ITALIA DANIMARCA

 

ITALIA

Qualora i contributi versati in Italia non siano sufficienti per aver diritto ad una prestazione pensionistica, l'INPS potra' tenere conto dei contributi versati in Danimarca e in qualsiasi altro Paese dell'Unione Europea o della SEE (Spazio di Libero Scambio Economico nato dall'Accordo sullo Spazio Economico Europeo - Oporto 2/02/92) o in Svizzera.

L'interessato deve poter far valere almeno 52 contributi in Italia per poter attivare il meccanismo della totalizzazione.

Il diritto alla pensione verra'  eventualmente soddisfatto sommando i contributi italiani e quelli esteri.

L'importo della pensione italiana sara' calcolato dall’Italia in base ai soli contributi italiani. Ed integrato al trattamento minimo  se sono soddisfatti i requisiti richiesti.

I contributi esteri daranno luogo a prestazione pensionistica estera erogata dall’ente previdenziale estero.

 

LE PRINCIPALI PRESTAZIONI ITALIANE INCLUSE NEI REGOLAMENTI COMUNITARI

La pensione di vecchiaia nel sistema retributivo

Requisiti anagrafici: 65 anni per gli uomini, 60 anni per le donne

Requisiti contributivi: almeno 20 anni di contribuzione

 

La pensione di vecchiaia nel sistema contributivo:

Requisiti anagrafici: 57 anni sia per gli uomini che per le donne

Requisiti contributivi: almeno 5 anni di contribuzione effettiva

 

La pensione di anzianità

Requisiti anagrafici: 57 anni per i lavoratori dipendenti, 58 anni per i lavoratori autonomi

Requisiti contributivi: 35 anni

Oppure 38 anni di contribuzione a prescindere dall’età nel 2004/2005 per i lavoratori dipendenti e 40 anni per i lavoratori autonomi

Att.ne: gli operai e i lavoratori precoci i quali possono far valere 35 anni di contributi hanno la facoltà di andare in pensione al compimento del 56mo anno di età nel 2004/2005

 

L’assegno ordinario di invalidità

Requisiti sanitari: riduzione permanente, fisica o mentale, a meno di un terzo delle capacità di lavoro in occupazioni confacenti alle proprie attitudini

Requisiti contributivi:5 anni di contribuzione di cui 3 versati nei cinque anni immediatamente precedenti la domanda

 

Att.ne: al compimento dell’età pensionabile l’assegno si trasforma in pensione di vecchiaia, purchè l’interessato abbia cessato l’attività di lavoro dipendente e possegga i requisiti contributivi previsti per tale pensione; il periodo in cui l’invalido ha beneficiato dell’assegno viene considerato utile al raggiungimento del diritto alla pensione di vecchiaia

 

La pensione di inabilità

Requisiti sanitari: riduzione fisica o mentale, in maniera permanente e assoluta, a svolgere qualsiasi lavoro

Requisiti contributivi: 5 anni di contribuzione di cui 3 versati nei cinque anni immediatamente precedenti la domanda

 

La pensione ai superstiti

La pensione ai superstiti è di due tipi:

-         la pensione di reversibilità: concessa ai familiari quando la persona deceduta è già titolare di pensione diretta (vecchiaia, inabilità, anzianità);

-         la pensione indiretta: concessa quando il lavoratore deceduto alla data della morte può far valere almeno 15 anni di contribuzione oppure aver versato 5 anni di contribuzione di cui 3 negli ultimi 5 anni precedenti il decesso

 

La pensione ai superstiti spetta al coniuge (anche se separato o divorziato se ricorrono alcune condizioni), ai figli (legittimi, legittimati, adottivi, affiliati, naturali,legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell’altro coniuge).

Spetta inoltre ai nipoti a carico e ai genitori in mancanza del coniuge e dei figli (a determinate condizioni) e ai fratelli celibi e alle sorelle nubili in mancanza del coniuge, dei figli, dei nipoti a carico e dei genitori (a determinate condizioni).

 

Le prestazioni familiari

Le prestazioni familiari si suddividono in due tipologie:

-         l’assegno per il nucleo familiare;

-         gli assegni familiari

 

L’assegno per il nucleo familiare spetta ai lavoratori dipendenti e ai pensionati (e ad altre specifiche categorie di lavoratori) quando i redditi complessivi del nucleo familiare non superano i limiti reddituali stabiliti ogni anno dalla legge.

 

Gli assegni familiari spettano invece ai coltivatori diretti, mezzadri e coloni, piccoli coltivatori diretti e ai pensionati  (in questo caso gli assegni vengono denominati “quote di maggiorazione”) delle Gestioni speciali per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri).

 

L’indennità di disoccupazione

Si tratta di una prestazione che spetta ai lavoratori assicurati contro la disoccupazione involontaria i quali siano stati licenziati (dal 1° gennaio 1999 non è più riconosciuta a favore di che si dimette volontariamente a meno che le dimissioni non derivino da giusta causa).

I requisiti contributivi: almeno 2 anni di assicurazione di cui 1 anno nel biennio precedente la data di cessazione del rapporto di lavoro.

L’indennità viene corrisposta per 180 giorni. Dal 1° gennaio 2001 può essere corrisposta per nove mese se il disoccupato ha superato i 50 anni di età.

 

Att.ne: rientrano nel campo di applicazione dei Regolamenti comunitari anche le prestazioni per malattia, maternità, infortuni e malattie professionali.

 

 

DANIMARCA

Qualora i contributi versati in Danimarca non siano sufficienti per aver diritto alla pensione, la cassa danese potra' tenere conto dei contributi versati in Italia e in qualsiasi altro paese dell'Unione Europea e della SEE. L'interessato deve poter far valere almeno 52 contributi in Danimarca.

Il diritto alla pensione verra' valutato sommando i contributi danesi e quelli esteri.

L'importo della pensione sara' calcolato sui soli contributi danesi.

I contributi esteri daranno luogo a prestazione pensionistica estera.

Il sistema pensionistico danese si basa su settori che determinano la liquidazione di una pensione ordinaria (nazionale) basata sulla residenza ed una pensione integrativa che deriva da un rapporto assicurativo di lavoro.

  

PENSIONE DI VECCHIAIA

E' concessa normalmente a 67 anni sia agli uomini che alle donne se hanno risieduto in Danimarca per almeno 3 anni, se cittadini danesi, e per almeno 10 anni se stranieri.

E' costituita da una pensione base e da un importo aggiuntivo che variano in relazione alla situazione patrimoniale del pensionato e del coniuge.

Per i lavoratori dipendenti è prevista una pensione integrativa nel regime ATP.

E' possibile ottenere una pensione anticipata, per ragioni di salute e sociali, se si ha un'età compresa tra i 50 e i 67 anni.

PENSIONE DI INVALIDITÀ

E' richiesta una riduzione della capacità di lavoro del 50% e la residenza in Danimarca per almeno 3 anni per i cittadini danesi e 10 per gli stranieri.

Al compimento del 67° anno viene trasformata in pensione di vecchiaia.

PENSIONE AI SUPERSTITI

Spetta generalmente al coniuge superstite (anche all'ex coniuge a particolari condizioni) e all'orfano inferiore al 18° anno, se il defunto aveva maturato il diritto alle prestazioni sanitarie previste dal Servizio Sanitario ai cittadini danesi rsidenti in Danimarca.

I superstiti di lavoratore subordinato riceveranno la liquidazione della contribuzione ATP in misura forfettaria.

Dove presentare la domanda

La domanda presentata in Italia o in qualsiasi Stato appartenente alla Unione Europea vale contemporaneamente anche per ogni Stato membro.

I residenti in Italia devono presentare la domanda di pensione alla Sede INPS competente per territorio, anche nel caso venga richiesta la sola pensione danese. Sarà cura di tale Sede trasmettere all'Ente pensionistico estero la domanda.

I residenti in Danimarca devono presentare la domanda alla Cassa Estera competente per territorio, per tipo di attività svolta o per tipo di pensione richiesta.

A tal fine possono avvalersi dell'assistenza gratuita degli Enti di Patronato e degli Uffici Consolari.

Documenti da presentare all'INPS