cosa che conti: le ore che abbiamo a disposizione, non il luogo dove ci troviamo. ... la curiosità e il dubbio possono attendere. Per loro non abbiamo tempo. "Destini di frontiera.Da Vladivostok a Khartoum, un viaggio in nove storie" |
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