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BIENNALE D'ARTE A VENEZIA "FIRST ACQUISITIONS": SELEZIONE DI OPERE DELL'UCRAINO V.PINCHUK DELLA FONDAZ. PER L'ARTE CONTEMPORANEA

"LA CINA: PROSPETTIVE D'ARTE CONTEMPORANEA" ALLO SPAZIO OBERDAN A MILANO

ALLA TRIENNALE DI MILANO U.ECO, G.DORFLES E L.CERIZZA PRESENTANO "GLI AMBIENTI DEL GRUPPO T"

A VENEZIA ALLA LIBRERIA MONDADORI. A SAN MARCO "MANIFESTI SOCIETICI DELLA COLLEZIONE SANDRETTI


BIENNALE D'ARTE A VENEZIA "FIRST ACQUISITIONS": SELEZIONE DI OPERE DELL'UCRAINO V.PINCHUK DELLA FONDAZ. PER L'ARTE CONTEMPORANEA

Allestita dall'8 giugno al 10 luglio 2005 a palazzo Papadopoli sul Canal Grande a Venezia una selezione di opere dalla Fondazione per l’Arte Contemporanea Victor Pinchuk di Kiev, nell'ambito della 51esima edizione della Biennale di Venezia.
La mostra, curata da Nicolas Bourriaud - direttore del Palais de Tokyo di Parigi e consulente scientifico della Fondazione Pinchuk -, propone una selezione di opere realizzate da artisti di provenienza ucraina fra cui Boris Mikhailov, Arsen Savadov, Vassili Tsagolov e artisti internazionalmente noti quali Philippe Parreno e Navin Rawanchaikul.

La Fondazione è stata inaugurata a Kiev nel 2003 su iniziativa di Victor Pinchuk, collezionista, mecenate e uno fra i più importanti uomini d’affari nel panorama dell’est europeo, per favorire la promozione e la circolazione di eventi legati alla produzione artistica ucraina attraverso l’acquisizione di opere, l’organizzazione di mostre e la pubblicazione di testi sulle arti visive.

La collezione Pinchuk, costituita da circa duecento opere, tematizza gli effetti della globalizzazione sulle forme di rappresentazione delle culture locali.
La sezione di arte ucraina segue un percorso cronologico che affonda le sue radici nel 1991, anno dell’indipendenza del paese. L’acquisizione di opere estere si è concentrata invece sul periodo della Transavanguardia e sulla scena underground di inizio anni Ottanta, estendendosi fino alle tendenze più recenti della sperimentazione audiovisiva.

Alcune opere sono state presentate a Kiev in occasione di mostre collettive, quali: "First Collection" (novembre 2003) presso la Casa Centrale degli Artisti e "Farewell to Arms" (ottobre 2004) presso l’Arsenale, l’antico quartiere militare di Kiev. Poco prima dell’evento veneziano sarà presentato a Kiev il progetto multimediale "Reality Check" (maggio 2005).

Attualmente la Fondazione è impegnata nella creazione del primo Museo di Arte Contemporanea di Kiev attraverso il quale sosterrà una politica culturale di respiro internazionale, favorendo la diffusione delle espressioni più innovative della ricerca artistica contemporanea.(10/5/2005-Italian Network)


"LA CINA: PROSPETTIVE D'ARTE CONTEMPORANEA" ALLO SPAZIO OBERDAN A MILANO

"La Cina: prospettive d’arte contemporanea" è il titolo della mostra che lo Spazio Oberdan di Milano ospita dal 29 giugno al 2 ottobre 200, promossa dalla Provincia di Milano e ideata e curata da Daniela Palazzoli.
La mostra offre una visione di sintesi dei principali protagonisti, filoni e tendenze che costituiscono la mappa degli autori e dei movimenti più rilevanti dell’arte cinese contemporanea.

Gli artisti contemporanei cinesi hanno due caratteristiche straordinarie: vivono intensamente il presente quotidiano e ce lo comunicano in modo molto creativo e originale ma anche molto diretto ed esplicito. La mostra -attraverso le opere dei circa 70 artisti, presentati in modo mirato, oltre alla vasta documentazione storica- costruisce un mosaico delle esperienze e delle emozioni attraverso cui essi sono passati nell’affrontare, nella loro realtà quotidiana, le profonde e stressanti trasformazioni dell’evoluzione dinamica cinese. Questo grande affresco in divenire viene esplorato attraverso la varietà di linguaggi dell’arte cinese: la pittura, la fotografia e le scultura, ma anche la performance, il cinema, la videoarte, l’installazione e l’arte ambientale.
Poiché il percorso della storia cinese degli ultimi decenni è molto tormentato, anche il destino degli artisti – per la maggior parte molto coraggiosi ed altamente motivati, e quindi talvolta costretti all’esilio o alla prigione – lo è.

La ricerca realizzata da Daniela Palazzoli più che approfondire dei singoli aspetti si basa su una strategia museale di visione panoramica e di sintesi. Essa evidenzia tre filoni in cui sono inclusi: il momento ormai storico degli Anni ‘80/’90 (e il differenziarsi fra esuli ed artisti che continuano ad operare in Cina), il nuovo corso dagli Anni ’90 in poi, con le varie idee, strategie e sentimenti adottati rispetto alle aperture verso il mercato e il mondo globale. Queste sfaccettature variano dalle avanguardie più radicali fino alle varie forme di realismo: di tipo ironico, pop, di denuncia con molte novità e sorprese.
Gli atteggiamenti sono molteplici: concettuale, figurativo, di opposizione radicale e di innovazione linguistica. L’ultima parte presenta le innovazioni più recenti, che includono le tecniche più attuali e indagano i modi di vivere il rapporto fra la continuità della tradizione e della storia e l’apertura al mondo globale.

Fra gli artisti presenti segnaliamo: Ai Weiwei, Bai Yluo, Fang Lijun, Gu Wenda, Hai Bo, Huang Yan, Hong Hao, Li Dafang, Lin Tianmiao, Li Songsong, Liu Wei, Lu Hao, Ma Liuming, Qui Zhijie, Shao Yinong & Muchen, Sui Jianguo, Wang Guangyi, Wang Qingsong, Yang Fudong, Yang Zhengzhong, Xue Song, Xu Yihui, Zeng Fanzhi, Zhang Dali, Zhang Xiaogang, Zhao Bandi, Zheng Hao, Zhou Tiehai, Zhu Ming.

Nel corso della manifestazione alcune serate saranno dedicate alla proiezione delle opere dei principali videoartisti cinesi.
Per ulteriori informazioni: Spazio Oberdan, 02.7740.6300/6302; www.provincia.milano.it/cultura. STUDIO ESSECI.(10/5/2005-Italian Network)


ALLA TRIENNALE DI MILANO UMBERTO ECO, GILLO DORFLES E LUCA CERIZZA PRESENTANO IL VOLUME GLI AMBIENTI DEL GRUPPO T

Arte immersiva e interattiva" nel libro, pubblicato da Silvana Editoriale, è curato da Lucilla Meloni, che presenta , oltre all'autore, gli artisti del Gruppo T Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gabriele De Vecchi, Grazia Varisco
A presentarlo Umberto ECO, Gillo DORFLES e Luca CERIZZA e per l'occasione sarà esposta la ricostruzione del "Grande oggetto pneumatico ambiente a volume variabile" (Milano, 1960), realizzata per B&B Italia (New York, 2004)

Il Gruppo T (dove la 'T' è l'iniziale della parola 'Tempo') nacque a Milano, nell'ottobre del 1959, attorno all'ambiente accademico di Brera, fondato da Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo, Gabriele De Vecchi e Grazia Varisco.
Incanalandosi nel vasto filone della ricerca cinetica e ottica, questi artisti posero come loro principale obiettivo, quello di indagare le relazioni spazio-temporali che intercorrono fra i diversi aspetti della realtà. Anche l'opera d'arte deve tener conto della variabilità degli elementi costitutivi dell'opera stessa, come la luce, il colore, la forma, che non vengono negati, ma reciprocamente relazionati in modo nuovo.

Il volume - scandito in tre sezioni - è dedicato alla produzione del Gruppo T e, più precisamente, documenta la serie degli ambienti interattivi realizzati a partire dal 1964, presentati cronologicamente e analizzati nelle loro componenti formali, nei loro presupposti teorici e nei concetti alla base della loro creazione, quali l'abitabilità e l'interattività dell'opera d'arte.

La pubblicazione si inserisce in una vasta serie di iniziative promosse dalla Fondazione VAF per scoprire e valorizzare le tendenze artistiche moderne italiane.(10/5/2005-Italian Network)


A VENEZIA ALLA LIBRERIA MONDADORI. A SAN MARCO "MANIFESTI SOCIETICI DELLA COLLEZIONE SANDRETTI

Manifesti sovietici dalla collezione Sandretti. Il manifesto di propaganda come modello del mondo a cura di Silvia Burini e Gian Piero Piretto

In Russia l’icona è l’espressione fondamentale della cultura religiosa e ha influenzato profondamente le arti figurative. La comunicazione iconografica è stata una costante in ogni epoca e regime. La giovane Unione Sovietica riconobbe nel cinema e nell’immagine uno dei veicoli più importanti per la trasmissione dei nuovi concetti e della ideologia promossa dalla Rivoluzione d’Ottobre e per la costituzione del nuovo universo socialista in antitesi al passato.

Il manifesto di propaganda (plakat) nacque nell’ambito dell’attività di agitazione politica. Fu utilizzato per tradurre in linguaggio semplice e divulgare tra le masse i complessi concetti ideologici che un testo scritto non sarebbe riuscito a trasmettere con pari efficacia e chiarezza.
La sequenza e l’intreccio della varie forme che la cultura del manifesto hanno creato (rapporto parola-immagine, tematiche, motivi ispiratori e soluzioni artistiche) sono espressioni tra le più originali e interessanti della cultura di quel paese. E’ questo un aspetto che può offrire nuove prospettive sulle vicende di quegli anni, non solo agli storici dell’arte, ma a chiunque sia interessato alla cultura e alla sua evoluzione.

La mostra è aperta fino al 31 maggio.(9/5/2005-Italian Network)