a cura di Davide Bruno e Roberto Massetti
Alla Facoltà del Design del Politecnico di Milano
siamo consapevoli che il sistema dei trasporti internazionale è al bordo di una
rivoluzione non procastinabile oltre: riuscire a valorizzare la mobilità
pubblica o alternative di gestione del bene come il possesso temporaneo dei
mezzi in quanto valide alternative alla mobilità privata.
Una considerevole responsabilità attraversata anche da
soluzioni industrial design oriented.I mezzi di trasporto pubblico (aereo,
treno, nave, che siano) devono essere studiati come habitat, come luoghi di
vita, dove spesso avviene una grande parte della vita relazionale quotidiana
per molti di noi. Lo studio dell’allestimento di questi luoghi è un importante
scommessa anche in termini di comunicazione e di facilitazione percettiva. I
sistemi innovativi di gestione del traffico: call for moving; sharing, auto
multiple, ecc. necessitano dello studio di sistemi e interfacce utente
fortemente facilitanti.
Si consideri
inoltre che l’Unione Europea, con il Trattato di Maastricht, ha riconosciuto al
“settore trasporto” un ruolo importante per l’integrazione economica e sociale
dei Paesi membri in quanto viene affermato che le “libertà di movimento e di
scambio” _condizioni necessarie per la costruzione di una “identità
territoriale e per il raggiungimento di uno sviluppo diffuso in Europa”_
potranno realmente essere tali solo nel momento in cui il livello qualitativo
delle infrastrutture diventi soddisfacente.
Si consideri inoltre che la gestione della mobilità di
merci e persone è un fattore che impatta fortemente sul sistema economico, per
le ricadute che essa genera in termini di competitività del sistema territoriale.
Molti sono gli elementi che incidono sulla qualità della
mobilità:
§
la
dotazione di infrastrutture adeguate;
§
l'innovazione
nella progettazione di prodotti e soluzioni;
§
la
cultura dei diversi attori verso un approccio responsabile al problema.
Conviviamo giornalmente con i problemi legati alla movimentazione di merci e
persone in un contesto infrastrutturale inadeguato e fortemente penalizzante
per la nostra capacità competitiva.
La domanda di mobilità è crescente e l'urgenza di avere risposte diviene la
priorità per lo sviluppo economico e sociale del sistema Paese. Soprattutto il
nostro Paese si pone come una “naturale piattaforma” all’interno del bacino del
Mediterraneo ed è al centro di un crescente sviluppo di flussi di traffico
merci e passeggeri dati dall’aumento della domanda di mobilità che si sta
verificando in tutta quest’area geografica, nonché nel resto dell’Europa
continentale. Tuttavia l’offerta italiana di infrastrutture e,
complessivamente, il sistema trasportistico ed i servizi ad esso correlati,
presentano ritardi significativi dal punto di vista quantitativo e qualitativo,
rispetto alla media europea.
In quest'ottica, la Facoltà
del Design ha promosso un ciclo d’incontri in grado di favorire il
confronto fra alcuni interlocutori industriali, e di creare le condizioni
perché il mercato della mobilità possa svilupparsi generando qualità e
innovazione.
Punto di partenza di questo progetto è un evento sul
problema della mobilità, affrontato dal punto di vista dell'impresa, che riunisce
aziende promotrici di soluzioni e progetti, Istituzioni e progettisti con
l'intento di:
§
generare
l'interesse i attraverso un impegno diretto delle imprese;
§
presentare
soluzioni pratiche al problema all'interno di un sistema complesso.
Il Politecnico di
Milano sta investendo in maniera significativa sul design, in termini di
ricerca e formazione, per raccogliere e formalizzare questa eredità culturale e
promuovere la cultura e i prodotti made
in Italy.
Il sistema dei Grandi Trasporti è senza dubbio tra i
settori su cui si è voluto maggiormente concentrare gli sforzi: al centro di
questo impegno sono poste le attività in cui il design, inteso come cultura
progettuale integrata, può contribuire allo sviluppo di soluzioni innovative
trasferibili con successo al mercato, migliorando la qualità dei servizi.
Il Laboratorio LSF1 coordinato da Davide
Bruno in seno al quale si sono sviluppate queste tematiche, oggetto ora di Open Lectures, si è avvalso sia delle
competenze di docenti del Politecnico, sia di docenti a contratto e relatori
provenienti dal mondo dell’impresa per una didattica fortemente orientata alla
realtà del mercato e della produzione.
L’organizzazione didattica del Laboratorio ha risposto
infatti alla necessità di formare progettisti preparati ad operare in una
società caratterizzata da forti impulsi innovativi, portando l’università a
contatto con l’impresa.
L’auspicio è quello di aver avviato, con questa esperienza,
un rapporto duraturo in grado di contribuire alla competitività e al rilancio
dell’industria (e, per indotto, dell’economia) italiana nel futuro a breve e
medio termine.
ATM e Finmeccanica Holding, che rappresentano due delle
maggiori realtà industriali italiane apprezzate anche all’estero, ha saputo
cogliere dal mercato la sfida a incrementare le condizioni di vantaggio sui
competitors attraverso una rinnovata sensibilità progettuale.
In questo contesto è nata la collaborazione con il
Politecnico di Milano: un rapporto che ha portato gli studenti a sviluppare
alcuni temi progettuali accolti con grande interesse o promossi direttamente
dalle aziende del Gruppo che hanno contribuito allo svolgimento del Laboratorio
di Sintesi Finale (AnsaldoBreda, Agusta-Westland e Alenia Aeronautica, ATM,
GiBi Car, Alenia Officine Aeronavali, Ducati Motor, Fincantieri, SAME Trattori,
IVECO).
10 Marzo 2004
Sede: Triennale di Milano,
via Alemagna 6
Ore:18.00
Design in movimento: come sarà il
futuro dei trasporti
Moderatore: Roberto Massetti
Interventi di Giampiero Bosoni,
Davide Bruno, Giulio Burchi, Fausto Cutuli, Vincenzo La Salvia, Luigi Merlini,
Carlo Pellegrini, Antonio Perfetti, Elisabetta Serri
24 Marzo 2004
Sede: SIAM, via Santa Marta
18
Ore: 18.00
Luoghi e geografie dei flussi: la
relazione tra la residenza e il sistema dei trasporti merci e passeggeri
Moderatore: Davide Bruno
Introduce: Roberto Massetti
Interventi di Paolo Altieri, Massimo Corsaro, Carlo Di
Biagio, Giorgio Goggi, Pierluigi Carcerano, Pietro Spirito
05 Maggio 2004
Sede: SIAM, via Santa Marta
18
Ore: 18.00
Design in movimento: qualità,
affidabilità e sicurezza
Moderatore: Giampiero Bottino
Introduce: Roberto Massetti
Interventi di Pietro Boggero, Fausto Brevi, Federico Giua, Fabrizio
Giugiaro, Renato Mannheimer, Giancarlo Perini, Roberto Piatti, Lorenzo
Ramacciotti, Ercole Spada, Mario Vernacchia, Andrea Zagato
19 Maggio 2004
Sede: Banca Popolare Milano c/o Sala delle Colonne,
Via San Paolo 12
Ore: 18.00
La legge obiettivo e project financing: progetti,
progettisti ed istituzioni
Moderatore: Bruno Soresina
Introduce: Roberto Massetti
Interventi di:
Pierluigi Bonora, Davide Bruno, Paolo Cornalba, Fabio Orecchini, Ernesto
Paolillo, Chicco Testa, Andrea Gilardoni
IL FUTURO DELLA COMUNICAZIONE
Il graphic design e il progetto delle
relazioni
a cura di Carlo Branzaglia
Il tema
dei media di rete e wireless ha inciso sulla cultura del progetto proponendo
una serie di problematiche che hanno definitivamente sancito un distacco
dall’oggetto materiale a favore della relazione immateriale: nell’affrontare
l’estensione delle superfici di interfaccia e delle pratiche di interazione; e
nell’orchestrare connessioni non più solo fisiche ma anche wireless; nel
costruire processi intermediali che regolano l’azione su più canali.
Le
conseguenze sono diverse. Da un lato, la dimensione ambientale e mobile assunta
dalle relazioni favorite dalle tecnologie di comunicazione, che
nell’assottigliarsi delle interfacce diventano comportamentali più che
“meccanicistiche”, con la conseguente necessità di progettare per l’appunto
esperienze, più che forme; dall’altro, la ancor più marcata dimensione
metaprogettuale, leit motiv comunque della cultura del progetto negli ultimi
dieci anni.
Il corollario
di tale situazione è rappresentato dalla ancor più pressante necessità di
vagliare soluzioni e stimoli di plausibile inserimento in un percorso
progettuale. Sempre e comunque il design ha sempre rappresentato uno strumento
per dare vita a soluzioni nei confronti di esigenze e problemi latenti: questo
ha significato costruire non solo l’oggetto (product o graphic che fosse) ma
anche le modalità d’uso che lo riguardavano. L’attuale ampliamento di
dinamiche, dovuto non solo all’implemento tecnologico ma al meticciamento di
linguaggi e pratiche relazionali che rinnovano codici comunicativi e
relazionali già esistenti, fa sì che molti possano essere spunti e modelli di
riferimento.
Il
senso di queste Open Lectures è dunque quello di confrontare modelli diversi di
relazione con un pubblico, avendo cura di ricondurli a una pratica progettuali.
IL FUTURO DELLA COMUNICAZIONE: calendario degli appuntamenti
Ore 18.00
Giacomo Spazio presenta il volume A
New Loop, Edito da City Living
Ore 19.00
Lima presenta live media di:
mou,lips!/Claudio Sinatti - mylicon EN - wang inc./Saul Saguatti
Questo
incontro offre due momenti: da un lato la presentazione di un volume realizzato
da Giacomo Spazio (progettista e produttore musicale, docente a contratto al
Politecnico di Milano e art director di collane quali Urania) che suggerisce
possibili relazioni fra suono e immagine. Dall’altro, una vera e propria serata dedicata al live media, a quella
forma performativa di grande rilievo espressivo negli ultimi anni che mette in
scena relazioni fra immagine e suono (entrambi elettronici) gestiti in presa
diretta da team di operatori. Con la partecipazione di autori di primo piano
della scena italiana.
24 marzo
2004
Esterni: un
concorso per l’arredo urbano
intervengono: Lorenzo Castellini e Beniamino Saibene
Lorenzo Castellini e
Beniamino Saibene coordinano le attività di esterni, una associazione che si è
resa riconoscibile per iniziative quali il Milano Film Festival, o lo stesso
concorso Arredo Urbano che trova la sua fase espositiva durante il salone del
Mobile, in punti differenziati della città. Le problematiche dell’arredo
urbano, da sempre scottanti, trovano ulteriori complessità nel rapido
modificarsi di tessuti e comportamenti urbani; ed infine finiscono con
l’offrire spunti al design della comunicazione nell’utilizzo di media
elettronici.
Intervengono:
Francesco Antolini, ideatore
Splashzone
Vito Di Bari, direttore
scientifico NextMedia Lab
Carmelo Di Bartolo, partner
Design Innovation
Mirko Pajé, direttore
creativo Mediaset
Il design dell’esperienza vanta riflessioni e procedure già strutturate; ma per definizione esso deve necessariamente rimettere in gioco modelli e riapplicarli. L’idea di entertainment può nascondere molte suggestioni per il progettista: dalle pratiche interattive nei videogiochi (Antolini) ai codici figurativi di riferimento (Pajè), dal progetto dell’ambiente sensibile e interattivo (Di Bari) a un più complesso design della qualità (Di Bartolio).
Luce e sviluppo urbano
a cura di
Alberto Seassaro
Progettare la luce per la città. Inserirsi nell’importante contesto di sviluppo che Milano ha avviato e nel dibattito ad esso correlato considerando la luce come una delle componenti fondamentali utili per una corretta identificazione del luogo urbano. La città è un palcoscenico potenzialmente poliedrico e oggi, nella avviata logica di sviluppo e conversione, offre opportunità e richiede livelli di intervento molti diversi: quello funzionale, quello artistico emozionale, quello legato alla comunicazione/ informazione, quello di immagine.
Assieme alla formazione e alla
ricerca scientifica e tecnologica, la Facoltà del Design ha sempre inteso che
l’Università fosse tenuta ad adempiere ad un ruolo critico, di riflessione
storica e di stimolo culturale nei confronti dell’intera società: le Milano Design Open Lectures, con i
“Seminari di Storia e critica” organizzati dalla Facoltà del Design sono
un’occasione per confrontare il punto di vista dell’Università - per sua natura
libera, dialettica, costruttivamente critica e “perciò scientifica” - con
quello degli operatori istituzionali, professionali, aziendali e culturali
dello specifico settore “della luce”, nelle occasioni ad esso dedicate.
L’ intenzione è quella di sollecitare un confronto non
meramente retorico fra i diversi numerosi soggetti che operano nel campo
dell’illuminazione urbana, dalla committenza e imprenditoria pubblica, alle
aziende fornitrici, ai professionisti, al mondo della scienza e della cultura
rappresentata dall’Università. I professionisti incaricati presso la Facoltà
hanno infatti il compito di trasferire nell’insegnamento la loro alta
esperienza professionale, che nel mondo della “cultura del lighting design” - ovvero
con riferimenti disciplinari un po’ diversi dalla “cultura illuminotecnica” - è
fondamentale per avviare quella competitività che è alla base dei processi di
innovazione.
31 marzo 2004
Ore 18.30
Relatori: in fase di definizione
LUCE, ARTE, CITTA’ - La
componente artistica nel progetto luce per la città
Relatori: in fase di definizione
Le ipotesi per la progettazione integrata di padiglioni temporanei alla Città della Moda è stata esplorata dai laboratori della Facoltà del Design tenuti da Giovanna Borasi, Alberto Zecchini, Giorgio Santagostino, Dalia Gallico, Paolo Rosselli, Bob Noorda, Pierluigi Nicolin. Il ciclo di seminari, che fa seguito a questa esperienza, cerca di tracciare la linea di demarcazione tra le produzioni legate a una mera provvisorietà e la ricerca dell’evento come orizzonte nel quale potrebbe svelarsi il fondamento dell’”essere”.
a cura di Giovanna Borasi, Albero Zecchini, Giorgio
Santagostino
TEMPORARY:
calendario degli appuntamenti
19 aprile 2004
La relativitá dei materiali, la dissolubilitá degli oggetti
Ore 18.30
Introduce: Paolo Brescia
Interventi di Kengo Kuma
Ore 18.30
La Mappa dell’azione
Introduce: Pierluigi Nicolin
Interventi di Luca Ronconi
Ore 18.30
Un Campus per la Moda e il Design
Introduce: Stefano Boeri
Interventi di Petra Blaisse,
Michael Maltzan, Mirko Zardini
Ore 18.30
Architettura, Arte, Ambiente
Introduce: Lorenzo Gaetani
Interventi di Germano Celant
La fase odierna può definirsi una fase di transizione dal punto di vista del
rapporto tra Sistema Italia e Sistema design. Ciò è avvertibile in molti modi.
Prima di
tutto è in via di modificazione il rapporto tra designer e aziende. Le aziende
italiane, in fase di mondializzazione, tendono da tempo a stabilire rapporti
con designer di tutto il mondo. Del resto sempre più paesi investono in design
e giovani designer emergono in situazioni dove le aziende italiane sono
presenti; inoltre i giovani designer di tutto il mondo espongono a Milano i
loro prototipi e le loro ricerche sperando di essere notati dalle aziende
italiane. Nell’ultimo decennio, d’altro canto, i giovani designer italiani
stentano ad emergere. Dipende dalle scelte aziendali, dalla formazione, da un
fisiologico cambiamento generazionale?
Le aziende italiane hanno affermato il design italiano nel
mondo ottenendo grandi successi, spesso principalmente di immagine: solo
raramente hanno infatti raggiunto dimensioni tali da permetterne la presenza
competitiva sui mercati mondializzati. Oggi si assiste ad una serie di fenomeni
di assorbimento di aziende italiane “design oriented”, di grande prestigio
internazionale, da parte dei cosiddetti “poli del lusso”; intanto cresce
l’influenza di pochi grandi marchi, italiani e no, che si rivolgono a un
mercato ampio. Un analogo fenomeno di divaricazione inizia ad avvertirsi anche
nella moda. E’ questa divaricazione la prospettiva? E quale è il futuro
dell’azienda italiana “design oriented”, caratterizzata dalla piccola dimensione ma dal ruolo
insostituibile di un imprenditore che percepisce il design come valore?
Milano non è una “global city” ma è centro metropolitano di
grande rilievo: certamente potrebbe caratterizzarsi come uno di quei luoghi in
cui la presenza delle “tre T”, come scrive Richard Florida, e cioè talento,
tecnologia e tolleranza, induce grandi sviluppi. Per quanto riguarda il design,
Milano è città ad alta concentrazione di istituzioni, enti pubblici e privati,
aziende, centri di comunicazione, di formazione, culturali ecc. Eppure è
opinione diffusa che qualità della vita e bellezza non emergano a sufficienza,
e che non si verifichino sinergie tali da determinare uno scatto in avanti nel
ruolo del design per la città e della città per il design. Quali sono le
strategie possibili?
SISTEMA ITALIA - SISTEMA DESIGN: calendario degli
appuntamenti
3 maggio
2004
Sede:
Assolombarda Sala Falck – via Chiaravalle, 8
Ore 17.30
Le aziende
e i giovani designer
11 maggio
2004
Sede:
Assolombarda Sala Falck – via Chiaravalle, 8
Ore 17.30
Le aziende
“design oriented” e i poli del lusso
25 maggio
2004
Sede:
Assolombarda Auditorium – via Pantano, 9
Ore 17.30
Milano e il
design
COMUNICAZIONE DELL’EMERGENZA
La comunicazione nelle urgenze umanitarie
a cura di Diego Bernardi
Nello scenario sempre più
drammatico e complesso di eventi bellici e di emergenze umanitarie presenti in
tutto il mondo, si è voluto analizzare, valutare e capire come la comunicazione
si pone verso queste tematiche e soprattutto verso il principale fruitore:
l’individuo. L’abbiamo fatto tramite
tre realtà che in modi differenti hanno lavorato “sul campo” e hanno portato,
non solo testimonianze tangibili ma hanno saputo raccogliere e trasmettere
quanto della loro esperienza si è tramutato in progetti concreti.
Analizzeremo i diversi aspetti
comunicazionali, quelli esterni e cioè quelli legati alle realtà che circondano
e che entrano in rapporto con lo/gli stati in guerra; quelli interni e cioè
quelli imminenti alla fase di urgenza, locali. Ed infine sarebbe utile
analizzare come la comunicazione, in una società con una grave urgenza
umanitaria, qualunque essa sia, si interfaccia con le realtà sociali preesistenti
(nel caso in cui resistano e non vengano annullate completamente) oppure che
tipo di riprogrammazione socio/comunicativa può essere studiata ed attuata
compatibilmente con la “fase acuta”.
Per questo abbiamo cercato la
testimonianza di chi ha sperimentato in prima persona e sperimenta l’incontro
con mondi e popoli a noi così vicini (tramite i mass media) ma così lontani e
sconosciuti tanto da non renderci conto di quello che in realtà è la loro vita
di ogni giorno. Solo grazie al dialogo, allo scambio culturale, alla
mediazione: solo grazie alla COMUNICAZIONE, possiamo in realtà capire le
implicazioni interne, esterne e comunitarie tra loro e noi.
E’ per questo che, in questa fase
di appuntamenti delle “Open Lectures” dedicati alla “Comunicazione nelle
urgenze umanitarie”, ci è sembrato
utile che gli studenti potessero “comunicare” direttamente con il singolo
relatore al fine di fruire al meglio le realtà e le condizioni dove il professionista si troverà a lavorare con
valori e metodologie completamente diverse da quelle “classiche”, a cui è
abituato, ed in scenari rivoluzionari che vogliono testimoniare un’esigenza ed
un approccio nuovo al quale il designer della comunicazione dovrà rispondere,
non tanto dal punto di vista etico e morale (ognuno di noi lo fa in maniera
autonoma e personale) bensì dal punto di vista concettuale e progettuale.
COMUNICAZIONE DELL’EMERGENZA: calendario degli appuntamenti
05 maggio 2004
15 maggio 2004
19 maggio 2004