Gruppo di lavoro Internazionalizzazione                                                                   Allegato 3

 

1.- Analisi

La globalizzazione degli scambi ha prodotto l’insorgere di esigenze e prospettive nuove, che è necessario cogliere per trasformarle in sviluppo e produzione di lavoro e ricchezza.

Questa visione della evoluzione delle relazioni internazionali e la volontà di individuare un approccio nuovo per valorizzare e promuovere la presenza degli italiani all’estero indusse la prima plenaria della Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE ad esaminare e discutere a fondo, tra l’altro, le condizioni per favorire la internazionalizzazione delle imprese, con l’adozione di uno strumento legislativo atto a dare efficacia e dinamismo al coordinamento delle attività di diffusione, di informazione, di assistenza alle imprese con la previsione della collaborazione degli italiani nel mondo.

Il provvedimento auspicato ha visto la luce con l’approvazione della legge 31 marzo 2005, n. 56 “Misure per l’internazionalizzazione delle Imprese”, entrata in vigore il 5 maggio 2005, che si pone l'obiettivo di offrire all'imprenditoria italiana, con gli Sportelli Unici Italia, nuovi strumenti operativi, di coordinamento e di raccordo, anche se esso resta in itinere poiché deve essere emanato il regolamento che definirà le modalità operative, di costituzione ed organizzazione degli Sportelli Unici.

Ancora assente nel provvedimento il coinvolgimento delle comunità italiane all’estero e dei loro organi rappresentativi malgrado sia esplicitamente previsto per gli accordi di settore in tema di internazionalizzazione all’art. 5, comma 3.

E’ necessario sburocratizzare le procedure, diffondere in maniera capillare le strutture e le informazioni, ricercare le risorse ed il necessario sostegno del sistema bancario-finanziario ed assicurativo, coinvolgendo le organizzazioni rappresentative dei connazionali e dell’imprenditoria italiana all’estero.

E’ possibile che, in concorrenza con lo Stato, abbia origine con l’intervento delle Regioni, una pluralità di interventi e legislazioni che appare opportuno coordinare, finalizzare, rendere sinergici, evitando interventi contradditori o ripetitivi.

E’ augurabile che il necessario equilibrio possa essere trovato in una sede di riflessione come la Conferenza Permanente.

 

2.- Quadro di riferimento

 

a) La perdita di competitività richiede il sostegno ed il rilancio di un rinnovato “Modello Italia” cui siano chiamate a concorrere tutte le componenti del sistema, ivi compresa a pari dignità, l’imprenditoria italiana all’estero.

b) La realtà italiana all’estero è complessa, vivace, in costante evoluzione, una realtà           che occupa sempre nuovi spazi, puntando soprattutto sulle PMI.

c) La Conferenza Permanente costituisce la necessaria sede di riflessione ed il punto di equilibrio per monitorare situazioni e predisporre gli aggiustamenti opportuni in corso d’opera.                                                                                 

 

 

 

3.- Quesiti e proposte di contenuti

 

a)      Tempi di attuazione e stato di avanzamento dei lavori relativi al completamento delle deleghe previste dalla legge 56/2005, in particolare per quanto riguarda l’emanazione del Regolamento che definirà le modalità operative, di costituzione ed organizzazione degli Sportelli Unici.

b)      Spazio riservato, nel contesto della legge predetta, agli organismo rappresentativi degli italiani all’estero.

c)      Realtà ed interesse del mondo imprenditoriale, in particolare delle PMI, di utilizzare la vasta rete della PMI della diaspora.

d)      Capacità dello Stato nella individuazione delle risorse destinate al sostegno della internazionalizzazione

e)      Capacità e sostegno del sistema bancario-finanziario al sistema integrato delle PMI.

f)        Ruolo del sistema assicurativo

g)      Paesi di nuova emigrazione (es. Est Europeo) e ricadute sul “Sistema Italia”.

h)      Nuova emigrazione dei professionisti ed opportunità di creare rete.

i)        Sostegno e rilancio di un sistema integrato di PMI, affinché non vi siano differenziazioni fra imprese della Madrepatria e imprese italiane all’estero.

j)        Semplificazione delle procedure e diffusione capillare delle strutture e delle informazioni.

k)      Approfondimento della conoscenza del ruolo trainante delle Regioni ed individuazione di una procedura per coordinare, finalizzare, rendere sinergici i loro interventi.

l)        Facilitazioni per l’accesso al mercato italiano degli imprenditori italiani operanti all’estero.

m)    Risorse che potranno essere investite per il sostegno del “Sistema Italia”.

n)      Funzione ed utilità delle “antenne” e di strutture quali la “Casa Italia”.

o)      Interazione esistente o possibile fra scambi commerciali e scambi culturali.

p)      Genuinità del “Modello Italia” (commerciale, sociale, culturale) esportato all’estero.

 

4.- Documentazione

 

a)      Leggi nazionali sul sostegno al “Made in Italy”.

b)      Leggi regionali sullo stesso argomento

c)      Eventuali procedure di coordinamento già in atto per gli interventi

d)      Ricognizione delle ricerche effettuate sull’imprenditoria italiana all’estero (quantità, natura, ecc.)

 

5.- Attori da coinvolgere

 

a)      Consulte Regionali per l’Emigrazioni.

b)      SACE, SIMEST

c)      Confederazione degli Imprenditori italiani nel Mondo (CIIM)

d)      Media

e)      Ministeri, Enti, Istituzioni previste dalla legge 56/2005 (Ministero degli Affari Esteri, delle Attività produttive, dell’Economia e delle Finanze, per l’innovazione e le tecnologie, dell’istruzione, dell’Università e della ricerca, ICE, ENIT, Assocamere Estero, Sviluppo Italia, Istituti di credito, consorzi di garanzia fidi, sistemi fieristici, Conferenza Rettori delle Università).

                

                 Gruppo di lavoro “Internazionalizzazione”                                           25 ottobre 2005