GRUPPO DI LAVORO:

 

LINGUA, CULTURA E FORMAZIONE PROFESSIONALE

 

Il gruppo di lavoro su “Lingua, cultura e formazione professionale”, preparatorio alla seconda plenaria della Conferenza permanente Stato – Regioni – Province Autonome – CGIE, si è riunito a Roma il 26 ottobre 2005.

 

Scenario

 

L’assenza di una strategia unitaria nella promozione e diffusione della lingua e cultura italiana all’estero;

Negli interventi più recenti, si dà la priorità agli investimenti a favore dell’ampliamento del mercato degli italofili;

Le iniziative mirate delle Regioni risentono della mancanza di un coordinamento sia pure entro i limiti degli Statuti regionali;

I ripetuti e crescenti tagli alle spese rendono poco credibili le dichiarazioni ufficiali che vanno in senso contrario;

Permane una notevole domanda di cultura e lingua italiana da parte della diaspora.

 

Priorità e obiettivi

 

La riforma della 153 deve operare un passaggio dall’assistenzialismo alla promozione e rivalutazione della lingua e della cultura italiana come strumenti di miglioramento delle posizioni anche professionali ed economiche. Nel rafforzarsi della necessità di saper vivere ed operare in un contesto mondiale, il progetto di riforma pur essendo rivolto prioritariamente alle collettività deve proporsi anche alle popolazioni dei paesi di insediamento.

La riforma degli Istituti Italiani di Cultura deve invece coinvolgere più direttamente le comunità ed i loro organismi rappresentativi democraticamente eletti.

Il modello di intervento ipotizzato nella Conferenza di Montecatini e applicato con successo negli Stati Uniti con il coinvolgimento diretto anche finanziario sia dei Governi statali  e federale sia delle associazioni comunitarie nazionali, con il coordinamento da parte dell’Ambasciata, va esteso agli altri paesi nelle forme più adatte e consentite dalle leggi locali.

Alcune Regioni stanno usando con successo programmi di Master e diplomi di laurea all’estero in cui l’insegnamento della lingua e cultura italiana è parte integrante dei corsi impartiti. Questo approccio ha una ricaduta positiva sia nella scoperta o valorizzazione dell’identità d’origine, sia nell’offrire al paese di accoglimento una reale conoscenza del sistema Italia. In questo senso, bisogna incrementare i corsi di formazione professionale, già attuati da alcune Regioni, che rispondono alle richieste avanzate dalle stesse comunità alla luce delle diverse esigenze del mercato del lavoro locale. È auspicabile trovare un meccanismo di legge che privilegi i centri di eccellenza delle singole Regioni in progetti di formazione o di scambi, anche a livello universitario, cui possano unirsi altre Regioni interessate.  

 

Poiché l’investimento culturale, per avere successo, deve privilegiare la fascia giovanile e delle nuove generazioni, diventa assolutamente prioritaria l’indizione della Conferenza Mondiale dei Giovani, dotata di mezzi finanziari sufficienti ad organizzare incontri preparatori a livelli nazionali e continentali, per permettere loro di manifestare che cosa significhi essere discendente di italiani e quali siano le loro esigenze reali in campo culturale.

La stessa legge 482 del 1999, che prevede lo stanziamento di fondi per la tutela delle minoranze linguistiche storiche in Italia, deve essere estesa per analogia alla tutela dell’italiano all’interno delle comunità all’estero.

Come in Italia esistono dei parchi letterari per la salvaguardia di patrimoni culturali, così all’estero occorre procedere al censimento, al recupero, alla conservazione e alla valorizzazione delle produzioni culturali degli italiani all’estero in lingua italiana o locale.

 

Metodologia 

 

Creazione di un Tavolo permanente che monitori l’implementazione dei progetti e l’entità degli investimenti effettuati dalle diverse componenti della Conferenza permanente per raggiungere gli obiettivi indicati.

Attuare una banca dati continuamente aggiornata delle iniziative realizzate dai Ministeri competenti, dalle Regioni, dalle Università, dall’Unione Europea e da altri organismi pubblici e privati e delle risorse economiche messe a disposizione da ciascuno.

Coinvolgere le Consulte e Consigli regionali dell’Emigrazione, eventualmente prevedendone la partecipazione al Tavolo di lavoro, poichè strumenti di mediazione di base tra le comunità, le rappresentanze elette e le istituzioni competenti.

Istituire il Fondo nazionale a favore delle comunità italiane all’estero come proposto nelle linee programmatiche emerse dalla prima plenaria della Conferenza permanente S-R-PA-CGIE.

 

Motivazione

 

Intendendo la cultura come «Espressione e mezzo di trasmissione della nostra  identità che è in continua evoluzione» possiamo offrire i valori che ispirano il nostro modus vivendi e stabilire rapporti che mettono in comune con altri le nostre conoscenze facendoci ricevere un ritorno dagli altri rafforzando così un sistema di vera internazionalizzazione delle idee.

 

Il gruppo di lavoro ha infine convenuto che la “cabina di regia” integrerà il testo sui temi del: “Riconoscimento dei titoli di studio” e “Informazione”, avvalendosi per quest’ultimo del contributo della I Commissione Tematica del CGIE.