Jazz

LE WEB CONFERENCE DI ITALIAN NETWORK
ROBERTO CIOTTI: UN BLUESMAN CON LA MUSICA NEL CUORE

AL PARCO DELLA MUSICA: "JAZZ E MUSICA ANTICA" INCONTRI POSSIBILI

OMAGGIO A FRED BUSCAGLIONE

PARMAJAZZ FRONTIERE FESTIVAL

AL BIG MAMA CON I BLUESMAN ITALIANI. UNA SERATA DEDICATA A ROBERTO CIOTTI

FANO JAZZ BY THE SEA 2002 - DECIMA EDIZIONE

FRANCESCA DE FAZI E I POWER OF SOUL CON UN TRIBUTO A JIMI HENDRIX AL BIG MAMA

A CATANIA ZO CULTURE PRESENTA I FLOR

A FABBRICA EUROPA I:TUSCANY (CHICAGO) UNDERGROUND ORCHESTRA

FABRIZIO BENTIVOGLIO: DAL RECITAZIONE ALLA CHITARRA l'11 GIUGNO ALL'CRT DI MILANO

"CORNETTO FREE MUSIC FESTIVAL ROMA LIVE": A GIUGNO E LUGLIO

CAETANO VELOSO A FIRENZE: L'APPUNTAMENTO E' PER IL 16 LUGLIO

NEW CONVERSATIONS A VICENZA JAZZ 2002

BRIAN ENO IN ITALIA: DA CAGLIARI A MILANO A ROMA

TRIBAL TECH DI SCENA AL BIG MAMA

DALLA SARDEGNA DI CABIDDU AL KURT WEILL DI DEE DEE BRIDGEWATER AL TEATRO DELL'OPERA DI ROMA

MUSICA ED ARTI VISIVE ALLA XV.ma EDIZIONE DI TIME IN JAZZ IN SARDEGNA

PROSSIMI APPUNTAMENTI AL BIG MAMA CON FRANCESCA DE FAZI BAND E ROBERTO CIOTTI BAND

NOTTE DELLE CHITARRE IN ATTESA DEL PROSSIMO CD IN USCITA A MAGGIO

LENO LANDINI E LA SUA ARMONICA AL BIG MAMA DI ROMA

GINEVRA DI MARCO: SMODATO TEMPERANTE CONCERTO N.1

TORNA BERGAMO JAZZ

DIALOGHI: JAZZ PER DUE A PAVIA

ROMA DIVENTA ROCKCITY AL BIG MAMA

RITORNA CROSSROADS: GRANDE JAZZ IN GIRO PER L'EMILIA ROMAGNA

TRIOLOGY: JAZZ SINFONICO, CON IRONIA

NEL NOME DI ARMSTRONG E VERDI: PARMA JAZZ FRONTIERE 2002

DALLA, VECCHIONI, CAPOSSELA, VENDITTI: GRANDE MUSICA ITALIANA NEL 2001/2002 DEL ROSSETTI DI TRIESTE

WYNN TORNA AL BIG MAMA DI ROMA

MUSICA IN GIOCO, TRA CINEMA E CUCINA A RAVENNA

TOURNEE IN CANADA PER BIGNOLI E TAVOLA

TRADIZIONE JAZZ IN MOVIMENTO

ZUCCHERO NUOVO, POLEMICHE VECCHIE

INVASIONI A MODENA

A SASSARI LA PRIMA EDIZIONE DEL PREMIO FABER, DEDICATO A DE ANDRÈ PENSANDO ALLA LINGUA SARDA

TORNA DERAGLIAMENTI CON AVION TRAVEL

JAZZ ITALO/FRANCESE SULLO STRETTO DI BONIFACIO

ANDY J. FOREST, DEIDDA BROTHERS E TELESFORO A ROMA

FERRARA CAPITALE DELLA MUSICA DA STRADA

NELLE ABBAZIE UMBRE ARRIVANO LE ISOLE MUSICALI

GARBAREK, DYLAN E BATTIATO STELLE AD ANZIO JAZZ

LA MUSICA DEL MONDO ARRIVA A SPOLETO: HOT METRONOME

DANZA E MUSICA ITALIANA D'AUTORE ARRICCHISCONO IL 2001 DI UMBRIA JAZZ

MUSICA CLASSICA, ROCK, ETNICA PER I CONCERTI NEL PARCO

EXTRAFESTIVAL: SCENARI MUSICALI ATTUALI

L'ESTATE IN TOSCANA DEL MUSICUS CONCENTUS

VIVONO LE DUE TORRI CON VIVABOLOGNA

RIBOT, BARBIERI E ARTO LINDSAY A RAVENNA JAZZ

IL VIOLINO E LA SELCE A FANO

ANDRIA JAZZ FESTIVAL CON IL MITICO RAY BROWN

LA BATTAGLIA D'INGHILTERRA DEGLI ITALIANI LINEA 77

UN TRENO BLUES NELL'OGLIASTRA

LO SWING NAPOLETANO DI RENATO CAROSONE

FRANCO BATTIATO PORTA IL SUO FERRO BATTUTOIN ITALIA E ARGENTINA

L'UNIVERSITA' ITALIANA DECRETA IL VIDEOCLIP COME OPERA D'ARTE

WILLIAMS, BERG E POST VIRTUAL PHAZE AL BIGG MAMA DI ROMA

LE CANZONI DI DOMENICO MODUGNO RIVIVONO NELLA VOCE DI MINA

PREMIO CITTÀ DI RECANATI: 21 - 22 - 23 GIUGNO 2001 ALLA SCOPERTA DI NUOVE VOCI

I LOU DALFIN NEL CUORE DELL'OCCITANIA

MADE IN BO - A BOLOGNA, DOVE TUTTO FA SPETTACOLO

CINQUE GRANDI DELLA MUSICA ITALIANA IN ANTOLOGIA NELLE SCUOLE

STEVE WYNN E GLI ANNI SESSANTA ITALIANI PROTAGONISTI AL BIG MAMA DI ROMA

PETIZIONE PER SALVARE L'ARCHIVIO DEI VIDEOCLIP STORICI DI VIDEOMUSIC

TRADIZIONI MULTIETNICHE E MUSICA LATINA AL FARE FESTIVAL DI PAVIA

LA SCUOLA E IL TEATRO FRASCHINI OMAGGIANO FABRIZIO DE ANDRÈ

PROGETTO JAZZ: ETNICA E POP ITALIANO NELLA PROVINCIA DI CREMONA

NEW CONVERSATIONS: JAZZ A VICENZA

LA MUSICA E LA VITA ESAGERATA DI VINICIO CAPOSSELA

TORNA IN CONCERTO A ROMA FRANCO CALIFANO

IN TOUR SAMUELE BERSANI

IL JAZZ NEL TEMPIO DELLA MUSICA CLASSICA A GENOVA

TEATRO CARLO FELICE-LOUSIANA JAZZ CLUB: CONCORSO PER JAZZMEN EMERGENTI

IL RAPPER ITALIANO ALL'UNIVERSITA' LA SAPIENZA DI ROMA

A PAVIA DIALOGHI: JAZZ PER DUE

PAOLO BONFANTI E LA SUA BLUES BAND AL BIG MAMA

LA BANDA OSIRIS IN ROLL OVER BEETHOVEN AL CIVICO DI TORTONA

MARSALIS, ROACH E ROLLINS STELLE DI CROSSROADS 2001

LA STORIA DELLA MUSICA ITALIANA NELLA SEI CORDE


LE WEB CONFERENCE DI ITALIAN NETWORK

ROBERTO CIOTTI: UN BLUESMAN CON LA MUSICA NEL CUORE

Uno dei più famosi bluesman italiani: Roberto Ciotti, un musicista di fama internazionale, nato a Roma nel 53' ha iniziato a suonare la chitarra a 12 anni. Questo è Roberto Ciotti: una biografia molto lunga ma soprattutto piena di eventi.

CIOTTI: "Sono una persona molto attiva, non riesco a stare fermo nemmeno adesso dopo 30 anni che ho iniziato. Mi sento sempre artisticamente vivo, infatti ho appena fatto un nuovo cd (il 10°) e sto già pensando ad un altro.
Dividerei la mia biografia in 3 periodi fondamentali: gli anni 70', gli 80', i 90', tre decenni.
Nel 70' ero molto giovane naturalmente, ed era un periodo molto bello e attivo in cui la fantasia vinceva su tutto. Oggi è quasi il contrario. Poi ci sono stati gli anni 80', un'epoca di intrattenimento, musicale nei club. Tante tournée, Piccoli concerti. Poi nel 90' è stato il periodo delle colonne sonore ed ho iniziato a scrivere canzoni senza ricalcare troppo gli schemi classici del blues, fino ad arrivare a oggi con il mio decimo album che si chiama " Behind the door" e ne sto già pensando un altro.

D.Come nasce il blues in Italia ?

CIOTTI: In Italia nasce nella prima metà degli anni 70', io e pochissimi altri, siamo stati i primi a fare ascoltare il blues anche nelle radio. Siamo stati i primi a fare ascoltare la musica che arrivava per la prima volta in Italia, attraverso alcuni dischi di importazione dall'Inghilterra.
Mi ricordo che da con il mio gruppo di musicisti abbiamo fatto un lavoro di ricerca, per conoscere meglio questa musica visto che si conosceva la musica più commerciale, il jazz era arrivato nel dopoguerra ma il blues e il rock sono arrivati dopo Woodstock, quando c'è stato un boom musicale che corrispondeva a movimenti politici, movimenti sociali del tutto innovativi.
Da li siamo andati a scoprire cosa c'era dietro e abbiamo trovato tutta la storia della musica afro americana. Oggi è ormai noto a tutti in Italia il blues.

D.Perché in Italia non è un genere che emerge fra i compositori, come ad esempio il jazz italiano che viene esportato anche in Francia. Gli esecutori sono molto più conosciuti a livello internazionale, sono piu' numerosi e la qualità della loro musica è molto alta.

CIOTTI: La qualità italiana della musica in genere, soprattutto in relazione all'armonia e la fantasia è sempre alta perché è una caratteristica italiana. Il jazz ha avuto un storia più antica del blues in Italia, il blues ha avuto una storia strana perché solo io e pochi altri negli anni 70' abbiamo cercato di "sfornarla" in maniera classica. Io l'ho reinterpretata, l'ho riscritta sempre suonando su schemi abbastanza classici, però esiste sempre il problema della lingua di una musica cantata in inglese da chi non proveniva dall'estero. Un problema che esiste ancora oggi. Alcuni cantautori, invece, hanno preso degli schemi in blues li hanno messi nella loro musica e hanno funzionato tantissimo. Nel mio caso io sono riuscito ad andare anche all'estero perché ho collaborato con musicisti stranieri, però poi mi sono stancato di fare questa operazioni di blues revival, perché mi sento più un autore di musiche originali, come "No More Blue", colonna sonora del film di Salvadores. Con questa musica ho iniziato una nuova carriera che mi ha dato grandi soddisfazioni ma ancora non è emersa in pieno.

D.I tuoi primi tre dischi sono stati incisi per la Creams etichetta storica di Milano...

CIOTTI: Intanto stiamo parlando degli anni 70' un periodo in cui vinceva la fantasia. Negli anni 70' si era dato spazio a tutti gli artisti alternativi e quindi anche il blues che io interpretavo in maniera diversa era considerato interessante. E comunque è stato il primo disco fatto in Italia sul Blues e da lì è nata una scuola del blues. Non c'è un musicista oggi che inizia a suonare la chitarra o la musica in genere che non si accosti al blues perché oggi è una matrice popolare e comunque molte forte e emozionale in alternativa a quella classica. Oggi poi la musica si è fusa tutta ed è più difficile parlare di blues perché l'informazione ha fatto si che si fondessero le matrici.

D. Dove sta andando il blues?, come si sta modificando?

CIOTTI: Si modifica a seconda di quello che fanno gli artisti che lo propongano; c'è chi lo propone in maniera più classica più standard, e chi lo vuole sempre rinfrescare, rinnovare. Io, per esempio, in questo ultimo cd mi sono contaminato con tanta altre cose pur mantenendo le cose classiche che mi sono sempre piaciute e amo tantissimo.

D.Nel CD uscito con il Manifesto, tu esplori altri territori, ci sono delle connessioni con la musica latino americana ?

Diciamo che è la prima volta che mi mischio un po' alla musica latina perché ho vissutoo molto in Italia con questa gente e la loro musica possiede grandi qualità ma come il blues una volta non era conosciuto anche questa musica non è conosciuta da noi. Sembra che sia solo intrattenimento e ballo invece dentro c'è grande poesia e musicalità. Poi, io mi sono innamorato soprattutto delle percussioni quelle che si usano a Cuba e le ho inserite in alcuni brani e la cosa mi ha emozionato parecchio.

D. La produzione di questo cd è affidata al Manifesto, molti artisti usano queste produzioni, è un vantaggio e che tipo di vantaggio presenta?

CIOTTI: Il vantaggio è dal punto di vista artistico: ti lasciano più libertà rispetto ai clichet imposti dalle Majors. E con la Majors o hai le idee chiare e sei accettato per quello che sei o sennò diventa difficile lavorare con loro. Per questo ho preferito lavorare con Manifesto.

D.Parlando di diffusione del blues un altro aspetto piuttosto interessante è quello della didattica, tu insegni o sei comunque favorevole alla didattica nelle scuole di blues, e alla diffusione nelle scuole in Italia?

CIOTTI: Io ho iniziato a suonare e non ho mai studiato una nota, credo che la musica si debba averla dentro, però penso che l'informazione e le scuole siano importanti anche se i veri musicisti non escono mai dalle scuole. Ho fatto una volta sola una cassetta 10 anni fa, però non insegno perché non mi sento all'altezza.

D.Pensavo, ad esempio, alla Berklee school in America da dove sono usciti forse i migliori musicisti di musica jazz degli ultimi 20 anni e mi chiedo in che modo un'organizzazione didattica potrebbe avvicinare maggiormente musicisti in Italia a generi che vanno al di la del semplice canto, del pop....

CIOTTI: Credo che le scuole siano importanti però quello che fa nascere queste cose sono le situazioni politiche e sociali, cioè quando ci sono delle aperture mentali a livello sociale, quando ci sono delle cose da dire allora si scambiano le idee, la musica non è solo una cosa tecnica da apprendere a scuola ma è un messaggio, una voglia di comunicare.

D.La differenza tra il tipo di comunicazioni tra artisti, pubblico o comunque tra appassionati in genere che avveniva negli anni 70' ed il modo di comunicazione di oggi. Il metodo di diffusione è migliorato o peggiorato secondo lei?

CIOTTI: Per me è peggiore, però non posso essere nemmeno contrario alla tecnologia e al progresso, pian piano comunque secondo me si recupereranno anche i valori che stanno dietro a queste cose e che si sono un po' persi oggi.

D: Per esempio la facilità di distribuzione internazionale, i maggiori contatti la velocità di diffusione di notizie di tutto ciò che fa cultura o musica, ti avvantaggia nella promozione del tuo lavoro all'estero oppure, poichè la tua carriere internazionale è già abbastanza affermata non hai bisogno di questo?

CIOTTI: Potrebbe sembrare che mettendosi su Internet tutto vada meglio e tutti ti ascoltano, però poi sull'informazione c'è una guerra senza frontiere tra le multinazionali, le reti, i privati.
Secondo me è più difficile, ma con il tempo questa cosa dovrebbe andare a vantaggio nostro perché se tu sei libero di dire quello che vuoi vai in rete. E' una cosa fantastica in teoria poi in pratica però non succede niente perché in rete alla fine ci stanno tutti.

D. Ci puoi raccontare alcune delle tue performance, ad esempio l'apertura del concerto di BOB Marley che è stato poi l'ultimo che ha fatto prima di morire.

CIOTTI: Il concerto di Bob Marley non era di certo come i concerti di adesso. C'erano 100.000 persone che fumavano marijuana, un'eccitazione pazzesca, un'atmosfera che si tagliava con il coltello, la musica vissuta in modo più spirituale e coinvolgente. Fare concerti allora era diverso. Oggi è qualcosa di più consumistico.
Sono dei bei ricordi ma sono così' lontani. Mi ricordo anche la tournée con Ginger Baker, mi ricordo che suonai per tutti gli anni 70' in trio. Io ho iniziato a suonare conoscendo Ginger Baker al Brancaccio con il quale ho girato il mondo, poi l'ho abbandonato. Dopo l'esperienza con lui ho iniziato a sunoare al piano, all'organo, mi sono dato all'armonia ed o iniziato con Torquati a fare un disco fino ad arrivare ad oggi, dove l'armonia ha più importanza in quello che faccio. E' importante cercare di esprimersi e rispondere ai tempi che vivi, perché bisogna essere incisivi.

D. La tua musica ha un taglio particolare perché la cultura blues è evidentissima nel tuo stile. Tu hai incominciato come chitarrista elettrico poi sei passato all'acustico, e ora nell'ultimo disco si sentono entrambe le sonorità. Un taglio molto particolare che definirei "Blues all'italiana" perché ci sono dei tratti melodici molto forti...

CIOTTI: E' quel che voglio sviluppare ancora di più perché diventi una caratteristica. Anche se negli anni 70' la rifiutavo perché recuperare le caratteristiche della musica italiana era considerato degradante. Oggi è già è molto diverso ma allora per uno che si accostava alla musica ascoltare quella italiana era una cosa priva di interesse.

D.Vogliamo arrivare a quello che probabilmente è stato il punto di svolta della tua carriera, per lo meno a livello di notorietà: le colonne sonore di Salvador che ti hanno fatto conoscere al grande pubblico..

CIOTTI: La prima cosa che mi ha fatto conoscere è stata "Mister Fantasy" un disco che realizzai proprio nell'80', 12 video per la Rai. 10 anni dopo la gente si era un po' dimenticata di me, e allora è uscito questo nuovo impegno: uno stile un po' più mediterraneo e poi le colonne sonore, feci 2 film con Salvadores, 2 con Wilma Labate, poi con altri registi, insomma parecchi film, anche perché la mia musica si adattava molto a questi film.

D C'è una differenza tra il tuo lavoro di incisione e il lavoro che fai per le colonne sonore?

CIOTTI: Innanzitutto, le colonne sonore che ho fatto erano sempre improntate alla mia musica e non ad altre poichè al regista piaceva il mio timbro, il mio modo di fare. Poi, premesso che nei film devi lavorare anche sulle immagini, devi essere molto spontaneo.

D.Hai parlato di musica come strumento di comunicazione ed hai parlato anche però di contaminazioni musicali, ad esempio con la musica latino americani, quali altre contaminazioni ?

CIOTTI: Ne ho avute tante. Nell'ultimo CD ci sono contaminazioni con il soul, il jazz, il rock, dipende dai periodi. L'ultimo è stato un periodo molto latino, così come l'ho vissuto: ho preso nella band un percussionista cubano, poi uno brasiliano e finisci con il capire molte cose e io credo in questo più che nelle scuole di musica. La scuola è importante ma la musica deve dire qualcosa, deve raccontare una storia, deve rappresentare le emozioni di un popolo o di un musicista che deve trasmetterle.

Qual'è il tuo rapporto all'estero con le comunità italiane?

CIOTTI: Quando ho fatto la tournée in America ho suonato per gli americani, ho fatto una tournée in Germania e ho suonato per i tedeschi, ho fatto una tournée con Zucchero ed ho suonato per gli italiani. Però non mi apprezzavano molto perché cantavo in inglese mi hanno quasi preso per snob. Cosa che non è assolutamente vera perché io ho vissuto a contatto con gli stranieri e sono sempre stato molto aperto, alla fine però anche le nostre comunità all'estero mi hanno accettato perché la qualità della musica si sentiva.

D. Quando sarà il prossimo concerto all'estero?

CIOTTI: Non ho in programma concerti, devo fare le ultime cose per questo cd ed andrò a Torino poi in Sicilia, ma nient'altro.

D.Hai un tuo obiettivo da raggiungere nella vita?

CIOTTI: Sempre lo stesso: sentirmi vivo facendo questo lavoro che trovo molto interessante.

D. Quale messaggio vorresti inviare agli italiani all'estero?

CIOTTI: Di vedere l'Italia da un punto di vista diverso da come si vede da fuori, perché in Italia non c'è solo quello che offre la televisione e i mass media, si possono trovare anche delle cose belle cose al di la degli stereotipi.(25/11-Italian Network)


AL PARCO DELLA MUSICA: JAZZ E MUSICA ANTICA INCONTRI POSSIBILI

Mille e Una Nota, tradizionale Rassegna d'Arte Musicale che l'Ippocampo organizza da dieci anni nel Chiostro del Bramante, approda al Parco della Musica di Renzo Piano con una proposta interessantissima che ruota intorno al rapporto fra Musica Antica e Jazz.

La serata si inserisce nella serie di eventi che il CARM (Coordinamento Associazioni Romane per la Musica), di cui L'Ippocampo è socio fondatore, presenta con l'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma e con l'Accademia di S. Cecilia.

Domenica 1 dicembre alle 17:30 nella Sala 700 del Parco della Musica è di scena il compositore - musicologo e pianista - Giovanni Bietti, voluto da Luciano Berio accanto a sé come Coordinatore delle attività editoriali dell'Accademia di Santa Cecilia.

Bietti si esibisce - nella prima parte - con il tastierista Alessandro Gwis, uno dei più noti ed apprezzati musicisti jazz italiani, in un programma per due pianoforti che comprende William Byrd (The Battle, Lord Willobies Welcome home, Ground con Variazioni), F.J. Haydn (Rondò), G.F. Haendel (Sarabande), C. Monteverdi (Zefiro torna, Ciaccona, Laetatus Sum).
Nella seconda parte, con il gruppo Open Trios, viene presentato lo splendido Ludus Herodis, di anonimo del XII secolo (Manoscritto di Orléans), composto da oltre cinquanta cantate gregoriane divise in Quattro Scene, sul tema della Natività (L'Adorazione dei Pastori, Il Viaggio dei Magi, la Reggia di Erode, L'Adorazione dei Magi) e che qui viene riproposto in chiave strumentale per sax soprano, sax baritono, tastiera, chitarra, percussioni, pianoforte.

I brani scelti per i due pianoforti rappresentano la forma in cui per eccellenza il compositore/esecutore metteva in mostra le proprie doti creative e virtuosistiche, la propria capacità di improvvisatore brillante e fantasioso ed al tempo stesso di rigoroso costruttore del discorso musicale.

E' per riproporre questa fusione, dandole un senso nel contesto musicale odierno, che un tastierista jazz ed un pianista e compositore classico hanno deciso di affrontare insieme un viaggio, di quasi duecento anni, nella storia della musica. I musicisti evocati, citati e rivisitati in chiave moderna sono i massimi maestri nell'arte della Variazione (e dell'improvvisazione), ma allo stesso tempo i massimi ricercatori di vitalità e ricchezza ritmica.

E' soprattutto questo aspetto, in genere poco considerato, che rende legittima ed affascinante questa operazione: il pensiero ritmico di questi musicisti è dotato di una forza e di una modernità stupefacenti, li rende vicini, invita ad un confronto con loro. Non è dunque una semplice operazione di recupero, di filologia; non interessa stravolgere la sostanza musicale di questi brani meravigliosi: l'obiettivo è invece quello di riavvicinarci allo spirito, insieme libero e rigoroso, che li ha generati, riproponendolo oggi ad un pubblico che sia disposto a ricercare nell'ascolto emozioni nuove ed antiche.

Ludus Herodis è un Dramma Liturgico del XII secolo ripensato in chiave moderna, in una versione esclusivamente strumentale. Non c'è quindi alcun tentativo di precisa ricostruzione storica; l'intento è piuttosto quello di provare ad immaginare cosa sarebbe accaduto al brano se la sua diffusione per tradizione orale si fosse prolungata ininterrotta fino ai nostri giorni. Se esso, in altri termini, fosse stato eseguito dal Medioevo fino ad oggi, quali trasformazioni, quali cambiamenti avrebbe subito?

Uno dei fili conduttori della rilettura degli Open Trios è l'improvvisazione, che si dispiega sullo sfondo di un pensiero ritmico ancora oggi insuperato per libertà e complessità. Un suono asciutto e caldo al tempo stesso, una forma rigorosamente definita che tuttavia si apre all'interazione più imprevedibile. Le splendide melodie gregoriane - oltre cinquanta - sono calate in un contesto originale in cui passato e presente si fondono creando un nuovo evento musicale, colto e popolare al tempo stesso, di grande impatto emozionale e comunicativo.

Il gruppo degli Open Trios è nato perché alcuni musicisti, provenienti da esperienze ed estrazioni molto diverse, si sono raccolti intorno ad un pianista e compositore classico ed hanno voluto provare a dare una risposta univoca alla profonda crisi che la musica sta oggi attraversando: crisi di linguaggio e di comunicazione, e di conseguenza crisi economica e di mercato.

Siamo convinti - afferma Bietti- che questa crisi dipenda in gran parte da un atteggiamento specialistico sempre più diffuso, che poco ha a che fare con l'arte. Il nostro gruppo parte quindi da ciò che di vitale e profondo le due più importanti tradizioni musicali del secolo appena trascorso - quella classica e quella jazz - hanno saputo esprimere, per trovare una sintesi: tra passato e presente, tra scrittura ed improvvisazione, tra linguaggi diversi; non meno importante, tra il suono cameristico classico e quello della formazione jazzistica. Convivono così nelle nostre produzioni il rigore nella costruzione della Forma musicale e la libertà ritmica ed improvvisativa, il richiamo alla tradizione colta occidentale e la tensione verso inflessioni, stilemi e fraseggi che appartengono invece, oltre che al jazz, a culture extracolte - l'Africa, il Klezmer, perfino l'estremo Oriente. Una sintesi che nelle nostre intenzioni rispecchia la complessità e la molteplicità culturale del mondo contemporaneo, ma che tenta al tempo stesso di interpretarla, di darle un senso e di trarne un reale stimolo creativo senza limitarsi a rappresentarne le contraddizioni.(25/11-M.G./Italian Network)


OMAGGIO A FRED BUSCAGLIONE

Arriva anche al Teatro Civico di Tortona il prossimo mercoledì 4 dicembre alle ore 21 "Guarda che luna!", originale spettacolo dedicato al mondo musicale di Fred Buscaglione. Torino e la musica dei night, delle balere. Buscaglione, il primo jazz, le notti all'ultimo respiro. La malavita un po' inventata un po' sul serio e la fabbrica, laggiù, lontana, in sottofondo. La luna che si specchia in mari immaginati, il fumo di mille sigarette, whisky e donne -ah che donne!- dalle curve mozzafiato, ma solo raccontate.

C'è Fred che aleggia e cuce insieme i vari quadri, anche se nessuno lo citerà mai, assolutamente mai. Raccontare questo "Guarda che luna...", produzione speciale del TST, non è cosa semplice.

Forse si può cominciare dicendo che cosa non è: non è uno spettacolo teatrale, non è un concerto, non è un'antologia in musica e non è neppure un omaggio a Fred Buscaglione. Piuttosto vengono in mente le scatole cinesi, ne apri una e dentro ne trovi un'altra e poi un'altra ancora e poi ancora.

Viene in mente una storia che si costruisce a mano a mano e che si regge anche su ciò che nella storia non sta scritto: ricordi, malinconie, tenerezze e risate, un certo spirito del tempo... A fare da legame, una parola, una situazione oppure una melodia. C'è una finestra che si affaccia su un paesaggio e il paesaggio è attraversato da una strada e la strada porta molto più lontano di quanto l'occhio può guardare. C'è la luna di Buscaglione ma anche quella di Testa, "sopra i tetti di Torino"; c'è una notte fatta di botte, spari e "ossa rotte" che porta a un'altra notte e a un'automobile che aspetta e che riparte all'alba sulle note di Chet Baker. C'è l'atmosfera di Parlami d'amore Mariù e di Baciami piccina e poi quella del night dove il pianoforte è un tavolo da biliardo e le donne sono "Joking Lady" con "curve mozzafiato".

Completano il cast tre immensi musicisti jazz: Stefano Bollani, Enzo Pietropaoli e Piero Ponzo.
I biglietti sono in vendita presso la biglietteria del teatro tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 17 alle 19.30 , su internet al sito www.teatrotortona.it , nei punti TicketOne in tutt'Italia e presso la Banca Cassa di Risparmio di Torino filiali di Tortona ed Alessandria. (25/11-M. G./ Italian Network)


PARMAJAZZ FRONTIERE FESTIVAL

Parma ospita dal 14 al 17 novembre "nomi" celebri del giovane panorama jazzistico internazionale da Uri Caine (USA) al Moscow Art Trio (Russia), al Duo Gary Peacock e Marylin Crispell (USA), ai Musica Reservata (Italia, Svizzera), a Giorgio Gaslini: mentre una rassegna di concerti per giovani musicisti animerà la città di Parma nei giorni che precedono la kermesse diffondendosi per gallerie d'arte, librerie, negozi e locali creando una sorta di itinerario sonoro, in cui il jazz porta la sua voce a mescolarsi con suoni inconsueti.

Ma ci sarà anche "La carne come il vento, il vento come la pietra" seminario di danza contemporanea, improvvisazione e composizione coreografica tenuto da Anna Boschetti con la partecipazione dei musicisti Mattia Ghione ai clarinetti, Diego Baioni alla chitarra, Tiziana Paoli alla fisarmonica.
L’improvvisazione è un percorso di conoscenza e scoperta di un linguaggio autentico ed originale, è un ponte tra l’emozione e l’urgenza di comunicare, un dialogo serrato e sincero tra la memoria del nostro vissuto e la possibilità di farne espressione artistica"

"Accordi in grafica" ripropone la collaborazione con l'Università del Progetto, scuola superiore di comunicazione e design di Reggio Emilia, immagini ispirate ai suoni e suoni rappresentati da immagini in un proficuo scambio di idee e spunti creati
Into the Cage allestimento multimediale dedicato a John Cage a 90 anni dalla nascita, a 50 anni a 10 anni dalla scomparsa...

Ci sarà "documentary workshop": laboratorio pensato per giovani artisti per la creazione di un documentario sotto la guida del regista Pietro Medioli. Riprese e interviste che catturano momenti di prova e di concerto, volti e impressioni (13 - 17 novembre).
Ed, in ultimo, "Fotografare la musica" mostra fotografica delle opere realizzate dagli allievi in occasione del workshop 2001 tenuto da Roberto Masotti. Un affascinante percorso attraverso immagini di musicisti, strumenti, palcoscenici. (Teatro Due, 14 - 17 novembre)

Per ulteriori informazioni: "ParmaFrontiere" tel e fax:+39 0521 200688, e mail:parmajazzfrontiere@tiscalinet.it, http://www.parmafrontiere.it.(11/10-Italian Network)


AL BIG MAMA CON I BLUESMAN ITALIANI. UNA SERATA DEDICATA A ROBERTO CIOTTI

>dd>Un'agenda, com'è tradizione del locale, ricco e variegato quello presentato dallo storico locale romano il Big Mama per il mese di novembre.

Un programma che registra la presenza degli HAMMONDOLOGY TRIO (13 novembre) di Raffaele Scoccia con un progetto dedicato all'organo HAMMOND C3 e le sue ineguagliabili sonorità. Un mondo musicale inimitabile e di infinita eleganza, caratteristico di un'epoca (i favolosi anni '60) eppure sempre moderno e attuale. Il progresso tecnologico e l'utilizzo dei microchips non ha minimamente scalfito il fascino e l'originalità di questo strumento, che in America sta conoscendo nuova vita.

Altri nomi in agenda: BEATMAMA con i RIDING SIXTIES sono da molti anni i più profondi e sensibili conoscitori del beat. I loro spettacoli, seguitissimi, sono quanto di più completo si possa trovare in Italia sulla galassia di questa musica. Il Beat oltre che un fatto musicale (Beat non è altro che il nome di battesimo del Rock) è un fenomeno di portata storica e sociologica di livello internazionale. Lo stesso Beat italiano è figlio di artisti sia italiani che stranieri (fatto unico nella storia culturale del nostro paese) ed ha rappresentato un momento di sprovincializzazione e di ingenua euforia, una sfebbrata da cui gli italiani si sono svegliati cambiati per sempre nella sensibilità.
Nel Beat ci sono i germi del Blues, della musica etnica, del Folk, del Rock & Roll, dell'Hard Rock, del Rock demenziale, di tutta la musica popolare che era stata suonata prima e che è stata suonata dopo. Compreso il "Progressive", che è cronologicamente il primo gradino di sviluppo. Grazie al Beat, infine, non esiste paesino di Italia, anche il più sperduto, dal Nord al Sud dove quattro ragazzi non abbiano provato a chiudersi in una cantina per provare a suonare magari usando coperchi e pentole come tamburi.

La settimana finisce alla grande con Roberto Ciotti e la sua Band.
Roberto Ciotti è, indiscutibilmente, il bluesman più famoso d'Italia. Il chitarrista romano è da quasi trent'anni sulla breccia, nel corso dei quali ha inciso a proprio nome molti album e in veste di side man ha contribuito allo sviluppo del sound di artisti come De Gregori, Edoardo Bennato.
Nel corso degli anni Ciotti ha strizzato l'occhio anche al cinema, firmando come autore due fortunate colonne sonore: "Marrakesh Express" e "Turnè" di Gabriele Salvatores.
Il suo blues predilige le atmosfere suadenti e calde, ma è capace di graffiare con forte incisività o di esaltare attraverso le commistioni che Roberto ama creare con la musica latina, il funk.
La band che lo accompagna è composta da Andrea Pagani alle tastiere, Elio Buselli al basso e Walter De Tond alla batteria. Insieme presentamo il nuovo cd "Behind the door" (ed. il manifesto cd), che contiene anche il brano "Erano le tre", prima canzone cantata in italiano dal musicista romano.

Ma chi è Roberto Ciotti: un grande del blues targato Italia affermano in molti.
Romano, classe 1953, é sulle scene da ormai venticinque anni, ma la prima esperienza importante risale al 1970, con i Blue Morning, accanto ad un altro nome famoso: il sassofonista Maurizio Giammarco.
Poi lavora come session-man con Francesco De Gregori ed accompagna Edoardo Bennato nelle sue esibizioni dal vivo fino al 1977. Ma intanto trova il tempo per dedicarsi allo studio dell'acustica Dobro dei Delta blues. Comincla a comporre e a cantare e per lui si aprono le porte dei più importanti festival d'Italia e d'Europa. Suona con artisti dei calibro di Brian Auger, Louisiana Red, Matt "Guitar" Murphy e Jimmy Witherspoon, tra l'83 e l'84 è in tournée con Ginger Baker in Italia e negli U.S.A. Anche negli studi radio e televisivi il suo volto è sempre più di casa: da L'altra domenica (1978) a Mister Fantasy (1982), da Quelli delli notte ('86) a D.O.C. ('89), sono tanti i programmi che lo vedono ospite più o meno fisso. Dalla TV al cinema: firma le musiche per due film di Gabriele SaIvatores, Marrakech Express (migliore colonna sonora alla rassegna "Giovani & Giovani" di Roccella Jonica e premio Platea d'Oro" nel 1989) e Turné, mentre Più di recente (1992) le note del suo album Road'n'Rail fanno da soundtrack per l'Ambrogio di Wilma Labate. Notevoli, naturalmente, sia la sua attività concertistica, sia la discografia che, oltre a varie collaborazioni (con De Gregori e, soprattutto, con Edoardo Bennato), conta numerosi titoli.(10/11-Italian Network)


FANO JAZZ BY THE SEA 2002 - DECIMA EDIZIONE

Si svolgerà tra il 4 e il 7 luglio la decima edizione di Fano Jazz By The Sea: anche quest'anno il programma del festival marchigiano, che ormai si è conquistato una posizione di riguardo nell'ambito delle rassegne jazzistiche estive, sarà di elevata qualità artistica.
Ampio rilievo verrà dato a quelle esperienze musicali che fondono il jazz con altri suoni e altre culture: emblematica sarà in tal senso la serata inaugurale, ospitata nella prestigiosa cornice medioevale della Corte Malatestiana e di cui saranno protagonisti prima il collaudato trio formato dal trombettista Paolo Fresu, dal pianista e fisarmonicista Antonello Salis e dal contrabbassista Furio Di Castri, nella cui musica il jazz si incontra con i colori del Mediterraneo, e successivamente gli Oregon, storica formazione "di confine" che annovera nelle proprie file il chitarrista Ralph Towner, lo specialista di strumenti ad ancia Paul McCandless e il contrabbassista Glen Moore.

Venerdì 5 il festival si trasferirà in riva all'Adriatico, all'Anfiteatro Rastatt, dove si ascolteranno i gruppi del pianista spagnolo Chano Dominguez e del trombettista cubano El Indio, nel quadro di una serata (ad ingresso libero) fortemente caratterizzata da contagiosi ritmi latini.
Di nuovo alla Corte Malatestiana, sabato 6 sarà la volta, in esclusiva nazionale, del duo inglese del sassofonista John Surman e del pianista John Taylor, da oltre trentanni entrambi tra le figure di primissimo piano del jazz del Vecchio Continente, e di una autentica all stars denominata Birds Of A Feather ed eccezionalmente formata da musicisti di diverse generazioni: il sassofonista Kenny Garrett, partner dell'ultimo Miles Davis, il trombettista Nicolas Payton, il pianista David Kikoski, il contrabbassista Christian McBride e il leggendario batterista Roy Haynes.

Fano Jazz By The Sea 2002 chiuderà i battenti domenica 7 luglio con un altro appuntamento d'eccezione: in apertura del suo tour italiano, si esibirà alla Corte Malatestiana Jan Garbarek, da sempre artefice di una personale e originale fusione tra il linguaggio improvvisativo del jazz e il folklore nordico. Accanto al sassofonista norvegese ci saranno i componenti abituali del suo quartetto: il tastierista Rainer Brüninghaus, il bassista Eberhard Weber e la straordinaria percussionista Marilyn Mazur.

Per ulteriori informazioni: : Fano Jazz Inn Club, tel. +39 0721 820275, e-mail info@fanojazzclub.org. (Italian Network)


FRANCESCA DE FAZI E I POWER OF SOUL CON UN TRIBUTO A JIMI HENDRIX AL BIG MAMA

Ultime battute prima della pausa estiva per il BIG MAMA lo storico locale romano che ha visto sfilare artisti di fama nazionale ed internazionale di musica jazz.
Ospite del locale è il 7 giugno Francesca De Fazi una musicista preparata, che canta e suona la chitarra come nessun'altra interprete in Italia. Ha creatività e determinazione da vendere. Dopo molti esperimenti, inevitabili quando una musicista cerca la strada da percorrere, finalmente Francesca ha trovato una personale ed originalissima chiave espressiva, non dimenticando ciò che i grandi del blues gli hanno trasmesso. I suoi spettacoli hanno sempre più l'aspetto di un concerto maturo, con una serie di struggenti brani originali e anche qualche classico, a sottolineare l'appartenenza all'universo musicale che nel blues trova la sua pulsione più energica.
Francesca ha da poco pubblicato il suo debutto discografico, inciso dal vivo al Big Mama. In questo appuntamento Francesca De Fazi si presenterà in versione acustica con il solo supporto della sua sei corde e di Luciano Gargiulo alle tastiere.

L'8 giugno è, invece, la volta dei Power of Soul con un Tributo a Jmi Hemdrix. La band POWER OF SOUL è una delle migliori che si possa trovare in Italia per ciò che riguarda la storia musicale di Hendrix. E' guidata da Elio Volpini, chitarrista romano, che ha voluto fondare questo trio per tributare uno dei geni assoluti della musica del novecento.
La formazione ripercorre i maggiori successi del chitarrista di Seattle, da Foxy Lady a Stone Free, Voodoo Chile, Red House.
Ad accompagnarlo due eccellenti musicisti: il bassista Lorenzo Feliciati e il batterista Lucrezio De Seta.. O65812551

Per ulteriori informazioni: BIG MAMA, Vicolo San Francesco a Ripa 18 00153 - ROMA Tel.+39 06.5812551. www.bigmama.it.(Italian Network)


A CATANIA ZO CULTURE PRESENTA I FLOR

Domenica 2 giugno è la volta dei Flor a Zo Culture il Centro multimediale e culturale che ospita di volta in volta esponenti italiani e stranieri delle diverse espressioni artistiche.
I FLOR: una delle band catanesi più amate ed apprezzate dentro e fuori i confini nazionali; hanno suscitato l¹interesse di musicisti prestigiosi quali Peter Buck (REM) e Natalie Merchant (10.000 Maniacs) guadagnandosi la loro preziosa collaborazione; della loro musica hanno scritto riviste storiche come Music & Media, Billboard, Rolling Stone; apprezzati e più volte citati da R.E.M e Died Pretty, hanno suonato accanto a Porno For Pyros, Nirvana e Deep Purple. Parliamo dei Flor ( ex Flor De Mal) la cui folgorante avventura continua con lo stesso slancio e passione di sempre. Marcello Cunsolo, fondatore del gruppo, cantante, chitarrista e autore di tutti i brani, non ha mai smesso di credere né di lavorare sulla propria musica, con la quale ha costantemente intrattenuto un rapporto positivo e libero da compromessi.

Il loro ritorno sulla scena è un evento da salutare con entusiasmo. Con rinnovato vigore ed una più intensa maturità artistica i Flor ripercorrono infatti quel sentiero musicale che li ha visti protagonisti indiscussi di un passato ancora recentissimo: la ballata rock, ora intima e rarefatta, altre volte satura di energia ed elettricità. Sullo sfondo, in sospensione, un'atmosfera visionaria e piena di magia dalla quale è sempre piacevole lasciarsi catturare.

Per ulteriori informazioni: Zo Centro culture contemporanee, Piazzale Asia 6, 95129 Catania tel/fax: +39 095.533871. sito Internet http://www.zoculture.it.(Italian Network)


A FABBRICA EUROPA I:TUSCANY (CHICAGO) UNDERGROUND ORCHESTRA

La produzione originale del Musicus Concentus per Toscana Musiche, in collaborazione con Music Pool, TUSCANY (CHICAGO) UNDERGROUND ORCHESTRA,ha prodotto a Fabbrica Europa la pluriennale manifestazione fiorentina che annovera diverse espressioni artistiche contemporanee, vede un incontro tra un gruppo di alcuni dei migliori giovani musicisti toscani di jazz, i sassofonisti Mirko Guerrini e Nico Gori, il trombonista Rodolfo Sarli, il tastierista Franco Santarnecchi, il contrabbassista Filippo Pedol con gli americani del Chicago Underground Duo.
Il collettivo, dopo una serie di prove, approderà ad un repertorio comune che verrà presentato in anteprima a Fabbrica Europa e, successivamente, in alcuni concerti nell’estate 2002.

Il nuovo progetto del Musicus Concentus è rivolto alle sonorità di Chicago, la città nota per aver ospitato fasi cruciali nell’evoluzione del jazz e del blues, che ha riacquistato, di recente, un posto di primo piano nelle cronache sonore, grazie all’attività di una nuova generazione di musicisti.
Il tratto che accomuna le attuali esperienze di Chicago è il superamento di ogni divisione tra i generi, a favore di un sincretismo che combina insieme jazz e rock, improvvisazione ed elettronica.

Uno dei gruppi più rappresentativi della nuova onda è il Chicago Underground Duo, composto dal suonatore di cornetta e strumenti elettronici Rob Mazurek e dal batterista e vibrafonista Chad Taylor. Il CUD è caratterizzato da un’originale proposta sonora; da un lato il duo considera l’eredità di capitoli centrali nella vicenda del jazz, in particolare l’esperienza del duo MU (che alla fine degli anni ’60 impegnava Don Cherry alla cornetta ed il percussionista Ed Blackwell), dall’altro i due musicisti sono attratti dall’elettronica, per una ricerca palpitante di nuove sonorità ed equilibri.
I dischi pubblicati dal duo ‘12°Of Freedom’, ‘Synesthesia’, ed il recente ’Axis and Alignment’, editi dall’etichetta Thrill Jockey, illustrano una musica appassionata, che incanta per la sua originalità, per il solismo narrativo e drammatico di Mazurek e per la travolgente vitalità ritmica di Taylor.

Il CUD suonò in esclusiva europea per il Musicus Concentus nel novembre 2000; da allora Rob Mazurek e Chad Taylor sono tornati in varie occasioni e in differenti formati musicali. L’idea di una produzione originale per Toscana Musiche è nata considerando che il CUD è già stata la cellula base di una lunga serie di esperienze, il Chicago Underground Trio, Quartet e così via fino ad arrivare all’Orchestra, con cui hanno registrato il cd ‘Playground’, pubblicato dalla Delmark, un’etichetta storica del jazz di Chicago.(Italian Network)


FABRIZIO BENTIVOGLIO: DAL RECITAZIONE ALLA CHITARRA l'11 GIUGNO ALL'CRT DI MILANO

Martedì 11 giugno, al CRT Teatro dell¹Arte si terrà il concerto di Fabrizio Bentivoglio accompagnato dal Quintetto di Musica Normale.
Una trasformazione sul palcoscenico: da attore recitante a cantante, Fabrizio Bentivoglio, attore teatrale e cinematografico, si trasforma nell'insolita veste e scrive canzoni da sempre, canzoni che gli somigliano, alcune ironiche e surreali, altre romantiche e d'amore.

Alcune canzoni Bentivoglio le ha composte assieme ai musicisti amici della Piccola Orchestra Avion Travel (con i quali aveva già condiviso l¹esperienza del tour e del disco, registrato dal vivo nel febbraio del 1996 dell¹operina musicale di Peppe Servillo La guerra vista dalla luna).
Il Quintetto di musica normale (due terzi della Piccola Orchestra Avion Travel), accompagnerà Bentivoglio in questo concerto, che probabilmente diventerà un disco.

Per ulteriori informazioni: CRT +39 02/89011644, Cose di musica +39 02/29405315 www.teatrocrt.org.(Italian Network)


"CORNETTO FREE MUSIC FESTIVAL ROMA LIVE": A GIUGNO E LUGLIO

strepitosa carrellata di stelle nazionali ed internazionali al "Cornetto Free Music festival RomaLive": il Barley Arts, Friends&Partners e BBC, in collaborazione con Angeli Custodi ed il Comune di Roma - Assessorato alle politiche Culturali, Dipartimento Cultura Sport e Toponomastica, Ufficio Spettacolo.
Tre le location destinate ad ospitare i concerti, che cominciano l'8 giugno, con Lenny Kravitz e Zucchero, nell'area fra : gli stadi Olimpico e Flaminio,e per alcuni grandi eventi, l'area di Valle Giulia, Uno spazio per i Coldplay, Travis; Belle&Sebastian; Bryan Ferry; Lamb; gli UB 40; Gianna Nannini), sarà attrezzato anche uno spazio, al "Valle Giulia Village", per la musica "chill out" e "trip-hop" (sullo stile del "Buddah Bar" di Parigi).
Ogni settimana ci saranno serate speciali con i migliori dj che hanno fatto la fortuna di questo genere, che coniuga l'elettronica con la musica etnica (dal pioniere Claude Challe a David Visan e Josè Padilla).

Sono veramente tanti i nomi per il festival-evento della prossima estate, che farà di Roma la capitale della musica: confermati gli eventi live di giugno (allo Stadio Flaminio, Lenny Kravitz e Zucchero, con i Counting Crows, Francesco Renga e i Mistonocivo; l’ex Pink Floyd Roger Waters) e di luglio (allo Stadio Olimpico, il rock di Ligabue; l’inedito set live di Pino Daniele, Francesco De Gregori, Ron e Fiorella Mannoia.

Non mancano veri e propri avvenimenti, come i concerti dei Jamiroquai e dei Cure, che tornano a due anni dal "sold out" del Palaeur).
A Valle Giulia arriveranno Remy Shand, l'artista rivelazione della celebre etichetta Motown, per la prima volta in Italia, fra sonorità soul e funky accattivante; il leggendario chitarrista dei Grateful Dead, Bob Weir e i suoi Ratdog e, dopo anni di assenza, Lisa Stansfield per l’unica data nel nostro paese, mentre Patty Pravo si farà vede il 18 luglio nello spazio di Valle Giulia.

Per ulteriori informazioni: Cornetto Free Music Festival Roma Live: e-mail: info@danielemignardi.it.(Italian Network)


CAETANO VELOSO A FIRENZE: L'APPUNTAMENTO E' PER IL 16 LUGLIO

Firenze ospita il 16 luglio a Piazzale Michelangelo Caetano Veloso in una "Noites Do Norte ao vivo"
Caetano Veloso è uno dei massimi esponenti del rinnovamento musicale della canzone brasiliana. Attivo dagli anni '60, Caetano ha creato un songbook memorabile in cui ha riversato tanto l'amore per i colori ed i ritmi del Brasile quanto uno spirito curioso e cosmopolita, che lo ha portato a confrontarsi di continuo con differenti musicalità.
Le sue qualità d'interprete sono straordinarie, ispirate dal canto dolce di Joao Gilberto di cui Caetano è uno dei più illuminati eredi, e lo rendono uno degli artisti più affascinanti della scena contemporanea.

Lo show "Noites Do Norte" è un riepilogo di alcune delle fasi più significative della sua carriera in una festosa esplosione di samba e d'energia.(Italian Network)


NEW CONVERSATIONS A VICENZA JAZZ 2002

E' all'insegna di "Thelonious Monk" che si sviluppa dal 17 al 25 maggio "Vicenza Jazz 2002" con Brad Mehldau, Joe Zawinul, Richard Galliano, Mal Waldron, Geri Allen, Uri Caine, Dave Douglas, Steve Lacy, Stefano Benni, Susanne Abbuehl, Paul Motian e tanti altri artisti
La settima edizione di "New Conversations - Vicenza Jazz" è dedicata idealmente al ricordo di Thelonious Monk, genio pianistico e compositivo - non solo del jazz - di cui ricorre quest'anno il ventennale della scomparsa.

Il festival, che in questi anni si è ritagliato una posizione di indiscusso rilievo nell'ambito delle principali manifestazioni jazzistiche europee, sarà una autentica sfilata di stelle di primissima grandezza - da Joe Zawinul a Brad Mehldau, da Richard Galliano a Uri Caine, da Dave Douglas a Steve Lacy, da Mal Waldron a Geri Allen - affiancate da altre proposte di notevole valore artistico e da talenti emergenti meritevoli della massima attenzione.
E come di consueto, "New Conversations -Vicenza Jazz" ospiterà anche progetti speciali, alcuni dei quali dedicati a Igor Stravinskij e ai suoi legami con il mondo del jazz.

Proprio le celebri note dell'"Histoire du soldat", eseguite dall'Orchestra del Teatro Olimpico "Città di Vicenza" diretta da Donato Renzetti, apriranno venerdì 17 al Teatro Olimpico la nutrita serie di concerti. Nella stessa serata si ascolteranno altre significative pagine stravinskijane, Piano Rag Music e la versione pianistica di Petruska, nell'interpretazione del pianista americano John Noel Roberts.

Domenica 19, sempre nella prestigiosa cornice del Teatro Olimpico, sarà ancora la musica di Stravinskij a risuonare, grazie all'esecuzione da parte dell'Orchestra a fiati del Conservatorio "A. Pedrollo" dell'Ebony Concerto, scritto nel 1945 per l'orchestra di Woody Herman, e di altre pagine del grande compositore russo (Ragtime per 11 strumenti e Scherzo à la Russe).
Seguiranno l'esibizione solitaria di un virtuoso del contrabbasso, il ceco Miroslav Vitous, e l'inedito duetto tra il pianista Uri Caine e il trombettista Dave Douglas, due tra i più autorevoli esponenti del jazz odierno.

Tra i tanti artisti, segnaliamo il trio di Brad Mehldau, indiscussa nuova star del pianoforte jazz, mentre mercoledì 22, preceduto ancora dagli Arundo Donax e da un quartetto italo-franco-americano formato dal trombettista Kyle Gregory, dal polistrumentista Louis Sclavis, dal violoncellista Vincent Courtois e dal batterista Roberto Dani, il formidabile fisarmonicista francese Richard Galliano proporrà in prima italiana un personale omaggio ad Astor Piazzolla, nel decennale della scomparsa del grande musicista argentino.

Con giovedì 23 si entrerà quindi nel magico universo monkiano, iniziando da una solo performance del violoncellista olandese Ernst Reijseger, che si cimenterà nella medesima veste anche nelle due serate successive, proseguendo con l'eccellente sopranista Steve Lacy, profondo conoscitore del repertorio di Monk, e infine con il pianista Stan Tracey, storica figura del jazz inglese che dividerà il palcoscenico con il sassofonista scozzese Bobby Wellins.
La musica di Monk sarà protagonista anche venerdì 24 al prologo affidato al versatile violoncello di Reijseger faranno seguito l'incontro tra arte della parola e del suono propiziato dallo scrittore Stefano Benni, in uno dei suoi sempre più frequenti incontri con la musica e con il jazz.

Per informazioni: tel. +39 0444 222114, 222101; fax +39 0444 222155.(Italian Network)


BRIAN ENO IN ITALIA: DA CAGLIARI A MILANO A ROMA

Brian Eno, il geniale ispiratore di Roxy Music, U2, David Bowie e il creatore della musica "ambient", in un atteso ritorno in Italia, dopo circa vent'anni di assenza, è stato protagonista, con il giovane musicista tedesco J. Peter Schwalm, di un concerto dal titolo Drawn from life. a Cagliari
La tournèe di Eno proseguirà con altri due concerti, insieme a Leo Abrahams, alla chitarra, Cristoph Buhse, alla batteria, Nell Catchpole al violino, Tim Harries, al basso, e Heiko Himmighoffen alle percussioni, il 23 maggio al Teatro dal Verme di Milano, nell'ambito della rassegna "Suoni e Visioni", curata dalla Provincia di Milano, e il 25 maggio all'Auditorium Parco della Musica di Roma, per la rassegna "Angeli sopra Roma".

Drawn from life, dal titolo dell'album realizzato nel maggio 2001 per la Virgin Venture Records, è il significativo risultato della collaborazione nata nel 1999 a Bonn tra Brian Eno e J. Peter Schwalm e proseguita attraverso molteplici progetti che vanno dai concerti dal vivo, alle colonne sonore dei film di animazione giapponese, alla musica per la danza.
Il lavoro contiene undice tracce e si avvale di diversi contributi, tra cui quelli di Laurie Anderson e Holger Czukay, in un tragitto che conduce alla scoperta del loro linguaggio creativo oltre al recupero di pagine delle rispettive carriere precedenti.

TRIBAL TECH DI SCENA AL BIG MAMA

Si è tenuto ieri 26 Aprile 2002 al Big Mama, il noto club romano votato alla musica blues e jazz, il concerto della formazione di Scott Henderson e Gary Willis, i noti Tribal Tech, esponenti della moderna corrente che si muove tra armonie e fraseggio jazzistici, e sonorità ed impatto emotivo di stampo rock. Questo particolare sincretismo musicale, che una dozzina di anni fa avremmo chiamato semplicemente 'fusion', con la produzione discografica della band ha ritrovato nuovo vigore, epurandosi degli eccessivi tecnicismi che l'avevano portata ad essere poco incisiva e soprattutto poco comunicativa.
I Tribal Tech, benché sostenuti da una tecnica strumentale che spesso sconfina nel virtuosismo, hanno senz'altro fatto dell'impatto, del 'punch', del groove e delle sonorità decise la loro bandiera.

Ed anche al Big Mama i quattro componenti hanno dato prova di come sia una loro caratteristica peculiare tenere viva l'attenzione del pubblico, coinvolgendolo per oltre due ore. Impressionante la sezione ritmica, composta da Gary Willis al basso (secco, veloce, preciso, con un innato e straordinario senso ritmico) e soprattutto con l'incontenibile e straripante (anche fisicamente) Kirk Covington alla batteria, vero leader dal vivo del setup e mattatore di ogni brano con un uso potente della bacchetta unito ad una capacità di 'rielaborare' ed ornare la metrica davvero sorprendenti, con trame ritmiche però mai fini a se stesse ma sempre inserite a sottolineare gli intrecci melodici degli strumenti solisti.

La presenza del tastierista Scott Kinsey testimonia una virata artistica compiuta dal gruppo negli ultimi lavori discografici; le sue sonorità ed il suo fraseggio acid jazz hanno aggiunto uno spunto ironico che ha un effetto 'rinfrescante' sui tecnicismi dei suoi colleghi, soprattutto dal vivo.
Sempre virtuosa ma forse leggermente sotto tono la chitarra di Scott Henderson, presentatosi in una veste particolarmente 'dura': sonorità molto distorte, moltissime note alte tirate a lungo e nel fraseggio la sua grande capacità di suonare 'fuori', attraverso gli accordi, in questa occasione è apparsa a volte un po' forzata dal punto di vista armonico. I Tribal Tech restano comunque un appuntamento da non mancare per chi non ha ancora avuto l'occasione di vederli dal vivo. (Fabio Condò/Italian Network)


DALLA SARDEGNA DI CABIDDU AL KURT WEILL DI DEE DEE BRIDGEWATER AL TEATRO DELL'OPERA DI ROMA

Prosegue la rassegna "Jazz all'Opera" al Teatro dell'Opera di Roma con l'appuntamento di lunedì 8 Aprile, che vede ospite Dee Dee Bridgewater ed il suo Kurt Weill Project.
La nota cantante jazz afroamericana, che ha da tempo eletto Roma come suo palcoscenico preferito, si presenta accompagnata dal suo ottetto e propone per la prima volta in Italia il suo ultimo lavoro, basato sulle canzoni di Weill rivisitate in una originale chiave jazz.

Questo è il secondo appuntamento musicale "di confine" che il cartellone della rassegna prevede. Lunedì 25 Marzo, infatti, si è tenuto il concerto "Sonos 'e Memoria", un progetto di Gianfranco Cabiddu nato da una ricerca svolta nell'Archivio Storico dell'Istituto Luce a Roma nel 1993 e che ha prodotto un filmato di montaggio sul ciclo produttivo e sullo scandire della vita in una Sardegna a cavallo della seconda guerra mondiale.
Il filmato, come lo stesso Cabiddu ha sottolineato, è basato sul ritmo delle immagini piuttosto che sulla preservazione documentale storica, geografica o etnologica. Dall'incontro con il raffinato trombettista Paolo Fresu, anch'esso sardo ed uno dei più noti jazzisti italiani (ha collaborato con tanti tra gli artisti più importanti nel nostro paese e all'estero), nasce l'idea di realizzare una colonna sonora interamente nuova per il filmato, da eseguire dal vivo, che potesse unire elementi della musica etnica sarda (ancora molto viva) ma che potesse anche espandersi verso altri orizzonti, in particolare naturalmente verso il jazz.
Il risultato, riuscito, è stato un'ora e mezza di spaccato sul mondo sonoro tradizionale sardo, che però fluttua verso altri generi e suoni attraverso la fusione con strumenti musicali classici e jazzisti.

L'esecuzione a questo scopo si è avvalsa di collaborazioni di qualità, come la fisarmonica di Antonello Salis, generoso ed esuberante come sempre, del contrabbasso di Furio Di Castri, della splendida voce di Elena Ledda interprete della monodia profana, del virtuoso coro polifonico a 4 voci Su Concordiu 'e Su Rosario il cui repertorio sacro ha aperto ciascuna delle sezioni musicali, del maestro Luigi Lai che ha fatto vibrare di autentica emozione il Teatro con le sue launeddas (strumento ormai quasi mitologico per la difficoltà esecutiva ed assurto ormai a simbolo della tradizione sarda), della mandola di Mauro Palmas, del violoncello di Carlo Cabiddu, delle percussioni di Federico Sanesi e naturalmente della tromba sussurrante ed intimista di un Fresu più impegnato nel ruolo di direzione. I

l lavoro multimediale complessivo non risulta né una improbabile sintesi né tantomeno una presuntuosa antologia ma piuttosto un "volo" audio-visivo artisticamente autonomo, in cui il respiro del sonoro è sempre in armonia con il ritmato scorrere delle immagini e nel quale l'incontro di generi musicali e suoni diversi è perfettamente integrato con la pulsazione vitale delle occasioni tradizionali che si susseguono sullo schermo. (F.C./Italian Network)


MUSICA ED ARTI VISIVE ALLA XV.ma EDIZIONE DI TIME IN JAZZ IN SARDEGNA

Quindicesima edizione DI Time in Jazz con "Quadri di un'esposizione" dal 12 al 15 agosto a Berchidda in provincia di Sassari. Un'edizione sotto il segno della celebre composizione di Mussorgskij, scritta nel 1874 ed ispirata ai lavori del pittore e architetto Victor Alexandrovich Hartmann.
Testimonial della quindicesima edizione è Enzo Cucchi, uno dei massimi protagonisti dell'arte contemporanea internazionale.

Due coordinate ormai peraltro abituali, quelle lungo le quali si svilupperà  il programma di quest'estate, come sempre denso di appuntamenti distribuiti nell'arco di ognuna delle quattro giornate, dalla mattina alla notte fonda. Da una parte i linguaggi musicali più vicini al Jazz; dall'altra le arti figurative, sempre più presenti, a partire dal 1997, nel cartellone del festival ideato e diretto da Paolo Fresu. Tanto presenti da costituire oggi una precisa sezione all'interno dell'associazione culturale berchiddese, con una sigla distintiva, PAV, acronimo di Progetto Arti Visive.

Diversi i fiori all'occhiello: la rivista Ziqqurat, un quadrimestrale che si occupa d'arte e cultura contemporanea in Sardegna, di avvenimenti e manifestazioni che avvengono sull'Isola, con uno sguardo attento anche a quello che accade oltremare; la Collezione di Arte contemporanea, nata grazie al generoso contributo degli artisti che negli anni hanno partecipato alle iniziative del festival, ed ospitata in permanenza negli spazi del Museo del Vino a Berchidda, una preziosa testimonianza degli esiti della sperimentazione artistica in Sardegna, ma comprende anche opere di artisti nazionali e internazionali; ed il progetto Semida - Museo di Arte-Natura-Ambiente sul Monte Limbara, che, inaugurato l'anno scorso, vuole essere un contributo alla valorizzazione del patrimonio ambientale e paesaggistico attraverso la realizzazione di opere d'arte create da artisti locali, nazionali e internazionali, con materiali ed elementi naturali, inserite nel contesto ambientale del luogo.

Reggono le sorti del PAV Giannella Demuro e Antonello Fresu, che per la prossima estate hanno messo in cantiere un cartellone di iniziative davvero nutrito: gli eventi espositivi, che verranno allestiti in spazi "recuperati", case e edifici "prestati" all'arte, come Casa Sanna-Meloni e Casa Sassu, il locale Museo del Vino, il Centro Sociale o altri luoghi idonei.
Tra gli eventi e le mostre d'arte, la Rassegna internazionale d'arte contemporanea, curata da Giannella Demuro e Marco Senaldi, cui parteciperanno artisti affermati in campo nazionale ed internazionale; la VI edizione della Rassegna d'arte contemporanea dedicata alla ricerca artistica in Sardegna e curata quest'anno da Mariolina Cosseddu; Il vuoto.dentro - Radici del Contemporaneo, mostra internazionale cui partecipano sei giovani emergenti a livello internazionale, a cura di Leone Laria, con testi critici di Ivo Serafino Fenu.

Saranno realizzate, inoltre, personali di artisti storici dell'arte sarda: Maria Lai e Aldo Contini; "Thagelkoust", un progetto inedito dello scultore Umberto Mariani realizzato in collaborazione con il Museo d'Arte Contemporanea Su logu de sa scultura di Tortolì (Nu) e l'Associazione Ogliastra Arte. Dalla collaborazione con l'I.S.O.L.A., (Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigianale), nasce poi il progetto Suggestioni dal passato, per far riscoprire gli antichi mestieri artigiani della Sardegna.
Spazio anche alla fotografia.

Ma quindici edizioni sono anche un buon pretesto per mettere in vetrina le tante anime di un festival cresciuto anno dopo anno. Ecco allora l'anima più legata al jazz, con i quartetti di Daniel Humair e Han Bennink, con il trio del grande pianista americano Uri Caine, e con l'Orchestre National de Jazz, l'italianissimo Paolo Damiani e illuminata dalla presenza di uno "straniero" del calibro di Gianluigi Trovesi e le sonorità di un ensemble (quasi) tutto sardo (Paolo Fresu, Elena Ledda, Mauro Palmas, Carlo Cabiddu, Antonello Salis, Luigi Lai, il coro Su Cuncordu e su Rosariu di Santulussurgiu, oltre agli "stranieri" Federico Sanesi e Furio Di Castri)

Anche quest'anno il festival sarà preceduto da una serie di iniziative che fungeranno da anteprima dell'appuntamento di agosto: si comincia il 22 giugno con la Festa della Musica nelle chiese campestri.
Per ulteriori informazioni: Associazione culturale TIME IN JAZZ tel. +39 079 70 30 07, +39 fax 079 70 31 49, e-mail: timejazz@tin.it.(Italiana Network)


PROSSIMI APPUNTAMENTI AL BIG MAMA CON FRANCESCA DE FAZI BAND E ROBERTO CIOTTI BAND

Presenze interessanti il 12 ed il 13 aprile al BIG MAMA, locale storico della musica jazz e rock romana.

Francesca De Fazi ha la classe di Bonnie Raitt e la grinta di Janis Joplin. Ma Francesca è soprattutto una musicista preparata, che canta e suona la chitarra come nessun altra interprete in Italia. Ha creatività e determinazione da vendere.
Dopo molti esperimenti, inevitabili quando una musicista cerca la strada da percorrere, finalmente Francesca ha trovato una personale ed originalissima chiave espressiva, non dimenticando ciò che i grandi del blues gli hanno trasmesso.
I suoi spettacoli hanno sempre più l¹aspetto di un concerto maturo, con una serie di struggenti brani originali e anche qualche classico, a sottolineare l'appartenenza all¹universo musicale che nel blues trova la sua pulsione più energica.

Roberto Ciotti è, indiscutibilmente, il bluesman più famoso d¹Italia. Il chitarrista romano è da quasi trent¹anni sulla breccia, nel corso dei quali ha inciso a proprio nome molti album e in veste di side man ha contribuito allo sviluppo del sound di artisti come De Gregori, Edoardo Bennato.
Nel corso degli anni Ciotti ha strizzato l¹occhio anche al cinema, firmando come autore due fortunate colonne sonore: "Marrakesh Express" e "Turnè" di Gabriele Salvatores.
Il suo blues predilige le atmosfere suadenti e calde, ma è capace di graffiare con forte incisività o di esaltare attraverso le commistioni che Roberto ama creare con la musica latina, il funk.

Per ulteriori informazioni: : + 39 06.5812551.(Italian Network)


NOTTE DELLE CHITARRE IN ATTESA DEL PROSSIMO CD IN USCITA A MAGGIO

Alberto Radius, Maurizio Solieri, Cesareo, Ricky Portera, Max Cottafavi, Cristiano Maramotti con le "Custodie cautelari" si presentano al Teatro delle Celebrazioni di Bologna.
Alberto Radius ha suonato con Battisti e la Formula 3; Maurizio Solieri con Vasco Rossi e la Steve Rogers Band; Ricky Portera è il chitarrista di Lucio Dalla; Cesareo ex "Elio e le Storie Tese"; Max Cottafavi suona con Ligabue; Cristiano Maramotti con Piero Pelù, formano un "parterre du roi". Si tratta, infatti, dei migliori chitarristi italiani riuniti sul palco per dar vita al progetto "Notte delle chitarre", ovvero l'esecuzione dal vivo di quegli hits di Battisti, Dalla, Vasco, Ligabue, Pelù, Elio, che sono divenuti successi evergreen anche grazie al loro contributo in qualità di musicisti e, in molti casi, di autori.

La performance live è spettacolare e sta girando con trascinante successo in tutt'Italia: ciascuno dei chitarristi presenta, accompagnato dagli altri e dal gruppo CUSTODIE CAUTELARI (Mauro Isetti, Max Muller, Ettore Diliberto, Barbara Mastini, Paolo Zanetti), un set di tre brani di cui spesso è anche autore, riappropriandosi così del proprio percorso artistico per mostrarlo al pubblico in versione "autonoma", lontano dai riflettori abbaglianti sempre puntati sulle star.

Nel corso del concerto ciascuno presenterà inediti di propria composizione, quegli stessi che sono confluiti assieme alle "cover" nel CD live "Notte delle chitarre e Custodie cautelari" prodotto da Radio Italia, in uscita a Maggio.

Per ulteriori informazioni: Tel. +39 051/6311892.(Italian Network)


LENO LADINI E LA SUA ARMONICA AL BIG MAMA DI ROMA

E' uno dei più apprezzati armonicisti in circolazione, Lemo Landini, attivissimo artista versatile capace di conferire una forte presenza musicale in ogni sua collaborazione.
Landini è ospite del Big Mama l'11 aprile. Il locale più famoso del panorama jazzistico romano.

L'opera di Landini è testimoniata da interventi su colonne sonore di documentari, film e telefilm ("I grandi cacciatori", "Hawkin's Breed" con Jane Fonda, "Le donne non vogliono più" di Pino Quartullo) realizzate anche da conosciuti compositori italiani (Luigi Ceccarelli, Gianni Mazza, il premio Oscar Nicola Piovani).
Leno, inoltre, ha partecipato a diversi Festival di Sanremo (Nino Bonocore - 1988; Daniela Colace - 1994; Marina Rei - 1997), con Ron, Pino Daniele e Roberto Ciotti. Tenuto concerti con Lousiana Red e con il bluesman americano Larry Johnson. Nel corso dei suoi viaggi, per lo più nel nord Europa, dove questo strumento è sicuramente più utilizzato, Leno ha potuto incontrare diversi artisti internazionali e scambiare con loro esperienze su vari stili musicali.

Dedicatosi totalmente alla musica, Leno, a differenza di molti musicisti che usano questo strumento, suona con un metodo tutto personale l'armonica diatonica, sfruttando più tonalità contemporaneamente, in modo da raggiungere un'estensione dell'armonia più ampia rispetto all'uso convenzionale, e poter così eseguire frasi melodiche più complesse.
Suona con 12 armoniche diatoniche che porta su un cinturone disegnato specificamente. Alcune armoniche sono anche da lui modificate dalle tonalità originali e rese quindi strumenti unici. Con la sua immensa esperienza, Leno ha inventato l'armonica elettrica, usando pedali per creare diversi effetti sonori, ampliando così, attraverso una lunga e approfondita ricerca sull'effettistica, lo spettro delle sonorità e delle timbriche, creando suoni contemporanei e suggestivi, ricchi di magia, in una sorta di contagio continuo tra rock, folk, new age e country progressivo.
Questa duttilità, regolata da una personalità ben determinata, consente a Leno di interagire nella storia della musica tradizionale sostenendo performances da "battaglia" e improvvisazioni cariche di emotività (molti si ricorderanno gli anni di musica a Piazza di Spagna, a Roma, con il mitico gruppo dei "Wild Way") o come solitario "busker" sulla strada in Italia (vari appuntamenti "on the road" anche al Ferrara Busker Festival e in Europa.

Nel concerto al Big Mama LENO LANDINI è accompagnato da: Elio Volpini alla chitarra, Andrea Grossi al basso, Francesco Mendolia alla batteria.
Per ulteriori informazioni: + 39 06.5812551.(Italian Network)


GINEVRA DI MARCO: SMODATO TEMPERANTE CONCERTO N.1

Dpo la prima esperienza solista ecco il primo album live di Ginevra di Marco, una delle voci pi interessanti del panorama musicale italiano che sta per dare alle stampe Smodato Temperante Concerto n. 1.
Smodato e Temperante: due aggettivi, due significati opposti, due condizioni che convivono dentro di noi, nella nostra vita: ogni eccesso ha bisogno del suo contrario per trovare un equilibrio, ogni lato smodato del nostro carattere ha bisogno della parte temperante. Un po' come il modop di fare musica di Ginevra di Marco e del gruppo di musicisti che la segue da qualche anno: lei, capace di disegnare sottili ricami nell'aria, con quella voce più leggera dell'aria stessa. Loro, i musicisti fra cui c'è suo marito, anch'egli exc componnete della band CSI, he si danno all'eletricità pura.
Nel nuovo live le canzoni di Ginevra sono tutte riarrangiate in una versione elettro-acustica. In più un inedito (Luce appare) e due cover: Ederlezi, canto popolare slavo, conosciuto in Italia attraverso Goran Bregovic, e Khorakhanè di Fabrizio De Andrè.
Concerto n.1 chiude una fase, per aprirne una nuova in cui la cantante ed il suo gruppo cercheranno nuove soluzioni sonore per accompagnare una delle voci italiane più belle.

Nel 1993 Ginevra Di Marco inizia la sua vera e propria avventura musicale entrando a far parte dei CSI che negli anni diventa un gruppo di valore fondamentale per la musica italiana. Con i CSI e a fianco del loro leader Giovanni Lindo Ferretti, Ginevra registra tutta la loro produzione musicale e calca per anni i palchi di tutta Italia.
Piano piano all'interno del gruppo il ruolo di Ginevra diventa fondamentale e sempre più caratterizzante. Dalla collaborazione con Francesco Magnelli che negli anni diventa un vero e proprio sodalizio, tanto fruttuoso quanto eclettico, nasce la performance musical-cinematografica "Il Fantasma dell'Opera", sonorizzazione dal vivo del famoso film muto del 1920 con Lon Chaney.
Nel 1999, parallelamente ai CSI, Ginevra intraprende la sua esperienza solista. Trama Tenue è il suo cd di esordio che, insieme ad altre collaborazioni di prestigio come Franco Battiato in Gommalacca, Robert Wyatt (musicista inglese di grande valore, membro degli storici Soft Machine) la consacrano come una delle migliori voci femminili italiane. È così che nello stesso anno vince il Premio Ciampi e nel 2001 il Premio Luigi Tenco come miglior artista esordiente.
In seguito al progetto su Robert Wyatt, Ginevra conosce Max Gazzè con il quale intraprende una serie di intense collaborazioni. Oltre a vedersi reciprocamente partecipi in Max Gazzè e Trama Tenue, Max e Ginevra suonano spesso insieme, si conoscono meglio e scoprono che i loro mondi, apparentemente così lontani, si assomigliano molto, così Ginevra sceglie di accompagnare Max nel suo tour teatrale Ognuno fa quello che gli pare, che, proprio in questi giorni sta attraversando l'Italia. (Italian Network)


TORNA BERGAMO JAZZ

Prende il via il 23 febbraio per concludersi il 3 marzo l'edizione del 2002 di Bergamo Jazz. Si tratta della XXIV edizione di questo importante incontro internazionale con la musica jazz che, organizzata dall'Assessorato allo Spettacolo del Comune di Bergamo sempre con la fattiva collaborazione del Coordinamento Associazioni Jazz (ABJ, JAM, CDPM), presenta i concerti dall’1 al 3 marzo al teatro Donizetti come clou e chiusura di un evento più ampio che inizia nella serata del 23 febbraio e continua con altri incontri musicali in diverse sale cittadine.
In contemporanea partiranno due mostre fotografiche, la presentazione in anteprima assoluta di un CD e gli incontri didattici con studenti bergamaschi.
Il 23 febbraio vengono aperte al Centro Culturale San Bartolomeo le due mostre fotografiche di Roberto Masotti Diario dal Sud e Jazz Area: due percorsi diversi e complementari ottenuti con fotografie, testi poetici, disegni. Alla mostra si accompagnerà la performance del poeta e musicista Vittorino Curci, 1 marzo.
Il 25 febbraio i concerti del trio Marco Di Marco e dell'Orchestre National de France aprono al Centro Congressi Papa Giovanni XXIII la fase musicale del festival. Il pianista e compositore bolognese, che sta attraversando un momento di grazia, suona in particolare affiatamento con i due accompagnatori americani. La sua musica, che prende ispirazione da tre grandi del Jazz: Bud Powell, Bill Evans e Keith Jarrett, mentre raggiunge i più alti livelli internazionali, diventa sempre più personale. L'orchestra francese ritorna a Bergamo dopo la splendida performance del 1992, quando il festival presentò un programma dal titolo Made in France. Adesso è diretta dall’italiano Paolo Damiani. Il contrabbassista ha commissionato a Gianluigi Trovesi alcuni brani che saranno eseguiti per la prima volta a Bergamo.

L'ultimo concerto di questa fase itinerante nella città di Bergamo si terrà nella serata il 28 febbraio al Centro Culturale San Bartolomeo. Protagonista della serata il pianista americano Werner Vana Giering, uno dei più espressivi giovani artisti statunitensi, considerato dalla critica come uno dei pochi in grado di stabilire un nuovo standard jazz. Il suo trio, con il bassista Sean Conly e il batterista Alvester Garnett, ha suonato in tutto il mondo ed esegue un miscuglio di funk e ritmi latini con il suono classico del piano-trio.
La prima serata al Teatro Donizetti, il 1 marzo, si apre con il quartetto di uno dei grandi talenti del jazz europeo, il sassofonista inglese John Surman. Un gruppo in cui fa spicco il pianista John Taylor, più volte presente sulle scene della nostra provincia. Surman, protagonista di un clamoroso e applaudito concerto nella rassegna bergamasca del 1971, ritorna al jazz acustico degli esordi, dopo un lungo girovagare tra jazz ed esperimenti elettronici. Per questa ragione la sua esibizione sarà una grossa sorpresa per i suoi numerosi ammiratori.
Grande attesa anche per il gruppo stellare che chiude questa prima serata: un trio nel quale ogni strumentista è entrato nella leggenda del jazz. Il pianista Kenny Barron che si ripresenta sul palcoscenico del Donizetti per la terza volta ed è oggi considerato come uno degli ultimi rappresentanti del pianismo afro-americano più classico, il contrabbassista Ron Carter, che dagli esordi con Eric Dolphy e Miles Davis ha attraversato tutto il jazz moderno e il batterista Billy Cobham che è passato con disinvoltura dal jazz più classico al rock più intransigente per ritornare in quest’ultima fase da protagonista assoluto al jazz di alto livello, riuscendo ad attirare migliaia di fan che seguono le sue esibizioni con un interesse enorme.

La seconda serata, il 2 marzo, si apre nel segno di Charles Mingus con un gruppo statunitense che alla sua musica si ispira in un happening di suoni voci e danza e che sta riscuotendo, oltre all’approvazione della vedova di Mingus, successi di livello internazionale: il Mingus Amungus è un gruppo di nove elementi, diretto dal bassista Miles Perkins e si presenta per la prima volta sui palcoscenici italiani dopo i successi raccolti in Europa e negli U.S.A.
La serata di chiusura del 3 marzo apre con quella che è sempre stata una consuetudine della manifestazione bergamasca: la presentazione del nuovo talento italiano del Top Jazz, il referendum che ogni anno viene promosso fra la critica del settore dalla rivista “Musica Jazz”: Gianluca Petrella, che si esibirà in duo con il sassofonista Javier Girotto.
Sarà poi la volta del pianista Stefano Bollani, già vincitore del Top Jazz del 1999, che si presenterà con il suo trio più recente. Bollani sta attraversando un periodo di splendida forma, un momento magico di meritato successo e i suoi accompagnatori americani sono tra i migliori specialisti della scena jazzistica attuale.
Per finire un’altra prima e unica esibizione italiana, la Big Band WDR di Radio Köln, che presenta quale solista ospite la prestigiosa tromba di Markus Stockhausen. Per la prima volta è stato chiamato a dirigere Gianluigi Trovesi. Il musicista bergamasco, come è noto, ha al suo attivo altre direzioni importanti, basti pensare alla sua più recente formazione, il nonetto.
L’orchestra di Colonia, pur essendo di scuola europea, ha un’attività che può paragonarsi sicuramente a quella delle migliori big band americane: suona musica jazz per tutto l’anno, ospita solisti di vari paesi e presenta repertori in maggior parte composti e arrangiati esclusivamente per le proprie esibizioni.

Per ulteriori informazioni: Teatro Donizetti, tel. +39 354160611.(Italian Network)


DIALOGHI: JAZZ PER DUE A PAVIA

Per il quarto anno consecutivo il Settore Cultura del Comune di Pavia propone la rassegna Dialoghi: jazz per due, quattro concerti a scadenza settimanale nel mese di marzo ospitati nella splendida cornice della ex Chiesa di Santa Maria Gualtieri (nella centralissima Piazza della Vittoria). Il ciclo di concerti, imperniato come di consueto sulla formula dei duetti, avrà come protagonisti alcuni autorevoli esponenti del jazz internazionale, di sette nazionalità diverse.
Come avvenuto per la passata edizione, dove i concerti ruotavano attorno alla presenza fissa del pianoforte, per il 2002 la rassegna ha un filo conduttore, rappresentato da strumenti a corde, sia appartenenti alla tradizione del jazz (chitarra e contrabbasso), sia ad essa estranei per loro natura (come il violoncello e l'oud) ma che tuttavia hanno instaurato proficue relazioni con il linguaggio del jazz contemporaneo.

Per il concerto inaugurale del 7 marzo sono previsti il formidabile chitarrista franco-vietnamita Nguyên Lê, uno dei più originali virtuosi odierni delle sei corde, e il contrabbassista Furio Di Castri. I due musicisti sono accomunati dalla militanza nell'Angel Quartet di Paolo Fresu, ma da qualche tempo hanno intessuto anche una fruttuosa collaborazione che li vede sempre più spesso l'uno di fronte all'altro.
IL 14 marzo è, invece, la volta di uno dei più noti specialisti dell'oud, nonché vocalist di grande forza espressiva: il tunisino Dhafer Youssef. Al suo fianco l'ottimo chitarrista austriaco Wolfgang Muthspiel, da anni residente a New York.
Il 21 marzo l'attenzione si sposta su uno dei duetti più interessanti costituiti negli ultimi tempi: quello del pianista Franco D'Andrea e del mirabile violoncellista olandese Ernst Reijseger. I due musicisti, entrambi improvvisatori dalla fervida immaginazione, si sono già esibiti insieme in importanti festival, ottenendo meritato successo con una musica rigorosa ma al tempo stesso intrisa di un pizzico di irresistibile ironia.

L'ultimo concerto della quarta edizione di Dialoghi: jazz per due vedrà in azione il 28 marzo lo storico sassofonista americano Charlie Mariano e il contrabbassista tedesco Dieter Ilg.
Alla soglia degli ottant'anni, Mariano è musicista tuttora attivissimo mantenendo inalterata quella naturale voglia di confrontarsi con ambiti sonori diversi che da sempre lo contraddistingue. Tutto ciò è provato anche dal duo con Ilg, che ha già fruttato un bell'album dal titolo A La Carte.

Per ulteriori informazioni: 0382 399337, www.comune.pv.it.(Italian Network)


ROMA DIVENTA ROCKCITY AL BIG MAMA

Dal 29 gennaio all'8 febbraio ottava edizione della rassegna Rockcity che il locale Big Mama presenta al pubblico romano. La programmazione è attenta ad artisti di differente estrazione artistica e culturale, ma con il comune denominatore della qualità della proposta e della prevalenza dell¹elemento musicale su tutto.
Interpreti di differenti stagioni musicali, gli interpreti che fanno parte di Rockcity abbracciano alcuni volti del rock.

Tre, tra gli altri, sembrano essere gli appuntamenti di grande rilievo.
Il 1° febbraio sbarcano a Roma The Alarm, band storica del rock inglese che ha piazzato 14 singoli nella Top 50 inglese, realizzato 5 album dal successo internazionale e calcato i palchi di tutto il mondo con migliaia di concerti, ora, con una formazione rinnovata ma sempre guidati dal carismatico leader Mike Peters, tornano in Italia per la prima volta dopo 10 anni con questo tour elettrico di puro rock dove ripercorreranno tutti i grandi successi della carriera del gruppo; da Rain in The Summertime a Spirit of 76, Strength, Sold Me Down The River, 68 Guns e altro ancora.
Il 6 e 7 febbraio sono di scena gli inglesi Nine Below Zero, gruppo che si impose all' attenzione del grande pubblico intorno alla metà degli anni '70. Il loro primo successo fu Live at the Marquee, che fotografava in pieno l'energia sprigionata dal vivo dalla band, seguito nel 1981 da Don't point your finger, frutto della collaborazione con uno dei produttori più importanti della storia del rock, Glyn Johns (Led Zeppelin, Rolling Stones, Eric Clapton, John Hiatt e molti altri).
Dopo questo episodio, gli anni Ottanta passano veloci senza che i Nine Below Zero riescano a lasciare un segno fino all'arrivo di On the road again, disco che, nel 1990, segna una svolta decisiva. Una nuova ritmica, formata dal bassista Gerry McAvoy e dal batterista Brendan O'Neill - provenienti dalla band di Rory Gallagher - entra a far parte della band.
Successivamente si segnalano i suoni taglienti di Off the hook (1992)e l'antologico The Best Of. Il tour estivo 2001 ha visto protagonisti i NBZ nei principali festival Europei, dividendo il palco con autentiche leggende come Buddy Guy, Alvin Lee, Robert Cray e Bill Wyman.

Il terzo appuntamento imperdibile con Rockcity è iun programma per l'8 febbraio con Kurt Wagner Trio (From Lambchop), formazione incentrata su Kurt Wagner, leader della band statunitense dei Lambchop attualmente impegnata in un lungo tour europeo.
I Lambchop nascono ufficialmente nel 1994, con l'uscita del loro primo disco - I hope you¹re sitting down - che segue ad un lungo periodo di sperimentazioni nei garage di Naqshville. Il cd conbquista subito un certo pubblico attento ai nuovi prodotti soprattutto per la sua stravaganza country e per il cantato di Wagner assimilabile a quello di Lou Reed anche per testi come ³Soaky in the popper², il racconto di un cattivo viaggio lisergico.
Chiunque velesse avvicinarsi agli otto annidi carriera di questa band può rivolgersi a Tools in the dryer, che contiene svariati singoli, canzoni apparse su compilations ed alcuni remixes.
Infine, il quadro degli appuntamenti di Rockcity è completato da Jono Manson Band (29 gennaio) e Joe D'Urso (5 febbraio) che affondano le proprie radici sulla lezione di Bob Dylan e Bruce Springsteen.(Italian Network)


RITORNA CROSSROADS: GRANDE JAZZ IN GIRO PER L'EMILIA ROMAGNA

Prende il via il 27 febbraio la terza edizione di Crossroads, festival itinerante che coinvolge fino a maggio numerose città dell'Emilia Romagna: Bologna, Reggio Emilia, Rimini, Ravenna, Modena, Forlì, Imola, Lugo, Castel San Pietro Terme, Dozza. La rassegna intende offrire all'ascolto quanto di meglio si trova nel panorama del jazz contemporaneo, insieme a proposte trasversali che mescolano in un ideale abbraccio suoni diversi, nonché altre forme di espressione artistica.
Per il concerto inaugurale è in programma al Teatro Testoni di Bologna un quartetto euroamericano d'eccezione formato dal trombettista Dave Douglas, dal pianista Misha Mengelberg, dal bassista Brad Jones e dal batterista Han Bennink: formazione che ha già destato grande interesse esibendosi la scorsa estate in importanti festival e che suonerà a Bologna in prima italiana.

Il giorno seguente Crossroads è a Rimini, dove sono previste le perfomances del prezioso duo Enrico Rava - Renato Sellani, con un repertorio di indimenticabili canzoni italiane del passato, e del pianista Stefano Bollani, in trio con Larry Grenadier al basso e Jeff Ballard alla batteria (in alcuni momenti del concerto si aggiungerà a loro lo stesso Rava).
In marzo è annunciato il collaudatissimo Duo Trovesi - Coscia, ormai ampiamente apprezzato anche all'estero dopo l'uscita di In cerca di cibo per l'ECM, e gli Aires Tango con il cantante degli Avion Travel Peppe Servillo (il 15 a Rimini); una produzione originale con la pianista Rita Marcotulli e la danzatrice statunitense Teri J. Weikel (il 16 e il 17 a Modena); il gruppo Pseudofonia (il 22 a Forlì), autore di una singolare miscela tra reggae, ska e elementi della tradizione musicale pugliese; l'inedito duo Andy Sheppard - Rita Marcotulli e il sestetto del clarinettista Don Byron, altra personalità di spicco del jazz odierno (il 23 al Teatro Ariosto di Reggio Emilia).

Tra il 30 marzo e il 1° aprile si svolgono a Ravenna seminari didattici con noti strumentisti: i percussionisti Trilok Gurtu e Arto Tunçboyaciyan, il pianista Ketil Bjønrstad e il chitarrista Terje Rypdal.
Il 31 marzo, al Teatro Alighieri, i due percussionisti saranno protagonisti di un inedito faccia a faccia (nella stessa serata Tunçboyaciyan suonerà alla guida della sua spettacolare Armenian Navy Band), mentre i due musicisti scandinavi si produrranno il 1° aprile al Ridotto del Teatro Alighieri in un altro duetto esclusivo per l'Italia.
Il 30 marzo è anche previsto un doppio concerto di due validi specialisti italiani delle sei corde: Antonio Onorato e Luigi Tessarollo.

In aprile sono in programma l'affiatata coppia Paolo Fresu - Furio Di Castri e l'ottimo gruppo Nocturne di Charlie Haden il 23 al Teatro Valli di Reggio Emilia, nonché il pregevole quartetto del chitarrista John Abercrombie (il 28 al Teatro Alighieri di Ravenna), con Mark Feldman al violino, Marc Johnson al contrabbasso e Joey Baron alla batteria.
Appuntamento finale il 10 maggio al Teatro Rossini di Lugo con un supergruppo guidato dal contrabbassista Scott Colley e comprendente altri valorosi talenti delle ultime generazioni di jazzisti americani: il sassofonista Ravi Coltrane, figlio del grande John, il pianista Kevin Hays e il batterista Bill Stewart.

Per ulteriori informazioni: Europe Jazz Network, tel. ++39 0544 405666 - 408030.(Italian Network)


TRIOLOGY: JAZZ SINFONICO, CON IRONIA

Riletture jazz di musiche di Paco de Lucia, Piazzolla, Igudesman, Schulze e un omaggio a Morricone sono i temi di Triology, in programma nell'Aula Magna dell'Università La Sapienza di Roma il 19 gennaio. Triology è un ensemble composto da tre virtuosi strumentisti ad arco, ma l'organico non è quello del trio tradizionale: manca infatti la viola, sostituita da un violino. Su questa particolarità Triology ha scherzato e uno dei suoi membri, Aleksey Igudesman, ha composto addirittura un brano dal titolo I shot the Violaplayer - ovvero ho sparato al violista.
Oltre a Igudesman, proveniente da San Pietroburgo, gli altri componenti del trio sono la londinese Daisy Joplin e il tedesco Tristan Schulze. Si sono conosciuti a Vienna, dove risiedono, e spontaneamente si sono trovati ad estendere le loro radici classiche, trasformando la musica da camera con un'energia esecutiva comparabile a quella delle rock star, unita alla capacità di stabilire un contatto intimo con il pubblico.

Le performance di Triology comprendono opere originali composte dai singoli membri, spesso affiancate da improvvisazioni e arrangiamenti innovativi di musiche di compositori quali Astor Piazzolla, Paco de Lucia ed Ennio Morricone, e interpretazioni vigorose di musica klezmer, folk irlandese, jazz, minimal music, nonché musica latina, indiana ed africana.
Dal debutto avvenuto al Porgy & Bess Jazz Club di Vienna nel 1995, i musicisti di Triology si sono esibiti alla radio e alla televisione in tutto il mondo.
Il vincitore dell'Academy Award Hans Zimmer ha scoperto Triology la scorsa primavera in occasione della biennale della musica da film a Bonn e lo ha immediatamente invitato ad Hollywood e Londra per partecipare alla colonna sonora del film The Road to El Dorado della Dreamworks.
Triology ama inoltre collaborare con altri artisti. Recentemente il trio è divenuto, per la prima volta, un quartetto d'archi con il prestigioso apporto del violinista Julian Rachlin, che ha debuttato alla viola in una performance di The Resurrection of the Viola Player di Tristan Schulze. Nel 2001 Triology ha effettuato una tournée con il chitarrista jazz austriaco Wolfgang Muthspiel.
Il concerto di Roma prevede un omaggio a Morricone (con una rivisitazione personalissima di musiche tratte dai film Per un pugno di dollari, C'era una volta in America, Chi mai, Svegliati e uccidi, Légami, Mission), riletture di Paco de Lucia (El Tempul), Astor Piazzolla (La Muerte del Angel), una danza popolare africana e composizioni originali di Igudesman e Schulze (I shot the Violaplayer, 60 Goosberries, Little Jewish Song).

Per ulteriori informazioni: Istituzione Universitaria dei Concerti, tel. ++39 06 3610051-2. (Italian Network)


NEL NOME DI ARMSTRONG E VERDI: PARMA JAZZ FRONTIERE 2002

Improvvisazioni, progetti di elaborazione e nuove creazioni che si ispirano alle opere di due maestri, Louis Armstrong e Giuseppe Verdi, interpretati da alcuni dei musicisti e degli ensemble più rappresentativi della scena internazionale è il tema della sesta edizione del Festival internazionale di Jazz ParmaJazz Frontiere, a Parma dal 21 al 23 dicembre che si tiene negli spazi del rinnovato Teatro Due.
Il viaggio musicale prende il via il 21) dicembre con una Clarinet Night, protagonista il trio di Michel Portal, clarinettista e sassofonista francese, compositore per il cinema, improvvisatore appassionato, uno dei pochi strumentisti in grado di arrivare a vertici assoluti sia nel jazz che nella musica classica.
Nella stessa serata Gianluigi Trovesi, vincitore del premio della critica Top Jazz 2000 come miglior musicista italiano di jazz, propone con il suo Ottetto celebrato in tutto il mondo, Blues and West, omaggio a Louis Armstrong, una nuova produzione dei festival di Orleans e Vicenza.

Arriva dall’Olanda il 22 Willem Breuker Kollektief, uno dei più raffinati ensemble europei, con un concerto entusiasmante e travolgente in cui le armonie tradizionali si combinano con il jazz e con la musica classica, ma anche con diversi generi popolari come marce da banda e musica da circo con passi di danza, musica per film e teatro.
Il 23 dicembre è la volta di ParmaJazz Frontiere Orchestra, quindici musicisti in scena, per il quarto anno consecutivo, coi suoi prestigiosi solisti, tra cui Riccardo Luppi, Stefano Battaglia, Mario Arcari, Vincenzo Mingiardi, che presenta The blanket of the dark - studio per Lady Macbeth un nuovo progetto di Roberto Bonati intorno a Verdi e Shakespeare.
Nell’edizione dedicata a Louis Armstrong non può mancare la grande tromba di Enrico Rava, da sempre impegnato in esperienze diverse e stimolanti, già Musicista dell’anno per la rivista Musica Jazz nel 1993, ‘94, ‘95, ‘96, ‘97 e ‘ 99, che si presenta in quartetto insieme al giovane talento Stefano Bollani al pianoforte, Rosario Bonaccorso al contrabbasso e Roberto Gatto alla batteria.
La sezione Nuove Proposte (sabato 22 alle ore 18, sempre a Teatro Due), che propone il pianoforte di Stefano Medioli, in duo con Achille Succi, ribadisce la volontà di ParmaJazz Frontiere di stimolare la ricerca e la sperimentazione, il coraggio di creare il nuovo e ospitare giovani musicisti.

Per ulteriori informazioni: www.parmafrontiere.it - tel. ++39 0521 200688.(Italian Network)


DALLA, VECCHIONI, CAPOSSELA, VENDITTI: GRANDE MUSICA ITALIANA NEL 2001/2002 DEL ROSSETTI DI TRIESTE

Il Politeama Rossetti di Trieste cala un poker d'assi della canzone italiana nella stagione 2001/2002: Antonello Venditti, Vinicio Capossela, Roberto Vecchioni e Lucio Dalla. Il primo sarà il 16 dicembre Antonello Venditti, il cantautore di Lilli, Ci vorrebbe un amico, Ricordati di me, Sara che ha infatti registrato un album live con le sue canzoni più amate in occasione della festa per la vittoria dello scudetto della Roma, avvenuta in un affollatissimo Circo Massimo nel giugno scorso.
Di tutt'altro tipo l'incontro del 19 dicembre: a esibirsi sul palcoscenico del Rossetti sarà Vinicio Capossela, al momento uno degli artisti più apprezzati a livello internazionale.
Lo dimostrano i numerosi premi con cui è stato accolto il suo nuovo disco Canzoni a manovella (Premio Tenco per il miglior album dell'anno )e l'apprezzamento di pubblico e critica che accompagna il suo tour teatrale. Per l'appuntamento triestino, Capossela si esibirà in una suggestiva cornice scenografica, intrecciando vecchi e nuovi brani ad interessanti momenti di conversazione con gli spettatori.

Il 19 aprile il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia ospiterà Roberto Vecchioni, cantautore di primo livello, che manca da Trieste da qualche tempo. Un altro grande ritorno è il programma il 30 e 31 maggio 2001, due serate dedicate a un grande artista: Lucio Dalla.
Il nuovo tour farà conoscere le splendide canzoni di Luna Matana, il nuovo album di Dalla, un disco che presenta molte particolarità, a partire dal luogo scelto per la sua realizzazione, uno studio di registrazione all¹avanguardia nascosto fra gli orizzonti incontaminati delle Isole Tremiti. Il climax di tale ambiente sembra sconfinare anche nella dimensione musicale delle undici canzoni inedite contenute nell¹album: esse oppongono all'uso molto attuale dei campionamenti e del digitale, un ritorno alla purezza di antichi strumenti della tradizione meridionale, dei suoni naturali, delle chitarre gitane, alla magia di un'orchestra sinfonica. Molte le collaborazioni prestigiose che connotano il disco: Mariella Nava, Gianluca Grignani, Carmen Consoli, Ron si affiancano a Dalla in questa nuova avventura musicale.

Per ulteriori informazioni: Politeama Rossetti, tel. ++39 040 567201.(Italian Network)


WYNN TORNA AL BIG MAMA DI ROMA

Settimana importante al Big Mama di Roma: spicca il ritorno - evento di Steve Wynn il 3 novembre, uno dei poeti rock contemporanei più sensibili. Si tratta di un ritorno a breve distanza dalla precedente apparizione al Big Mama che, come lo stesso Wynn ha dichiarato è il suo club preferito.
Dal vivo Wynn proporrà molto materiale del suo ultimo cd Here comes the miracles, disco che in pochissimo tempo è stato già indicato come il suo capolavoro. Nella band che suonerà a Roma spicca il nome di Chris Cacavas, già componente dei Green On Red, amico di vecchia data di Wynn che qui è in veste di ospite alle tastiere.
Wynn è uno dei personaggi piu' interessanti della scena Usa degli ultimi venti anni. È stato il fondatore e leader dei Dream Syndicate, un gruppo fondamentale del movimento Paisley Underground, corrente musicale che univa lo spirito musicale degli anni Œ60 a temi attuali, e con cui ha pubblicato cinque importanti album.
Nel 1988 i Syndicate si sciolgono. Wynn continua il suo viaggio da solo approdando al suo debutto come solista con Kerosene man (1990), un disco dalle atmosfere e dai suoni aspri, taglienti ed introversi, ma capace anche di assumere tratti morbidi e struggenti. Il disco, in equilibrio fra i nuovi stimoli e lo stile Syndicate, segna il ritorno alla ribalta dell'artista californiano. L'ultimo lavoro di Wynn contiene 19 brani meravigliosi che verranno proposti in larga parte al Big Mama.

La settimana del Big Mama non è solo Steve Wynn. Il 2 novembre c'è Roberto Ciotti è, indiscutibilmente, il bluesman più famoso d'Italia, da quasi trent¹anni sulla breccia, nel corso dei quali ha inciso a proprio nome molti album e in veste di side man ha contribuito allo sviluppo del sound di artisti come De Gregori, Edoardo Bennato.
Il 7 i Sure Exit offrono un trovbuto a Robben Ford, certamente uno dei chitarristi che più ha segnato la storia del Pop internazionale, dagli esordi nei dischi dei primi Yellow Jackets alle prestigiose collaborazioni con star internazionali come Joni Mitchell, George Harrison, Miles Davis fino ad arrivare alla sua illuminata carriera da solista. I Sure Exit ripercorreranno le principali tappe della carriera di questo geniale artista.
L'8 novembre è Sonorika Live. Da una nuova etichetta indipendente (Sonorika per l'appunto) arriva un progetto che nasce dalle sponde siciliane di Catania. La proposta musicale si indirizza verso un pubblico vario con tre cataloghi ­ Hit Maker (dedicato alla musica destinata a spiccare il salto nei grandi network musicali, di matrice più consumistica ma sempre attenta alla proposta di qualità), Deep Grooving (catalogo dedicato alla ricerca e la sperimentazione) e Art Ensemble (con proposte DVD, Home Theatre), ognuno dei quali ha lo scopo di perseguire progetti innovativi. (Italian Network)


MUSICA IN GIOCO, TRA CINEMA E CUCINA A RAVENNA

Fino all'8 dicembre si tiene a Ravenna Musica in Gioco, VIII edizione promossa dall'associazione culturale Europe Jazz Network e dall'Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Ravenna, in collaborazione con Regione Emilia Romagna e Centro Informagiovani di Ravenna, e con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Musica in Gioco propone sette appuntamenti di vario genere tra Teatro Alighieri, Teatro Rasi, Mama¹s Club e Osteria La Mangiatoia.
Musica in Gioco è nata nel ¹94, raccogliendo l'eredità della rassegna Balla coi Suoni '93. Nel rispetto delle sue caratteristiche originarie, la rassegna continua a coinvolgere nel gioco musicale varie forme d'arte, con l'intento di superare le barriere linguistiche e di genere, di dare spazio all¹interazione tra le varie discipline, e di valorizzare le energie locali. Come lo spirito di Musica in Gioco vuole, infatti, i giovani talenti della città di Ravenna lavoreranno a progetti originali commissionati per l'occasione.

Caratteristica dell'edizione 2001 è giocare con la musica (sia essa jazz, etnica, classica, contemporanea o popolare) saranno ballo e poesia, cinema muto, canzone e, novità assoluta nonché sfiziosa curiosità, arte culinaria. Tutti i protagonisti di Musica in Gioco sono membri di formazioni appositamente create ed interpreti di produzioni originali appositamente commissionate da Europe Jazz Network.
Tre le serate in programma, al Mama's Clu bdal titolo Colors, nella quale giovani musicisti sono chiamati a dare una colonna sonora originale a pellicole mute d'autore. Il primo colore è il Rosa (10 novembre), per due film americani romantico-sentimentali, entrambi con la grande attrice Mary Pickford come protagonista, ed entrambi affrontati da un duo voce-pianoforte: Paola Fabris e Michele Francesconi musicheranno il cortometraggio Artful Kate (1911) di Thomas H. Ince, mentre Luisa Cottifogli e Carlo Cialdo Capelli il lungometraggio Suds (1920) di Jack Dillon. Il secondo colore è il Vermiglione (17 novembre), colore "pazzo" per una pellicola comico-demenziale, Hands up! (USA 1926) di Clarence Badger, con Raymond Griffith: al Maninalto Ensemble, quintetto capitanato dal trombettista Maurizio Piancastelli, il compito di portarne sul pentagramma le immagini.
Il terzo colore è il Giallo, per il capolavoro del thriller The Kiss (USA 1929 ) di Jacques Feyder, con la divina Greta Garbo: a realizzarne la colonna sonora, scegliendo, arrangiando ed eseguendo dal vivo le musiche, saranno sei giovani musicisti ravennati, cresciuti nelle aule dell'Istituto Musicale Pareggiato G. Verdi, uniti nell'ensemble classico dei Mig Green Fingers.

Musica e cibo è il tema di Musica in Cuoco, protagonisti Musicisti Grand Gourmet, pronti a offrire ad una ristretta platea di fortunati (la prenotazione è obbligatoria) concerti e degustazione di piatti originali.
Il 30 novembre, sotto il titolo Tromboni Marini, il musicista-compositore romano Giancarlo Schiaffini presenterà il proprio menù di pesce, composto di ricette originali, condendo i piatti, realizzati su sua indicazione dalla cucina del ristorante, con musica dal vivo in un duo di tromboni con Sebi Tramontana, musicista siculo residente ormai da dodici anni in Germania, suo partner anche nelle fila dell'Italian Instabile Orchestra.
Per l'ultimo appuntamento torna il progetto di viaggio nella magia della canzone del cantante John De Leo (leader del gruppo Quintorigo, vincitore a Sanremo come al premio Tenco) con Franco Ranieri alla chitarra e Guido Facchini al pianoforte, arricchito quest¹anno di altre collaborazioni e di ulteriori sviluppi multimediali: il trio è infatti diventato quartetto, con l¹aggiunta di Andrea Bernabini, autore delle scenografie video, e conterà sulla presenza di un ospite davvero speciale: lo scrittore-poeta bolognese Stefano Benni, famoso per il suo originale stile letterario che coniuga spiccato senso dell'umorismo, raffinata ironia, sconfinata fantasia e continua ricerca linguistica ad una consapevole denuncia della società contemporanea.(Italian Network)


TOURNEE IN CANADA PER BIGNOLI E TAVOLA

Nel mese di novembre i cantanti di ispirazione cristiana Roberto Bignoli di Milano e Marco Tavola di Roma terranno in Canada questo novembre una serie di concerti. I concerti aiuteranno a raccogliere i fondi per assistere i gruppi di giovani Cattolici di Toronto a realizzare i loro programmi per la giornata Mondiale della Gioventù 2002.

Bignoli è conosciuto in Italia e in Europa per il suo lavoro nella musica cristiana. A sedici anni ha iniziato nel mondo della musica, cantando nelle strade d'Italia, vari festival pop e nei locali in tutta Europa. Bignoli ha registrato sette CD, mostrando una profonda spiritualità e una passione nel cantare quello che crede. Come artista Cristiano, spesso viene invitato a cantare negli ospedali, nelle carceri, nelle case di recupero, in chiese e in scuole.
Avvicinato da molti a JJ Cale, stilisticamente può spaziare dalla musica pop, al rock, al blues e al folk.

Marco Tavola ha vissuto per parecchi anni a Los Angeles studiando tecniche di registrazione e di audio. Dedica la propria esperienza di vita e di lavoro completamente alla religione cattolica.

Il tour dei concerti e' stato organizzato e gestito dal Christian Child Care International, un'agenzia canadese che aiuta i bambini del terzo mondo (www.ccare.net) insieme a Denis Grady, cantautore Canadese del CAM (Associazione di Artisti e Musicisti cattolici).
L'incasso dei concerti sarà diviso tra i gruppi giovani delle parrocchie e del terzo mondo che sperano di partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù 2002

I tre concluderanno il loro tour (6 novembre - 3 dicembre) negli Stati Uniti a Washington, dove Roberto verrà premiato come miglior cantautore internazionale dall'UCMVA, organizzazione internazionale cattolica incaricata di consegnare gli Awards agli artisti cattolici in 34 categorie.

Tra gli ospiti internazionali sarà presente il cantautore italiano Don Mimmo Iervolino che presenterà alcune canzoni tratte dal suo ultimo cd multimediale Jesus on Line.
Per l'occasione Radio Kolbe Sat ha prodotto un cd Multimediale dal titolo Italian Christian Music nel quale sono inclusi tre video (Tavola - Grady - Bignoli) e 10 canzoni (Tavola - Bignoli).(Italian Network)


TRADIZIONE JAZZ IN MOVIMENTO

Con sei concerti che spaziano dal duo al quintetto l'edizione dell'autunno 2001 di Tradizione In Movimento del Musicus Concentus propone una riflessione su alcuni degli ensemble più rappresentativi della scena contemporanea legata alla tradizione del jazz.
Il programma avrà tra i suoi ospiti presenze storiche e leggendarie, come il trombonista Roswell Rudd, attivo dagli anni '60 e partner di Archie Shepp, Cecil Taylor, Steve Lacy, Carla Bley ed Enrico Rava, come il sassofonista inglese Evan Parker, tra i fondatori della nuova musica europea, per arrivare all'attualità di The Vandermark 5, uno dei gruppi che incarna lo spirito del nuovo jazz di Chicago.
Insieme a loro la stagione autunnale di Tradizione In Movimento segna il ritorno di alcuni dei protagonisti della musica d'oggi quali il fisarmonicista Richard Galliano, ed il suo New York Quintet in cui figurano il violinista Mark Feldman ed il pianista Gil Goldstein, il clarinettista Don Byron, che presenterà il suo nuovo quintetto, e la pianista Myra Melford, che chiuderà il programma il prossimo 30 novembre.

La nuova edizione di Tradizione In Movimento sarà caratterizzata da due incontri stimolanti, quello tra il sassofonista inglese Evan Parker e lo statunitense Ned Rothenberg, entrambi virtuosi e maestri della solo performance, e quello tra il trio del sassofonista olandese Ab Baars che incontrerà il maestro del trombone Roswell Rudd.
Un'attenzione particolare sarà rivolta ai repertori, con l'omaggio alle composizioni del clarinettista John Carter, autore di una saga musicale dedicata alla diaspora degli africani negli Usa ed alla loro successiva integrazione che sarà al centro del concerto del trio di Ab Baars (allievo di John Carter) con Roswell Rudd, e con l'omaggio al songbook di Astor Piazzola, i cui brani più celebri rivivranno nella proposta di Richard Galliano.
Alla tradizione del jazz libero e creativo si ricollega il gruppo The Vandermark 5, il cui jazz palpitante ed elettrico chiama in causa Albert Ayler, Cecil Taylor e l'Art Ensemble Of Chicago.
Il 13 ottobre Don Byron presenterà il suo nuovo quintetto in Sala Vanni in esclusiva per l'Italia; con la sua nuova band il clarinettista sarà impegnato in un nuovo corto circuito tra avanguardia e tradizione, così come accadrà nel concerto conclusivo della pianista Myra Melford, brillante leader e compositrice. (/i>Italian Network)


ZUCCHERO NUOVO, POLEMICHE VECCHIE

Ritona nei negozi di dischi Zucchero Fornaciari con l'album Shake. Il blues-rocker emiliano sembra aver recuperato la forma migliore dopo qualche anno di appannamento artistico e soprattutto dopo le polemiche che, qui in Italia, avevano riguardato presunti plagi.
Al giorno d'oggi se un ritornello o un riff ricorda qualcosa di già sentito parte immediatamente un coro di accuse o di scuse. I primi dicono ah che gusto postmoderno oppure che dotte citazioni; i secondi attaccano la scarsa capacità di immaginazione e di creazione e partono le azioni legali.
Shake entra a pieno titolo nel fuoco incrociato appena descritto perchè è nel blues e nel rock tradizionale e moderno, vecchio e nuovo, che Zucchero pesca.

D'altra parte bisogna riconoscere come l'artista abbia saputo rinfrescare le proprie sonorità, prendendo uno dei migliori tecnici del suono vintage (una tecnica di esecuzione e di registrazione che cerca di recuperare suoni più vicini alle origini del rock, quando non c'erano i cd) risultando francamente gradevole.
Nell'innovazione Zucchero rimane profondamente legato ad un proprio format musicale: tre brani veloci e coinvolgenti all'inizio (Sento le campane, Music in Me e Porca l'oca) per poi frenare all'improvviso; giochi di parole baccacceschi ed altro che abbiano imparato a conoscere nel corso della sua produzione musicale.
Si segnalano le collaborazioni: John Lee Hooker la cui magnifica voce è utilizzata com un loop in Ali d'oro (forse il momento più alto del disco); Francesco De Gregori che ha scritto il testo di Tobia dedicata al cane di Zucchero; Pasquale Panella (paroliere dell'ultimo Battisti) che firma con Zucchero la neologistica Dindondio.
In poche parole si tratta di un lavoro fatto per essere commestibile e non risultare indigesto a chi ama il modo in cui Adelmo Fornaciari è Zucchero, in fin dei conti il miglior prodotto di esportazione della musica italiana nel mondo (non a caso, quando ci sono appuntamenti internazionali di rilievo come Woodstock o grandi concerti di beneficienza, lui è sempre tra gli invitati). Però, se cercate un lavoro che contenga il sacro fuoco della creazione, è meglio cambiare scaffale.(Italian Network)


INVASIONI MULTIMEDIALI A MODENA

Un concorso per giovani artisti coinvolti nell'esecuzione di brani propri e nella messa in musica di un testo di Manlio Sgalambro: è Invasioni, progetto che si conclude il 21 settembre, nell'ambito del Festival della Filosofia di Modena.
Il filosofo Sgalambro, che da alcuni anni firma le canzoni di Franco Battiato, ha dato adesione ad una manifestazione che vuole essere un punto d'incontro tra realtà artistiche molto lontane tra loro.
Sarà interesante e stimolante vedere come giovani gruppi di differenti ispirazioni musicali e - perché no? filosofiche - rileggeranno le frasi di Sgalambro. Un unico testo le cui frasi potrebbero essere strutturate in modo che un loro diverso riassemblamento, possa generare racconti diversi - vedi ad es. Esercizi di Stile di Raymond Queneau - che musicisti interpreteranno secondo la loro sensibilità e la loro specificità, per esemplificare quanto siano molteplici e multiformi i linguaggi in grado di veicolare un significato.

L'evento dal vivo sarà fruibile da diverse angolazioni: live, Internet, radio e TV, offrendo diffenrenti possibilità di interpretazione e lettura anche da parte di chi sta dall'altra lato del palco.
Alla serata del 21 parteciperanno gli Skiantos, Patrizio Fariselli, Project Popoli/Simonini/Vasi.(Italian Network)


A SASSARI LA PRIMA EDIZIONE DEL PREMIO FABER, DEDICATO A DE ANDRÈ PENSANDO ALLA LINGUA SARDA

Un premio per autori in lingua sarda è stato dedicato dalle ACLI Provinciali di Sassari, la Regione Sardegna, il Comune e la Provincia di Sassari alla memoria di Fabrizio De André, indimenticato poeta della musica italiana. Premio Faber si terrà il 15 dicembre al Teatro Smeraldo di Sassari.
Possono partecipare al premio tutti gli autori o gruppi che abbiano inviato entro il 31 ottobre 2001 una canzone inedita in lingua sarda, in una delle sue varianti glottologiche.
La selezione dei dieci brani finalisti è curata da un comitato coordinato dall'Associazione Culturale Humaniora, cui è affidata la direzione artistica del premio.

La partecipazione al concorso è gratuita ma la canzone deve soddisfare alcune condizioni: oltre ad essere scritta in lingua sarda, non dovrà mai essere stata edita e pubblicata prima della serata finale del premio; avere durata di esecuzione non superiore agli 8 minuti; non essere stata concessa o promessa in utilizzazione a case editoriali o discografiche.
Chi vuole partecipare deve spedire la canzone - pena l'esclusione - a www.terzonline.it - Piazza Nazario Sauro 7 - 07100 Sassari, a mezzo raccomandata con la richiesta di partecipazione che è possibilòe trovare all'indirizzo www.terzonline.it.
La richiesta deve comprendere tre copie del testo letterario della canzone, con traduzione in italiano a fronte con indicazione della variante linguistica del testo (sassarese, logudorese, gallurese, campidanese), musicassetta o cd contenete l'interpretazione, con un solo strumento, da parte dell'autore della canzone.

Fabrizio De Andrè è stato uno degli autori più importanti della musica leggera italiana. Nato artisticamente negli anni Sessanta, componendo per altri cantanti, presto è riuscito ad imporsi con il suo stile musicale semplice e le emozioni che riusciva a trasmettere con i testi delle sue canzoni.
Da sempre dalla parte dei deboli e dei perdenti, non ha perso la sua fiducia nell'uomo neanche dopo essere stato vittima di un rapimento insieme alla moglie Dori Ghezzi in Sardegna. Proprio alla terra sarda che tanto amava, anche dopo la triste esperienza, non ha smesso di tributare il suo amore con l'album L'Indiano mentre con Crueza de ma del 1983 - lavoro cantato interamente in dialetto ligure e con la collaborazione del polistrumentista Mauro Pagani - ha aperto le porte alla world music. (Italian Network)


TORNA DERAGLIAMENTI CON AVION TRAVEL

L'8 settembre a Bortigiadas con gli Avion Travel e i Chichimeca (Ss) si rinnova per il terzo anno consecutivo Deragliamenti, tratte d'autore, appuntamento musicale organizzato dall'Amministrazione Comunale in collaborazione con l'associazione culturale Time in Jazz (promotrice dell'omonimo festival di Berchidda).
La serata è all'insegna della nuova musica d'autore. Nelle due precedenti edizioni ha ospitato Vinicio Capossela e Gianmaria Testa; stavolta sono ospiti la Piccola Orchestra Avion Travel, in concerto 8 settembre, al Campo Sportivo della Pineta San Pancrazio.
Accanto a loro, ad aprire la serata, un nuovo complesso musicale sardo, di base fra Sassari e Alghero: i Chichimeca. Nato l'anno scorso intorno alla cantautrice Claudia Crabuzza, il gruppo predilige le atmosfere acustiche e si avvale per questo primo progetto delle musiche del Tazenda Gino Marielli. Insieme a Claudia Crabuzza (voce), ci saranno Fabio Manconi (fisarmonica e chitarra), Andrea Lubino (basso), Alessandro Carta (flauto) e Gianni Menicucci (percussioni). Si comincia alle ore 21.

Attiva da vent'anni, la Piccola Orchestra Avion Travel è una formazione atipica per la scena musicale italiana. Nata all'insegna del rock (la prima formazione risale al 1980), e dopo aver attraversato il pop nella seconda metà degli anni Ottanta, arriva alla maturità artistica nel 1992 col disco Bellosguardo, autentico manifesto musicale e punto di partenza per una nuova fase dell'avventura musicale del gruppo casertano. Un'avventura che prosegue nel 1993 con Opplà, un album che ottiene un grande successo di critica ed inaugura un'intensa stagione di concerti che contribuisce a costruire la fama di cult band degli Avion Travel. Finalmente Fiori (ottobre 1995) completa l'ideale trilogia discografica inaugurata con Bellosguardo, che contraddistingue questo periodo fondamentale per Peppe Servillo e soci.
La spinta creativa li porta a confrontarsi con il cinema ed il teatro: compongono la colonna sonora di Hotel paura, un film di Renato De Maria; nel maggio del 1995 debutta invece a Roma La guerra vista dalla luna, un'operina musicale in un atto che vede coinvolto anche l'attore Fabrizio Bentivoglio.
Verrà ripresa nel 1996 per un tour che andrà avanti fino a dicembre toccando con successo i principali teatri nazionali.

Nel 1998 vincono il prestigioso Premio della Critica e della Giuria di Qualità presieduta da Michael Nyman (il quale avrà anche in seguito parole di elogio per il gruppo) con il brano Dormi e sogna conquistando. In giugno il complesso torna in studio di registrazione per dare vita all'album Cirano. Produttore d'eccezione, il geniale musicista brasiliano-newyorkese Arto Lindsay.
Nel 2000 vincono la cinquantesima edizione del festival di Sanremo con il brano Sentimento, un successo che spalanca le porte ad una trionfale tournée (in Italia e poi in Spagna, Germania e Francia), ma che non pare distrarre la creatività di Servillo e soci. Ecco dunque gli Avion Travel impegnati nella colonna sonora di uno spettacolo di teatro d'ombre, La notte di San Donnino, e quindi nella registrazione del disco Storie d'amore, un omaggio alla musica ed alla canzone italiana degli anni Sessanta, che comprende delle personalissime rivisitazioni di brani come Insieme a te non ci sto più, Ma che freddo fa, e Sono contento perché la mamma m'ha dato i soldi per andare al cine.(Italian Network)


JAZZ ITALO/FRANCESE SULLO STRETTO DI BONIFACIO

Tre serate di musica a Santa Teresa Gallura (Ss), da venerdì 31 agosto a domenica 2 settembre, per salutare l'esordio di una rassegna che mira a diventare un appuntamento stabile nel panorama delle proposte musicali dell'estate in Sardegna. La organizzano il Comune di Santa Teresa e l'associazione concertistica Jana Project, con il contributo dell'Assessorato del Turismo della Regione Sardegna, e si intitola "Musica sulle Bocche", con un esplicito riferimento allo stretto su cui si affaccia la cittadina gallurese e su cui passa il confine tra Sardegna e Corsica, fra Italia e Francia.
Sono musiche attraversate dal vento, dall'aria, dal respiro di sassofoni e fisarmoniche, dal canto e dalle sonorità mediterranee, quelle che si ascolteranno a Santa Teresa Gallura questo weekend. Musiche ai confini tra i generi, fra stili e tradizioni differenti ma vicini. Ad attraversarli per primo, venerdì sera (31 agosto), il collaudatissimo quintetto del sassofonista algherese Enzo Favata (con Daniele Di Bonaventura al bandoneon, Marcello Peghin alle chitarre, Salvatore Maltana al contrabbasso e Roberto Pellegrini alla batteria), per l'occasione corroborato dalla partecipazione di Michel Marre, un trombettista francese di estrazione jazz ma da sempre interessato al confronto con la musica etnica delle più diverse latitudini. Un incontro inedito che "Musica sulle Bocche" annovera come la prima delle sue produzioni originali.

Doppio concerto, sabato 1 settembre: dall'altra sponda dello stretto di Bonifacio arriva il gruppo invitato ad aprire la seconda serata della rassegna. Si chiama Zamballarana, ed è un ottetto che ruota intorno alla poliedrica figura di Jérôme Casalonga, cantante e musicista ma anche pittore. Partendo dalla tradizione polivocale corsa, propone un'intrigante miscela di sonorità e strumenti arcaici e moderni. Accanto alla voce del leader, i flauti e la pivana di Céccé Guironnet, il violino di Laurent Barbolosi, la batteria ed il balafon di Vincent Geraldi, la chitarra di Dominique Guerini, le percussioni di "Nelson Mandela", la cetera di Ugo Casalonga, ed il basso di Pierre Gambini.
Dal vasto organico di Zamballarana alla dimensione più ristretta del trio Terre di Mezzo, protagonista della seconda parte della serata di sabato. E sarà una magnifica occasione per apprezzare l'impasto acustico del sassofono di Emiliano Rodriguez con la fisarmonica di Simone Zanchini ed il contrabbasso di Roberto Bartoli: tre musicisti provenienti da esperienze eterogenee, dalla musica classica all'etnica al jazz, per un progetto caratterizzato dalla fusione di stili differenti, cui l'assenza di strumenti a percussione conferisce la fisionomia di una sorta di musica da camera.

Ancora un trio, ma di orientamento più spiccatamente jazz, per il concerto conclusivo di domenica 2: al centro dei riflettori la fisarmonica di Antonello Salis, la batteria di Michele Rabbia, ed il francese Michel Godard, uno dei più apprezzati suonatori di basso tuba della scena jazz contemporanea. Un inedito terzetto per suggellare all'insegna dell'originalità e della progettualità l' l'edizione del debutto di "Musica sulle Bocche".

Per ulteriori informazioni: tel. 079 95 21 18 - 0789 74 09 15 - e-mail: janaproject@tiscalinet.it.(Italian Network)


ANDY J. FOREST, DEIDDA BROTHERS E TELESFORO A ROMA

Il Big Mama ospita nel parco di Villa Ada a Roma il 30 luglio un importante evento musicale che vede, sullo stesso palco un bluesman versatile, di grande esperienza e presenza scenica, Andy J. Forest e i Deidda Brothers/Three from the Ghetto composta da validissimi musicisti, fra cui i fratelli Dario e Alfonsio Deidda, consumati jazzisti italiani ma anche turnisti di lusso. Il concerto prevede, inoltre la partecipazione di Gegé Telesforo, personaggio conosciutissimo dal pubblico italiano per la sua attività di presentatore televisivo e radiofonico.
Si tratta di due set distinti ma il comune filo conduttore è quello della passione e del virtuosismo applicati al jazz ed al blues dal forte impatto emotivo.

Andy J. Forest ha suonato con artisti del calibro di Champion Jack Dupree, B.B. King, James Cotton, Otis Rush, Jimmy Johnson, Willy De Ville, Albert King, Stevie Ray Vaughan e Taj Mahal; Forest ama l'Italia e da diversi anni ha intrapreso collaborazioni con cantanti blues, pop e rock quali Edoardo Bennato, Eugenio Finardi, Zucchero e Guccini.
Armonicista, cantante, chitarrista, ma anche attore, testimonial pubblicitario, songwriter, scrittore; a tutto ciò Forest ha da poco aggiunto la passione per la pittura arrivando, in breve tempo, ad esporre in diverse gallerie i propri lavori, oltre ad averne forniti diversi altri.
Nel suo concerto romano, Forest propone il Sunday Rhumba tour, dal titolo del suo ultimo Cd, inciso come ormai tutti gli altri, a New Orleans, uscito nel mese di giugno. Un Cd diverso che entra subito nella mente, da ascoltare e da ballare, curato da un produttore d¹eccezione, Anders Osborne, chitarrista -cantante fra i più rinomati di New Orleans, un disco che riflette perfettamente le ultime influenze musicali della città, non solo blues, ma funky, zydeco ,cajun, una miscela congeniale alla prepotente musicalità di Andy, sicuramente uno dei suoi migliori cd.
In Sunday Rhumba Tour si presenta con un quartetto italiano, che non fa sicuramente rimpiangere i colleghi di oltreoceano presenti nel Cd, musicisti insieme da diversi anni, affiatatissimi, grintosi e precisi da potersi esibire su qualsiasi palco.

La seconda parte della serata è affidata ad un nuovo progetto - Deidda Brothers/Three fron the Ghetto - in cui il bassista Dario Deidda, con suo fratello Alfonso al piano e al sax alto e Giampiero Virtuoso alla batteria, presenta un concerto carico di groove, di swing, con trovate ritmiche e arrangiamenti mozzafiato.
Composizioni originali, brani di Jaco Pastorius, Joe Zawinul, Miles Davis e ostinati ritmici di grande effetto sono la base sulla quale i tre talenti danno vita ad un originale interplay e a esaltanti momenti improvvisativi. I componenti della band hanno collaborato con mostri sacri del jazz italiano ed europeo come Maurizio Gianmarco, Roberto Gatto, Danilo Rea, Umberto Fiorentino, Enrico Pieranunzi, Paolo Fresu, Christian Mayer, Rita Marcotulli, Antonello Salis, Enrico Rava, Kenny Wheeler, Steve Turre, Lester Bowie, Dave Liebman, Kurt Rosenwinkel, Michel Petrucciani, Mulgrew Miller, Vinnie Colaiuta, Alphonso Johnson,George Coleman
Ospite speciale Gegé Telesforo; cantante, percussionista, polistrumentista, ma anche giornalista, conduttore radiotelevisivo, entertainer, Telesforo rappresenta una figura professionale dai mille contorni, e dalle altrettante sfumature. Il minimo comune denominatore delle sue molteplici attività è la musica, anzi, la buona musica, cui il nostro dedica ogni sforzo. Nel corso degli anni l'artista ha saputo individuare un proprio progetto di ricerca, che ha nello scat, ovvero l'improvvisazione con la voce, il nodo centrale.
Rispolverando un'arte quasi dimenticata all'estero, e da noi mai esistita, il vocalist foggiano ha saputo, dapprima, raccogliere attorno a se il meglio della scena fusion romana (e non) e si è reso protagonista di indimenticabili concerti, a metà degli anni Ottanta, in cui si divertiva a rinnovare vecchi standard del jazz, in virtù di arrangiamenti mozzafiato e trovate armoniche spiazzanti.(Italian Network)


FERRARA CAPITALE DELLA MUSICA DA STRADA

Due spettacoli al giorno, dal 20 al 26 agosto, per la 14ma Rassegna Internazionale del Musicista di StradaFerrara, una manifestazione non competitiva dei migliori musicisti di strada del mondo.
In termini di tradizione e dimensione è il più importante festival di questo genere. Nel 2000 circa 800.000 persone, provenienti da ogni parte di Italia e con una significativa presenza di turisti stranieri, hanno affollato i 200.000 metri quadrati di splendido palcoscenico medievale e rinascimentale del centro storico cittadino.
Ogni anno l'organizzazione invita a proprie spese 20 gruppi, ma a questi se ne aggiungono molti altri. Nel corso dell'ultima edizione 767 artisti, di 23 nazioni, hanno presentato 192 attrazioni.

Ferrara, così, si scopre una città in musica; ogni angolo di strada si trasforma nel palco, i passanti nel pubblico ed il musicista disvela inedite atmosfere, tra antiche e nuove musiche, alla scoperta di sonorità familiari o lontane.
È l'occasione per seguire negli ampi spazi che circondano il Castello Estense o prospicienti la Cattedrale i trascinanti ritmi delle percussioni africane, le allegre atmosfere di una orchestrina dixieland o le pazze gag musicali di qualche gruppo inglese; inoltrandosi, invece, nelle stradine medievali ci si può far guidare dal suono di un'arpa celtica, accomodarsi sul selciato per gustare le struggenti note di un tango argentino, oppure, seguire, come i topolini del pifferaio di Hamelin, l'eco lontana di un flauto.
Non mancano fantasiosi interpreti di improbabili strumenti: seghe da boscaiolo, assi da bucato, campane da mucca, scatole da tè, bicchieri di vetro hanno fatto scoprire al pubblico le loro insospettabili potenzialità melodiche.
Tutto ciò fa di Ferrara la capitale di un evento unico e straordinario, che unisce tradizioni grazie alla musica dei busker, la colonna sonora di un viaggio ideale attraverso le mille culture del mondo

Per ulteriori informazioni: Associazione Ferrara Buskers Festival, tel. +39 0532/249337.(Italian Network)


NELLE ABBAZIE UMBRE ARRIVANO LE ISOLE MUSICALI

Dal 21 luglio al 19 agosto torna Isole approdi si suoni e voci nelle Abbazie umbre, un viaggio tra passato e presente, tra musica e teatro attraverso alcune delle più belle Abbazie della Provincia di Perugia. Un viaggio che si prefigge la valorizzazione di un patrimonio monumentale di inestimabile valore, la cui conservazione assume oggi grande significato.
L'iniziativa, organizzata dall'Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Perugia, coinvolgerà dieci Comuni (tre in più rispetto alla prima edizione) e seguirà un percorso sotteso da una elevata qualità delle proposte artistiche.
La prima tappa è presso l'Abbazia di San Felice di Giano dell'Umbria: di scena il 21 luglio l'ensemble Theatrum Instrumentorum arricchito dalla partecipazione di Moni Ovadia, attore, musicista e autore di applauditissimi spettacoli imperniati sul recupero della cultura ebraica. In repertorio, nell'occasione, canti arabi e sefarditi del XIII e XVIII secolo.

Il secondo appuntamento della rassegna, previsto il 22 al Santuario della Madonna di Mongiovino (Tavernelle di Panicale), sarà nel segno del tango: ospite il pianista argentino Juan Carlos Cacérès, nella cui musica si ritrova lo spirito più autentico e nero del tango, punto di incontro tra i ritmi tribali africani con l'habanera e il candomble. Cacérès, definito dalla critica francese il Paolo Conte sudamericano, sarà accompagnato da un quartetto di affiatati strumentisti, con in prima linea il bandonéon, strumento principe del tango.
Il 29 presso la Pieve dé Saddi a Pietralunga, riaperta in occasione del Giubileo del 2000, sarà la volta dello spettacolo San Paolo - Progetto per un film mai realizzato, da un'idea di Pierpaolo Pasolini. Lo spettacolo - per la regia di Maurizio Schmidt e con le voci recitanti di Virginio Gazzolo, Elisabetta Vergani e dello stesso Schmidt - ripercorre per la fantasia dello spettatore l'ipotetica pellicola pensata dallo scrittore e regista e di cui si hanno solo descrizioni e battute: il progetto di un film su San Paolo non fu infatti portato mai a temine da Pasolini, a causa di difficoltà produttive e personali.
Ancora canti, il 3 agosto all'Abbazia dei Santi Felice e Mauro (Sant'Anatolia di Narco), con le straordinarie voci balcaniche del gruppo Les Mysteré des Voix Bulgares, uno dei fenomeni più eclatanti della world music degli ultimi anni.

La musica etnica sarà di nuovo protagonista il 5 all'Abbazia di Sant'Eutizio di Piedivalle di Preci, in occasione del concerto dei Fratelli Mancuso e del coro Disolavoce che presenteranno canti della tradizione siciliana legati alle manifestazioni religiose e processionali, mentre il 10 all'Abbazia di San Salvatore (Monte Corona di Umbertide), verrà presentato lo spettacolo La fanciulla cui disse l'angelo, un concerto di musica e parole con Francesca Corso e Lorenzo Anelli, su testi dei più grandi poeti e scrittori della storia della letteratura (Rilke, Yeats, Garcia Lorca, Brecht, Dario Fo, Testori e altri) e su musiche di Debussy, Gandjany e Pescetti.
L'11, presso il Chiostro della Chiesa di Santa Maria della Pace a Massa Martana, ancora una proposta nel segno del teatro musicale: la Fondazione Ada presenta Il Profeta, spettacolo di Francesco Agnello ispirato all'omonimo classico della letteratura mondiale di Kahlil Gibran.
Di particolare significato riveste l'appuntamento del 12 agosto: nell'occasione verrà aperta al pubblico per la prima volta l'Abbazia di Santa Maria di Sitria (Isola Fossara, Scheggia e Pascelupo) con un concerto del gruppo vocale Armonioso Incanto che eseguirà canti medioevali.

Un omaggio alla canzone napoletana sarà invece al centro della serata del 14 agosto, all'Abbazia dei S. S. Fidenzio e Terenzio di Massa Martana, per la prima volta aperta ad un evento spettacolare: Umberto Iervolino e Patrizia Pontillo tracceranno un ideale itinerario tra la poesia, la musica, la vis comica della Napoli di ieri e di oggi.
Il 18, presso il sito archeologico romano Urvinum Hortense di Collemancio di Cannara, Isole si spingerà poi verso Oriente, precisamente in India, con Musafir - I Gitani del Rajasthan, gruppo di musicisti nomadi che riporta proprio sulle strade del nord ovest dell'India, là dove affondano le vere radici dei gitani.
Infine, il 19 all'Oratorio di San Crescentino, a Morra di Città di Castello, si ascolterà il Nada Trio, ovvero una delle più espressive voci della musica leggera italiana accompagnata da Fausto Mesolella e Ferruccio Spinetti, chitarra e basso dei campani Avion Travel.

Per ulteriori informazioni: Provincia di Perugia, 80001347, Ufficio Promozione Culturale Enti Locali Provincia di Perugia, tel. ++39 075 5747226, 5747526.(Italian Network)


GARBAREK, DYLAN E BATTIATO STELLE AD ANZIO JAZZ

Anzio Jazz 2001 parte il 22 luglio con un cartellone di nomi prestigiosi in cui spicca la presenza - il 24 - di Bob Dylan, il cantore della generazione degli anni Sessanta, che descrisse la necessità di un Uomo Migliore e che oggi, a 60 anni, vede un nuovo movimento raccogliere l'ideale testimone della protesta di allora.
Malgrado l'importanza dell'ospite proveniente da Duluth (Stati Uniti) la rassegna non è solo Bob Dylan. Si apre con Jan Garbarek, il sassofonista norvegese che ha iniziato la sua avventura con Don Cherry negli anni Sessanta, ha segnato poi gli ultimi trent'anni con la sua avventura solista che prese il volo con il lavoro Afric pepperbird nbel 1970. Da allora molto lavoro e molte collaborazioni fino all'incontro con The Hilliard Ensemble che si esibisce con Garbarek il 22 luglio all'apertura di Anzio Jazz.
La peculiarità del 2001 della rassegna è la varietà della musica proposta: dopo il jazz di Garbarek ed il folk di Bob Dylan Grandi nomi e stili musicali diversi sono presenti alla terza edizione di Anzio Jazz che si apre il 22 Luglio con il concerto di Jan Garbarek and the Hilliard Ensemble e che prevede, come unica data nel Lazio, l'atteso concerto di Bob Dylan.
La rassegna musicale curata dall'associazione Tanaliberatutti in collaborazione con il Comune di Anzio, con il contributo e patrocinio della provincia di Roma alza ulteriormente il livello della manifestazione proponendo anche concerti di rock, pop e contaminazioni musicali diverse.

Vinicio Capossela si esibisce il 27 luglio nell'incantevole cornice di Villa Adele, dimora storica del 1600, ubicata in pieno centro cittadino, già residenza dei Pamphili e dei Borghese.
Il suo ultimo album si intiola Canzoni a Manovella e in certo senso descrivre bene lo stile di Capossela, che, a modo sua, è un'avanguardia el panoprama musicale italiano. Filastrocche, marcette, ninne nanne, ritmi popolari dal sapore antico, che ricordano il movimento cadenzato dei vecchi organetti a manovella è un po' il terreno di coltura in cui è cresciuto questo italiabno nato il 14 dicembre del 1965 ad Hannover.
Franco Battiato (5 agosto) è un altro dei nomi di spicco che si esibiranno nella cittadina laziale, con i nuovi brani che fanno parte di Ferro Battuto e con tutto il repertorio che ha segnato una pagina importante della musica italiana. Tra Battiato e Capossela, jazz (e non solo) con Nicola Arigliano, Doctor 3 e Stefano Di Battista (rispettivamente il 29 e 31 luglio, il 3 agosto). Ultimo appuntamento a Villa Mazzocchi con la coppia Danilo Rea e Roberto Gatto.(Italian Network)


LA MUSICA DEL MONDO ARRIVA A SPOLETO: HOT METRONOME

Dal 1° al 5 agosto Piazza del Duomo di Spoleto si animerà dei più contagiosi suoni del mondo, in occasione della seconda edizione di Hot Métronome, festival di musica etnica organizzato dall'Associazione Culturale Métronome in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Spoleto, nel quadro della settima edizione dell'Estate Spoletina.
Ad aprire il festival è il 1° agosto il guineano Mory Kante, una delle più acclamate star della musica africana a livello internazionale. Simbolo dell'incontro tra le più antiche tradizioni dei griots e i più sofisticati suoni tecnologici, Mory Kante si esibirà a Spoleto in prima nazionale.
Il giorno seguente sarà la volta, in esclusiva italiana, del pianista cubano Omar Sosa, straordinario musicista che si è creato un personalissimo universo espressivo in cui la tradizione cubana convive con quella africana e il jazz.

La musica cubana sarà di scena anche il 3 e 4, rispettivamente con Manolito y su Trambuco e Augusto Enriquez y su Mambo Band. Interprete della più travolgente e ballabile salsa, Manolito (all'anagrafe Manuel Simonet) è uno degli artefici della timba, la salsa cubana degli anni Novanta. Un affascinante viaggio a ritroso nel tempo, nell'Avana del dopoguerra, dove a far da padroni erano il mambo e il bolero, è invece al centro della proposta di Augusto Enriquez e della sua band.
Hot Métronome chiude i battenti il 5 con una serata dedicata interamente ai mille suoni dell'Africa: in programma i concerti dei Tamburi di Goreé, sensazionale ensemble percussionistico senegalese originario appunto dell'isola di Goreé, e (altra esclusiva nazionale) del capoverdiano Teofilo Chantre, esponente di primissimo piano della morna, la musica delle isole di Capo Verde, e noto anche come autore di numerose canzoni di Cesaria Evora.

Per ulteriori informazioni: Associazione Culturale Métronome, tel. ++39 075 5913904.(Italian Network)


DANZA E MUSICA ITALIANA D'AUTORE ARRICCHISCONO IL 2001 DI UMBRIA JAZZ

IL 13 luglio torna a Perugia Umbria Jazz, la più importante manifestazione di genere in Italia con un'importante caratterizzazione per l'edizione 2001: la musica italiana d'autore, con Paolo Conte e la sua orchestra, Vinicio Capossela insieme a Marc Ribot e l'evergreen Nicola Arigliano, grande signore dello swing all'italiana.
La formula di Umbria Jazz è ormai consolidata. Per dieci giorni il centro medioevale di Perugia diventa una cittadella della musica, con spettacoli e concerti che si succedono e si sovrappongono ad ogni ora.
La sera va in scena ai giardini del Frontone l'evening concert con i grandi del jazz. I due teatri cittadini (il Morlacchi e il Pavone) ospitano - mattino pomeriggio e sera - i musicisti più raffinati mentre, entra nel circuito del festival l'Oratorio di Santa Cecilia, ristrutturato dal Comune e riaperto dopo un lungo periodo di abbandono.
Infine, il cuore della notte è tutto ad appannaggio dei due piccoli club notturni della saletta dell'Hotel Brufani e nella Bottega del vino.

Tra le linee di indagine musicale dell'edizione 2001 c'è senz'altro il pianoforte con i tre pianisti più amati dagli italiani: Keith Jarrett con il favoloso trio con Gary Peacock e Jack DeJohnette, Ahmad Jamal e Brad Mehldau, due personaggi molto cari al pubblico perugino.
Non manca la danza con la compagnia di David Parsons, che esegue alcune coreografie inedite commissionategli da Umbria Jazz. Le musiche che accompagnano i danzatori sono nientemeno che i brani di Kind of blue, il disco di Miles Davis considerato da alcuni il più bello dell'intera storia del Jazz.

Inoltre, è in programma molta Italia: The Trio (Giovanni Tommaso, Roberto Gatto, Stefano Bollani insieme a Daniele Scannapieco e Rosario Giuliani), Doctor 3, Enrico Rava, il trio di Giampaolo Ascolese e Paolo Fresu.
Come tradizione delle ultime edizioni, uno spazio speciale è riservato all'etichetta perugina Egea, che propone in versione live alcuni progetti discografici. Si tratta di 5 concerti con personaggi quali Enrico Pieranunzi, Piero Tonolo, Paolo Birro, Gabriele Mirabassi, Michel Godard, Carla Marcotulli, Mario Raja e Marco Zurzolo.
Sono tutti progetti che percorrono strade non consuete, alla ricerca delle radici mediterranee, incrociate con il linguaggio unificante del jazz.

Per ulteriori informazioni: Umbria Jazz, tel. ++39 075 5732432.(Italian Network)


MUSICA CLASSICA, ROCK, ETNICA PER I CONCERTI NEL PARCO

Si svolge dal 21 giugno al 26 luglio la X Edizione del Festival de I Concerti nel Parco L'Agenzia dell'Avventura e dell'Imprevisto, a Roma, per la prima volta in alcuni spazi estremamente suggestivi quali l'Anfiteatro Pensile sulle Terrazze del Palazzo dei Congressi e il Giardino degli Olivi ed inserita nel calendario di manifestazioni dell'Estate Romana 2001, realizzata dal Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali.
Il fortunato binomio tra musica e drammaturgia è alla base del secondo appuntamento, Questa notte un imprevedibile incontro (28 giugno - Le Terrazze - Anfiteatro pensile del Palazzo dei Congressi prima esecuzione a Roma): Mario Brunello, musicista di grande sensibilità, nella duplice veste di violoncellista e direttore dell'Orchestra d'Archi Italiana e Marco Paolini, voce narrante, ma soprattutto grande affabulatore, un vero cantastorie, reinterpretano la composizione di Arnold Schönberg Verklärte Nacht op. 4.

Il viaggio prosegue con le Avventure per terra, per cielo e per mare (2 luglio) vissute con Creuza de Luna, una avvincente produzione di Progetto Musica che comprende opere di Garcia Lorca, De Andrè, Madredeus.
Novanta minuti di meraviglie polifoniche con i Flying Pickets (23 luglio, Le Terrazze - Anfiteatro pensile del Palazzo dei Congressi), gruppo europeo leader del rock a cappella: dieci corde vocali, due per ogni componente del gruppo, non più grandi dell'unghia di un pollice, per novanta minuti di meraviglie polifoniche: dal pop al gospel, dal soul al reggae.
Il duo statunitense/canadese Bob Ostertag e Pierre Hébert è impegnato nel progetto multimediale interattivo Between Garbage and Science (Tra Spazzatura e Scienza): l'immondizia è rappresentata da un normale TG di un giorno qualunque, delitti, tragedie, guerre, truffe...la scienza è la rielaborazione in diretta, con live electronics e straordinarie animazioni video del telegiornale stesso.

L'11 luglio ecco le giovani avventure di un popolo antico in prima nazionale con la cornamusa pop di José Angel Hevia che presenta il suo nuovo disco Al Otro Lado (Dall'Altro Lato).
Ultimo appuntamento da segnalare è con Patti Smith il 20 luglio. La poetessa del rock presenta il suo ultimo CD Gung Ho, uscito già da qualche mese. Dal 1974 sulla scena internazionale, Patti Smith è stata un vero riferimento per una intera generazione di giovani.

Per ulteriori informazioni: I Concerti nel Parco, tel. ++39 06 5816987.(Italian Network)


EXTRAFESTIVAL: SCENARI MUSICALI ATTUALI

Si apre il 29 giugno con Vinicio Capossela e Nicola Arigliano e si chiude il 26 luglio con gli Africa Unite passando per Francesco De Gregori, Pino Daniele, Patti Smith, Beppe Grillo, Modena City Ramblers, Nick Cave, nomi che dimostrano che la dote dell'ExtraFestival è la misura della ricchezza e della complessità dello spettacolo contemporaneo, musicale e teatrale.
Suggestioni di mondi lontani, nel tempo e nello spazio, diventano improvvisamente reali e tangibili, nei ritmi, nelle immagini, nei linguaggi del palco e della città: proprio la parola, strumento per preservare le culture e per sperimentarne di nuove, è uno dei fili che legano molti degli eventi presenti nel cartellone, unico per la varietà e per la qualità delle proposte nel panorama italiano e dei festival estivi internazionali.
A musicisti e autori ormai consacrati, star mondiali modello di riferimento e oggetto di culto per generazioni di artisti e per il pubblico, si affiancano gli esponenti più significativi delle nuove tendenze, delle mode giovanili e non: jam sessions, sodalizi artistici, produzioni esclusive che abbattono i confini tra jazz e dance, tra folk, etno e sonorità elettroniche, tra canzone d'autore e rock, tra solisti e orchestre, tra teatro, musica e improvvisazione fanno di ExtraFestival un evento imperdibile, da vivere e fruire pienamente.

Il festival dura quasi un mese, con più di 50 spettacoli che non è possibile catalogare sotto un'unica etichetta, accomunati però dalla qualità delle proposte; un contenitore, certo, ma anche una formula originale, che non si vincola ad un genere artistico e, anzi, trae ricchezza dalle differenze.
Rock, folk, jazz, musica italiana e internazionale, teatro comico e altro ancora. La presenza di grandi artisti internazionali testimonia l'attenzione e l'impegno con cui si è giunti a formulare un calendario capace di proporsi ad un vasto pubblico. Ma non meno importante è il lavoro di ricerca che sta alla base delle produzioni studiate appositamente per il festival e delle proposte più innovative.
La Città di Torino, la Regione Piemonte, la Provincia di Torino e il Comune di Collegno presentano la seconda edizione di Extra Torino Festival per inserire Torino e il Piemonte nel circuito dei grandi festival estivi.

Per ulteriori informazioni: Extrafestival, tel. 800015475.(Italian Network)


L'ESTATE IN TOSCANA DEL MUSICUS CONCENTUS

Per l'estate 2001 il Musicus Concentus propone una panoramica di alcune delle realtà più stimolanti della scena sonora internazionale attraverso le collaborazioni con il Comune di Prato per il programma di Prato Estate 2001 e con il Comune di Camaiore per la sesta edizione del festival Jazz & Non Solo. A queste si è aggiunta l'iniziativa MU 2001 - Nuova musica da Chicago, una produzione originale di Toscana Musiche, realizzata nell'ambito di FirenzEstate 01 del Comune di Firenze.
I concerti estivi vedranno un'alternanza di artisti e musicalità, passando dal sincretismo rock, jazz ed elettronico delle nuove band di Chicago, alle due serate a Prato dedicate alla musica di Cuba sospesa tra passato e presente, per arrivare al festival di Camaiore che presenterà una leggenda del jazz moderno quale il sassofonista Gato Barbieri (che ripercorrerà un capitolo comune con il trombettista Enrico Rava) ed una ricognizione tra new jazz e tradizione italiana.

Il programma estivo del Musicus Concentus da un lato offre il consueto osservatorio privilegiato sulla scena musicale d'oggi, nella proposta di alcuni gruppi in esclusiva europea, come il Chicago Underground Trio ed Isotope 217 (i cui concerti saranno realizzati in collaborazione con il festival Verona Jazz il 25 e 26 giugno) e con il concerto del nuovo quartetto del vibrafonista Joe Locke, in cui milita uno dei più amati batteristi contemporanei, Jeff Tain Watts.
Dall'altro la manifestazione rinnova l'invito ad alcuni protagonisti e beniamini del pubblico, il chitarrista Marc Ribot, il pianista Uri Caine, il leggendario Gato Barbieri, la scatenata orchestra ¡CUBANISMO!, e riserva uno spazio di riguardo alla scena italiana, con la fragorosa marching band Funk Off, con il concerto per archi con il trombettista Paolo Fresu ed il sassofonista Maurizio Giammarco, e con l'omaggio al repertorio di Piero Ciampi per Nada, Rita Marcotulli e Javier Girotto.

Prato Estate 2001 è in programma il 24, 25 e 27 luglio presso l'Anfiteatro Museo Pecci, con un doppio e particolare approccio alla tradizione musicale di Cuba.
Jazz e non solo 2001 è previsto per dal 18 luglio al 4 agosto con i già citati Funk Off (una scatenata brass band per dispensare ritmo ad energia) il leggendario Gato Barbieri - uno dei più ispirati sassofonisti del jazz moderno - e Enrico Rava, l'ambasciatore del jazz italiano nel mondo.(Italian Network)


VIVONO LE DUE TORRI CON VIVABOLOGNA

L'estate arriva sotto le due torri all'insegna di VivaBologna, il ricco programma di eventi e spettacoli promosso dal Comune di Bologna che accompagnerà le serate di cittadini e turisti da metà Giugno a Settembre.
Il cartellone di VivaBologna non solo ripropone alcuni protagonisti ed eventi che hanno animato l'estate di Bologna 2000, ma soprattutto ne mantiene il principio ispiratore: ogni appuntamento si propone infatti di far vivere ed animare le piazze, le strade, e i giardini della città coinvolgendo residenti e turisti di ogni età.

Il parco della Montagnola alza il proprio sipario il 27 Giugno con Sweet Soul Music, tribute to Otis Redding che il 2 Luglio chiuderà con un grande evento nella Basilica di San Domenico di cui sarà protagonista Santita Jackson, per ricordare il XXI Anniversario della strage di Ustica.
Dal 13 Luglio a metà settembre il divertimento è assicurato con Il risveglio di Re Tamarro, il musical di Francesco Freyrie e Daniele Sala. Dal 3 Luglio, per due settimane, I Giardini Margherita diventeranno La città dei bambini, un paese delle meraviglie per giocare ed imparare, con il mercatino dei bambini, il teatrino dei più piccini e tante altre sorprese.
Sempre i Giardini ospiteranno dal 2 Luglio la tradizionale rassegna di cinema, letteratura e musica di Ascom Estate. Dall'1 al 5 Settembre il Nouveau Cirque torna a Bologna con Ombra di Luna, una produzione originale realizzata in collaborazione con la Biennale di Venezia e la Scuola di Teatro di Bologna di Alessandra Galante Garrone.

Via Zamboni, dalle due Torri all'omonima Porta, sarà Il Giardino delle Arti con un intenso programma di musica, mostre, spettacoli, incontri e passeggiate. I cortili, i chiostri e gli angoli più suggestivi del Giardino delle Arti saranno decorati da architetture di fiori, arbusti ed alberi in concorso fra loro, il mercato settimanale delle piante e delle attrezzature da giardino, realizzati grazie alla collaborazione dell'Associazione Florovivaisti dell'Emilia-Romagna, della CIA, dell'Unione degli Agricoltori della Provincia di Bologna, e della Codiretti, diventeranno luogo di incontro per appassionati dal pollice verde e principianti.
Piazza Verdi sarà il palcoscenico della seconda edizione del "Festival Per Te", diretto da Giovanni Lindo Ferretti. La musica popolare e le grandi voci femminili saranno le protagoniste per continuare a scoprire le musiche del mondo, insieme alle ninne nanne cantate dagli straordinari interpreti del festival, che congederanno gli spettatori per una serena notte d'estate.

La programmazione in Piazza Verdi prosegue poi con una rassegna di musica etnica curata da Roberto Ravaioli per l'Associazione Musicaper, e con le serate letterarie dello Spazio ClanDestino a cura di Davide Rondoni.
Ma tutti i palazzi storici della via (Palazzo Poggi, Palazzo Paleotti e Palazzo Malvezzi) l'Accademia di Belle Arti, Il Teatro Comunale e la Pinacoteca Nazionale offriranno al pubblico incontri, musica e mostre aperte fino a tarda sera.

Nella piazza delle sette Chiese dal 23 al 27 Luglio un'edizione speciale di Umbria Jazz prodotta per il Comune di Bologna anticiperà il concerto del giorno con una Street Parade dell' Olympia Brass Band of New Orleans che attraverserà il centro storico. VivaBologna dedica il concerto di Ferragosto ai più giovani, che potranno trascorrere la serata del 14 in Piazza VIII Agosto in compagnia della musica di Carmen Consoli, Max Gazzè e Paola Turci. (Italian Network)


RIBOT, BARBIERI E ARTO LINDSAY A RAVENNA JAZZ

Tre serate con altrettanti protagonisti assoluti del jazz internazionale: è la XXVIII Edizione di Ravenna Jazz, il festival più longevo d'Italia per continuità, promosso dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna, dall'Associazione Polifonica e da Europe Jazz Network e si svolgerà dal 25 al 27 luglio nella suggestiva cornice della Rocca Brancaleone, antica fortezza veneziana, teatro all¹aperto dall'eccellente acustica.
Protagonista assoluto della prima serata, una stella della storia del jazz, il sassofonista argentino Gato Barbieri, con la sua Complete Reunion. Una formazione che vede schierati al suo fianco artisti già suoi partner in diverse passate occasioni: oltre al poeta della tromba Enrico Rava (il jazzista italiano più famoso nel mondo), il batterista italo-francese Aldo Romano ed il pianista Stefano Bollani, accompagnati al contrabbasso da Rosario Bonaccorso. Negli anni Settanta, l'urlo furioso del sax tenore di Gato Barbieri ha sedotto un¹intera generazione, che per vie diverse si stava avvicinando al jazz: il segreto del suo successo risiede soprattutto in una musica trascinante che fonde l'irruenza strumentale mutuata dalla lezione coltraniana e dagli umori più infiammati del free jazz con un naturale senso melodico e accattivanti ritmi latini. Il sassofonista argentino è stato in questo senso uno dei precursori di quella che oggi viene comunemente chiamata world music.

La seconda serata (26 luglio), dal sapore etnico-esotico, prevede l'esibizione di due travolgenti gruppi americani: il sestetto dei Klezmatics ed il quintetto Marc Ribot Y Los Cubanos Postizos.
I Klezmatics, giovani musicisti del Lower East Side di New York, hanno studiato l'idioma della tradizionale musica delle feste ebraiche dell¹Est Europa, conosciuta come klezmer, e se ne sono impadroniti, apportandovi sensibilità contemporanee, combinando identità e misticismo ebraico con lo spirito del nostro tempo.

Infine, il 27 luglio è in calendario la Arto Lindsay Band feat. Vinicius Cantuária, preceduta dal duo Charlie Mariano-Rita Marcotulli. Arto Lindsay miscela e fonde nella sua musica ritmi, melodie, espressioni verbali provenienti da numerose culture e diversi generi. Chitarrista, cantante, compositore, produttore, nella sua attuale band, oltre che in alcuni dei suoi dischi, ritroviamo accanto ad Arto il cantautore Vinicius Cantuária, un purista della bossanova, ama anche esplorare terreni ibridi di jazz e folklore brasiliano.

Per ulteriori informazioni: Biglietteria Teatro Alighieri, tel. ++39 0544 32577.(Italian Network)


IL VIOLINO E LA SELCE A FANO

Prende il via il 30 giugno la sesta edizione de Il Violino e la selce, la manifestazione diretta da Franco Battiato che si svolge fra Ancona, Fano e Gradara fino al 22 luglio.
Come è evidente rileggendo la carriera artistica e le influenze che ha subito nel corso degli anni, Franco Battiato ha intrapreso differenti percorsi: cantante pop, compositore, attento studioso delle filosofie orientali, amico egli stesso del filosofo catanese Manlio Sgalambro con cui ha iniziato una proficua collaborazione artistica che ha prodotto ottimi dischi come il recente Ferro Battuto.
Allo stesso modo è evidente come il festival Il Violino e la selce segua le orme del genitore muovendosi dal minimalismo al rock sperimentale, dalle avanguardie del novecento al balletto di ricerca.

Negli ultimi anni la manifestazione (nata a Fano nel 1996) si è ingrandita, arrivando a coinvolgere diverse città della regione Marche, e sviluppando sempre di più un cartellone di appuntamenti ampio e ben articolato.
Dopo i successi delle scorse edizioni, con concerti e prime internazionali di Bjiork, Michael Nyman, Wim Mertens, Ryuichi Sakamoto e Philip Glass, per il 2001 Il Violino e la Selce coinvolgerà le città di Fano, Ancona e Gradara, con prestigiosi appuntamenti quali, fra gli altri, la prima data della tournee di Franco Battiato e il concerto di Nyman che proporrà in anteprima mondiale la colonna sonora del nuovo film di Michael Winterbottom, The Claim.

Inoltre, l'ex leader dei Talking Head - gruppo storico del pop inglese - David Byrne ha scelto Ancona (9 luglio) per l'apertura italiana del suo tour, che segue l'uscita del suo nuovo album Look Into The Eyeball, un attesissimo ritorno per il cantante assente dalle scene da molti anni.
A Fano, presso il Teatro della Fortuna, è di scena l'unica serata italiana di Diamanda Galás, grande interprete vocale che presenterà in versione integrale lo spettacolo Defixiones.
Nella Piazza d'Armi di Gradara c'è Talvin Singh, una corsa attraverso i canali aperti tra Bombay e Londra, tra classici raags e la diaspora rave asiatica.
Infine, senz'altro coinvolgenti la date di Alanis Morrisette e PJ Harvey (entrambe sempre a Fano il 13 e 16 luglio) due star della scena rock internazionale: la prima senz'altro più vendibile sui mercati internazionali grazie alla sua grinta ed al suo modo diretto di porsi; l'erede di Patti Smith, quindi di un rock più elaborato ma immeditao e senza compromessi PJ Harvey che proprio con il suo ultimo disco - Stories from the city, stories from the Sea - si è confrontata vocalemente e liricamente con la grande mela, New York.

Per ulteriori informazioni: Associazione Marche Musica Contemporanea, tel. ++39 0721 820509. (Italian Network)


ANDRIA JAZZ FESTIVAL CON IL MITICO RAY BROWN

Quarta edizione dell'Andria Castel del Monte Jazz Festival dal 4 luglio al 7 luglio, appuntamento con la qualità, la novità, la originalità. L'edizione 2001 è particolarmente importante: Ray Brown il più importante e forse l'ultimo paladino del grande Jazz di questo secolo, affiancato da altri illustri nomi che hanno contribuito a rendere grande la musica del nuovo millennio, Hank Jones, Jeff Hamilton, Melissa Walker.
La terza edizione (2000) del Festival Jazz in Andria si è conclusa con il riconoscibile successo di pubblico, di critica, di artisti, frutto di un lavoro e di un impegno costruito intorno alla creazione di un Evento in grado di soddisfare le aspettative e le esigenze di coloro che vi partecipano.

Nella serata inaugurale di mercoledì 4 luglio sarà il trio americano (di chiare origini italiane) della pianista Joyce Di Camillo, ospite per la prima volta in Italia, ad offrirci in prima assoluta il suo pregevole ed emozionante swing. Segue il 5 luglio l'esibizione di Ray Brown & Friends in questo tour europeo che vede la Città di Andria ospitare la prima data italiana del più grande artista jazz vivente.
Il 6 luglio è dedicato al blues con Lurrie Bell & Vampin Blues Band, dinamico ed eclettico chitarrista figlio d'arte che mescola sapientemente le sonorità che fanno parte del suo lungo vissuto musicale, dai club di Memphis o New Orleans e sino ai ritmi percussivi di Chicago, assolutamente neri, il tutto adagiato sul tappeto blues che permea tutte le sue perfomance.
Il 7 luglio il festival chiuderà con una commistione di suoni tra il Son, il Mambo, il Merengue ed il fraseggio jazzistico di un elegante sestetto cubano dal nome insolito, Chanchullo Sextett, ma autentici interpreti di tutta la potenzialità espressiva della musica cubana.(Italian Network)


LA BATTAGLIA D'INGHILTERRA DEGLI ITALIANI LINEA 77

È uno dei gruppi italiani più conosciuti nell'universo musicale anglosassone ma è ignorato in Italia: i Linea 77 continuano la loro seguitissima tournée in Gran Bretagna con i concerti del 1° giugno a Rugeley (Red Rose Theatre), il 2 giugno a Nottingham (Rock City) e il 3 giugno a Londra (Underworld).
Per i Linea 77 si tratta di un rietro in grande stile dopo i live dei mesi scorsi come spalla degli One Minute Silence e Earthtone 9. Inoltre, in agosto parteciperanno ad alcuni dei festival rock più importanti dell'Inghilterra come a Reading (il 25) e Leeds (il 26), sul palco del Warped tour con Fun Lovin' Criminals, Weezer, Soulwax, Pennywise e altri ancora.

L'ultimo album della band nata a Torino si intitola Ketchup Suicide ed ha avuto un notevole successo di critica e vendita in Gran Bretagna e Stati Uniti. Purtroppo in Italia la loro produzione passa sotto silenzio, forse a causa dello stile decisamente punk - rap che, a parte versioni decisamente edulcorate (vedi Verdena e Prozac +), trova poco spazio sui media italiani.
Nell'ambiente musicale anglosassone, al contrario, c'è una notevole apertura nell'accettare band che si esprimono nel linguaggio musicale che si trova sulla direttrice atlantica. Infatti la patria del rap sono gli Stati Uniti ed i ghetti neri delle metropoli americane. Il punk è la febbre che, alla fine degli anni Settanta, sconvolse l'allora angusto dibattito musicale in terra di Albione.
Da allora il rap e il punk sono diventati tra i generi più suonati ed imitati in giro per il mondo ma, mentre chi lo ha inventato accetta chi proveniendo da tutt'altre radici musicale si inoltra in questo terreno, in Italia si guarda con sospetto a chi non si omologa all'italica melodia e alla rima cuore/amore.

I Linea 77 sono attivi dal 1993. L'inizio è contraddistinto da un'intensa attività dal vivo che fa conoscere il gruppo nel tessuto underground. Nel 1995 danno alle stampe il primo demo totalmente autoprodotto Ogni Cosa Al Suo Posto che vendette 500 copie. Cambiato il chitarrista vengono ingaggiati da un'etichetta indipendete e pubblicano Kung Fu, una raccolta di tracce eregistrate in studio.
Nel giro di un paio di anni la band guadagna altro credito presso la stampa ed il pubblico fino alla definitiva consacrazione dell'album Too Much Happiness... Makes Kids Paranoid, che li fa conoscere in Gran Bretagna, Canada (dove tengono 70 concerti e vengono 1.500 copie del disco) e Stati Uniti.
Tale succeso induce la Earache Records a dare una dimensione globale al lavoro in studio dei Linea 77 ristampando e rimasterizzando Too much Happiness.... Parte la prima tournée arrivando fino ad MTV.
La loro ultima produzione è Ketchup Suicide, comprendente 11 nuovi brani prodotti da Dave Chang (una personalità nell'ambito musicale inglese).
Finiti fra le pagine di riviste cult del mondo musicale come Kerrang! o Melody Maker i Linea 77 nojn disdegnano di cantare in italiano, sottolineando le indubbie doti artistiche riescendo a coniugare hardcore e lingua italiana. (Italian Network)


UN TRENO BLUES NELL'OGLIASTRA

Un Trenino Blues porterà l'offerta musicale del Festival Internazionale Rocce Rosse & Blues tra le montagne, i boschi e i monumenti naturalistici dell'Ogliastra, trasformando la rassegna estiva in un percorso attraverso la musica, la natura, le tradizioni e le potenzialità turistiche di questa subregione della Sardegna.
Mettere in stretto rapporto la rassegna musicale con i luoghi di svolgimento e con le potenzialità culturali e turistiche dell'Ogliastra (splendida area del nuorese stretta tra la montagna e il mare) appare infatti, tra gli obiettivi di Rocce Rosse & Blues, quello strategicamente più importante.

Il Trenino Blues lancerà il suo fischio di partenza il 13 luglio, sotto le ciclopiche mura del nuraghe Arrubiu di Orroli, dove la musica assumerà i colori e i ritmi della World Music per una tre giorni (13-15 luglio) che vedrà all'opera Youssou N'Dour, profeta del mbalax, miscela di ritmi africani, caraibici e pop; Africa X, ensemble africano la cui musica si basa su ritmi e sonorità del Mòob, derivato della musica tradizionale della Costa d'Avorio; Andrea Parodi che, con l'acustico Abacada, ha già mostrato il suo interesse per la musica mediterranea.
Nel suo ideale viaggio sulle strette rotaie del Trenino Verde, la musica inonderà quindi i centri storici dei paesi ogliastrini per sposarsi con il vino rosso Cannonau di Jerzu, i prodotti di una straordinaria cucina regionale e i lavori dei maestri artigiani.

Dal 19 al 21 a Seui, sotto il significativo titolo di Jazz & Wine, Paolo Fresu, Rachell Ferrell, Pure Funk Live, Hothouse Flowers daranno prova della vitalità del blues, del funky, del jazz rock e dell'etno rock. Nelle strade e nelle piazze dell'antico centro, ancora musica con solisti e piccole formazioni sarde, corse e irlandesi.
Negli stessi giorni nella foresta demaniale di Montarbu, ospiti della forestale, Sardi, Corsi e Irlandesi discuteranno di salvaguardia dell'ambiente e sviluppo compatibile. Temi del convegno saranno:
  • Il Trenino Verde: salvaguardia e potenziamento di un mezzo di trasporto diventato elemento inscindibile dall'ambiente che attraversa;
  • L'albergo diffuso: un'alternativa alla cementificazione delle coste e un'opportunità per salvare i centri storici ogliastrini in via di spopolamento.

    Dai boschi e dai Tacchi che caratterizzano i contrafforti del Gennargentu, il Trenino Blues riprenderà la sua corsa per scendere verso il mare, ad Arbatax: nel piazzale degli Scogli Rossi, decima edizione del Festival Internazionale Rocce Rosse & Blues. Nella sede storica del festival, Marcia Ball, Irma Thomas, Giorgia, John Hammond & The Wicked Green, Keb' Mo' e Gatemouth Brown per una due giorni (28 e 29) all'insegna del soul, blues e della vocalità.
    Conclusione, dal 3 al 5 agosto ancora all'ombra dei rossi faraglioni di porfido di Arbatax, con il Festival rock e i ritmi caraibici della Charanga Habanera e di Migdalia Hechavarrìa.
    Festa Finale, nella spiaggia di Cea, aspettando che le note dei Dj incontrino i primi raggi del sole accompagnate dai pirotecnici fuochi che, nell'attesa, illumineranno la notte. (Italian Network)


    LO SWING NAPOLETANO DI RENATO CAROSONE

    Renato Carosone è stato tra i protagonisti del boom economico italiano, accompagnandolo al ritmo del suo pianoforte con uno stile che univa, per la prima volta, la tradizione napoletana allo swing proveniente dal Nord America. È nato a Napoli, il 3 gennaio 1920.

    Inizia prestissimo a studiare musica e ad esercitarsi al pianoforte, sotto la guida di maestri rigorosi quali Vincenzo Romaniello, Celeste Capuana, Alberto Curci. La sua passione per il pianoforte andrà, negli anni, al di là dalle esigenze professionali, dilettandosi ad eseguire Schubert e Chopin a casa, solo per il gusto della musica.
    Nel 1937, terminati gli studi di musica classica, viene scritturato come pianista e direttore d'orchestra da una compagnia di arte varia, con cui si imbarca per l'Africa orientale. Lì lavora per nove anni, suonando in varie formazioni e dirigendo orchestre, sia italiane che anglo - americane, riscuotendo un clamoroso successo personale.
    Alla fine della guerra torna a Napoli (1946), ma vi resta solo per poco tempo. Contrariando le aspettative del padre Antonio, impresario al Teatro Mercadante, preferisce seguire l'istinto e partire alla volta di Roma. I risultati gli danno presto ragione: grazie a una intensa attività orchestrale, ottiene in breve tempo una buona notorietà nell'ambiente musicale romano.

    Nel 1949 fonda il Trio Carosone, insieme a due personaggi destinati a diventare autentici beniamini del pubblico: Peter Van Wood e Gegè di Giacomo.
    La prima performance di prova avviene presso l'Hotel Miramare di Napoli. Si narra che Gegè si sia presentato all'appuntamento sprovvisto di strumento musicale; e che, dinanzi alle perplessità di Renato e Peter, abbia rapidamente improvvisato una batteria composta di una sedia, un vassoio, tre bicchieri di diversa grandezza, due pezzi di legno e un fischietto.
    Il sodalizio con l'olandese Van Wood si interrompe, Carosone e Gegè ricostituiscono il gruppo, che di successo in successo si assesta, infine, su una formazione di sei elementi. I grandi successi esplodono negli anni '50, in particolare durante le trionfali stagioni della Bussola di Viareggio, inaugurata proprio dal gruppo di Carosone nel 1955. Nel frattempo, compaiono sul mercato i primi Long Playing, destinati a consacrare il successo internazionale di Carosone e del suo gruppo.

    Il primo grande hit commerciale è Maruzzella, con musica di Carosone e testo di Enzo Bonagura. Le successive incisioni, soprattutto quelle composte assieme al paroliere Nicola Nisa Salerno (da O Sarracino a Torero a Caravan Petrol a Tu vuo fa' ll'americano), conquistano rapidamente le classifiche di vendita europee e nordamericane.
    La fortuna discografica di queste canzoni è stata tale da rendere impossibile una catalogazione completa di tutte le incisioni. Della sola canzone "Torero", rimasta per due settimane al primo posto della Hit parade USA, si conoscono attualmente più di trenta incisioni americane e ben 12 traduzioni in altrettante lingue!
    Dopo una lunghissima serie di concerti in tutte le principali città d'Europa, il gruppo di Renato Carosone sbarca a Cuba per inaugurare un tour americano denso di soddisfazioni. Dopo Caracas, Rio de Janeiro e Sao Paulo del Brasile, approdano alla mitica Carnegie Hall di New York (5 gennaio 1957), ottenendo un autentico trionfo.

    Nel 1960, al culmine del successo, Carosone trova il coraggio e la forza di ritirarsi dalle scene. La sosta di riflessione gli consente di perfezionare lo studio della musica classica e di dedicarsi ad altre forme di espressività artistica, in particolare alla pittura.
    Nel 1968, su consiglio del figlio Pino, si iscrive a un corso di pittura presso l'Accademia Brera di Milano, dando inizio alla seconda importante esperienza artistica della sua vita.
    Il silenzio musicale di Carosone si interrompe il 9 agosto 1975, con una clamorosa reentrée alla Bussola di Viareggio. Lo spettacolo dal vivo, ripreso dalla televisione, ottiene un formidabile successo di pubblico e di critica.
    Tuttavia, le apparizioni pubbliche restano sporadiche, resistendo a ogni forma di sfruttamento del suo repertorio. Nei successivi sette anni, si concede soltanto poche (e oculatissime) apparizioni pubbliche.
    È il 1982 quando Carosone ritorna in sala d'incisione quando dà alle stampe Renato Carosone 82. La storia degli ultimi anni è fatta di apparizione applauditissime dal pubblico e dai colleghi del mondo della musica e dello spettacolo, come nel 1995 al Teatro Mercadante di Napoli per festeggiare il suo settantacinquesimo compleanno. Con lui sul palco c'erano Renzo Arbore con l'Orchestra Italiana, Gianni Morandi, Lionel Hampton, Baraonna.(Italian Network)


    FRANCO BATTIATO PORTA IL SUO FERRO BATTUTO IN ITALIA E ARGENTINA

    Insieme all'Orchestra di Padova e del Veneto, Franco Battiato concluderà il suo tour estivo in Argentina, dove entrerà in contatto con la numerosa comunità italiana e con i suoi giovani. Le date previste sono il 16 agosto a Buenos Aires, il 19 agosto a Cordoba ed il 22 agosto a Mendoza.
    Si tratta del capitolo finale di un viaggio estivo, che parte il 30 giugno da Fano, la città dove si tiene il festival Il Violino e la Selce, che Battiato ha diretto per anni e che arricchirà con la sua presenza.
    Si prosegue il 2 luglio a Firenze, Scuderie Reali di Porta Romana; 3 luglio a Roma, Ippodromo delle Capannelle; 8 luglio a Carpi (MO), Piazza Martiri, l'11 luglio a Zoagli (GE); il 14 luglio a Brescia, Piazza Duomo; il 18 luglio a Palermo, Teatro di Verdura; il 28 luglio a Carrara, Piazza Matteotti; il 5 agosto a Anzio (Roma), Teatro di Villa Adele e l'8 agosto a Pantelleria (TP), Aeroporto.

    L'ultimo cd di Franco Battiato è uscito da circa un mese e, con una certa assonanza con il nome del cantante si intitola, Ferro Battuto. Confermato il binomio con il filosofo siciliano Manlio Sgalambro, sempre più a suo agio nella dimensione della canzone d'autore. Tanto che, come riferisce lo stesso Battiato, la linea musicale e lirica del disco l'ha dettata lui stesso. Si tratta di un disco decisamente pop, inteso nella direzione di comunicazione.
    Ed il disco comunica molto a partire dalla copertina ispirata chiaramente all'iconografia ed ai font di natura sovietica, passando per i linguaggi, ben quattro: inglese, tedesco, siciliano e, ovviamente, italiano. Jim Kerr - leader storico dei Simple Minds, una delle band più importanti della new wave punk inglese (tanto per citare Battiato) - canta in Running against the grain (primo estratto dall'album) e si segnala, soprattutto la cover di Hey Joe di Jimi Hendrix, uno dei brani più belli del repertorio dello scomparso chitarrista di Seattle.

    L'ultima produzione musicale di Battiato si evidenzia per una certa discontinuità artistica, dovuta all'enorme poliedricità di un personaggio che passa dalla filosofia iraniana ai concerti di massa, dal Maggio Musicale Fiorentino al salotto di Cucuzza su Rai Due. Infatti, alle sonorità dissonanti di Gommalacca (lavoro del 1998) è seguito un album di cover come Fleurs, poi un'opera commissionata per l'edizione 2000 del Maggio Musicale Fiorentino, accompagnamento di un balletto del Maestro Bomabana presentato in anteprima a Firenze e, infine, questo Ferro Battuto, pieno di contaminazioni e di un ricco uso dell'elettronica.(Italian Network)


    L'UNIVERSITA' ITALIANA DECRETA IL VIDEOCLIP COME OPERA D'ARTE

    Il 31 maggio verrà decretato dal Dams dell'Università Cattolica di Brescia il riconoscimento ufficiale dello status di opera d'arte per il videoclip musicale. L'atto sarà sottoscritto dal professore Ruggero Eugeni, del coordinamento didattico del Dams di Brescia, il quale ha promosso e istituito dall'anno accademico 2000/2001 l'insegnamento della Cultura del Videoclip all'interno del piano didattico ufficiale della Facoltà.
    Si tratta di un Laboratorio tecnico-teorico obbligatorio per gli studenti del secondo anno della facoltà che abbiano già affrontato prove di studio propedeutiche. È strutturato come un corso di cultura e tecnica del videoclip.
    Il piano di insegnamento prevede una prima parte di natura storica e teorica in cui viene esaminato il rapporto tra musica e immagini, partendo dal cinema delle origini, passando per musical e rock-opera e giungendo quindi a una cronologia di tutte le forme di videoclip dagli anni trenta a oggi.
    La seconda parte è eminentemente tecnica: gli studenti del laboratorio infatti realizzeranno in prima persona un videoclip, ideandone il soggetto, eseguendone le riprese e la regia, infine curandone il montaggio, il tutto con le attrezzature professionali di cui già dispone l'Università bresciana.

    Nelle aule dello Spazio Dams tiene, così, l'atto conclusivo del Laboratorio di Videoclip la cui docenza è stata affidata a Domenico Liggeri, critico, autore e regista: alla lezione conclusiva del corso parteciperanno i Timoria, con il quale gli studenti hanno realizzato un videoclip didattico, quale esercitazione di fine corso.
    Nell'ambito della manifestazione saranno resi noti gli esiti della Petizione per salvare l'archivio dei videoclip storici di Videomusic, lanciata dalla stessa Facoltà, la quale ha anche istituito una sezione internet apposita per sostenerla, all'indirizzo www.bs.unicatt.it/dams/vm.
    Il Laboratorio di Videoclip dell'Università di Cattolica di Brescia rappresenta un evento culturale, in quanto per la prima volta nell'accademia italiana il video musicale è stato oggetto di insegnamento ufficiale autonomo da materie quali il cinema e la televisione.
    La cerimonia di fine corso avrà un'appendice la sera, a partire dalle ore 21, al locale Fine del Mondo a Gavardo, provincia di Brescia, dove si terrà una Festa del Videoclip alla quale parteciperanno musicisti e registi che interverranno per esprimere il proprio punto di vista sul video musicale e proporranno alcune opere in anteprima. Tra gli artisti presenti, Nada, Manuel Agnelli degli Afterhours, Tiromancino con Riccardo Sinigallia, Frankie Hi Nrg, gli Estra, Flaminio Maphia. (Italian Network)


    WILLIAMS, BERG E POST VIRTUAL PHAZE AL BIG MAMA DI ROMA

    Il concerto di maggior richiamo della settimana jazz del Big Mama di Roma è senz'altro in programma il 23 maggio Victoria Williams, una delle più importanti e rappresentative songwriter americane del1'ultima generazione. Tra gli appuntamenti in cartellone vanno ricordati la Roberto Ciotti Band, Bob Berg Quartett e Post Virtual Phaze.
    Victoria ha segnato la scena musicale degli anni '90 con la sua voce molto personale e le sue liriche profonde, spesso emozionanti. L'ultimo nuovo album Water to drink si presenta come un prodotto perfettamente allineato ad una produzione creativa ed originale, tornando alla consueta linea melodica con un'alternanza di brani folk rock dalle tenui sfumature country e composizioni dai toni jazzati ed atmosferici.

    Il 18 maggio nuovo appuntamento con il bluesman più famoso d'Italia, Roberto Ciotti. Il chitarrista romano è da oltre venti anni sulla breccia, nel corso dei quali ha inciso a proprio nome molti album o in veste di side man ospite di artisti come De Gregori, Bennato. È autore di fortunate colonne sonore come Marrakesh express e Turnè di Gabriele Salvatores.
    Segue l'appuntamento con Bob Berg Quartett. Leader indiscusso dell'ensemble, Bob Berg muove i primi passi alla High School of the Performing Arts di Manhattan prima di passare alla Juilliard. Tra il '69 ed il '73 si fa le ossa nella band del grande organista Jack McDuff, suonando la sera e guidando il camion durante il giorno. È stato il sassofonista prescelto per sostituire Bill Evans nella band di Miles Davis, il divino. Così Berg ebbe modo di sviluppare in senso verticale le sue capacità tecniche ed espressive. Uscito dalla band di Davis nell'87, Berg inizia una intensa attività come solista, incidendo quattro Lp per l'etichetta giapponese Denon. Uno di questi, Backroads ('92), raggiunge la nomination per il Grammy Award.
    Il 22 maggio, infine, in scena Post Virtual Phaze. Il progetto nasce con il nome Virtual Dream in Inghilterra, dove Fabio Cerrone (chitarra) inizia nel circuito dei clubs londinesi a collaudare quello che sarebbe diventato il repertorio della band. Tornato in Italia deciso a trovare l'assetto definitivo del gruppo, Fabio inizia a collaborare con il batterista Francesco Fracassi e più tardi con il bassista Andrea Galluzzi che completa l'organico.
    Dopo un primo periodo di sperimentazione a livello strumentale - lungo la via tracciata dai grandi maestri dell'improvvisazione quali John Coltrane e Miles Davis - attraverso l'apertura verso tutti gli idiomi musicali, i Virtual Dream raggiungono un sound che, pur avvicinandosi a quello degli esponenti più significativi della fusion anni '70, '80 e '90 (Weather Report, John McLaughlin, Allan Holdsworth, Uzeb e Tribal Tech) presenta delle caratteristiche di grande originalità.

    Per ulteriori informazioni: Big Mama, tel ++39 06 5812551.(Italian Network)


    LE CANZONI DI DOMENICO MODUGNO RIVIVONO NELLA VOCE DI MINA

    Mina, forse la più importante e grande cantante italiana della seconda metà del secolo XX, ha reso un sentito omaggio a Domenico Modugno con l'album intitolato Sconcerto, in cui rinunciando alla melodrammaticità tipica del cantautore intraprende percorsi vocali che aprono nuove prospettive sull'opera.
    La scaletta del disco comprende: Tu si' 'na cosa grande, Pasqualino Marajà, Resta cu'mme, Amara terra mia, Notte di luna calante, La donna riccia, Dio, come ti amo!, Strada 'nfosa, Come hai fatto, La lontananza, Nel blu dipinto di blu (Volare).
    Sconcerto è interamente registrato dal vivo in studio - secondo le modalità rivelate dal documentario Internet di qualche settimana fa - con un quartetto jazz (Alfredo Golino, batteria; Massimo Moriconi, contrabbasso e basso; Danilo Rea, pianoforte e Fender e Sandro Gibellini, chitarre) e la partecipazione di Andrea Braido (chitarre), Daniele Di Gregorio (percussioni) e Franco Ambrosetti (flicorno) e dell'orchestra d'archi diretta da Gianni Ferrio.

    Si tratta di brani classici della carriera dello scomparso musicista pugliese, considerato da alcuni, il padre dei cantautori italiani. Di sicuro Modugno ha rappresentato un capitolo importantissimo della musica italiana, anche a livello internazionale: Nel blu dipinto di blu (Volare) è ancora oggi uno dei dischi italiani più venduti nel mondo.
    Nato a Polignano a Mare (Bari) il 9 gennaio 1928. Imparò fin da piccolo a suonare la chitarra e la fisarmonica ed ereditò una grande passione per la musica, componendo la sua prima canzone a 15 anni. Dopo aver intrapreso i mestieri più umili pur di mantenere la sua passione artistica, i suoi inizi sono all'insegna del cinema. Nel 1951, ancora allievo, prese parte al film Filumena Marturano di Eduardo De Filippo e nel 1952 a Carica eroica di De Robertis dove interpretava la parte di un soldato siciliano che canta la Ninna Nanna ad una bambina. È dovuta a questo episodio la leggenda del Modugno siciliano.
    Nel periodo in cui lavorò a programmi in onda su Radio Rai, compose molte canzoni in dialetto pugliese (di San Pietro Vernotico) e in siciliano ispirandosi al folclore pugliese e siciliano. Minatori, pescatori, storie d'amore di pesci spada innamorati, fedeli fino alla morte nel massacro della tonnara, di cavalli diventati ciechi e spinti a morire nel gran sole rovente dopo il buio delle miniere. Questi erano i personaggi delle sue prime canzoni che destarono e destano tuttora, interesse presso la critica.(Italian Network)


    PREMIO CITTÀ DI RECANATI: 21 - 22 - 23 GIUGNO 2001 ALLA SCOPERTA DI NUOVE VOCI

    Il 21, 22 e 23 giugno torna il Premio Città di Recanati, una delle più interessanti e vivaci rassegne musicali italiane, la più prestigiosa per quanto riguarda le nuove tendenze della canzone popolare e d'autore. Giunto alla dodicesima edizione, il premio è organizzato da Musicultura, in collaborazione con Radio Rai Uno e Stream e con il patrocinio del Comune di Recanati, della Provincia di Macerata, della Regione Marche, del Ministero Beni e Attività Culturali e dell'Imaie.
    Definiti i 16 finalisti, da cui usciranno gli 8 che verranno presentati nelle tre serate finali, dopo una lunga selezione passata anche attraverso una fase di audizioni dal vivo: Oz, Amalia Grè, Ermanno Castriota, Susanna Parigi, Moreno Pirovano, Paola Angeli, Riky Maffoni, Vincenza Casati, Canio Loguercio, Silvia Dainese, Leo Novecento, Leo Nora, Pacifico, Nora D'Arte, Marco Anzovino e Alessia D'Andrea.

    I 16 brani sono sottoposti a quattro contemporanei percorsi d'ascolto e selezione: su Rai Radio Uno con una una gara a coppie ad eliminazione diretta tra i finalisti, con voto dei radioascoltatori; su Stream si svolgono le eliminatorie televisive. Su internet da maggio si possono ascoltare e votare le canzoni finaliste sui siti www.musicultura.it, www.stream.it, www.radio1.rai.it.
    Le canzoni finaliste sono vagliate, inoltre, da un prestigioso Comitato Artistico di Garanzia composto da Franco Battiato, Samuele Bersani, Umberto Bindi, Carmen Consoli, Vincenzo Cerami, Pino Daniele, Max Gazzè, Valerio Magrelli, Gino Paoli, Nicola Piovani, Fernanda Pivano, Vasco Rossi, Daniele Silvestri ha già iniziato il vaglio dei 16 brani finalisti.
    Ciascuno dei quattro percorsi determinerà due nomination per un totale di otto proposte che verranno presentate nelle tre serate finali (21-22-23 giugno) e si contenderanno il primo premio consistente in una borsa di studio di £ 50.000.000 e in una targa della critica.

    Dall'elenco dei partecipanti spicca la forte presenza di autrici (nove su sedici) e l'eterogeneità anagrafica dei finalisti. La ricerca, il colore e lo stile sono forse le caratteristiche comuni ai sedici finalisti.
    È in corso di realizzazione il CD con i 16 brani, curato da Musicultura con la collaborazione di Amiata Records, etichetta che si è distinta in questi anni per la qualità e il rigore del proprio catalogo.

    In dodici anni di attività il Premio Città Recanati ha visto consolidarsi la propria formula, che pone al centro la creatività musicale e l'approccio poetico ai versi. Proprio l'ospitalità offerta dalla città natale di uno dei più grandi poeti della storia della letteratura italiana, Giacomo Leopardi, favorisce l'avicinamento del mondo alto dei versi lirici appartenenti alla grande tradizione italica, all'universo basso e popolare rappresentato dalla musica cosidetta leggera.
    La maggioranza dei vincitori del Premio Recanati (fra cui ricordiamo gli Avion Travel e gli Almanegretta) ha ottenuto un contratto discografico.(Italian Network)


    I LOU DALFIN NEL CUORE DELL'OCCITANIA

    Quinto album e tour italiano ed europeo per i Lou Dalfin da dieci anni rappresentanti dell'aspetto popolare e rurale della cultura occitana che con La flor de lo dalfin, raccolgono alcune canzoni nuove, altre già pubblicate dal gruppo risuonate per l'occasione ed altre ancora eseguite dalla band solo durante i numerosi ed irresistibili concerti.
    I tradizionali si uniscono ai brani originali scritti da Sergio Berardo, evidenziando il legame con la memoria popolare tanto caro alla band occitana. La particolarità di tutto questo è che le registrazioni sono live in studio. Niente sovraincisioni, niente trucchi, tutti insieme a suonare in una stanza così da mantenere vivo lo spirito del palco nonché la freschezza e l'impatto del concerto. Chi conosce il gruppo in dimensione live, ritroverà in questo CD tutta la grinta di una loro esibizione, fatta di balli ed energia.

    La band suoneranno alcune date in giro per l'Europa occitana. In particolare saranno a Narbonne (Francia) il 26 maggio all'Eurocongresso occitano - catalano, il 4 giugno a Nimes (Francia) a Feria, l'annuale manifestazione taurina. La tradizione della tauromachia in Occitania è molto antica ed ha una particolarità non da poco: non c'è la messa a morte del toro. Per l'occasione la star è il toro, non il torero. Ci saranno le corride, quelle camarghesi, in cui il torero dovrà togliere a mani nude una coccarda posta sulla fronte dell'animale. Una prova di coraggio e d'incoscienza che appassiona il pubblico.
    Il 21 luglio sono a Beziers (Francia), il 22 a Neule (Francia) al Festival della musica popolare, il 29 nella Val d'Aran (Spagna), la valle occitana della Spagna.
    In Italia i Lou Dalfin saranno a Vicenza il 12 maggio, il 24 ad Augusta (Ct), il 25 a Cosenza, il 1° giugno a Pavone Torinese (To), il 2 a Brugherio (Mi), l'8 a Cavour (To), il 9 a Cuneo, il 15 a Cassano d'Adda (Mi), il 17 ad Asti, il 18 ad Aosta, il 21 a Moncalieri (To), il 23 a Cunamatrona (Ca), il 25 a Milano, il 29 ad Alice Castello (Vc). Nel mese di luglio i saranno il 1° a Vanzaghello (No), il 7 a Murazzano (Cn), il 13 a Caraglio (Cn) il 23 a Torino.

    I Lou Dalfin esaltano lo spirito godereccio, la passione per il divertimento che passa attraverso le danze rurali, che di secolo in secolo si tramandano sino ad arrivare al neonato terzo millennio. Tutto questo grazie anche ad un gruppo di folli artisti che viaggiano (ora come allora) tra valli e pianure per diffondere le tradizioni occitane. Assolutamente peculiare nel loro lavoro è la capacità di rendere moderne delle musiche che risalgono a secoli fa ed allo stesso tempo di scriverne delle nuove che hanno lo stesso sapore di quelle del passato. C'è una grande abilità nel contaminare la tradizione con quello che ha il sapore del rock.
    Ciò conferma quale sia il grado di assimilazione di un genere musicale come quello tradizionale occitano. La comprensione non si limita al solo linguaggio tecnico, ma anche e soprattutto a quello filosofico ed allo stretto legame con la storia di un popolo. Nelle canzoni dei Lou Dalfin si parla della vita di tutti i giorni, dei suoi problemi, di piccoli amori, ma di grandi passioni, con una comunicazione semplice e diretta. I problemi, sebbene esposti in maniera differente, sono gli stessi di sempre.
    La flor de lo dalfin non è un'antologia, non è un disco dal vivo ma è un bilancio di una decennale attività. È una raccolta di balli, danze popolari del miglior repertorio occitano. La ghironda, unita ad una strumentazione rock, è sempre lì a comandare le danze, a segnare il suono di una band unica nel suo genere. I piccoli cambiamenti di formazione rispetto al disco precedente non hanno modificato l'impatto e la potenza musicale del gruppo che mantiene fede alla propria linea musicale. Chiude l'album Se Chanta vale a dire l'inno occitano, per l'occasione, e per la prima volta, orgogliosamente eseguito in studio con una banda.(Italian Network)


    MADE IN BO - A BOLOGNA, DOVE TUTTO FA SPETTACOLO

    Da maggio a fine luglio al Parco Nord di Bologna tutti i giorni concerti, spettacoli, cabaret, discoteca, feste a tema, festival, presentazione di libri, viaggi in internet per l'undicesimo anno di Made in Bo.
    La manifestazione si presenta nel suo nuovo decennio con un nuovo look. Meno industriale, meno acciaio a vista: spazio al verde e ad elementi scenografici vivaci. All'interno del Parco Nord circa 10.000 mq sono a disposizione per un open space più mosso, diviso in zone, aree, spazi deputati ciascuno ad accogliere le molte e diverse manifestazioni che ne compongono il programma.
    Il martedì è dedicato alle band emergenti: per Born in Bo suoneranno i gruppi migliori che si sono esibiti nei festival cittadini come Rock Combact a Villa Serena, Ca' de Mandorli o Cento fiori, ma anche i finalisti di Arezzo Wave. Tra gli altri: Trilly, Slim, Stereokimono, Atroci, Alix, Lilith, Spirogi Circus, Valentines, Fasthidio, N.D. Experience, Le Braghe Corte, Rosa Luna. Il mercoledì è discoteca con musica dal vivo suonata dal noto gruppo bolognese Jo di brutto che in abiti e parrucche d'epoca, fa rivivere la disco music anni '70 riaccendendo la febbre del sabato sera. Il giovedì è il giorno riservato ai concerti: Sud Sound System, Timoria, Eugenio Bennato, Quintorigo, Daniele Silvestri, Subsonica, Bluvertigo, Rettore e altri ancora.
    Il venerdì esibizioni dei migliori djs, mentre il sabato è di scena il cabaret

    All'interno della rassegna sono in programma dei festival nel festival. Il 17 Maggio il tema è il rock demenziale con gli Skiantos, il gruppo inventore del rock demenziale che propone la sua performance in compagnia dei New Hyronja e dei Nords.
    Il 16 giugno è Etno Festival con ospiti Ziganamama, New Folk Band & Patrizio Trampetti, Carlo d'Angiò, Pseudofonia, Phaleg, Combo Farango. Il 19 giugno Crash Nite Festival - Festival Punk con i Linea 77 gruppo punk - rap che ha ottenuto grandre successo in Gran Bretagna con l'ultimo album Ketchup Suicide ma che in Italia è sconosciuto.
    Nel giorno del solstizio d'estate (21 giugno) si festeggia in tutta Europa la Festa della Musica; al Made in Bo si celebra con la terza edizione del Ragga Festival, diventato ormai appuntamento clou della programmazione estiva cittadina. Gli ospiti 2001 sono: Jaka, noto come il cantautore siciliano del raggae fiorentino, il Generale, Chop-Chop Band (gruppo pugliese capace di unire i ritmi in levare del roots reggae e dello ska con un gusto melodico tutto italiano), Kebana. Si chiude il 24 con una serata all'insegna del metal: Plan Metal 9 Night.

    Per ulteriori informazioni: tel. ++39 051/533880. (Italian Network)


    CINQUE GRANDI DELLA MUSICA ITALIANA IN ANTOLOGIA NELLE SCUOLE

    Centomila antologie all'anno saranno distribuite nelle scuole di tutta Italia, contenenti i testi della canzoni di cinque grandi musicisti e autori italiani: Franco Battiato, Francesco Guccini, Angelo Branduardi, Eugenio Finardi e Vittorio Nocenti, tastierista del Banco del Mutuo Soccorso.
    È l'iniziativa Il suono della parola e la lingua del bel canto e fa parte del Progetto Musica Italiana Dante Alighieri, presentato proprio dalla Società Dante Alighieri con l'obiettivo di migliorare la conoscenza della lingua italiana e della musica nazionale in Italia e all'estero, con particolare riguardo ai giovani.
    Responsabili della Società Dante Alighieri non hanno escluso un futuro coinvolgimento degli italiani all'estero nel progetto.
    Inoltre, l'iniziativa è accompagnata da una lettera aperta sottoscritta dagli stessi musicisti da sottoporre ai media e da stampare per accompagnare le antologie.

    Non bisogna dimenticare che l'italiano è la lingua madre dell'opera, nata in Italia - esattamente a Firenze - cinquecento anni fa e che tutti i più grandi compositori si sono confrontati con la nostra lingua; i movimenti musicali, che determinano la velocità e le sezioni di un'esecuzione da camera o sinfonica, sono espressi in italiano. Tutti i cantanti d'opera conoscono perfettamente l'italiano, essendo uno dei ferri del mestiere.
    Oggi, con questa iniziativa, si riconosce che anche la musica pop e d'autore italiana ha una sua dignità e può svolgere un'importante funzione di diffusione della lingua fra le generazioni più giovani. Spesso, in riferimento ad autori come De Gregori (che, per il omomento, non partecipa al progetto), Guccini, Battiato, Conte e altri ancora, la critica ne ha definito i testi come delle vere e proprie poesie musicate.
    I giovani italiani potranno, quindi, confrontarsi con i poeti del nostro tempo. Guccini è senz'altro tra i padri della musica italiana del secondo dopo guerra, con il suo impegno civile; Finardi ha, in certo senso, portato la musica e lo stile di vita rock; Branduardi è il menestrello d'Europa, conosciutissimo per la chioma e per le sue storie fantastiche; Battiato stupisce tutti con la sua attitudine alle culture orientali, la musica sinfonica e per aver dato vita ad un insolito duo compositivo con il filosofo catanese Manlio Sgalambro.
    Come ha sottolineato il Segretario generale della Società Dante Alighieri, Alessandro Masi, sostenere la lingua italiana vuol dire in primo luogo sostenere la cultura italiana.(Italian Network)


    STEVE WYNN E GLI ANNI SESSANTA ITALIANI PROTAGONISTI AL BIG MAMA DI ROMA

    Il concerto - evento della programmazione del locale romano Big Mama si tiene il 9 maggio con la presenza eccezionale di Steve Wynn e della sua band, uno dei poeti rock contemporanei più sensibili. L'occasione del suo ritorno al Big Mama è la presentazione del nuovo CD in studio Here comes the miracles, disco che in pochissimo tempo è stato già indicato come il suo capolavoro.
    Wynn è uno dei personaggi piu' interessanti della scena Usa degli ultimi venti anni. &Egarve; stato il fondatore e leader dei Dream Syndicate, un gruppo fondamentale del movimento Paisley Underground, corrente musicale che univa lo spirito musicale degli anni '60 a temi attuali, e con cui ha pubblicato cinque importanti album.
    Nel 1988 i Syndicate si sciolgono. Wynn continua il suo viaggio da solo approdando al suo debutto come solista con Kerosene man (Rhino 1990), un disco dalle atmosfere e dai suoni aspri, taglienti ed introversi, ma capace anche di assumere tratti morbidi e struggenti. Il disco, in equilibrio fra i nuovi stimoli e lo stile Syndicate, segna il ritorno alla ribalta dell'artista californiano.
    Seguono Dazzling Display e Fluorescent (1994), il disco più intimista dell'artista statunitense, dove certa psichedelia cede il passo a una stuttura musicale più morbida e profonda che a tratti ricorda Joni Mitchell. IL 1999 è segnato dal lavoro My Midnight, un cd che si discosta dai precedenti, conferendo al suo stile quelle caratteristiche di versatilità artistica che i lavori precedenti mantenevano celati. Un maggiore uso dell'organo e dei fiati rendono le undici tracce di cui è composto l'album fresco, gradevole, estremamente musicale. Un disco da songwriter di razza, pronto a sorprendere quanti tentano di imbrigliarlo in questo o quel riferimento artistico.

    Comunque, la settimana del Big Mama si apre il 4 maggio Terry Lee Hale chitarrista che, pur accompagnandosi da solo, grazie anche alla padronanza dello strumento, riesce a staccarsi dallo stereotipo del folk singer e ad inserire nella sua musica tutte le influenze che ci si può attendere da un musicista che nella sua carriera ha suonato i generi piu disparati.
    Il 5 maggio è l'occasione di un nuovo appuntamento dell'Orchestra di Gino Marulla, infaticabile sostenitore del Godfather of Soul James Brown. Il suo è uno spettacolo nello spettacolo. Oltre all'esibizione, affidata alla carica propulsiva della sua band di undici elementi completa di fiati, Gino si immedesima completamente nelle movenze e nei rituali di Zio James.
    Il 10 è la volta dei Riding Sixties. La loro ricerca non conosce confini. Dopo aver scandagliato i meandri del beat britannico, la band romana si presenta ora con uno spettacolo dedicato a ciò che fu nelle forze delle formazioni italiane di quel periodo, gli anni sessanta. E c¹è da dire che di materiale ne è stato prodotto. I nomi delle formazioni sono noti a più di una generazione: si chiamano Equipe 84, Rockes, Corvi, Nomadi.

    Altro appuntamento di assoluto prestigio è previsto il 15 e 16 maggio con Mike Peters Alarm 2001 Days.In occasione della ripubblicazione di tutta la produzione degli Alarm, la celebre band gallese che ebbe il maggior periodo di fama negli anni ottanta, Mike Peters, lo storico leader della band, ha intrapreso un tour celebrativo della loro musica. I cd, tutti rimasterizzati, contengono molte tracce, presenti come b-side all'epoca, e mai raccolti su cd prima d'ora. A questo si aggiungono rarità e versioni inedite di famosi brani della band.

    Per ulteriori informazioni: Big Mama, tel. ++39 06 5812551.(Italian Network)


    UNA PETIZIONE PER SALVARE L'ARCHIVIO DEI VIDEOCLIP STORICI DI "VIDEOMUSIC"

    Una Petizione per salvare l'archivio dei videoclip storici di Videomusic è stata lanciata lo scorso sabato 21 aprile dal Dams dell'Università di Bologna nel corso di una lezione sulla Cultura del Videoclip tenuta da Domenico Liggeri, già docente del Laboratorio di Videoclip del Dams dell'Università Cattolica di Brescia.
    Videomusic ha rappresentato la prima esperienza di music television italiana, ovvero di canale televisivo interamente dedicato alla musica leggera, confrontandosi con il modello MTV che nello stesso periodo si affermava in Europa e in America.
    L'emittente - che da qualche anno continua la sua programmazione sotto il marchio TMC2 (il secondo canale Tele Montecarlo) - concluderà le trasmissioni alla mezzanotte del 30 aprile, quando proprio MTV prenderà il suo posto sulle frequenze ormai ex monegasche.

    Dal punto di vista culturale si pone un'importante questione: il destino dell'archivio storico di video musicali di Videomusic. L'archivio, composto da migliaia di videoclip, comprende anche le opere videomusicali del periodo pionieristico di tale forma d'arte, in particolare i clip di musicisti italiani prodotti a partire dal 1984, anno di nascita di Videomusic.
    Tra questi video musicali ce ne sono molti che hanno come protagonisti nomi fondamentali e meno noti i quali tutti insieme hanno fatto la storia della musica italiana degli ultimi venti anni. Diversi di questi video sono ormai pezzi unici e, comunque, sarebbe impossibile rimettere insieme un simile archivio ragionato delle opere videomusicali italiane.
    Ciò che desta preoccupazione proprio il destino di tale archivio, già acquisito fisicamente da Mtv e trasferito in non precisati depositi.

    Domenico Liggeri, docente del Laboratorio di Videoclip del Dams dell'Università Cattolica di Brescia e del Workshop di Cultura del Videoclip del Corso di Teoria e Tecnica del Linguaggio Cinematografico del Dams dell'Università di Bologna, è promotore della petizione che verrà sottoposta all'attenzione di tutti gli ambiti artistici e culturali interessati alla vicenda.
    Interessante è scoprire il destino di tali testimonianze storiche, patrimonio unico di un preciso periodo della storia della musica italiana e quale possibilità avranno tutti gli interessati alla cultura videomusicale di potere ancora vedere certe opere, per fini di studio e ricerca.
    Liggeri ha annunciato che tutte le successive lezioni del Workshop sulla Cultura del Videoclip manterranno alta l'attenzione sulla Petizione e la salvaguardia del patrimonio videomusicale italiano.

    Per ulteriori informazioni: Prof. Domenico Liggeri, dliggeri@quipo.it.(Italian Network)


    TRADIZIONI MULTIETNICHE E MUSICA LATINA AL FARE FESTIVAL DI PAVIA

    Giunge alla seconda edizione Fare Festival di Pavia, dal 28 aprile al 3 giugno incontri fra culture diverse, nel segno del dialogo fra tradizione e contemporaneità. Il festival, organizzato dal Settore Cultura del Comune di Pavia, si svolge nella suggestiva e prestigiosa cornice del cortile del Castello Visconteo, sede di un nutrito programma di concerti e spettacoli, a cui fanno da corollario altre iniziative ospitate in diversi spazi della città.
    L'inaugurazione è affidata all'unico concerto italiano, in apertura del tour europeo, di Buena Vista Social Club, l'ormai celebre orchestra divenuta ambasciatrice in tutto il mondo della musica cubana, dopo il successo dell'omonimo film di Wim Wenders e del disco prodotto nel 1997 da Ry Cooder. L'attuale organico di Buena Vista Social Club comprende ben diciotto elementi, con in prima linea le voci leggendarie di Ibrahim Ferrer e Omara Portuondo e il formidabile pianista Rubén Gonzáles.
    Il 2 maggio è la volta dei piemontesi Mau Mau, uno dei gruppi italiani più inclini alla commistione tra linguaggi musicali diversi, mentre per il 5 maggio è atteso Vinicio Capossela, il più visionario e immaginifico cantautore italiano delle ultime generazioni. Le serate dell'11 e del 12 maggio sono dedicate alla musica irlandese, rispettivamente con gli italiani Birkin Tree e con il virtuoso della cornamusa Liam O'Flynn e la sua Piper Call Band.

    Una sezione consistente di Fare Festival è riservata dal 16 al 19 maggio alla cultura, allo sport e, ovviamente, alla musica del Brasile. L'apice è previsto il 19 con un esclusivo concerto - evento dal titolo 40 anni di Bossa Nova, di cui saranno protagonisti alcuni degli esponenti più in vista del filone musicale: Marcos Valle, Roberto Menescal, due dei capostipiti della Bossa Nova, Danilo Caymmi, Wanda Sa' e Patricia Alvi.
    Di rilievo anche i concerti del 16 (a S. Maria Gualtieri), con le pianiste Sylvia Maltese e Paola Tarditi che eseguono pagine di compositori classici brasiliani, e del 17, con l'Orchestra Novissima diretta da Umberto Petrin, nonché gli incontri con Artur Da Tavola, autorevole studioso di musica brasiliana e Assessore alla Cultura della città di Rio De Janeiro (il 17 alle ore 18 presso l'Aula Foscoliana dell'Università), e con il giornalista e scrittore Darwin Pastorin, che ricorderà le imprese sportive di alcuni famosi calciatori brasiliani.

    Fare Festival prosegue, quindi, il 22 con il fenomenale chitarrista americano Al Di Meola, leader del progetto World Sinfonia, ispirato alle musiche latine e in particolare al tango argentino di un grande maestro come Astor Piazzolla.
    Musica italiana il 25, con una vera e propria festa all'insegna delle tradizioni popolari del Nord Italia: di scena alcuni tra i massimi virtuosi di strumenti tradizionali quali il suonatore di piffero Stefano Valla, il fisarmonicista Daniele Scurati, il violinista Gabriele Ferrero e gli specialisti dell'organetto Vincenzo Caglioti e Silvio Peron. Questi, il 1° giugno, lasceranno la scena alla Fanfare Ciocarlia, travolgente e spettacolare brass band proveniente dalla Romania con un vasto repertorio che va dai Balcani al Medio Oriente.
    Il festival si conclude il 3 giugno con Global Village, festa - incontro multietnica delle comunità studentesche a cura dell'AIESEC di Pavia.

    Per ulteriori informazioni: Settore Cultura del Comune di Pavia, tel. ++39 0382 399343; Società dell'Accademia, tel. ++39 0383 363952.(Italian Network)


    LA SCUOLA E IL TEATRO FRASCHINI OMAGGIANO FABRIZIO DE ANDRÈ

    Il Teatro Fraschini di Pavia il 18 maggio ospita un concerto per ricordare Fabrizio De Andrè, poeta e cantautore genovese, capace di segnare intere generazioni dagli anni Sessanta ad oggi. ...e con la vita avrebbe ancora giocati è il titolo dell'iniziativa nata al Teatro Fraschini in collaborazione con gli assessorati Istruzione e Cultura del Comune di Pavia, con il gruppo di insegnati Progetto De André e con il patrocinio dell'Associazione Fabrizio De Andrè di Milano.
    Sul palcoscenico si alterneranno gli amici e i collaboratori del poeta: Mauro Pagani (con De André compose Crueza de ma, capolavoro mondiale della musica etnica), Ellade Bandini, Giorgio Codrini, Pier Michelatti, Mark Harris, Vito De Scalzi (membro dei New Trolls, una collaborazione che risale al 1968, ai tempi di Senza orario senza bandiera), il quartetto d'archi Zelig, Oliviero Malaspina (il quale stava lavorando alla stesura dei Notturni, quella che doveva essere l'ultima opera, rimasta purtroppo incompleta), Max Manfredi, Lorenzo Riccardi.

    Il concerto rappresenta l'ideale chiusura del percorso didattico - culturale su Fabrizio De André che ha coinvolto, a partire dallo scorso novembre, 700 studenti rappresentativi di nove Istituti SUperiori di Pavia e i loro docenti.
    Il progetto, elaborato da un gruppo di insegnanti pavesi accomunati dal grande amore per il cantautore genovese, si è articolato nella lettura,a scolto e confronto dra De André ed Edgard Lee Masters, Non al denaro non all'amore né al cielo e Antologia di Spoon River, tra il piccolo mondo di una cittadina americana di provincia e le vite anomale degli sconfitti che hanno da sempre popolato il mondo dei brani dell'autore italiano.
    Fabrizio De André, come tutti i grandissimi artisti, è stato esponente di un'esperienza culturale unica. Riallanciandosi alla tradizione popolare francese, vicina alla sua terra di Ligura ed impersonata da Brassens, è stato il cantore delle sconfitte e degli sconfitti, degli emarginati, delle fasce sociali deboli, di tutte le ingiustizie.
    Ha pubblicato grandissimi album ispirati a libri di poesia (come il già citato Antologia di Spoon River di Masters diventato Non al denaro non all'amore né al cielo), al Vangelo (La buona novella), musica etnica cantata in genovese (Crueza de ma), per lasciarsi toccare profondamente dal degrado delle vita pubblica italiana in Le Nuvole e dell'uomo in Anime Salve.

    Per informazionì sul Progetto Didattico: Daniela Bonanni, dbonanni@libero.it. Teatro Fraschini, tel. ++39 0382 371212.(Italian Network)


    PROGETTO JAZZ: ETNICA E POP ITALIANO NELLA PROVINCIA DI CREMONA

    Prosegue fino al 5 giugno Progetto Jazz, rassegna musicale del Sistema Teatrale Cremonese che coinvolge il Ponchielli e il Filodrammatici di Cremona, il Comunale di Casalmaggiore, il Sociale di Soresina, il Galilei di Romanengo, il Bellini di Casalbuttano. Il festival ha una profonda radice multietnica, con ospiti rappresentanti di differenti culture musicali.
    Il 20 aprile è di scena al Teatro dei Filodrammatici il Quartetto di Jon Ballantyne. Si tratta di un'occasione eccezionale per conoscere il pianista canadese, al primo tour europeo con un suo gruppo, con un curriculum di studi e collaborazioni di tutto rispetto (Dave Holland, Elvin Jones, Steve Coleman, Cecyl Taylor, Emily Remler…) e tour con Woody Herman, Clark Terry, Joe Henderson.
    Il giorno seguente arriva Mercedes Sosa, un artista di talento, la voce dell’America, che ha fatto del folk una ragione di vita. Da più di trent’anni canta l’oppressione e la speranza, il sangue e la libertà, l’esilio e l’esaltazione della vita, lottando contro la dittatura al fianco del suo popolo.
    Il 24 aprile Snétberger e Stockhausen omaggiano la Festa della Liberazione dal Nazifascismo in Italia (che ricorre il 25) con un concerto dedicato alla memoria dello sterminio degli zingari d’Europa nei campi nazisti; il progetto in duo del chitarrista gitano sinti ungherese e del trombettista tedesco (jazzista ma anche di formazione e pratica classica, figlio del celebre Karlheinz), è stato già documentato su disco Enja.

    Il cubano Omar Sosa è di scena il 25 aprile. Di profonda cultura yoruba, Sosa è al suo primo tour europeo, è pianista molto ispirato, compositore e grande arrangiatore. Intesse le tradizioni afro di Cuba, dell’Equador, nonché quella afroamericana, con musiche urbane, rap, accensioni improvvisate.
    Il 26 arriva l'allegra banda di Vinicio Capossela con le sue Canzoni a manovella. Glenn Dickson, David Harris, Michael McLaughlin, Pete Fitzpatrick, John Manning e Eric Rosenthal interpretano il 29 il Naftule’s Dream, focose improvvisazioni in arrangiamenti che ricordano Mingus al suo meglio.
    La batteria potente di Terri Lyne Carrington (8 maggio) è la numero uno della scena jazz, al pari di Cindy Blackman. Cuore delle band di Herbie Hancock, di Pharoah Sanders, di Pat Metheny e di Carlos Santana, come di Nils Petter Molvaer, di Cassandra Wilson, di Wayne Shorter, Terri Lyne Carrington presenta a Cremona la sua band, con cui promette faville di groove, funk, rock e jazz…
    Il 9 sono attesi Girotto e Di Bonaventura che hanno fondando in Italia il famoso quartetto Aires Tango. Javier Girotto, il noto anche per le collaborazioni con Roberto Gatto e Rita Marcotulli, è divenuto nello stesso tempo l’ambasciatore nel mondo del jazz italiano e delle suggestioni musicali del suo paese, trovando spesso proprio tra i nostri musicisti partner adeguati come Daniele Di Bonaventura.

    Il pop d'autore italiaco torna con Fabio Concato il 13 maggio. Si tratta di un Concato affascinato dall’America Latina: un argentino alle tastiere e un brasiliano al basso e chitarra acustica lo accompagnano nella sua serata cremonese.
    Dopo Zlatko Kaucic Trio ed il duo Garcia e Pérez Forte arriva il pezzo forte di Progetto Jazz: Pino Daniele (5 giugno) che presenta Medina, otto brani co-prodotti con il grande Mike Mainieri (ex Steps Ahead), la batteria di Peter Erskine, il basso di Victor Bailey, e poi musicisti e voci di area araba e di area nera, e i fedeli musicisti italiani di sempre e i 99 Posse. Il disco ed il tour promettono di portarci a Medina, alla ricerca delle radici africane della canzone napoletana.(Italian Network)


    NEW CONVERSATIONS: JAZZ A VICENZA

    Dal 20 al 27 maggio un'intera settimana di jazz risuona nei teatri - ad iniziare dal gioiello della città, il palladiano Teatro Olimpico - nelle chiese, nei palazzi storici e nelle piazze di Vicenza, in occasione della sesta edizione di New Conversations - Vicenza Jazz, festival che si è ormai ritagliato uno spazio di assoluto rilievo nell'ambito della rassegne jazzistiche, non solo nazionali.
    Un festival nel cui ricco programma trovano ospitalità le varie anime del jazz contemporaneo, sia americano che europeo, senza trascurare quei maestri ancora in attività che hanno segnato le vicende storiche di questo affascinante universo musicale.

    Numerosi saranno poi quest'anno i doverosi e sentiti omaggi a figure leggendarie, da Louis Armstrong a Miles Davis, da Thelonious Monk a Mary Lou Williams, a Billie Holiday. E proprio all'indimenticabile Armstrong e al suo genio verrà dedicato, nel centenario della nascita, il concerto inaugurale del 20 maggio (Loggia del Capitanato), con l'Ottetto di Gianluigi Trovesi, su musiche originali dello stesso Trovesi e di Riccardo Brazzale (il concerto sarà aperto dalla Jazz Land Big Band di Ettore Martin). Sempre il 20, presso la Sala Palladio (Ente Fiera), c'è spazio per le affascinanti melodie profumate d'Oriente di Aziza Mustafa Zadeh, pianista e cantante azera nella cui musica il jazz si mescola con il folklore della sua terra d'origine.

    Il 22 maggio, Teatro Astra (ore 21) saranno le voci a tenere banco: quella della statunitense Carla Cook, talento emergente della scena d'Oltreaceno che si esibirà in duo con il pianista Andy Milne, e dell'intramontabile Nicola Arigliano, tornato di recente a far parlare di sé con un disco in cui è circondato da alcuni dei migliori jazzisti made in Italy.
    Il 23, 24 e 25 il festival si trasferisce di nuovo al Teatro Olimpico per tre serate ispirate rispettivamente al mainstream jazz, a Thelonious Monk e all'incontro tra jazz e musica classica. Il 23 sono in cartellone i gruppi di due grandi vecchi del jazz, il clarinettista Buddy De Franco (con Carla Cook ospite) e il contrabbassista Ray Brown, che si confronterà anche con il sax di un altro jazzman d'eccellenza come Lee Konitz.
    Tutta incentrata sulla chitarra la serata del 24, con il quartetto di Russell Malone e l'attesissimo duetto (altra ghiotta prima europea) tra un'autentica star della sei corde contemporanea come Bill Frisell e un fuoriclasse della batteria come Paul Motian.
    Il 25 ha, invece, come protagonisti prima il duo piano- violoncello con Franco D'Andrea e l'olandese Ernst Reijseger, e poi Lee Konitz, in un particolare omaggio alla magnifica voce di Billie Holiday che vedrà in azione anche l'Orchestra del Teatro Olimpico diretta dal tedesco Daniel Schnyder.
    Il 26 maggio, ancora un importante appuntamento alla Sala Palladio (ore 21), con due irriducibili leoni del sax tenore: Dewey Redman e Archie Shepp, che si ascolteranno alla guida dei rispettivi quartetti. Infine, il 27, si svlgono a Piazza dei Signori i concerti della University Big Band, forte del sassofono di Gianni Basso e del trombone di Dino Piana, del gruppo del percussionista Alfio Antico, e del quartetto italo-argentino Aires Tango arricchito dalla presenza del cantante Peppe Servillo, carismatica voce degli Avion Travel.

    Infine, 26 jazz, proiezione di filmati su Miles Davis e presentazione dei libri dedicati di recente a Ornette Coleman e John Scofield da Michele Mannucci e Claudio Donà, mentre il 27, nella suggestiva cornice del Tempio di S. Corona, avrà luogo la tradizionale messa, dedicata quest'anno alla pianista e compositrice Mary Lou Williams. In entrambe le giornate il jazz invaderà pacificamente, al mattino e nel pomeriggio, le piazze e le vie del Centro Storico con gli ensemble di allievi delle scuole Thelonious di Vicenza e dell'Onyx di Matera.

    Per ulteriori informazioni: Viarte, tel. ++39 0444 540072, biglietteria del Teatro Olimpico, tel. ++39 0444 222801. (Italian Network)


    LA MUSICA E LA VITA ESAGERATA DI VINICIO CAPOSSELA

    Suoni, musica e strumenti d'altri tempi per il tour di Vinicio Capossela che segue di qualche mese la pubblicazione del suo sesto album Canzoni a Manovella.
    Capossela fa tappa a Cagliari il 27 marzo (Teatro Comunale), il 28 a Sassari (Teatro Verdi), il 2 aprile a Reggio Emilia (Teatro Valli), il 3 a Roma (Teatro Brancaccio), il 4 Perugia (Teatro Morlacchi), il 5 a Siena (Teatro degli Illuminati), il 9 a Palermo (Teatro Metropolitan), 10 a Catania (Teatro Metropolitan), il 12 a Padova (Teatro Supercinema), il 26 a Cremona (Teatro Ponchielli) e il 27 ad Ascoli Piceno (Ascoli Produce Musica).
    Canzoni a manovella è un titolo indovinatissimo per un autore che ha fatto la sua bandiera del gusto per le vecchie filastrocche e i temi circensi. Si narra che per preparare il suo ultimo album abbia trascorso gran parte degli ultimi due anni in giro per l'Europa, in vecchie cantine e mercatini di robivecchi per trovare strumenti ormai desueti che trasmettessero sensazioni ormai dimenticate, suoni ormai scomparsi.
    Come racconta lo stesso autore - tra lo scherzoso e il surreale - si tratta di grancasse sinfoniche, piani chiodati e a rullo, trombe a grammofono, chitarre, onde martinot, ululatori e stropicciatori a valvola, orchestrioni, corni da caccia, violini a tromba, turbanti, cilindri, sollevatori bulgari e aerostatici. Il tutto per produrre un disco di cose che vengono dal profondo.

    Capossela è un autore eccentrico rispetto al panorama musicale italiano, anche rispetto alla scena più underground.
    Arie per nonni, filastrocche per i vostri piccini, nostalgie per tutti, un grande amore per i Balcani. Dalla infatuazione per l'est all'Italia più vicino nasce la collaborazione con la fanfara di ottoni macedone della Kocani Orkestar. Un concerto milanese dell'ottobre del 1997 diventa Liveinvolvo.
    Il 1999 è la volta di due esperimenti: l'accompagnamento al pianoforte del classico di Charlie Chaplin Tempi moderni e un nuovo tour, intrapreso con uno spettacolo che lascia spazio a composizioni di altri autori: si intitola Parole d'altrove, e affianca versioni in italiano di morne, rebetici e tanghi, realizzate da Capossela, a composizioni originali scritte nel frattempo. L'esperienza culmina con un concerto tenuto assieme al Trio Esquina del bandoneonista Caesar Stroscio.
    Tutto ciò è un il mondo e l'atmosfera che si respira tra i solchi della produzione di Capossela. Amante di Paolo Conte e del jazz più anarchico, ama l'impeto e colpi di cannone, l'afflato di un epopea tutt'intera, liquidata, sparata, sventragliata. Come afferma lo stesso autore: ci sono marce, marcette, rebetici. E sono i tempi binari, quelli che hanno bisogno di due stampelle per avanzare, che sono sempre in viaggio, e poi quelli ternari, da brindisi, da giro di vals...tutto è perfettamente ballabile. Provate! Potete affittare il salone se volete, agghindato, da parata, vestirvi da galà... l'orchestra ce l'abbiamo già messa noi! A disposizione. Senza badare a spese. I migliori professori, e maestri e direttori, e strumenti lucenti a volte, oppure polverosi e abbandonati. Si dirà di sicuro che ho esagerato, e questo è certamente vero. Ma la vita non esagera forse? .(Italian Network)


    TORNA IN CONCERTO A ROMA FRANCO CALIFANO

    Tre concerti il 4, 5 e 6 aprile al Teatro Brancaccio di Roma sono l'opportunità per riscoprire la poesia di uno dei cantanti italiani di più lunga militanza: Franco Califano. Chansonnier di razza purissima, Califano canta alcune delle sue più belle canzoni, scelte tra le 1.200 scritte nel corso di oltre trent'anni di carriera, raccontando i temi a lui più cari e spesso contrastanti dell'amore e dell'amicizia, ma anche della solitudine e dell'inquietudine del vivere.
    Accanto a successi come Minuetto, La Nevicata del '56, La musica è finita, Tutto il resto è noia, La mia libertà, Tac, non mancheranno in scaletta anche brani bellissimi come Chi sono io, La malinconia, L'ultimo amico va via.
    Anche la vena ironica di Califano è tra le più felici, e complementare agli altri sentimenti della vita: canzoni come Vino Bianco Vino Nero e Dice sono dei piccoli capolavori di umorismo e di leggerezza, che potremo riascoltare oltre ad alcuni celebri monologhi dal vivo.

    Forse per la complessità dei temi e la scomoda sincerità - e certamente per aver condotto una vita libera e al di sopra del comune senso del pudore - chiamando sempre le cose con il loro nome, Califano fino ad oggi è stato incasellato nelle definizioni più facili e scontate, lontane dai suoi meriti.
    Ed è, in un certo senso, un uomo dal successo relativo, un autore immenso schiacciato dall'immagine del personaggio pubblico di cui è solo in parte responsabile.
    Il successo della sua ultima apparizione televisiva ha confermato la forza e l'immediatezza di Franco Califano nel trapassare tutti i filtri della comunicazione: dietro il tormentone di erano le quattro c'è in pillole anche tutta la coerenza della persona - personaggio, con una traboccante umanità, sensibilità e sincerità che affascina la gente di tutte le età ed estrazioni sociali.
    Non si può non prendere atto del consenso che Califano ha presso il cosiddetto largo pubblico, e oltre: a dispetto di un'immagine pubblica discussa e discutibile, molti insospettabili si celano tra i suoi più accaniti fan. Alcuni lo hanno definito trash, ma forse è riduttivo, se non paradossale, affibbiare il genere spazzatura all'autore di alcuni brani veramente notevoli. Il suo ultimo libro Il cuore nel sesso, giunto alla terza ristampa, è divenuto un cult che evidenzia, in un certo senso tutti i pregi e tutti i difetti di un autore che va analizzato tralasciando il personaggio e pensando solo all'arte. Quando è possibile.(Italian Network)


    IN TOUR SAMUELE BERSANI

    Dopo la ristampa del suo ultimo album, L'oroscopo speciale, Samuele Bersani torna sui palchi italiani con il repertorio dei suoi 4 album pubblicati fra il 1992 e il 2000. Il cantante romagnolo sarà a Torino il 23 febbraio, il 25 febbraio a Belpasso in provincia di Catania, il 9 marzo a Vercelli, il 22 a Montegranaro in provincia di Ascoli Piceno, il 29 a Orvieto, il 30 a Roma, il 6 aprile a S.Vittore Olona (Milano), il 7 a Rezzato (Brescia), il 13 a Senigallia e il 24 a Cortemaggiore (Piacenza).

    Bersani ha recentemente partecipato alla colonna sonora del film campione di incassi Chiedimi se sono felice e della ristampa de L'oroscopo speciale farà proprio parte il brano che prende il titolo dalla pellicola.

    Sulla scia del film il disco è rientrato in classifica nella trentacinquesima posizione, mentre il singolo ha raggiunto la posizione numero diciannove.
    Nella colonna sonora sono state inserite altre due nuove canzoni di Bersani: Aldo, Giovanni e Giacomo in bici e Fuori classifica, mentre sono state riadattati dei brani classici del suo repertorio come le bellissime Giudizi universali, Spaccacuore e Replay.

    Il momento d'oro del cantautore è proseguito con la chiamata di Mina per comporre alcuni dei brani che faranno parte del nuovo lavoro della cantante e con la vittoria della Targa Tenco per il miglior album dell'anno 2000, proprio con L'oroscopo speciale.

    Bersani è una scoperta di Lucio Dalla che lo volle per il tour Cambio del 1991. Lo stesso anno fu invitato al Premio Tenco, evento eccezionale in quanto non aveva ancora pubblicato nessun album. L'opera prima arriva nel 1992, C'hanno preso tutto, il cui brano guida è Chicco e Spillo.
    Nel 1994 Fiorella Mannoia lo vuole come autore nel suo Gente comune e l'anno successivo dà alle stampe Freak, un lavoro bellissimo in cui spiccano Spaccacuore e Cosa vuoi da me. Nel 1997 è la volta dell'omonimo Samuele Bersani da cui escono delle autentite perle come Giudizi Universali e Coccodrilli. Nel 2000 - e nel 2001 - è L'oroscopo speciale a segnare l'ennesima tappa di una carriera in costante crescita, per un'artista che non sciupa un talento e una creatività senz'altro unici nel panorama italiano.(Italian Network)


    IL JAZZ NEL TEMPIO DELLA MUSICA CLASSICA A GENOVA

    Dopo una lunga pausa (l'ultimo concerto in ordine di tempo è stato quello della Mingus Big Band nell'ottobre 1999), la Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova riapre al jazz in collaborazione con il Louisiana Jazz Club di Genova, il quale, nel frattempo, ha aperto a Palazzo Ducale il primo museo del Jazz operante sul territorio nazionale.
    L'evento clou di questa nuova stagione jazzistica e il concerto del Trio di Diane Schuur e del Quartetto di Jimmy Scott in programma giovedì 22 Marzo al Teatro Carlo Felice. L'abbinamento dei due gruppi in un'unica serata, che si concluderà con un duetto dei due cantanti, rappresenta un'esclusiva nazionale.

    Vincitrice di due Grammies, quale miglior vocalista jazz, e del non meno prestigioso "Ella Fitzgerald Award", Diane Schuur è considerata la nuova 'First Lady" del firmamento jazzistico. Dal 1979 canta in tutto il mondo e ha registrato una serie di splendidi dischi, tra cui spiccano "Heart To Heart" inciso nel 1994 con B. B. King e il premiatissimo 'Friends For Schuur" nel quale rende omaggio a Ray Charles, Stevie Wonder, Herbie Hancock e al suo talent scout, Stan Getz.
    Molto più insolita e travagliata la carriera di Jimmy Scott. Dopo un primo momento di auge negli anni '50, grazie al successo riscosso con l'orchestra di Lionel Hampton, una serie di sfortunate vicende umane e professionali lo costrinsero ad uscire dal grosso giro e ad esibirsi nelle sale da ballo dei grandi alberghi per pochi spiccioli. Nei primi anni '80, grazie ad una trasmissione radiofonica della quale è ripetutamente ospite, il suo nome torna alla ribalta richiamando l'attenzione di impresari e produttori discografici. Tra questi il celebre Seymour Stein (lo scopritore di Madonna) che gli offre l'opportunità di firmare un contratto con la Warner Bros per la quale registra tre dischi. Le porte del successo gli si rischiudono e Scott riprende a dare concerti negli USA e in Europa, riscuotendo consensi sempre più calorosi, fino a piazzarsi ai primi posti nei referendum indetti dalle maggiori riviste specializzate per individuare i migliori vocalisti jazz del mondo.

    Il concerto della Schuur e di Scott sarà preceduto e seguito da un ciclo di concerti, non meno interessanti sotto il profilo artistico, programmati all'Auditorium E. Montale di Genova, sempre con la collaborazione del Louisiana Jazz Club..
    Inizia, la sera del 21 febbraio, i Doctor 3, una delle formazioni più prestigiose e premiate dell'attuale panorama jazzistico italiano, formata dal pianista Danilo Rea, dal bassista Enzo Pietropaoli e dal batterista Fabrizio Sferra. Il loro ultimo CD, "The Tales Of Doctor 3" ha ottenuto nel 1998 il premio della critica italiana come miglior disco jazz. Il secondo concerto, in programma il 28 dello stesso mese, è imperniato sul trio del batterista vocalista Bobby Durham, che ha lavorato con Ella Fitzgerald, Duke Ellington, Lionel Hampton, Dizzy Gillespie e molti altri. Durham sarà coadiuvato dal pianista Massima Faraò e dal bassista Aldo Zunino con i quali ha dato vita ad un fruttuoso sodalizio documentato da una nutrita serie di dischi.

    Il 16 marzo l'Auditorium ospita la New Orleans Reunion Band del noto batterista Barry Martyn, conosciuto in tutto il mondo quale produttore della prestigiosa etichetta American Music. Al suo fianco il clarinettista Rudy Ballu e il trombonista Luciano Invernizzi. La rassegna si conclude la sera del 3 aprile con l'esibizione del trombettista Paolo Fresu e dal bassista Furio Di Castri, un duo che dal 1990 contribuisce con il loro sodalizio a far crescere le quotazioni del jazz italiano a livello internazionale, con tour e dischi.(Italian Network)


    TEATRO CARLO FELICE-LOUSIANA JAZZ CLUB: CONCORSO PER JAZZMEN EMERGENTI

    Seconda edizione del Concorso per Jazzmen Emergenti, in collaborazione con il Louisiana Jazz Club.
    Il concorso, al quale potranno partecipare gruppi musicali liguri, toscani, lombardi e piemontesi, è aperto a tutte le forme di musica afroamericana: jazz, blues, rhythm and blues, gospel, soul, funky, jazzrock. Le domande di partecipazione, corredate dalla documentazione prevista dal bando, dovranno pervenire alla Fondazione Carlo Felice entro il 30 marzo.
    I gruppi selezionati da una giuria di critici, esperti e musicisti saranno invitati ad esibirsi all'Auditorium Montale nelle serate del 20 e 27 Aprile e del 4 e 11 maggio. I tre finalisti si esibiranno nella serata conclusiva del 18 maggio e il vincitore sarà premiato con la pubblicazione di un CD.

    A conclusione di tutte le iniziative jazzistiche, la sera del 25 maggio, sempre all'Auditorium, è previsto un tributo a Louis Armstrong, in concomitanza con il centenario della nascita: articolato sulla proiezione del video inedito di Giorgio Lombardi, "Louis Armstrong's story", e in un concerto del Giampaolo Casati Sextet.

    Per informazioni, Teatro Carlo Felice di Genova, ++39 010 589329.(Italian Network)


    IL RAPPER ITALIANO ALL'UNIVERSITA' LA SAPIENZA DI ROMA

    Musica contemporanea e rap: una miscela esplosiva. Le due espressioni musicali si incontrano martedi 6 marzo in una serata organizzata dall'Istituzione Universitaria Concerti di Roma: alle ore 20.30, presso l'Aula Magna dell'Università "La Sapienza", il più grande rapper italiano, Frankie Hi NRG, noto al grande pubblico per l'hit "Quelli che ben pensano", interpreta i pezzi di alcuni degli autori più interessanti degli ultimi decenni.
    Clou del concerto è sicuramente "Coming Together", l'opera scritta dal compositore americano Frederic Rzewski, sulle parole di Sam Melville, un detenuto politico morto, insieme ad altre 42 persone, per mano dell'esercito, nella repressione della rivolta del carcere di Attica nel 1971.
    Il brano, considerato fondamentale nell'ambito della musica "ripetitiva", fa uso di tecniche improvvisative che drammatizzano il forte messaggio politico e sociale: le otto frasi tratte dalla lettera di Melville sono narrate prima in senso addizionale e poi in progressione deduttiva.

    Oltre al brano di Rzewski, il programma prevede l'esecuzione di pezzi di altri due grandi autori contemporanei: "Music in Similar Motion" scritta nel 1969 dall'americano Philip Glass, uno dei compositori che più ha influenzato la musica contemporanea e pop e la più recente (è del 1994) "Exil" del georgiano Giya Kancheli, brano nato dall'incontro del musicista con il poeta rumeno Paul Celan: le parole e la musica si fondono in un paesaggio emotivo "notturno" che si oppone al grido di rabbia suscitato dall'atrocità e dalla violenza (quella nazista che ha segnato la vita di Celan e quella della guerra civile che ha toccato Kancheli).
    Accanto a Frankie HI sarà l'"Ensemble Alter Ego", composto da Manuel Zurria (flauto), Paolo Ravaglia (clarinetto), Francesco Peverini (violino), Carmelo Giallombardo (viola), Francesco Dillon (violoncello), Massimo Ceccarelli (contrabbasso), Oscar Pizzo (tastiera), Gianluca Ruggeri (percussione), con la partecipazione del soprano Alda Caiello.

    Per ulteriori informazioni, Istituzione Universitaria Concerti, Tel.++39 06 3610051-2.(Italian Network)


    A PAVIA DIALOGHI: JAZZ PER DUE

    E' giunta alla sua terza edizione la rassegna Dialoghi: Jazz per due, organizzata dal Settore Cultura del Comune di Pavia e dal suo direttore artistico Roberto Valentino.
    Anche quest'anno, la splendida cornice della ex Chiesa di Santa Maria Gualtieri, in Piazza della Vittoria, ospita quattro concerti a scadenza settimanale che hanno come protagonisti alcuni tra i maggiori esponenti del jazz italiano e internazionale e come filo conduttore il pianoforte, attorno al quale ruoteranno via via altri strumenti, dando vita ad una serie di spesso insolite combinazioni.

    Per il concerto inaugurale di giovedì 8 marzo sono previsti l'inglese John Taylor, una delle massime espressioni del pianismo jazz del Vecchio Continente, e la napoletana Maria Pia De Vito, una delle nostre migliori vocalist. I due costituiscono da tempo un'affiatata coppia artistica, documentata anche discograficamente da Verso (con l'aggiunta di Ralph Towner alla chitarra). Inedito sarà invece il faccia a faccia di giovedì 15 marzo tra il violinista francese Dominique Pifarely e Stefano Battaglia, musicisti peraltro accomunati da diverse altre esperienze.
    Giovedì 22 marzo sarà la volta della prodigiosa pianista statunitense Marilyn Crispell, nota per le sue collaborazioni con santoni dell'avanguardia americana ed europea (da Anthony Braxton a Joseph Jarman, da Tim Berne a Peter Brotzmann), e del sassofonista siciliano Stefano Maltese, uno dei solisti italiani più aperti al nuovo. Il loro proficuo sodalizio è già testimoniato da due CD, Red e Blue, editi dalla prestigiosa etichetta Black Saint.
    Infine, giovedì 29 marzo la rassegna si chiuderà con quattro improvvisatori che a rotazione intesseranno tra loro fitti dialoghi a due voci: il pianista Gaetano Liguori, il sassofonista Carlo Actis Dato, lo scozzese Martin Mayes, specialista del corno, e il trombonista Paul Rutherford, storica figura del più avanzato jazz inglese.

    Per informazioni: Settore Cultura del Comune di Pavia, Tel.++39 0382 399337.(Italian Network)


    PAOLO BONFANTI E LA SUA BLUES BAND AL BIG MAMA

    Si esibisce il 22 febbraio al Big Mama di Roma il cantante e chitarrista, Paolo Bonfanti.
    Bonfanti ha suonato e collaborato con moltissimi musicisti blues sia italiani che stranieri.
    Per cinque anni ha militato con i Big Fat Mama, una delle più importanti blues band italiane, con i quali ha accompagnato numerosi artisti in tourneè come Johnny Mars, Zora Young, Louisiana Red, Eddie C. Campbell.

    Da solista ha creato un gruppo, i "Downtown" nel quale militano veri e propri pezzi di storia del rock come il sassofonista Dick Heckstall-Smith (Colosseum), il batterista Mickey Waller (Jeff Beck, Ron Wood, Rod Stewart) ed il bassista Bob Brunning (Flletwood Mac).
    Ma i passi da gigante Paolo li ha fatti da quando si è messo in proprio, formando la band che porta il suo nome, la PAOLO BONFANTI BLUES BAND.
    Con questa svolge un'intensa attività concertistica in tutta Europa, riscuotendo ovunque ampi consensi.

    Nel dicembre del 1992 ha pubblicato il suo primo album come solista dal titolo "On my backdoor, Someday", registrato e prodotto a Nashville da Fred James (Freddie & The Screamers). A questo è seguito il bellissimo Trying to keep the whole thing rockin, salutato come uno dei dischi blues più belli mai registrati in italia.

    L'ultimo lavoro di Bonfanti, uscito nel 2000, si intitola On The Outside. Forse questo è il disco della maturità. Registrato e suonato in maniera impeccabile, è la summa del lavoro di ricerca che il musicista genovese ha svolto nella sua lunga carriera. Echi rock si sovrappongono a gustose letture di classici blues; ballate sfuggenti e incisive cavalcate ritmiche danno uno scossone all¹ascoltatore, dimostrazione che quando si hanno le idee, il paese di provenienza è un dettaglio. Il materiale è quasi tutto originale, come nella migliore abitudine di Bonfanti.
    Roma lo ama molto. Sono anni che si esibisce al Big Mama, ed il pubblico risponde sempre in massa alle sue performances. Nel concerto de 22 Bonfanti, voce e chitarra, suona insieme a Rosalba Grillo al basso e Alessandro Pelle alla batteria.

    Per ulteriori informazioni, Big Mama, vicolo San Francesco a Ripa 18, Roma,Tel. ++39 06 5812551.(Italian Network)


    LA BANDA OSIRIS IN ROLL OVER BEETHOVEN AL CIVICO DI TORTONA

    Tornano i musicisti surreali dalla comicità travolgente della Banda Osiris il 17 febbraio al Teatro Civico di Tortona, i quali ritornano dopo la brillante partecipazione alla Festa per i Dieci Anni del Teatro dello scorso maggio. Il loro dissacrante furore si concentra questa volta sul genio romantico di Ludwig Van Beethoven.
    L'intento è di unire Chuck Berry ed il compositore di Bonn. La Banda Osiris si accinge a compiere per festeggiare i suoi vent'anni di attività imperversando nella casa - museo di Beethoven.
    Tra l'indecisione di affidarsi ad una seduta spiritica molto sui generis e la tentazione di uscire da un luogo sospetto, i quattro professori della Banda Osiris tentano l'esperimento.
    Ne nasce uno spettacolo in cui il quartetto d'archi ritratto nel famoso quadro di Kloeber alle loro spalle prende vita e, catapultato nel XXI secolo, scambia il professor Carlone Jr. per il grande compositore. La situazione sfugge definitivamente al controllo e tutti, ma proprio tutti, sono trascinatori e contaminatori al tempo stesso, dalle violiniste che nelle partiture dell'Amata Immortale leggono Guarda che luna, alla Banda stessa che trasforma le diverse Sinfonie in modernissimi brani di Michael Jackson, passando per Caro amico ti scrivo e la recentissima Flaca.

    Si tratta di un caleidoscopio musicale in cui, più che in ogni spettacolo della Banda Osiris, musica e azione scenica, contagiose e irresistibilmente divertenti, prendono il posto delle parole e gli stessi oggetti di scena riservano sorprese a non finire.
    Attraverso la creatività dell'allegra banda l'inizio dell''800 incontra il 2000, i periodi e le musiche si mescolano con le modalità di una festa, come si fosse un gruppo di bambini nella casa lasciata dai genitori dove ancora riecheggia l'ultima raccomandazione e già sono tutti sul materasso del lettone a saltare. Carosello docet. Ma la baldoria dura fino a che, nell'apoteosi di un Inno alla gioia, arriva minacciosa dall'eternità del tempo un'ombra schiacciante… Nulla potrà essere come prima.
    Ad accompagnare la Banda Osiris in questa nuova avventura ci sarà per la prima volta un quartetto d'archi al femminile.

    Per ulteriori informazioni: Teatro Civico di Tortona, tel. ++39 0131 820195.(Italian Network)


    MARSALIS, ROACH E ROLLINS STELLE DI CROSSROADS 2001

    Da febbraio a maggio l'Emilia Romagna sarà percorsa dalla carovana jazz del festival Crossroads, giunto alla seconda edizione. Come lo scorso anno, la rassegna di concerti parte da Bologna facendo tappa a Reggio Emilia, Ravenna, Imola, Forlì, Castel San Pietro Terme. Immutata anche la connotazione artistica trasversale della manifestazione, con una particolare attenzione rivolta ad alcuni grandi maestri del jazz e a grandi voci etniche provenienti da varie aree geografiche.
    Si apre il 20 febbraio dal Teatro Medica Palace con un omaggio a Louis Armstrong, nel centenario della nascita del leggendario trombettista, offerto dalla Lincoln Center Jazz Orchestra di Wynton Marsalis, una delle star più acclamate del panorama jazzistico odierno.
    Una settimana dopo il mondo accademico bolognese riserverà a Max Roach, uno degli ultimi testimoni della storica stagione del Bebop, un ambìto riconoscimento, mai tributato nel nostro Paese a un musicista di jazz: lunedì 26 al grande batterista verrà infatti conferita la Laurea Honoris Causa in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo. La cerimonia avrà luogo nel pomeriggio, alle 17, presso l'Aula Magna di Santa Lucia. Nei giorni successivi Roach sarà protagonista di altri appuntamenti: martedì 27 alla Cantina Bentivoglio (ore 21) incontrerà i musicisti bolognesi e non si esclude che possa unirsi a loro in jam session, come ai vecchi tempi; mercoledì 28 (Archiginnasio - Sala dello Stabat Mater, ore 18) proiezione, sempre alla presenza del settantasettenne musicista americano, del video Jazz Collection: Max Roach, con filmati rari che riprendono il batterista in vari momenti significativi della sua luminosa carriera.

    L'edizione 2001 di Crossroads chiude il suo lungo cammino il 10 maggio a Reggio Emilia: nell'occasione sarà ospite della rassegna Sonny Rollins.
    Fino a quella data, grandi appuntamenti si attendono a partire dall'11 marzo a Reggio Emilia, sede della storica Reggio Jazz, al Teatro Ariosto con altri due grandissimi batteristi jazz che si esibiranno a capo dei rispettivi gruppi: Elvin Jones e Roy Haynes.
    Dal 16 al 18 la rassegna si sposterà a Castel San Pietro Terme dove, in collaborazione con Cassero Jazz, si svolge una tre giorni interamente dedicata alla Italian Instabile Orchestra, la nazionale italiana del jazz più creativo, e a gruppi costituiti da alcuni suoi componenti.
    In aprile a Bologna dal 4 al 7 un'altra importante compagine orchestrale europea: la francese Orchestre National de Jazz, attualmente diretta dal nostro Paolo Damiani.
    A maggio un solo appuntamento ma di assoluto prestigio: come già anticipato, la seconda edizione di Crossroads chiude i battenti il 10 al Teatro Valli di Reggio Emilia con il più grande sassofonista vivente: Sonny Rollins.

    Per ulteriori informazioni: Europe Jazz Network, tel. ++39 0544 405666 - 408030.(Italian Network)


    LA STORIA DELLA MUSICA ITALIANA NELLA SEI CORDE

    Il 10 Febbraio al Teatro delle Celebrazioni di Bologna è di scena la Notte delle Chitarre con i migliori chitarristi italiani, che per la prima volta si riuniscono tutti insieme sul palco per dar vita ad un progetto inedito: eseguire dal vivo hits di Battisti, Dalla, Vasco, Ligabue, Pelù, Elio, che sono divenuti successi evergreen anche grazie al loro contributo in qualità di musicisti e, in molti casi, di autori.
    Si parla di Alberto Radius che ha suonato con Battisti e la Formula 3, Maurizio Solieri (con Vasco Rossi e la Steve Rogers Band), Ricky Portera (il chitarrista di Lucio Dalla), Cesareo (Elio e le Storie Tese), Max Cottafavi (fiso musicista di Ligabue), Cristiano Maramotti (Piero Pelù) e Fabio Testoni (con gli Skiantos).
    Tutti insieme hanno dato vita alle Custodie Cautelari.

    La performance live è spettacolare e sta girando con trascinante successo in tutt’Italia: ciascuno dei chitarristi presenta, accompagnato dagli altri, un set di tre brani di cui spesso è anche autore, riappropriandosi così del suo percorso artistico per mostrarlo al pubblico in versione autonoma, lontano dai riflettori abbaglianti sempre puntati sulle star.
    Tra i brani riproposti C’è chi dice no (Vasco Rossi), John Holmes (Elio e le Storie Tese), Grande figlio di puttana (Stadio), Balliamo sul mondo (il primo hit di Ligabue).
    Nel finale tutti insieme eseguono i classici della musica leggera nazionale ed internazionale, coinvolgendo il pubblico in un coro a più voci sulle note che tutti amano e conoscono.
    Nel corso del concerto ciascuno ne approfitta, inoltre, per presentare anche gli inediti di propria composizione, gli stessi confluiti assieme alle cover in due CD di imminente uscita: uno conterrà sei esecuzioni live di brani noti più otto inediti scritti a più mani dai chitarristi insieme a Ettore Diliberto, cantante delle Custodie Cautelari, il secondo conterrà altre sei esecuzioni live e sarà distribuito insieme alla rivista GUITAR CLUB.(Italian Network)