CURZIO MALAPARTE : UN GIORNALISTA SCRITTORE
Nato da padre tedesco (Erwin Suckert) e madre italiana, Kurt sceglie lo pseudonimo di Curzio Malaparte nel 1925.
Lo scrittore vive i primi anni in una città ricca, grazie all'industria tessile e ad un'agricoltura fertile, ma viene educato alla semplicità a contatto con contadini ed operai.
A Prato ritorna, dopo un periodo in Piemonte ed a Milano, per frequentare a 13 anni il collegio come esterno, e dove si attira l'ammirazione di insegnanti e compagni, con i quali però non riesce a legarsi di amicizia, vivendo una perenne solitudine.
In seguito si arruola nella legione Garibaldina combatte in Francia e nel 1915 quando l'Italia entra in guerra contro l'Austria, si arruola, animato da uno spirito interventista. Terminata la guerra, è addetto del ministro Tommasini a Varsavia e comincia a collaborare con alcune testate giornalistiche tra cui Il Mondo.
Nel 1921 pubblica La rivolta dei Santi maledetti. E', questo, un periodo politicamente intenso. Stringe amicizia con Pietro Gobetti, si dimette dal Partito Repubblicano e aderisce a quello fascista. Partecipa alla Marcia su Roma l'anno successivo è segretario della Federazione fiorentina dei sindacati fascisti, oltre che amministratore della casa editrice La Voce.
Nel 1933 lascia il partito fascista e lavora per vari quotidiani (da Il mattino di Napoli a La stampa di Torino. Quindi, espulso dal partito fascista viene condannato all'esilio sull'isola di Lipari per attività antifasciste all'estero. Poi, grazie all'intervento di Galeazzo Ciano, ritorna all'attività di giornalista con lo pseudonimo di Candido. Fonda la rivista Prospettive, sulla quale aleggia lo spirito fascista dell'epoca ed alla quale collaborano numerosi esponenti della cultura del novecento.
A Capri, dove nel 1938 acquista Punta Masullo e dove si fa costruire la casa matta, da il via alla sua produzione letteraria con Kaputt. Ma non lascia l'attività giornalistica per la quale, con una serie di articoli sull'Etiopia, riconquista Mussolini che gli fa restituire il passaporto, permettendogli di girare liberamente per l'Europa.
Corrispondente di guerra durante il secondo conflitto mondiale, sul fronte francese, russo e finlandese, fu arrestato alla caduta del fascismo nel 1943 e, poi, arruolato nell'esercito italiano come ufficiale di collegamento fra le truppe alleate ed il Corpo Italiano di Liberazione, prendendo parte alla battaglia di Montecassino.
Un'esperienza che gli suggerì La pelle (1949) dove descrive in maniera spesso cruda Napoli durante lo sbarco degli alleati.
A Parigi vive negli anni successivi e li scrive alcuni racconti : da il Ballo al Cremlino, Il Cristo proibito, Il battibecco, realizza un film, tratto dal suo romanzo Il Cristo proibito, del quale è soggettista, sceneggiatore, regista e perfino compositore di musiche.
Nel 1954 mette in scena per il Maggio Fiorentino La fanciulla del West e presenta al Festival Internazionale del Teatro a Venezia la commedia in tre atti Anche le donne hanno fatto la guerra. Nella rivista Saxofone, da lui ideata e diretta esordisce come attore.
Pubblica Maledetti Toscani nel 1956 e nel 1957 percorre la Russia di Stalin e la Cina di Mao Tse Tung. Tuttavia è malato ed in luglio è costretto a rientrare a Roma, dove si spegne il 19 luglio.