Brianza e Murgia - due distretti a confronto

(da una ricerca del gruppo Sistemarredo - SDA Bocconi)

 

Il design del mobile "made in Italy" viene realizzato da una serie di piccole e grandi imprese, concentrate sul territorio nazionale soprattutto in due grandi distretti, nel ricco Nord padano e nelle aree emergenti del Sud-est.

La Brianza comasca e milanese rappresenta il piu’ antico distretto del mobile italiano, detiene il 18,5% della produzione nazionale di mobili ed il 5,2% di quella europea e risulta caratterizzata da una grande quantita’ di produzioni: imbottiti, soggiorni, sale pranzo, camere da letto, prevalentemente in stile moderno e rivolte alla fascia medio-alta del mercato.

Il distretto presenta una struttura produttiva molto frammentata: il 75% delle 6000 imprese della Brianza e’di tipo artigianale. La ridotta dimensione caratterizza tutti i comparti, il numero medio di addetti e’ 3,8 nel mobile in legno; 4 nell’imbottito; 5,4 nel mobile in metallo.

Le prime cento imprese, per valore di fatturato realizzano il 35% del valore distrettuale.

Il distretto della Murgia ha invece una origine piu’ recente. Le prime imprese artigianali prodruttrici di mobili in legno e complementi nell’area della Murgia pugliese e nel Materano nascono negli anni ’50. Successivamente, negli anni ’70 alcuni tra questi artigiani si specializzarono nella produzione di salotti ed avviarono processi di crescita internazionale che dettero impulso notevole allo sviluppo economico locale.

Tuttavia e’ solo agli inizi degli anni ’90 che la Murgia comincia ad assumere una organizzazione produttiva simile a quella di un vero distretto industriale. Attualmente nella Murgia operano circa 250 imprese con un totale di 7000 addetti, indotto escluso.

La produzione appare concentratqa intorno ad una decina di soggetti che rappresentano il ruolo di "Imprese guida" del distretto.

I primi tre gruppi: Natuzzi, Calia e Nicoletti rappresentano il 55% del valore della produzione locale e se si aggiungono circa altre dieci imprese si ottiene circa l’80% con un assorbimento di circa il 65% dell’occupazione dell’intero distretto.

I due distretti esaminati tendono ad esprimere differenti livelli di penetrazione sui mercati internazionali : nel caso della Brianza il valore della produzione destianta all’estero e’ di circa il 20% mentre nel caso della Murgia raggiunge circa il 60%.

La limitata vocazione internazionale della Brianza e’ dovuta al fatto che sin dalle origini le aziende locali si sono strutturate per soddisfare il mercato domestico, caratterizzato allora da notevole domanda. Per altri versi le aziende brianzole non sono state piu’ di tanto sollecitate allo sviluppo di competenze specifiche nell’area del commercio internazionale, dominato dalle grandi distribuzioni.

Le vendite all’estero sono realizzate principalmente in area EURO anche se il peso di questi mercati tradizionali e’ in progressiva diminuzione.

Tra le altre aree di sbocco vi sono Medio oriente, Asia ed USA. Il grande sviluppo dei mercati nei paesi lontani e’ collegato all’intensificarsi dell’attivita’ "contract". In particolare sono le imprese di maggiori dimensioni ad impegnarsi piu’ nei mercati esteri, strutturandosi anche per gestire l’attivita’ di "contract", mentre sono solo episodiche le iniziative in tal merito delle imprese piu’ piccole.

La scarsa apertura internazionale del distretto caratterizza anche il mercato degli approvvigionamenti, che prevalentemente vengono effettuati in Italia.

Totalmente diversa e’ la situazione della Murgia che fin dalle origini presenta un marcato orientamento all’esportazione. Il fatturato realizzato nel 1997 sui mercati esteri era pari a circa il 60% sul totale dell’intero distretto. Tutte le imprese esportano una quota consistente del loro fatturato: Natuzzi il 90%, Calia il 60%, Nicoletti l’82%, Design studio il 90%. Gli approvvigionamenti di materie prime (pelli, tessuti, legnami) avvengono nel Nord Italia, Nord Europa ed Argentina. I mercati principali sono la Germania, La Francia e L’Inghilterra dove le imprese della Murgia sono leader nel segmento degli imbottiti in pelle. Il principale mercato extraeuropeo e’ quello USA dove le imprese della Murgia detengono il 30% del segmento "pelle".

A causa delle caratteristiche delle imprese e dello loro produzioni, la Brianza ha subito piu’ di altre aree locali il contraccolpo di una evoluzione "in declino" del mercato. Negli ultimi due anni, le prime 25 imprese brianzole, tra cui Molteni, Poliform, Meritalia, Busnelli, nonostante siano riuscite a proteggere il fatturato hanno subito un declino della redditivita’ a causa dello spostamento della concorrenza sul livello di prezzo. Si sono avuti effetti come diminuzione dei dipendenti e dei ricavi pro-capite ed in genere problemi di sviluppo. Le unita’ artigianali della Brianza hanno risentito maggiormente del periodo di crisi del mercato anche per una minore reattivita’ all’evoluzione del contesto competitivo.

Situazione opposta invece si ha nel distretto della Murgia che ha dimostrato di saper essere un interlocutore piu’ adatto nei confronti della grande distribuzione, detentrice di una quota pari all’80% dei mercati esteri. La dimensione media delle aziende ha consentito di fornire i volumi necessari alle richieste dei grandi distributori europei. Rilevante anche la maggiore forza contrattuale e livelli di prodittivita’ piu’ elevati rispetto alla media del settore. Non ultimo il vantaggio di operare in aree dove il costo del lavoro e’ pari a circa il 70% di quello relativo alla Brianza.

I problemi del distretto della Murgia emergono invece nel settore delle infrastrutture territoriali, ancora insufficienti, e nel settore bancario e dei servizi, scarsamente sviluppato.

Per entrambe i distretti la prossima grande sfida e’ rappresentata dal mercato unico europeo e dall’avvento dell’EURO che portera’ ad una nuova e piu’ serrata competitivita’ tra le imprese del settore ed accelerera’ le dinamiche di concentrazione e di internazionalizzazione gia’ in atto. Le esportazioni delle imprese sia della Brianza che della Murgia saranno orientate maggiormente ai paesi europei, i cui mercati stanno assistendo ad un ridimensionamento dei consumi di arredamento e di design di qualita’. Altrettanto pressante sara’ la presenza di aziende europee sui mercati italiani e sui mercati lontani verso cui esportano le imprese italiane. Cio’ significhera’ aumento delle pressioni concorrenziali ed aumento dei processi di selezione. Le imprese brianzole saranno quelle che maggiormente soffriranno dell’evoluzione del contesto competitivo, soprattutto per la scarsa disposizione ad operare in mercati piu’ ampi e la non ancora sviluppata abitudine di ottenere le certificazioni sul prodotto richieste ormai dalle grandi catene di distribuzione straniere. Le imprese della Murgia dovranno dare ulteriore continuita’ al modello dei "grandi volumi per la grande distribuzione" gia’ perseguito dalle principali imprese locali.

Il futuro del mobile e del design italiano del mobile sara’ in sostanza nella crescita dimensionale delle aziende, unica risposta ai fenomeni competitivi descritti. Cio’ significhera’ maggiore potere contrattuale, piu’ investimenti in ricerca e sviluppo. Le imprese che maggiormente risponderanno a questi requisiti saranno le "Imprese guida" nei due distretti e potranno affrontare seriamente il nuovo millennio.