Mediterraneo News

PALERMO: UNA TAPPA ESSENZIALE PER LA CREAZIONE DI UN'AREA MEDITERRANEA

ECONOMIA
IN SICILIA UN CENTRO PER L'INTERNAZIONALIZZAZIONE E LA PROMOZIONE DELLE PMI DEL MEDITERRANEO

SPORTELLO EURO-MEDITERRANEO: FORUM SULL'AGRICOLTURA E L'AGROINDUSTRIA A CAPRI

PROGETTO ITALO-EGIZIANO PER LA CREAZIONE DI UNA BORSA VALORI DEL MEDITERRANEO

SEMIDE: UN'AZIONE EURO-MEDITERRANEA PER LA GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE

EGITTO - SEMINARIO CISPEL E ICE PER IL TRATTAMENTO DELLE ACQUE

MAROCCO - SISTEP FIERA INTERNAZIONALE DELLA SUBFORNITURA A CASABLANCA

MONTENEGRO-CISPEL : ACCORDO DI COLLABORAZIONE PER IL SISTEMA IDRICO

TRASPORTI E TURISMO
MEDITERRANEO SPAZIO NODALE PER IL TRASPORTO MARITTIMO E TERRESTRE

LA SICILIA SI DOTA DI UN QUARTO SCALO AEROPORTUALE AD AGRIGENTO

UNIONCAMERE PUNTA ALL'INCREMENTO DEL TRAFFICO TURISTICO NEL MEDITERRANEO

COMUNICAZIONE
IN ARABIA SAUDITA AVANZA LA RETE INTERNET - FONDI PER I COLLEGAMENTI

SOCIETÀ
COOPERAZIONE EURO-MEDITERRANEA PER LA LOTTA AL TERRORISMO E L'IMMIGRAZIONE ILLEGALE

MEDITERRANEO- L'ISTRUZIONE FEMMINILE RALLENTA LA SPINTA DEMOGRAFICA

RICERCA E CULTURA
LA RICERCA ITALIANA SUL CICLO IDROLOGICO DELL'AREA MEDITERRANEA

ALL'UNIVERSITÀ DI PERUGIA IL PROGETTO DEL GRANDE MARE

IN FUTURO UN NETWORK DEI PARCHI TECNOLOGICI DEL MEDITERRANEO

A ROMA NEL 1999 LA IX BIENNALE DEI GIOVANI ARTISTI D'EUROPA E DEL MEDITERRANEO

A TORINO UN MUSEO DELLA CIVILTÀ EUROPEA E DEL MEDITERRANEO

TUNISIA - A LA GOULETTE UN MUSEO DELLA PRESENZA ITALIANA IN NORD AFRICA

LIBIA - ARCHEOLOGI ITALIANI SCOPRONO A SABRATHA UNA VILLA DEL III° SECOLO DOPO CRISTO

TUNISIA - CAMPAGNA DI SCAVI DELL'EQUIPE DEL MUSEO DI CAMARINA


PALERMO: UNA TAPPA ESSENZIALE PER LA CREAZIONE DELL'AREA MEDITERRANEA

L'area non presenta situazioni omogenee su diversi fronti: dall'organizzazione geo-politica alla tendenza demografica, dal divario economico alla rinascita dei fondamentalismi e degli integralismi religiosi, ma la consapevolezza che la costruzione europea non possa essere portata a compimento con l'esclusione del Mediterraneo ha indotto l'Unione Europea alla riscoperta della comune identità ed alla creazione di un comune spazio mediterraneo. Uno spazio verso il quale l'Europa ha assunto nuove responsabilità e nuovi impegni rispetto al passato, nonostante le sue intrinseche contraddizioni.
E' quanto è stato ribadito all'ultimo vertice euro-mediterraneo del mese di giugno, a Palermo (il prossimo sarà a Stoccarda nell'aprile del 1999), che ha avuto il compito di rilanciare l'azione euro-mediterranea a metà strada fra la conferenza di Barcellona e l'appuntamento del primo semestre '99 in Germania, ribadendo il partenariato quale solo strumento in grado di far progredire, nonostante le difficoltà dell'area, un comune futuro di pace e prosperità.

Sul piano economico e finanziario, tale politica riguarda, in particolare, tre elementi fondamentali: i processi di riforma legati alla transizione economica, il libero scambio e la promozione degli investimenti privati. Ambiti per i quali sono stati conclusi una serie di accordi di associazione e l'attuazione di unioni doganali, che costituiscono una delle chiavi del successo della partnership euro-mediterranea, come nel caso della Tunisia e della Giordania. Mentre, altri sono ancora in via di definizione. Ad esempio, con il Libano, la Siria e l'Algeria, alla cui conclusione manca il favorevole raggiungimento di un compromesso sull'agricoltura.
Tuttavia, proprio la collaborazione in materia di agricoltura e sul piano tecnologico nell'agroalimentare, cui sono particolarmente interessati sia il Marocco, che l'Algeria, il Libano, l'Egitto, la Giordania e la Tunisia, potrà trovare nel prossimo Forum (Capri dal 21 al 23 settembre), promosso dallo Sportello euro-mediterraneo di Napoli del CNR, un importante momento di analisi e di dibattito.

Il settore economico-finanziario presenta, d'altra parte, anche altri evidenti risultati, come la creazione di una rete per lo scambio di informazioni ed il trasferimento delle conoscenze tecniche (progetto SEMIDE), caratterizzato da una forte valenza politica in quanto punta alla collaborazione multilaterale nel settore dell'acqua, uno dei problemi più spinosi che si frappongono alla pacificazione nell'area. Oppure, la concreta collaborazione per la creazione di una rete fra Parchi tecnologici per la promozione della gestione dell'innovazione tecnologica; non dimenticando il progetto relativo al potenziamento delle Borse Valori dei Partners, che mira a favorire la quotazione dell'investimento di capitale estero nelle PMI, ed iniziative quali il Centro Permanente di Palermo per l'Internazionalizzazione dell'Impresa e lo sviluppo delle PMI.

La Conferenza ha avuto, in sostanza, l'obiettivo di dare maggiore visibilità alla questione mediterranea, contribuendo, al tempo stesso, alla rivalutazione del programma MEDA, la cui disponibilità finanziaria entro il 1998 potrà raggiungere la media annua di impegno di un miliardo di ECU.

Sul piano della cooperazione e del dialogo, tuttavia, la politica di sicurezza, il terrorismo e la salvaguardia dei diritti dell'uomo sono fattori portanti, come è stato sottolineato nell'ultimo Forum dei ministri dell'Interno a Napoli, alla fine di maggio.
In tal senso, i continui sforzi delle autorità hanno portato alla proposizione di interessanti iniziative come la Carta della Pace e della stabilità (già prevista nella conferenza di Barcellona) ed una commissione ad hoc per il terrorismo. Altri passi, però, devono essere ancora intrapresi per una intensificazione del dialogo sui problemi migratori, di cui l'accordo di riammissione dei migranti, firmato nei giorni scorsi fra Italia e Marocco, rappresenta un importante avvio, insieme allo sviluppo delle politiche di integrazione degli immigrati regolari.


ECONOMIA

IN SICILIA UN CENTRO PER L'INTERNAZIONALIZZAZIONE E LA PROMOZIONE DELLE PMI DEL MEDITERRANEO

Promosso dalla Regione Sicilia, dal Comune di Palermo, la Confindustria di Sicilia e l'IRFIS è attivo nel capoluogo siciliano il Centro per l'internazionalizzazione dell'impresa e la promozione della PMI italiane nello spazio euromediterraneo (CIEM).
Il CIEM si propone di promuovere il coordinamento e la cooperazione , attraverso l'offerta di servizi comuni, alle piccole e medie imprese impegnate nel Mediterraneo nel settore manifatturiero.
Scopo ultimo del Centro è, in sostanza, divenire un Foro d'incontro e di dialogo per le imprese: dal settore delle costruzioni a quello delle produzioni tipiche, al turismo alle imprese operative nel settore dei Beni culturali, per facilitarne l'interazione con ditte locali negli altri Paesi dell'area mediterranea, anche alla luce di progetti-pilota.

Al CIEM aderiscono centri operativi in Sicilia, Calabria e Sardegna, che opereranno attraverso 8 unità territoriali in collaborazione con l'ICE e la SIMEST per la parte relativa alle joint ventures.

L'iniziativa, che ha suscitato interesse sul piano politico, oltre che economico, a livello nazionale per la proiezione euro-mediterranea offerta dalla Sicilia al sistema produttivo italiano, crea migliori condizioni di competitività nell'ambito della globalizzazione economica dei mercati, che guardano all'area euro-mediterranea con rinnovato interesse.

Con il CIEM I legami che l'imprenditoria siciliana ha finora intessuto con le economie dei paesi dell'altra riva troveranno, grazie al partenariato euromediterraneo, un solido terreno di espansione in settori finora solo parzialmente utilizzati ha sottolineato il Ministro degli Affari Esteri, Lamberto Dini, ricordando come la piccola e media impresa sia stata sempre uno degli strumenti fondamentali con i quali reagire positivamente alle grandi sfide, anche a quelle poste dalla costruzione dell'Europa e dall'apertura del Mediterraneo.

Per ulteriori informazioni: associazione industriali di Palermo (Di Miceli) Tel++39 91 6965129 Fax.++39 91 6965191.


SPORTELLO EURO-MEDITERRANEO: FORUM SULL'AGRICOLTURA E L'AGROINDUSTRIA A CAPRI

Si terrà a Capri dal 21 al 23 settembre il Forum sull'agricoltura e l'agroindustria nel Mediterraneo, promosso dallo Sportello per la cooperazione scientifica e tecnologica con i Paesi del Mediterraneo del CNR, in particolare del CNR di Napoli, in collaborazione con i Ministeri degli Affari Esteri, delle Risorse Agricole, dell'Università e Ricerca Scientifica, l'ISMEA (l'Istituto per gli Studi, Ricecrhee Informazioni sul Mercato agricolo), il CIHEAM, (Centro Internazionale di Alti Studi Agronomici Mediterranei) ed altri enti ed istituzioni degli Stati Membri e dei Paesi partners del Mediterraneo.

Scopo del Forum è far emergere, concordare e sviluppare un Sistema regionale integrato di strategie ed iniziative per la cooperazione nel settore agro-alimentare, che favorisca il trasferimento di know how e tecnologia, coinvolgendo istituzioni, centri di ricerca e rappresentanti del mondo industriale dei paesi UE e del Paesi del Mediterraneo. Ciò che potrà essere raggiunto sviluppando l'impiego delle nuove tecnologie e metodologie nel settore agro-alimentare, fornendo assistenza tecnica e formazione specifica ai vari livelli e sviluppando le capacità endogene nell'utilizzo ed adattamento delle tecnologie.
Agli interventi di ricerca, formazione e trasferimento si affiancheranno attività di consulenza aziendale e commerciale per lo sviluppo delle piccole e medie imprese del settore. Particolare rilievo sarà dato, in questa fase, agli aspetti connessi alla diversificazione e differenziazione dei prodotti e l'innalzamento degli standard qualitativi per favorire l'interscambio commerciale Nord Sud nell'ambito di una maggiore complementarietà delle produzioni nazionali.

tre saranno i settori tematici sui quali si incentrerà il Forum di Capri: sviluppo della produzione, conservazione e trasformazione, mercato e consumo, per i quali dovranno scaturire progetti di azione regionale e sottoprogetti di ricerca, formazione e tecnologia da svilupparsi attraverso l'attivazione ed il consolidamento di networks tematici nell'ambito di azioni finanziate dal programma MEDA.


PROGETTO ITALO-EGIZIANO PER LA CREAZIONE DI UNA BORSA VALORI DEL MEDITERRANEO

L'adeguamento a standard più evoluti delle infrastrutture economiche e finanziarie rappresenta uno dei presupposti per richiamare l'indispensabile interesse di investitori esteri nell'area Mediterranea. In quest'ottica assume particolare rilievo il progetto italo-egiziano rivolto alla creazione di Borse Valori, nei Paesi di quest'area che non ne sono forniti, quale base di riferimento per lo sviluppo di piazze finanziarie ed il loro collegamento ad un network collegato alle borse europee.
Scopo del progetto è, in sostanza, garantire l'afflusso di investimenti esteri da canalizzare verso un mercato specializzato rappresentato dalla quotazione delle joint-ventures realizzate nel quadro del processo di integrazione, ovvero di internazionalizzazione, dell'area mediterranea.

Il network fra le Borse valori costituisce, dunque, uno strumento indispensabile quale canale privilegiato di flussi finanziari per lo sviluppo di una imprenditorialità diffusa, che non può prescindere dal reperimento dei mezzi finanziari necessari ai propri obiettivi economici.
Inizialmente il network punterà alla realizzazione del comparto azionario per incentivare la creazione di joint ventures con i Paesi UE; in seguito la contrattazione sarà diffusa ai titoli obbligazionariu, futures e derivati nell'ambito degli specifici mercati.

Il progetto, che fa seguito alla Euro-Mediterranean Capital Markets Conference di Londra (marzo '98), registra la partecipazione, per l'Italia, dei Ministeri degli Esteri e del Tesoro, di Bankitalia, Consob, ABI, Assosim ed università di Pavia ed avrà un seguito entro l'anno con un Forum, cui prenderanno parte i Paesi interessati.


SEMIDE: UN'AZIONE EURO-MEDITERRANEA PER LA GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE

La gestione delle risorse idriche, tema strategico per l'area mediterranea, è al centro del progetto euro-mediterraneo SEMIDE, avviato nel dicembre del 1997 a Napoli sulla scia della conferenza euro-mediterranea sulla gestione dell'acqua, promossa dalla Francia nel novembre del 1996.
Scopo del progetto, il cui Comitato direttivo è guidato dall'Italia per i primi tre anni di attività, l'individuazione di focal points nazionali che verranno messi in rete per la raccolta e diffusione delle informazioni nel settore e del know how per la gestione dell'acqua.

L'attività del progetto è iniziata nel primo semestre del 1998 ed ha permesso l'insediamento della struttura operativa centrale con la partecipazione dei Paesi che hanno assicurato il coordinamento della fase preparatoria (Francia, Italia, Spagna); l'individuazione dei focal points nazionali che avranno una loro rete elettronica dedicata; l'avvio delle attività congiunte nei diversi aspetti della gestione delle risorse idriche.
Nella fase attuale l'attività riguarda, in particolare, il coordinamento e l'assistenza tecnica, nonchè la determinazione dell'harware e del software per assicurare una omogenea capacità operativa al primo nucleo di Paesi interessati.

Sul piano finanziario, l'UE assicura l'assistenza finanziaria ai Paesi partners, mentre per i Paesi che partecipano alla struttura centrale (Francia, Spagna e Italia) e che sono in grado di partecipare alle iniziative di gestione e valorizzazione delle risorse attraverso aziende di gestione dell'acqua ed imprese di settore, è previsto un cofinanziamento comunitario.

Per la parte italiana, partecipano al progetto i ministeri degli Esteri, Ambiente, Lavori Pubblici, Politiche agricole ed il Dipartimento dei Servizi Tecnici Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri.


EGITTO - SEMINARIO CISPEL E ICE PER IL TRATTAMENTO DELLE ACQUE

CISPEL, la Confederazione Italiana Servizi Pubblici Locali, promuove in Egitto, in collaborazione con l'ICE, un seminario sul trattamento delle acque.
Il seminario, che si svolge al Cairo il 16 novembre, ed al quale potranno prendere parte operatori italiani che hanno eseguito lavori innovativi nella realizzazione e gestione degli impianti per il trattamento delle acque, per incontrare imprenditori e rappresentanti di Enti pubblici locali, fa seguito al convegno di Milano del maggio scorso sui problemi ambientali in Egitto. Questioni che incidono principalmente sul deterioramento del patrimonio idrico e la cui difesa riveste carattere prioritario in considerazione della scarsità di tale risorsa.
Problemi, le cui cause sono riscontrabili nell'alta crescita demografica (un incremento di un milione e trecentomila individui l'anno), nel consistente inurbamento delle popolazioni nelle due città del Cairo e di Alessandria, e nei riflessi dello sviluppo industriale.

Attualmente, in Egitto il 90% dell'acqua complessivamente utilizzata non è soggetta ad alcun trattamento o processo; mentre l'80% dell'acqua usata a scopi industriali non è monitorata in fase di scarico o di abbandono.
L'intervento che viene, dunque, richiesto alle aziende per una messa a punto dei loro impianti riguarda attrezzature antinquinamento per il trattamento delle acque reflue e degli scarichi industriali; la predisposizione di attrezzature ed impianti per la desalinizzazione e potabilizzazione delle acque.
Le aziende interessate a partecipare al seminario possono far giungere le loro domande all'ICE (Massi) Tel. ++39 6 59926613, Fax.++39 6 54220014 entro il 15 settembre.


MONTENEGRO-CISPEL: ACCORDO DI COLLABORAZIONE PER IL SISTEMA IDRICO

Missione italiana della CISPEL a Bagnaluca nell'ambito dell'accordo firmato fra la Repubblica del Montenegro ed il CISPEL e finalizzato alla riorganizzazione delle reti idriche (acquedotti), il loro adeguamento agli standard europei ed una maggiore tutela delle falde.
L'accordo, che registra la partecipazione della CISPEL-Export, insieme alla Cispel-Veneto ed AMNIUP di Padova, e Bas di Bergamo, prevede, in particolare, un'attiva collaborazione in materia di scambi di informazioni e documentazione, organizzazione di missioni, programmi di formazione e stage, studi di fattibilità e progettazione delle reti dei servizi.

Al centro dell'accordo, tra l'altro, un Piano nazionale per l'ambiente che affronta il tema dell'igiene ambientale sia in termini generali che locali, nel quadro dei programmi di cooperazione internazionale per il Mediterraneo.

E', inoltre, prevista la produzione, distribuzione e razionalizzazione di energia ed, in particolare, di energia idroelettrica, sistemi acquedottistici, trasporti pubblici ed, in generale, servizi urbani.

Un accordo similare in materia sarà firmato quanto prima dalla CISPEL con il governo marocchino.


MAROCCO - SISTEP FIERA INTERNAZIONALE DELLA SUBFORNITURA A CASABLANCA

Si terrà a Casablanca dal 30 settembre al 3 ottobre SISTEP, la Fiera Internazionale della Subfornitura, un'occasione di rilievo per i Paesi del Nord Africa, che offrono ottime opportunità per lo sviluppo del settore.
Nell'ambito della Fiera è previsto un workshop su base programmata fra operatori marocchini e rappresentanti di aziende italiane.

La missione in Marocco è stata organizzata dal Centro estero delle Camere di Commercio Piemontesi in collaborazione con la Camera di Torino e la Regione Piemonte.
Duplice lo scopo della missione: la collaborazione commerciale (carrefour Donneurs d'ordres) e la collaborazione tecnico-industriale, tecnologica e delle joint ventures (Partenariat).

Gli imprenditori piemontesi che intendono partecipare possono richiedere i profili delle aziende marocchine, messe a disposizione dal Centro estero, che prenderanno parte al workshop.
Il 15 settembre costituisce il termine ultimo per la scadenza delle domande.
Per ulteriori informazioni: Centro estero (Giorgini) Tel. ++32 11 6700698; Fax. ++39 11 6965456.


TRASPORTI

MEDITERRANEO SPAZIO NODALE PER IL TRASPORTO MARITTIMO E TERRESTRE

Negli anni della globalizzazione, il Mediterraneo ha assunto una nuova caratteristica di spazio nodale per il trasporto marittimo: navi molto più grandi e veloci, navi feeder (che effettuano raccordi trasportando le merci dalle grandi navi che arrivano in un porto ai porti vicini e viceversa) e diffusione dei nodi interni hanno contribuito a creare nuovi ruoli per le compagnie marittime ed far nascere la nuova figura degli operatori della logistica globale.

Le compagnie marittime, dunque, diventano operatori del trasporto globale e curano anche il trasporto terrestre: dal porto al punto di destinazione e dal punto di origine del traffico al porto. Gli operatori della logistica globale, invece, oltre a prendersi cura dell'intero percorso del carico, confezionano i carichi, effettuano assemblaggio, verniciatura, etichettatura dei prodotti, distribuiscono i prodotti nella rete commerciale ed effettuano controlli di qualità.

Inoltre, il nuovo ruolo del Mediterraneo passa attraverso lo sviluppo di caratteristiche geografiche insite, per esempio, nei mercati balcanici e centro-europei (che hanno uno sbocco naturale negli scali adriatici), nel Mar Nero (zona di accesso ad un importante spazio economico, sempre più integrato con il Mediterraneo) e nel Mediterraneo orientale dove i mercati sono attesi da tempo ad un repentino sviluppo, di cui Malta è la punta emergente.


LA SICILIA SI DOTA DI UN QUARTO SCALO AEROPORTUALE AD AGRIGENTO

Lo sviluppo di infrastrutture di trasporto è essenziale per il collegamento fra i paesi dell'area mediterranea e fra questi e l'Europa: di qui l'ampliamento e la ristrutturazione di alcuni scali aeroportuali, come quello di Tunisi il cui traffico è aumentato considerevolmente nell'ultimo anno, e Catania che sarà potenziato - insieme ad Alghero e Cagliari - e la creazione di nuovi, come quello che nascerà in Sicilia.
L'Isola del Mediterraneo si doterà entro breve tempo di un quarto scalo: ad Agrigento, che si affiancherà a quelli di Catania, Palermo e Trapani.

La nuova iniziativa, che permetterà alla Sicilia di sviluppare nuovi collegamenti e di operare per una migliore distribuzione del traffico merci, oltre che passeggeri, è stata fortemente sostenuta dalla Camera di Commercio di Agrigento.
La Camera partecipa alla società creata appositamente per la realizzazione dell'opera insieme alla Provincia e ad alcuni operatori privati.


UNIONCAMERE PUNTA ALL'INCREMENTO DEL TRAFFICO TURISTICO NEL MEDITERRANEO

Unioncamere, l'Unione delle Camere di Commercio italiane, punta attraverso l'azione di Uniontrasporti, l'azienda delle Camere delegata al settore, all'incremento del traffico turistico all'interno del Mediterraneo attraverso alcuni progetti, fra i quali citiamo: Flysud, Shortsea e Sulla rotta dei Fenici.
Il primo Flysud è nato dalla constatazione che gli elevati costi dei collegamenti aerei penalizzano il turismo verso le mete del Mezzogiorno d'Italia. L'obiettivo del progetto è: supportare gli operatori con facilitazioni e finanziamenti previsti per lo sviluppo del Mezzogiorno per far sì che possano elaborare pacchetti di offerta in grado di far incontrare la domanda e l'offerta secondo le aspettative dei turisti.
Il progetto, che è sostenuto, in particolare, dalle Camere di Commercio di Campobasso, Isernia, Catanzaro, Crotone, Reggio Calabria, Bari e Sassari, tenta, inoltre, di sviluppare forme più adatte di promozione turistica che incentivino la scelta delle mete del Mezzogiorno.

Il secondo progetto, Shortsea riguarda il sistema di cabotaggio intramediterraneo ed è sostenuto, in particolare, dalle Camere di Commercio di Ancona, Bari, Ravenna e Sassari.
Obiettivo del progetto è costruire un sistema di rilevazione e di analisi della domanda e dell'offerta di servizi marittimi di linea nell'area del Mediterraneo. Il rapporto che verrà stilato periodicamente - il progetto è stato già avviato - permetterà di avere una chiara visione del traffico di ciascun porto, i rischi e le opportunità, le previsioni degli operatori.

Infine, l'ISNART, l'Istituto per lo sviluppo del Turismo, aderente ad Unioncamere, sta predisponendo un progetto di turismo sociale che valorizzi un itinerario storico-culturale sulla rotta dei Fenici con l'apporto delle città costiere del Mediteraneo, puntando sui flussi destagionalizzati ed al segmento del turismo sociale.

Il traffico turistico dell'area mediterranea è cresciuto, negli ultimi anni, del 74% nell'offerta di posti-crociera. Dal 1992 al 1996 - rilevano ad Uniontrasporti - i maggiori porti crocieristici, in particoloare, quelli italiani, hanno registrato tassi di crescita superiori al 100%, con punte del 182% per Civitavecchia e del 206% per Palermo. Il Pireo si è collocato, tuttavia, al primo posto con un incremento el 260%.
Si calcola che il numero dei crocieristi entro il 2000, potrà sfiorare i 9 milioni con circa 60 mila passeggeri al giorno ed un fattore di utilizzo delle navi dell'83%.


SOCIETÀ

COOPERAZIONE EURO-MEDITERRANEA PER LA LOTTA AL TERRORISMO E L'IMMIGRAZIONE ILLEGALE

Cooperazione all'interno del Mediterraneo occidentale circa il governo dei flussi migratori, aggiornamenti sugli sviluppi della collaborazione per la lotta al traffico degli stupefacenti ed alle organizzazioni criminali in generale, lotta al terrorismo e prospettive di cooperazione in materia di protezione civile.
La quarta riunione dei ministri dell'Interno del Mediterraneo (Napoli 18-19 maggio) ha ribadito l'intenzione di rendere il Bacino mediterraneo un'area di dialogo, di scambi e di cooperazione alla luce delle più attuali esigenze nei settori della sicurezza e della polizia.
In particolare, è stato sottolineato nell'occasione come le politiche riguardanti il controllo dei flussi migratori devono puntare all'integrazione sociale e culturale, nel rispetto dell'identità degli immigrati. Sul fronte dell'immigrazione illegale, tuttavia, è stata ribadita la necessità di più severe misure di controllo alle frontiere, incentrate sulla maggiore collaborazione tra gli organismi nazionali di polizia.

Traffico di stupefacenti e criminalità organizzata costituiscono elementi cui avviare una sempre più stretta cooperazione che permetta lo smantellamento delle reti terroristiche attraverso scambi di informazioni, prosciugamento dei finanziamenti e, si ipotizza, corsi di formazione per esperti del settore.

Forme di collaborazione anche in materia di protezione civile ed in campo giudiziario, con particolare riferimento a tematiche quali estradizione e diritto d'asilo, in conformità con gli strumenti internazionali.



MEDITERRANEO- L'ISTRUZIONE FEMMINILE RALLENTA LA SPINTA DEMOGRAFICA

Il periodo finestra già attraversato da Giappone e Corea del Sud, consistente in quella fase in cui la popolazione in età lavorativa è almeno il doppio rispetto a quella dipendente (età scolare o terza età), rappresenta un'occasione irripetibile per attivare piani di sviluppo nell'Area mediterranea. In Turchia il periodo è già avviato e durerà sino al 2002, in Marocco andrà dal 2003 al 2017, in Tunisia dal 2001 al 2012 ed in Egitto dal 2009 al 2019.

La pressione demografica dei Paesi della riva Sud del Mediterraneo, comunque, è destinata ad arrestarsi; in contrasto con i dati dell'Onu e dell'International Institute for Applied Systems Analysis (IIASA) per l'Africa del Nord, la Fondazione Agnelli prevede che, entro il 2030, tutti i Paesi arabi saranno aldisotto della soglia di sostituzione (2,1 figli per donna).
Responsabile di questa situazione è la maggiore istruzione femminile che porta con sè una maggiore utilizzazione di pratiche contraccettive, matrimoni ritardati e minor tempo per badare ai figli. In base a tali indicatori è rilevante la riduzione della fecondità in Egitto (-34%), Marocco (-53%) e Palestina (-29%).
Il Libano, secondo i dati della Fondazione, scenderà al di sotto della soglia di sostituzione già dal 2000, precedendo Marocco (2004), Iran (2005), Turchia (2006), Libia e Tunisia (2007), Giordania (2011), Siria ed Algeria (2016), Egitto (2018), Iraq (2027), Israele (2030), Arabia Saudita (2034).

La Fondazione Agnelli, inoltre, ha analizzato la realtà economica dell'Area mediterranea e dei Paesi immediatamente vicini, distinguendo tra Paesi riformatori multilaterali (Marocco, Tunisia, Turchia, Maghreb senza Algeria e Giordania), riformatori autonomi (Egitto e Siria) e ad economie rentières (Arabia Saudita, Kuwait, Emirati).
  • I riformatori multilaterali hanno seguito le direttive allo sviluppo indicate da organismi internazionali quali il Fondo monetario, aprendosi alla liberalizzazione delle esportazioni e delle importazioni, cercando l'integrazione con le economi dei Paesi sviluppati e la riforma del settore finanziario.
  • I riformatori autonomi, invece, hanno confidato in larga misura nel petrolio, effettuando aggiustamenti macroeconomici che non hanno modificato la struttura di fondo delle loro economie. Essi, più che sulle importazioni hanno contato sulla domanda interna e sugli stock di capitali detenuti all'estero.
  • I Paesi a economie rentières, dominati dal ruolo economico dello Stato, sono fortemente dipendenti dal petrolio e devono, necessariamente, indirizzarsi verso la diversificazione produttiva e lo sviluppo dell'economia privata.


    COMUNICAZIONE

    IN ARABIA SAUDITA AVANZA LA RETE INTERNET - FONDI PER I COLLEGAMENTI

    Il Governo saudita ha deciso di legalizzare l'accesso a Internet nel paese e di consentire ad alcune aziende selezionate straniere di fornire accesso diretto ai sudditi di Re Fahd.
    A questo proposito sono stati stanziati appositi fondi per creare il collegamento dell'Arabia Saudita con il resto del mondo e dare spazio al business regionale oltre che a fornire nuove opportunità di dialogo con il resto del mondo agli abitanti del paese.

    Ricordiamo che in Arabia Saudita i collegamenti ad Internet sono stati frenati da leggi che limitano la diffusione delle pubblicazioni straniere, così come - d'altra parte- in altri Paesi del Golfo Persico, nonostante il forte radicamento nel settore della telematica da parte di alcuni investitori arabi. Non ultimo il principe saudita Al Waleed, che conta partecipazioni in Netscape, Apple e Motorola.


    CULTURA E RICERCA

    LA RICERCA ITALIANA SUL CICLO IDROLOGICO DELL'AREA MEDITERRANEA

    L'Area mediterranea, con i suoi bacini molto piccoli che rendono difficile il monitoraggio, è caratterizzata da frequenti periodi (anche anni) in cui le condizioni idrometeorologiche si discostano dai regimi medi, solitamente calcolati su una base trentennale.
    Inoltre, secondo il prof. Antonio Speranza del Dipartimento Servizi Tecnici Nazionale e dell'Università di Camerino, il ciclo idrologico dell'Area risente di una serie di complicazioni quali cicloni secondari mediterranei, bande di precipitazione intensa che colpiscono le coste spagnola, francese ed italiana (Liguria e Piemonte) e fenomeni prettamente locali (Versilia) che, insieme, ostacolano la fenomenologia idrometeorologica frontale tipica del Nord Europa.

    Per il prof. Speranza su tale complessità di base si innestano, inoltre, altre complicazioni di tipo antropico, quali la predominanza marittima e la forte internazionalità del bacino che rendono difficile la copertura osservativa e l'influenza insediativa umana.
    Per esempio, nella Calabria jonica il clima è fortemente influenzato dalla pastorizia che ha determinato modifiche nella copertura dei suoli.
    Da tali aspetti si evince il motivo per cui la ricostruzione sistematica del ciclo idrologico sia così arretrata rispetto ad altre aree del globo come il Nord Europa, dove la fenomenologia idrometeorologica è decisamente più semplice.
    Del resto, l'attività conoscitiva sul territorio si impone come uno strumento di intervento territoriale, oltrechè di pianificazione. Pensare di imporre modifiche, onerose sul piano sociale ed economico, agli insediamenti ed alle attività umane, se non sulla base di conoscenze rigorose e scientifiche, è impossibile.

    L'urgenza di tali problematiche rende, tuttavia, indispensabile il varo di alcuni progetti europei finalizzati a colmare le lacune conoscitive su tutta la gamma dei problemi idrologici: dalla scala globale a quella locale. Un aspetto importante dell'impresa conclude il prof. Speranza, consigliere del Presidente del Consiglio dei Ministri per il settore, è costituito dal raccordo culturale tra discipline accademicamente distinte e praticamente non comunicanti come Meteorologia, Idrologia superficiale, Idrogeologia profonda ecc. Mentre, proprio la barriera culturale potrebbe essere la più difficile da superare.



    ALL'UNIVERSITÀ DI PERUGIA IL PROGETTO DEL GRANDE MARE

    Alla Societè International des Sciences historiques, fondata nel 1995 presso l'Università di Perugia, è stato affidato dal Comitato euro-mediterraneo il progetto Hist-Med, che ha lo scopo di ricostruire la fitta rete di relazioni, rapporti e scambi che hanno segnato nel corso dei secoli le vicende dei Paesi rivieraschi del Grande mare Mediterraneo, con sostanziali influenze ben al di là di quest'area geografica.
    Si tratta di un progetto di grande respiro che non si fermerà alla fase dell'indagine scientifica poiché i risultati emersi saranno divulgati attraverso una serie di iniziative, in gran parte indirizzate al mondo della scuola e delle università. Saranno, inoltre, varati corsi universitari e seminari di Storia del Mediterraneo, editi testi scientifici e divulgativi, rassegne storico-bibliografiche e repertori di informazione per sviluppare una fitta rete di rapporti fra storici ed altri studiosi delle diverse discipline umanistiche dell'area.


    IN FUTURO UN NETWORK DEI PARCHI TECNOLOGICI DEL MEDITERRANEO

    Una parte della ricerca scientifica e, soprattutto, dell'innovazione dei processi scientifici e di prodotto passa per i Parchi Scientifici e tecnologici ed i Centri per l'innovazione del Mediterraneo. Una realtà alla quale guardano con interesse anche i Paesi della riva sud del Mediterraneo per il ruolo determinante che questi enti potrebbero avere nel loro processo di transizione economica attraverso un nuovo impulso alla cooperazione euro-mediterranea.

    Un workshop sull'argomento si è tenuto a Brindisi, promosso dal Parco Scientifico tecnologico PASTIS CNSRM dell'area Ionico Salentina, per lo scambio di esperienze e know how. Una iniziativa che, sostenuta nell'ambito del programma MEDA - già utilizzato in numerose iniziative a carattere scientifico-produttivo - potrebbe portare alla creazione di un vero e proprio network di Parchi per l'innovazione dedicato all'offerta di servizi tecnologici e scientifici avanzati.
    Fra i numerosi Parchi della riva Nord del Mediterraneo si inserisce il Sinai Technology Valley situato in Egitto.


    A ROMA NEL 1999 LA IX BIENNALE DEI GIOVANI ARTISTI D'EUROPA E DEL MEDITERRANEO

    Ad ospitare la IX Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo sarà, per la seconda volta, l'Italia. Dopo l'edizione di Torino dello scorso anno, sarà la città di Roma ad accogliere, nel giugno 1999, questo evento pluridisciplinare, che offre un'importante occasione di valorizzazione delle nuove tendenze.
    La manifestazione - che si è svolta in precedenza a Barcellona ('85), Salonicco ('86), Barcellona ('87), Bologna ('88), Marsiglia ('90), Valencia ('92) e Lisbona ('94) - registrerà la presenza di oltre 1000 artisti appartenenti a 20 paesi protagonisti di un'edizione totalmente innovativa.
    Due città, Roma e Sarajevo, - prossima sede della biennale del 2001 - saranno unite in un percorso che accompagna il passaggio del millennio oltre i confini storici dell'Europa. Un evento fortemente connotato da manifestazioni multiculturali per la nascita di un linguaggio comune tra i giovani dei diversi paesi del Mediterraneo.

    Oltre ai giovani artisti, che dell'edizione '99 saranno i protagonisti all'insegna del tema L'altro da sè, prenderanno parte alla manifestazione, su invito, anche artisti di fama internazionale.
    Sei le sezioni nelle quali sono state suddivise le diverse discipline in un contesto che premia l'innovazione e la ricerca attraverso un iter di selezione delle produzioni e degli interventi effettuato da commissioni composte da critici, operatori del settore ed esperti.
    Le sezioni riguardano:
  • Arti applicate: Grafica di comunicazione, Design, Fumetto, Illustrazione,
  • Arti visive: Arti plastiche e figurative; Cyber Art; Fotografia; Video Art,
  • Immagini in movimento: Cinema; Video - sono ammessi documentari e fiction,
  • Musica popolare: Elettronica, Etno, Jazz, Progressive, Rock, Tecno,
  • Scrittura: narrativa e Saggistica; Poesia,
  • Spettacoli: Danza, Interventi metropolitani d'arte, Teatro.

    Informazioni possono essere richieste al numero telefonico: ++39 6/41609222 dalle 9.00 alle 13.00.


    A TORINO UN MUSEO DELLA CIVILTÀ EUROPEA E DEL MEDITERRANEO

    Torino ha scoperto la sua vocazione culturale euro-mediterranea e si adopererà per sostenere l'incontro fra le culture dei Paesi di quest'area attraverso una rete di interscambio museale.
    In tale contesto si colloca l'allestimento di un museo permanente della civiltà europea e del Mediterraneo all'interno della Citroniera e della Scuderia grande del Palazzo reale, che diverrà sede del Museo. Lo prevede il progetto approvato alla fine di luglio dal Ministro per i Beni Culturali, Walter Veltroni, e dal Presidente della Regione Piemonte, Enzo Ghigo.

    La creazione di una rete di musei e di istituzioni culturali europee permetterà di realizzare progetti di interscambio a medio-lungo periodo destinati a valorizzare il tema portante del programma Dalle origini della moderna civiltà alla formazione e costruzione dell'identità europea. Un tema che evidenzia, come sottolineano alla Regione Piemonte, gli elementi di continuità e di rottura, di circolarità e di scambio che, dai valori della quotidianità, dalle formazioni economico-sociali alle componenti culturali, dai fenomeni di lungo periodo alle vicende storiche, hanno contraddistinto il processo di formazione di un'identità complessa e diversificata quanto profondamente unitaria.
    Il progetto avrà una duplice caratteristica: una valenza scientifica tale da coinvolgere anche esperti che non operano abitualmente in Italia; contribuire, con una forte azione di comunicazione e divulgazione, alla diffusione della conoscenza storica e alla formazione di elementi di identità culturale europea.

    Il museo sarà caratterizzato da un'area a carattere permanente al cui interno saranno collocati a rotazione opere e oggetti provenienti da dirette acquisizioni o prestiti di lungo termine. Mentre, una seconda area sarà adibita ad esposizioni temporanee mediante l'organizzazione di mostre di durata almeno annuale dalle tematiche capaci di rappresentare una sorta di approfondimento e integrazione dell'allestimento permanente.


    TUNISIA - A LA GOULETTE UN MUSEO DELLA PRESENZA ITALIANA IN TUNISIA

    La presenza della collettività italiana in Tunisia è antica, come antica è la loro integrazione nel tessuto socio-economico del Paese nord africano. Relazioni privilegiate fra i due Paesi hano, infatti, permesso di stabilire una felice convivenza, che sarà ricordata dalla creazione di un museo della "memoria" degli italiani in Tunisia.
    Sede del museo sarà il municipio della Goulette, il piccolo comune continguo alla citta di Tunisi, dedito alla pesca, divenuto centro storico della nutrita presenza della comunità italiana nel Paese.

    A sostenere l'iniziativa presso il Governo tunisino il senatore siciliano Ludovico Corrao, esponente dell'associazione parlamentare di amicizia Italia-Tunisia, e l'impegno dell'ambasciata d'Italia a Tunisi.
    L'iniziativa rappresenterà "una simbolica testimonianza degli antichi rapporti di profonda amicizia, comprensione e collaborazione esistenti tra il popolo italiano e quello tunisino", come ha affermato lo stesso ministro degli Affari Esteri italiano, Lamberto Dini.


    ARCHEOLOGIA

    LIBIA - ARCHEOLOGI ITALIANI SCOPRONO A SABRATHA UNA VILLA DEL III° SECOLO DOPO CRISTO

    Una nuova scoperta archeologica in Libia ad opera di ricercatori italiani: una grande villa-fattoria romana (di 82 metri di larghezza per 110 di lunghezza) è stata scoperta in Libia a Sabratha dalle missioni italiana e libica guidate da Nicola Bonacasa dell'università di Palermo.
    L'italiano conduce da 24 anni missioni archeologiche in Libia, a Leptis Magna oltre che a Sabratha. Nella scoperta, avvenuta a Dahman, sette chilometri dalla città antica di Sabratha, è stato affiancato da Mabruk Zinati, soprintendente alle antichità di Sabratha.

    La villa-fattoria è stata abitata per circa quattro secoli, dall'inizio del terzo secolo dopo Cristo al sesto compreso: sono stati trovati frammenti non numerosi, ma significativi di vari materiali, soprattutto ceramiche, i resti di un impianto termale, un impianto per la produzione di olio di epoca bizantina, una grande cisterna.


    TUNISIA - CAMPAGNA DI SCAVI DELL'EQUIPE DEL MUSEO DI CAMARINA

    E' partita per la Tunisia l'equipe del museo regionale siciliano di Camarina per una campagna di scavi.
    La missione, guidata dal direttore Giovanni Di Stefano, mira alla ricerca degli accampamenti militari romani lungo il limes del deserto libico-tunisino.
    Un altro intervento sarà dedicato all'esplorazione degli edifici teatrali di tipo romano nelle città di Sheitla, Gafsa e Kasserine e in altre ex colonie.

    L'obiettivo di entrambe le missioni : accertare, attraverso lo scavo di un forte, gli usi militari di Roma.