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Teulada è
situata all'estremo Sud della Sardegna, Sorge tra un bellissimo mare e una stupenda
montagna. E' un paese fortemente radicato nelle sue tradizioni, gli spagnoli direbbero:
"Es un pueblo encantador - E' un paese incantevole". A tal proposito occorre
ricordare che il sito di Teulada ha origini spagnole, e forse esiste anche un nesso
storico con la Teulada spagnola (prov. di Alicante). Quest'ubicazione, risale all'inizio
del XVII sec. dopo l'abbandono da parte degli abitanti del vecchio villaggio nella zona di
Tuerra. Uno dei primi insediamenti è la chiesa di S. Francesco con l'adiacente monastero,
e la fonte di "Funtana crobetta" che riporta incisa una data intorno al 1630. Il
primo barone di questo nuovo salto, che fece varie opere nel territorio (come le torri di
difesa costiera) fu Pietro Porta.
Il feudo passò poi a Salvatore Sanna e suo figlio Agostino. Teulada nel 1688 risultava
ancora spopolata, e in quell'anno subentrò il barone Don Antonio Catalani; che
incrementò notevolmente le condizioni di vita, favorendo così il ripopolamento.
Dopo la dinastia dei Catalani, subentrarono i San Just nel 1736 (da sedici anni in epoca
piemontese); e sono coloro che hanno dato maggior sviluppo al paese. A loro si devono
varie e importanti opere come lo stesso palazzo baronale, il riordinamento e abolimento
della chiesa patronale della madonna del Carmine, il cimitero, il primo ponte che unisce
le sponde del paese, le scuole ecc.. Rimangono ancora i San Just, una delle più
importanti famiglie di Cagliari. Siamo così arrivati al 1839, anno in cui Carlo Alberto
abolì i feudi.
Ecco così la storia contemporanea di Teulada.
C'è anche un'altra parte di storia del suo territorio, meno
documentabile però ugualmente importante.
Nel territorio
teuladino (uno dei più grandi della Sardegna) esistono tracce d'insediamenti
fenicio-punici, nuragici con un centinaio di nuraghi. Oggi però sono quasi tutti in
rovina perchè le loro pietre venivano utilizzate per costruire i murati a secco per le
divisioni terriere; malgrado tutto rimangono ancora in buono stato di conservazione i
nuraghi come quello di: " Is Orbais, Sa Paldaia, Monte Idu ". Ricordiamo anche
insediamenti romani come l'antico villaggio Tegula nell'attuale zona militare di Porto
Scudo. Intorno al sec. XVI il paese sorse come borgo agricolo a Tuerra, dove
rimangono ancora oggi la venerata chiesa di S. Isidoro e l'adiacente torre.Il suo territorio
è compreso tra Capo Teulada (Sud Ovest) e Punta Sebera (Nord Est m.979), di cui circa
7000 ettari dei suoi 24559 fanno parte della zona militare ad Ovest tra il porto di
Teulada e il confine di Sant'Anna Arresi. In questa zona inoltre è compresa la metà del
settore costiero, una delle zone più belle della Sardegna, con spiagge dalla bianchissima
sabbia: Portu Zafferanu e Portu Scudu. Al centro della Costa del Sud, troviamo Porto
Teulada insieme alla spiaggia di Porto Tramatzu. Oltre la spiaggia invece troviamo il
villaggio dei pescatori di Porto Budello, da dove inizia la strada costiera
panoramica per Chia; un pezzo di costa non meno bello di quello occupato dai militari
anche perchè quasi del tutto intatta. Lungo la Costa del Sud ci sono inoltre zone
incantevoli come Campionna, Piscinnì, Malfatano e Capo Spartivento. Andando verso Est,
lungo il confine di Domus de Maria, su una zona montagnosa, arriviamo a Punta
Sebera, dove
intorno rimangono ancora boschi secolari di lecci.
Poco distante in località "Is Cannoneris", c'è una riserva di Cervi Sardi. A
Nord confina con Santadi, nei cui pressi vi sono i sobborghi (o stazzi) pittoreschi de:
"Is Carillus e Genniomus".
Nei monti teuladini abbiamo una trentina di grotte, non facilmente accessibili, ricche di
stalattiti e stalagmiti. Una di queste venne usata in epoca pre-nuragica come luogo di
sepoltura (Domus de janas). Fino al secondo dopoguerra l'economia si basava su risorse
naturali e agro-pastorali esistenti nel territorio.
Uno dei maggiori prodotti era il formaggio, esportato sino a qualche decennio fa in tutto
il bacino del Mediterraneo da commercianti carlofortini. Nel settore persiste oggi solo la
pastorizia (anche se con grandi difficoltà). Quella agricola è stata soppiantata negli
anni '60 dal Boom economico e dalla forte richiesta di manodopera da parte d'industrie del
nord. Importante anche l'attività estrattiva. Molti monumenti di Cagliari, Roma e Pisa,
sono stati fatti dal marmo teuladino.
Infine il nostro paese è orgoglioso
delle sue tradizioni (costumi teuladini ricamati con il tipico Punt 'e nu punt' e a
Brodu), il costume maschile al posto della barritta ha un sombrero che è unico in tutta
la Sardegna. Questi vengono indossati in varie circostanze (la processione della madonna
del Carmine). Poi si vivono intensi momenti religiosi come Sa Candelora (febbraio), che è
la presentazione di Gesù al tempio e i riti della settimana santa (su
Scravamentu, S'Incontru).
Testo a cura
del
Circolo Reale Teulada
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