INFORM - N. 260 - 23 dicembre 2005


CRIPTAGGIO PROGRAMMI RAI IN BELGIO

L’Unaie scrive ai Ministri Landolfi e Tremaglia, e ai Presidenti Rai Petruccioli e della Commissione di vigilanza Gentiloni

“Assurdo e irresponsabile oscurare le trasmissioni più seguite”

“Informazione, strumento irrinunciabile per consentire alle comunità di mantenere i contatti con il Paese d’origine” 

 

CATANIA - Sull’oscuramento dei programmi Rai in Belgio L’Unaie (Unione Nazionale Associazioni Immigrati Emigrati) ha scritto al Ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi, al Presidente della Commissione Parlamentare di vigilanza dei servizi radiotelevisivi Paolo Gentiloni , al Presidente della Rai Claudio Petruccioli e al Ministro degli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia.

“L’Unaie, recentemente a Bruxelles per l’inaugurazione della mostra fotografica “Tra Passato e Presente” della Regione Siciliana, ha raccolto – si sottolinea - una corale e forte protesta da parte di numerosi connazionali ivi residenti, per l’endemico e mai dismesso “vizietto” della Rai, di criptare le trasmissioni sportive della nazionale di calcio, della formula 1, di film e di altri importanti eventi italiani impedendone la visione. Proprio quelli di maggiore ascolto. Oscuramento in crescente, preoccupante aumento”.

L’Unaie rimarca che “l’informazione  è lo strumento necessario ed irrinunciabile per consentire alle nostre comunità ed alle nuove generazioni in particolare, di mantenere i contatti con i paese d’origine, è il mezzo più idoneo per la promozione  e la diffusione della lingua e cultura italiana ed è cercato dagli stranieri amanti delle cose e della cultura italiana o che intendono visitare il nostro Paese per turismo o per studio”.

“La RAI gestisce un servizio pubblico che va garantito – sottolinea la lettera - a tutti gli italiani nel territorio nazionale ed in quello dell’UE. In ogni caso. Non si dica che oggi difettino le tecnologie per trasmettere programmi tv italiani per intero. Non è possibile condannare chi vive fuori dall’Italia a seguire esclusivamente il telegiornale, Porta a Porta ed i pacchi di Pupo (Affari tuoi)”.

“In un momento in cui si discute molto sul rischio che la lingua italiana venga retrocessa in serie B nell’UE, è veramente assurdo ed irresponsabile – sostiene l’Unaie - oscurare le trasmissioni più seguite e più importanti che sono poi quelle che esaltano l’orgoglio dell’appartenenza. L’oscuramento di questi programmi di una gravità senza limiti per i danni all’immagine del Paese Italia e per l’esasperazione che infligge alle nostre comunità”.

L’Unaie pertanto chiede “un intervento forte per ovviare a un inconveniente che, più ancora delle trasmissioni televisive in Belgio, oscura il prestigio del nostro Paese”. Criptare un programma televisivo significa ledere l’utente nel suo diritto all’informazione. La Rai – ribadisce l’Unaie - è preposta a garantire questo servizio. Un diritto che non può non essere tutelato nelle sedi di competenza”. L’Unaie chiede un riscontro alla lettera poiché “è assolutamente urgente assicurare le nostre comunità in Belgio. Il loro diritto è lo stesso degli altri italiani che risiedono nel territorio nazionale”. (Inform)


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