"Speciale" Lingua e cultura italiana
Turismo e cultura enogastronomica
Alla scoperta dei sapori genuini e di una cultura che rischia di scomparire
.Da sempre l'Italia è una delle mete più ambite per la ricchezza di opere d'arte. Ma è una terra straordinariamente ricca anche di usi e costumi, terra di vini pregiati e di una cucina tra le migliori del mondo per qualità e diversità di piatti.
Oggi si parla tanto di cucina mediterranea: la cucina del buon olio d'oliva, del vino genuino, del pane casalingo fatto con farina ricca di fibra.
Il numero di persone sempre più attente alla qualità e genuinità dei cibi è in costante aumento e si riflette anche sul turismo che è fatto sempre più di persone attente più alla "cultura" dei luoghi che alla semplice visita del "solito" monumento.
Oggi si sta diffondendo sempre più una nuova figura di turista - ma preferiamo chiamarlo "viaggiatore" - che prende nettamente le distanze dal turismo di massa: il turismo mordi e fuggi che è stato il credo di milioni di persone in questi ultimi decenni. Il viaggiatore del 2000 è una persona curiosa e attenta che ama conoscere, vedere, odorare, assaggiare, che ama trascorrere le giornate cercando di scoprire l’anima dei luoghi visitati. Per questo non è possibile dire di conoscere un luogo se non si è assaggiato un piatto tipico e bevuto un buon bicchiere di vino.
Visitare l'Italia non è soltanto un'esperienza spirituale ma anche enogastronomica perché la cucina italiana è un incredibile mosaico le cui tessere sono rappresentate dalle varie cucine regionali. Per questo, ogni vivanda deve essere assaporata nel luogo dove è stata inventata, dove la tradizione custodisce e difende il suo tratto caratteristico.
La cucina regionale italiana non può essere riassunta dagli scontati maccheroni, spaghetti al pomodoro o pizza napoletana perché è così ricca di preparazioni, da non avere eguali nel mondo anche per la qualità e varietà dei piatti. Le ricette della cucina regionale italiana affondano le loro origini persino nella preistoria e molte sono giunte quasi intatte fino ai giorni nostri. A queste se ne sono aggiunte molte altre in epoche più recenti, ma sempre sulla base di quelle più antiche, del periodo dell’Impero Romano, del Medioevo e, soprattutto, del Rinascimento.
Un patrimonio immenso che si è diffuso in tutto il mondo grazie ai romani prima, ai mercanti ed ai nobili poi ed infine anche agli emigranti, influenzando e ispirando cucine e culture diverse da noi. La ricchezza, la varietà, la continua diversità si rivela regione per regione, paese per paese, quasi di famiglia in famiglia, anche quando i piatti sono poveri o semplici di ingredienti. Così cambiano o si trasformano i piatti, i loro sapori come anche i tanti vini di fama mondiale, prodotti in ogni regione. Un panorama gastronomico ricco di tradizioni, memorie, storia e leggende che come tale va esaltato e difeso.
Il turismo enogastronomico rappresenta un fenomeno le cui potenzialità economiche sono più che evidenti. Cresce, infatti, la spesa turistica rivolta a forme alternative di vacanze, come il turismo rurale o l'agriturismo. Nel 1990, ad esempio, le presenze registrate sono state di 6,8 milioni mentre nel 2000 si prevede un incremento che potrebbe superare le 11 mila presenze. Il giro d'affari attuale è stimato intorno ai 435 miliardi, dato relativo alle sole strutture ricettive, pari al doppio rispetto al 1990.
Il fatturato del turismo è di 140 mila milioni. L'Italia rimane ancora uno dei paesi più forti, anche se occorre attrezzarci per affrontare in modo scientifico il fenomeno puntando su una differenziazione dell'offerta. Il turismo enogastronomico e quello ambientale sono destinati ad aumentare, insieme a quello dei parchi e delle città minori.
ITINERARI
Le Strade del Vino: percorsi tra storia, cultura e …vigneti
Le Strade del Vino sono percorsi entro territori ad alta vocazione vitivinicola caratterizzati, oltre che da vigneti e cantine di aziende agricole, da attrattive naturalistiche, culturali e storiche particolarmente significative ai fini di un'offerta enoturistica integrata.
Le Strade del Vino costituiscono uno strumento di promozione dello sviluppo rurale e del suo territorio e intendono favorire e promuovere l'enoturismo, quale movimento inteso a valorizzare la produzione vitivinicola nell'ambito di un contesto culturale, ambientale, storico e sociale.
Questa nuova forma di escursionismo verde, che accompagna i visitatori tra i vigneti, con i loro nuclei e centri abitati caratteristici, le attrattive culturali, naturalistiche e ricreative, le osterie e i ristoranti tipici, le strutture ricettive (locande, alberghi e agriturismi), le enoteche e gli artigiani, ha la sua festa nella manifestazione Cantine Aperte, che si svolge tutti gli anni in maggio: sono 700 le aziende in tutta Italia che spalancano le porte delle loro cantine ai turisti ed offrono gite, assaggi in cantina e spiegazioni a volontà.
Con il progetto Dyonisos un itinerario del vino in Sicilia.
La Strada del Marsala e del Moscato
La Strada del Marsala e del Moscato di Pantelleria si snoda lungo le località di Castellammare del Golfo, Scopello, la Riserva naturale dello Zingaro, Erice, Trapani, Marsala, Salemi, Segesta, l'isola di Pantelleria. Un lungo splendido itinerario che unisce la cultura enologica alle risorse naturali e artistiche di cui la zona è particolarmente ricca.
Prima di arrivare nella cittadina di Castellammare del Golfo, dal belvedere alle falde del Monte Inici si può ammirare la rada del porto, dove è sito il castello costruito in epoca araba e riedificato dagli Aragonesi nel Trecento. Proseguendo per Scopello, borgo costruito su un antico casale arabo, dotato di una tonnara- fino a qualche anno fa ancora utilizzata per la lavorazione dei tonni - si arriva in una splendida oasi di vegetazione mediterranea: la Riserva Naturale dello Zingaro, alla quale si può accedere solo a piedi.
Altra importante tappa del percorso è Erice, località turistica dall'aspetto di un borgo medievale rimasto pressoché intatto nella struttura architettonica ed urbanistica. Assolutamente da vedere le tre porte normanne, la Chiesa Madre, la chiesa di S. Giovanni Battista e il Castello di Venere, fortezza medievale eretta sui resti dell'antico Tempio di Venere.
A pochi chilometri Trapani, dove si possono visitare il Santuario dell'Annunziata e il Museo Nazionale Pepoli.
Suggestiva la passeggiata nella città vecchia e sul lungomare, dal quale si prosegue verso Marsala, ammirando il suggestivo panorama delle saline, punteggiato di vecchi mulini a vento, un tempo impiegati per macinare il sale, ora ristrutturati e visitabili.
Fiorente città costiera sul capo Lilibeo, Marsala è patria famosa dell'omonimo vino. Il centro storico, ben conservato, ha mantenuto l'originario tessuto viario medievale, sul quale si innesta la piazza centrale con i monumenti barocchi del Duomo e del palazzo Comunale. Interessante il Museo degli Arazzi di manifattura regionale e le famose cantine Florio, sede di una preziosa enoteca.
Penultima tappa a Segesta, centro archeologico di suggestiva importanza, conserva un tempio greco fra i più perfetti e meglio conservati dell'architettura dorica, utilizzato nel periodo estivo per l'allestimento di spettacoli di drammaturgia classica.
Infine, l'Isola di Pantelleria, famosa nel mondo per il suo pregiatissimo Moscato prodotto con lo Zibibbo, un vitigno introdotto dagli arabi da Capo Zebid in Africa. Caratteristiche dell'isola sono, anche, le costruzioni locali: i dammusi in pietra lavica nera.
Per la degustazione del suo vino a DOC, fra le tante, segnaliamo l'azienda agricola Gioia-Casano, vera testimonianza di archeologia agricolo-industriale.
In Veneto con la Strada del Prosecco
Ci si può avvicinare al Prosecco in molti modi ma il più simpatico, suggestivo e "beverino" è sicuramente quello di andarlo a trovare nella sua zona d'origine.
Ufficialmente il percorso esiste dal 1966, anche se allora si chiamava Strada del Vino Bianco, e riprendeva un itinerario tipico, ben conosciuto e frequentato anche in anni precedenti.
La strada - e non poteva essere diversamente - parte da Conegliano e arriva a Valdobbiadene. Conegliano, la città di Cima, cresciuta attorno ad un Castello del Mille, del quale si conservano ancora la Torre Mozza e la Torre della Campana, sede del Museo Civico, è la capitale del vino veneto, non solo per il richiamo al Prosecco ma, soprattutto, per la presenza dell'Istituto di Viticoltura e dell'Università del Vino, che la rendono un vero e proprio faro dell'enologia.
L'itinerario tocca, quindi, Costa, Rua, Borgo Agnese e San Pietro di Feletto, che deve il nome alla pieve di San Pietro, costruita nel XII secolo su un tempio pagano.
Si prosegue per Col San Martino, dove al Prosecco viene dedicata annualmente una festa, dal 22 marzo al 14 aprile. Quindi Guia e San Pietro di Barbozza, regno del Cartizze, per giungere, infine, a Valdobbiadene, sede di molte aziende che producono spumante, dove Villa dei Cedri ospita annualmente la Mostra Nazionale dello Spumante (in settembre).
Abruzzo: La Strada del Vino "Tratturo del Re"
Le Strade del Vino d'Abruzzo è un progetto finanziato con fondi comunitari nell'ambito del Programma Operativo Monofondo 1994/96 - che hanno consentito la realizzazione di una guida, la costituzione di un sistema di segnaletica stradale ed aziendale, nonché numerose attività promozionali di supporto, al fine di far conoscere ed apprezzare prodotti enologici, primo fra tutti il Montepulciano d'Abruzzo.
L'itinerario prende il nome delle vie armentizie (i tratturi) che segnavano questa zona, vere e proprie autostrade dell'antichità che consentivano alle greggi di giungere in pianura ove passava il tratturo speciale del Re.
Si parte da S. Vito Marina e dai luoghi che ispirarono D'Annunzio, attraverso le colline che si affacciano sul Sangro dove, accanto alle coltivazioni di ortaggi e alberi da frutta, troviamo i vigneti del Montepulciano, Trebbiano e Sangiovese.
La Strada del Vino Tratturo del Re muove da S. Vito per 5 chilometri verso nord e, dopo il bivio di S. Apollinare, sale verso Frisa antico possedimento della città di Lanciano, vicino alla quale si trova Rocca S. Giovanni.
Lanciano, tra le più affascinanti città della regione, fu nel Medioevo centro importantissimo per i mercanti della penisola.
Tra le numerose bellezze artistiche da visitare, citiamo la cinquecentesca Cattedrale, chiamata S. Maria del Ponte perché eretta su tre archi del distrutto ponte Diocleziano del III secolo, nei pressi della centrale piazza Plebiscito dalla quale diramano le viuzze del centro. Poco distante la Chiesa di S. Maria Maggiore (1227), sicuramente tra le Chiese più belle della regione con la facciata in pietra arenaria e un bel portale. Da vedere la Chiesa del Purgatorio e quella di S. Francesco, detta del Miracolo Eucaristico perché nel VII secolo l'ostia si sarebbe trasformata in sangue durante la Messa (una teca conserva il prezioso ostensorio).
Da Lanciano si scende verso sud, fiancheggiando il mare. Poi si sale a destra sulla parte alta dove si erge la superba Abbazia di S. Giovanni in Venere, di cui è splendido il portale marmoreo duecentesco ed elegantissimo il rivestimento delle tre absidi in corrispondenza della cripta.
Da Casoli a Lama dei Peligni: qui è stata costituita la Riserva Naturale, il Museo Archeologico Naturalistico con l'annesso Giardino Botanico, ma da vedere sono, anche, la Chiesa di S. Antonio e il Convento della Misericordia. Vicine: la famosa Grotta del Cavallone, ricca di stalattiti, resa famosa da Gabriele D'Annunzio nella Figlia di Iorio, e la Grotta di S. Angelo nel territorio di Palena.
La Strada del Vino segue la Valle del Sangro fino a giungere al lido di Casalbordino: a destra si sale al paese situato su una collina densissima di vigneti. In prossimità del caratteristico Faro di Punta Penna con il piccolo porto; nei pressi è il piccolo Santuario di forme romaniche consacrato a S. Maria della Penna. In pochi minuti si raggiunge Vasto, una delle più interessanti cittadine d'Abruzzo, meta di turismo tanto da essere considerata la capitale estiva d'Abruzzo, insieme alle cittadine teramane di Alba Adriatica e Martinsicuro.
NEWS
"Le Vie del Latte – Caseifici Aperti in Campania"
Tra le nuove proposte presentate alla Borsa del Turismo Internazionale 2000
In occasione della Borsa Internazionale del Turismo di Milano, Slow Food con l'Assessorato al Turismo della Regione Campania, hanno presentato "Le vie del Latte-Caseifici Aperti in Campania", un progetto con un obiettivo ambizioso, che propone un turismo diverso ed intelligente, legato ai prodotti ed alle tradizioni secolari della terra campana.
Le "Vie del latte" potranno condurre tra i tradizionali allevamenti di bufale della Valle del Sele nel Salernitano e del Volturno nel casertano; consentiranno di arrampicarsi tra i pascoli dell'Alta Irpina o dei monti alburni nel Cilento dove le mandrie di vacche della razza podolica ci regalano lo straordinario caciocavallo podolico; o di salire sugli Monti Lattari della Penisola Sorrentina dove la caratteristica vacca agerolese offre un latte profumato di erbe di bosco con cui si produce il raro provolone del monaco.
Seguendo le Vie del Latte, un viaggio in Campania potrà diventare l'occasione per scoprire prodotti e sapori sconosciuti, segreti di lavorazione tramandati per generazioni, mestieri antichi e razze autoctone che, con le loro transumanze, hanno disegnato il paesaggio delle valli e delle montagne.
Il primo appuntamento è previsto per il prossimo 26 marzo. Le vie del latte nasceranno in Campania in virtù della sua millenaria tradizione casearia, ma di qui dovranno proseguire in tutta Italia: l'ambizione di questo progetto, infatti, è quella di riunire gli operatori caseari in un'associazione nazionale capace di valorizzare "il turismo del Formaggio" affiancandolo a quello del Vino.
Per informazioni: Slow Food Arcigola - Tel. 0172/419611
MUSEI
Umbria - A Torgiano il Museo del vino
Il Museo del Vino, che ha sede a Torgiano, Perugia, nel monumentale palazzo Graziani Baglioni (XVII secolo), è un museo privato, ideato e realizzato da Giorgio, appassionato viticultore, e da sua moglie, Maria Grazia Lungarotti, storica dell'arte. Aperto al pubblico nel 1974, il museo ha costantemente incrementato le proprie raccolte, estendendo progressivamente l'area espositiva; attualmente il percorso museale si articola in venti sale, visitate ogni anno da circa 20.000 persone.
Un nutrito gruppo di materiali archeologici richiama alla presenza del vino nelle civiltà mediterranee e alle vie del commercio marittimo e terrestre lungo le quali si sono diffuse tecniche e usanze: brocche cicladiche, vasi hittiti, bronzi etruschi, anfore vinarie e vetri romani.
Le tecniche vitivinicole e dell'artigianato a esse inerenti sono documentate da una ricca raccolta di manufatti etnografici: strumenti per la viticoltura, torchi, presse e arredi di cantine e documentazioni relative alla loro costruzione a fianco di materiali artigianali collegati al tema (merletti, ricami, ferri da cialda).
Una vasta raccolta di ceramiche a tema enologico e mitologico dal XIII al XX secolo è esposta secondo lo schema: il vino come alimento (boccali, misure, borracce, fiasche, coppe); il vino come medicamento (vasi farmaceutici affrontati a edizioni antiquarie e manoscritti direttamente legati a essi); il vino nel mito (istoriati e plastici).
La ricca serie di incisioni e disegni, da Mantegna a Picasso, svolge il tema bacchico e vitivinicolo documentandolo con opere di alta qualità artistica e con strumenti dell'arte incisoria. Infine conclude il percorso la presentazione di testi antiquari ed edizioni colte attraverso cui sono richiamati la suggestione e l'interesse che la vite e l'uva hanno esercitato nella letteratura di tutti i tempi.
Orario: estivo ore 9-13 / 15-19 - invernale ore 9-13 /15-18.
Il 13 maggio si inaugura il Museo dell’Olivo e dell’Olio
Nasce, il 13 maggio prossimo, sempre dalla passione della Famiglia Lungarotti per la loro terra, allo scopo di salvaguardare e valorizzare il patrimonio legato al settore oli-vitivinicolo, il primo Museo dell’olivo e dell’olio.
Ospitato in un antico frantoio del centro storico di Torgiano, alle porte di Perugia e Assisi, sede delle Cantine Lungarotti, il Museo illustra storia e diffusione dell’olivicoltura, uso dell’olio nei più svariati campi dell’attività umana (alimentazione, medicina, illuminazione, sport, meccanica e cosmesi) e ruolo rappresentato del frutto di Minerva nella religione, mitologia, letteratura , usi e costumi.
Nel primo dei due piani del Museo ci sarà un’area dedicata alla botanica e alle tecniche di coltivazione; macine a trazione animale, umana e idraulica e oggetti come fiscoli, orci e contenitori usati nel corso dei secoli per la conservazione dell’olio.
Al piano superiore, la prima sala è dedicata alla mitologia dell’olio, mentre alla cultura e coltura dall’antichità (es. ricostruzione della villa di Plinio a Città di Castello) al Medioevo si rivolge la seconda sala.
Infine, nell'ultima, esposizione sul tema "olio come luce" dove sono disposte 150 lucerne dall'età romana all'800.
Letture
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Francesca Rigotti La filosofia in cucina. Piccola critica della ragion culinaria Il Mulino |
Questo non è l'ennesimo libro di ricette, bensì un testo di filosofia, ma di una filosofia particolare. Quella che elabora il pensiero come se fosse cibo, lo prepara, lo cucina, lo serve da mangiare. È uno libro sull'analogia tra il nutrimento della mente e il nutrimento del corpo. Filosofare e cucinare, attività antichissime entrambe, sono rimaste sovente estranee l'una all'altra anche per la differenza di genere tra coloro che le svolgono: ambito per eccellenza femminile la cucina, territorio squisitamente maschile la filosofia. Ma conoscere e mangiare sono fatti della stessa pasta e sono figli della stessa madre, come ci lasciano intravedere le innumerevoli metafore: divorare un libro, digerire un concetto, masticare un po' di latino, avere sete di sapere. Con questo libro, arguto e piacevole, si entra in un laboratorio di filosofia culinaria, o meglio in una cucina filosofica, dove per una volta almeno questi due mondi si riuniscono |
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A. Capatti - M. Montanari La cucina italiana. Storia di una cultura Editori La Terza |
L'Italia delle cento città e dei mille campanili è anche l'Italia delle cento cucine e delle mille ricette. La grande varietà delle tradizioni alimentari, specchio di un'esperienza storica dominata a lungo dal particolarismo e dalla divisione politica, è il carattere che maggiormente contraddistingue la gastronomia del nostro paese, rendendola straordinariamente ricca e attraente. Basta questo per concludere che una cucina italiana non esiste e non è mai esistita? |
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Vini d'Italia 2000 Gambero Rosso - Sloow Food Arcigola |
La tredicesima edizione della Guida Vini d'Italia edita da Gambero Rosso e Slow Food porta in copertina una data fatidica, quella dell'anno 2000, insomma; l'ultima di questo secolo e di questo millennio. Coincide anche con il più alto numero di Tre Bicchieri, siamo ormai a quota 182, mai assegnato. Ma coincide, soprattutto, con la definitiva affermazione di un volume, delle sue valutazioni e dei marchi che ne hanno consentito l'uscita. Perché sia per il Gambero Rosso sia per Slow Food Arcigola la Guida resta uno dei pilastri della loro attività. Ciò che ha consentito ad entrambi di farsi conoscere prima a un pubblico di appassionati ed oggi a una platea più vasta. |