Scarperentola

La mia ricerca continua: il processo di mitizzazione degli oggetti che ha avuto inizio con il reggiseno si estende alla scarpa.

Eccomi dunque a presentare il secondo atto di quest'opera che vede protagonista la scarpa.

Si tratta di una grande raccolta di piu' di duecento opere inedite, create su mia richiesta. Non nascondo le difficolta' che sono riuscito a superare grazie all'aiuto di alcuni prezionsi collaboratori e di molti amici che intendo ringraziare.

Samuele Mazza

Non a regola d'arte perche' incalzabili. Sicuramente artistiche, queste scarpe scaturite dall'inventiva di artisti, italiani e stranieri, quotati ed esordienti.

Non di tendenza, perche' le correnti sono tutte rappresentate: dal figurativo al concettuale, dal minimale al surreale, dal pittorico al plastico, dall'ambientale al situazionista, dalla transavanguardia al citazionismo .... eclettiche piuttosto.

prevale, segno dei tempi, sul realismo l'allegoria, sul formalismo la simbologia, sul grafismo la matericita'.

Non postmoderne, ma "neopovere", per quell'insistere sui materiali grezzi, sui ferri ossidati, sulle corde e sulle reti, sulle zolle e sulla sabbia, sui legni e sui fossili.

Non funzionali, sebbene appropriate al tema del progetto. A forma di scarpa quindi, anche se surreali e neobarocche, ludiche e neopop, tecnologiche e postmoderne, radicali e neomoderne.

Un vocabolario di tutte le lingue del design. Una innocua torre di babele dove echeggiano lingue colte e dialetti.

E un repertorio, volutamente scoordinato, di creatori, protagonisti e comprimari, attenti a trasferire nella scarpa, simbolo per eccellenza, un proprio messaggio: c'e' chi e' stqato al gioco, giocando e chi l'ha preso sul serio, trasformando l'esercizio d'invenzione in una dichiarazione d'intenti.

E finalmente da indossare, da esibire, da ostentare nel gioco della seduzione e dell'allusione. Issate su tacchi vertiginosi per eccitare gli sguardi.

Per camminare ma soprattutto per adescare. pare proprio che la scarpa sia per gli stilisti un invito alla trasgressione, che in questo simbolo, cosi' poco velato, si concentri la voglia di superare la soglia del buon gusto e della convenienza; che si nasconda il prurito, un po' sadico, di costringere le donne a impossibili esercizi di equilibrio, a dure penitenze carnali.

O che pure si celi l'intento di calzare fate e folletti: forse il segreto desiderio di ogni stilista e' quello di incontrare una nuova cenerentola.

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