CONFERENZA PERMANENTE
STATO - REGIONI E PROVINCE
AUTONOME - CONSIGLIO GENERALE DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO (CGIE)
La Conferenza permanente Stato-Regioni-Province
Autonome-CGIE si è riunita il 29 novembre 2005 in plenaria a seguito della
convocazione dell’On. Presidente del Consiglio, ai sensi della Legge istitutiva
n.198/98.
La Conferenza ha preso innanzitutto
atto dei profondi cambiamenti istituzionali, economici e sociali intervenuti
negli ultimi tre anni seguiti alla convocazione della prima plenaria , nonché
delle ripercussioni che essi comportano nelle relazioni tra le diverse
componenti del tessuto socio-politico nazionale, con particolare riferimento
alle Comunità Italiane all’estero.
La Legge conferisce infatti alla
Conferenza il compito di indicare le linee programmatiche delle politiche del
Parlamento, del Governo, delle Regioni e degli Enti autonomi nei confronti
delle collettività all’estero, linee programmatiche che costituiscono
l’indirizzo politico-amministrativo dell’attività del CGIE.
Sul piano istituzionale la Riforma
Costituzionale del 2001 conferisce alle Regioni e alle Province Autonome piena
autonomia nelle proiezioni all’estero, dove le Comunità Italiane, spesso
organizzate in associazioni regionali, rappresentano un interlocutore
privilegiato. I legami delle Regioni con le proprie comunità all’estero vengono
alimentati anche dalle Consulte regionali che costituiscono un elemento
sostanziale nei rapporti con i corregionali nel mondo.
L’introduzione dell’esercizio del
diritto di voto all’estero per corrispondenza e la creazione di una
circoscrizione elettorale estera alla quale sono stati assegnati 18
Parlamentari (12 Deputati e 6 Senatori) consentirà alle Comunità italiane nel
mondo di avere una rappresentanza diretta nel Parlamento Nazionale. Il CGIE che
la Legge di modifica n.198/1998 definisce “l’organismo di rappresentanza delle
Comunità Italiane all’estero presso tutti gli organismi che pongono in essere
politiche che interessano le comunità all’estero”, non potrà non essere
direttamente coinvolto dalla Riforma Costituzionale sopra indicata. Appare
opportuna una riflessione comune tesa ad individuare e definire i rispettivi
ruoli dello Stato e delle Regioni nei confronti delle collettività all’estero,
nel nuovo contesto che si è creato.
Oltre al piano istituzionale anche
sul piano economico le comunità italiane all’estero hanno risentito delle
diverse situazioni createsi nei rispettivi paesi di insediamento. Sebbene da un
lato la cosiddetta “globalizzazione dell’economia ” genera spinte
all’internazionalizzazione delle attività economico-produttive, che coinvolgono
in misura crescente le nostre collettività all’estero, ormai in un generale
avanzato stadio di integrazione e nei paesi di accoglimento, tuttavia in alcuni
casi le nostre collettività si trovano ad affrontare le situazioni di crisi in
cui versano i rispettivi paesi di residenza. La Conferenza non può prescindere
da un’analisi approfondita ed un attento monitoraggio di tali aspetti della
vita delle nostre comunità all’estero, da un lato potenziali risorse di
internazionalizzazione, da un altro lato soggetto della solidarietà nazionale.
Il processo di integrazione delle
nostre comunità all’Estero nelle società di inserimento si accompagna
naturalmente con un loro mutato rapporto verso la lingua e la cultura italiana.
Le seconde e successive generazioni nate all’estero richiedono strumenti per
mantenere il proprio patrimonio culturale e linguistico di origine, ma al tempo
stesso esprimono sempre di più una propria identità culturale - frutto di una
simbiosi tra la tradizioni dei propri ascendenti e quella dei luoghi di
insediamento - che costituisce una ricchezza sia per la società di appartenenza
sia per quella di origine.
Infine, è avvertita l’esigenza di
misurarsi con le nuove realtà delle nostre comunità all’estero per alimentare
il legame che le unisce all’Italia. A tal fine la Conferenza ribadisce
l’opportunità di realizzare la Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo che il
CGIE ha già da tempo proposto.
Alla luce delle profonde dinamiche
sopra accennate che interessano le nostre comunità all’estero e che richiedono
da parte di tutte le componenti della società nazionale, segnatamente le
istituzioni statali e regionali, un continuo adeguamento delle proprie
politiche alle mutevoli situazioni , la Conferenza riafferma il carattere
permanente della propria attivita' ed a tal fine si prefigge l'obiettivo di creare
le condizioni e programmare le azioni per affrontare in modo concreto e
costruttivo le quattro tematiche individuate dal CGIE, accolte e condivise
dalle altre due parti : "Riforma dello Stato; Internazionalizzazione,
Lingua, Cultura e Formazione Professionale, Ambito sociale e Tutela dei
Diritti" .
Pertanto stabilisce di adottare le
seguenti determinazioni:
1.
è
istituita una cabina di regia tecnica, paritetica: “Stato - Regioni - P.A. -
CGIE”;
2.
la
cabina di regia e' lo strumento operativo per la realizzazione del programma
triennale definito dalla seconda plenaria della Conferenza Permanente;
3.
i
componenti della cabina di regia partecipano alle riunioni della VIa Commissione Tematica del CGIE “Stato - Regioni -
P.A. - CGIE”;
4.
in
occasione delle Assemblee plenarie del CGIE si riuniranno le parti della
Conferenza per un momento di "verifica politica" della proprie
attivita';
5.
le
quattro tematiche su indicate saranno oggetto dell'approfondimento di quattro
gruppi di lavoro che sfocerà in quattro seminari tematici da organizzare nel
prossimo triennio.
I seminari progettati dovranno
coinvolgere, oltre ai Componenti della Conferenza previsti dalla Legge, anche
le Consulte o i Consigli Regionali per l’Emigrazione, nonché COM.IT.E.S., il mondo associativo e le personalità,
gli istituti e gli esperti interessati. I risultati dei seminari verranno
portati all’attenzione delle componenti politiche ed istituzionali della
Conferenza affinché ne derivino i necessari seguiti, legislativi o
amministrativi, man mano che si concludono i lavori dei seminari.
Questo programma rende effettivamente
permanente la Conferenza senza creare nuovi organismi: infatti, la legge
stabilisce che la Segreteria della Conferenza è la stessa del CGIE, mentre la
VI Commissione del CGIE opportunamente integrata con rappresentati dello Stato
e delle Regioni, diventerà l’organo operativo della Conferenza permanente
Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE.
I seminari saranno organizzati in
modo che i costi di partecipazione siano assunti dai diversi componenti
riducendo in modo significativo le risorse necessarie, da reperire presso lo
Stato e le Regioni, per coprire spese organizzative e garantire una larga
partecipazione anche ad enti non previsti dalla Legge, ma il cui coinvolgimento
è funzionale al buon esito dei lavori.
La terza plenaria della Conferenza
prevista secondo la Legge con cadenza triennale, cioè nel 2008, sarà il momento
di verifica politica della realizzazione del presente programma e di definizione
delle linee programmatiche del successivo triennio.