INFORM - N. 231 - 14 novembre 2005


ITALIANI ALL’ESTERO

Il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia tra i corregionali di Toronto

Illy: “Le nostre comunità all'estero possono offrire molto al Friuli Venezia Giulia”

Inaugurata al Columbus Centre “Con le nostre radici nel nuovo millennio”. Serata alla Famee Furlane

 

TORONTO – “'La nostra visita a Toronto è il segnale del fatto che ci ricordiamo costantemente di voi, che non abbiamo dimenticato e che desideriamo creare rapporti sempre più stretti con le nostre comunità all'estero”. Lo ha detto il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Riccardo Illy che, insieme all’assessore per le politiche dei corregionali all'estero Roberto Antonaz, si è recato in Canada per incontrare le comunità dei friulani e dei giuliani dell'area di Toronto.

Illy, i cui nonni erano nativi di Pola e Rovigno, sabato 12 novembre ha inaugurato al Columbus Centre di Toronto – insieme ad Antonaz, al Console generale d'Italia, Luca Brofferio e al presidente del Club Giuliano-Dalmato di Toronto Guido Braini - la mostra documentaria “Con le nostre radici nel nuovo millennio”, che racconta l'emigrazione giuliana, istriana, fiumana e dalmata nel mondo e soprattutto in Canada. Alla cerimonia sono intervenuti Paul Di Julio, direttore generale del Columbus Centre, motore propulsore della comunità italiana a Toronto e nell'Ontario, il vice presidente della Federazione dei Circoli Giuliano-Dalmati del Canada, Antonio Perini (responsabile anche della Lega Istriana di Chatham), il presidente del Club Giuliano-Dalmato di Ottawa, Dario Zanini, e Franco Reia, tra i personaggi di spicco dei giuliani in Ontario.

La mostra dopo la tappa di Toronto, sarà ospitata il prossimo anno anche nelle città di Ottawa, Montreal, Vancouver, Hamilton e Chatham.

“Con le nostre radici nel nuovo millennio”, realizzata grazie al contributo della amministrazione del Friuli Venezia Giulia, testimonia - come ha sottolineato lo stesso Illy - del grande contributo che giuliani ed istriani hanno dato allo sviluppo del Canada (fin dal loro arrivo, soprattutto nel periodo che va dal 1954 al 1961), della loro integrazione e, quindi, del loro successo nella nuova patria in campo sociale, economico e culturale senza peraltro dimenticare la loro storia, le loro origini ed identità.

Una comunità, alcune migliaia solo a Toronto ed in Ontario, che dunque vuole giustamente ricordare il passato, “che ha portato avanti con onore in nome dell'Italia, di Trieste, del Friuli Venezia Giulia” e che guarda con impegno al futuro, ha sottolineato Illy.

Le comunità di corregionali all'estero, ha indicato ancora Illy, possono offrire molto al Friuli Venezia Giulia in termini di sviluppo: sono in grado di favorire il made in Friuli Venezia Giulia nel mondo, possono impegnarsi affinché imprese canadesi, in questo caso, attivino investimenti diretti nella regione, ora in grado di servire i nuovi mercati dell'Europa Centro orientale, ed anche aiutare a sviluppare l'industria turistica regionale.

“Siamo grati per il vostro sacrificio - ha affermato a sua volta l'assessore Antonaz - e se oggi il Friuli Venezia Giulia è una delle aree più avanzate d'Europa, un contributo è giunto anche da voi, da tutte le comunità di giuliani ed istriani sparse nel mondo, in Canada, negli Stati uniti, in Sud America ed in Australia”.

Illy e Antonaz erano arrivati a Toronto l’11 novembre, accolti da Primo Di Luca, tra gli esponenti di maggior spicco della locale comunità friulana, uno degli imprenditori di successo del “Canadian dream” degli anni '70 ed '80, giunto a Toronto dalla nativa Codroipo (“a 17 anni, con 870 lire in tasca”, racconta) e da un altro friulano, Julian Fantino, sino allo scorso febbraio capo della Polizia di Toronto e da qualche mese chiamato al vertice della Protezione Civile dell'Ontario.

E nello stesso giorno si era svolta la prima riunione di lavoro con un incontro con gli stessi Di Luca e Fantino e con altri personaggi di spicco della città di Toronto. Tra questi, il senatore Gerry Grafstein, presidente della commissione governativa federale sul terrorismo internazionale, e gli imprenditori Rudy Bratty e Dino Chiesa, responsabili della Fondazione di Villa Charities (da oltre 30 attiva nell'area della Grande Toronto e nella regione di York nel campo dell'assistenza e dell'educazione sociale - gestisce quasi una decina di centri per anziani, disabili ed a carattere culturale), nonché il direttore generale delle Latterie Friulane, Renato Romanzin.

Il presidente Illy e l’assessore Antonaz nel corso della visita a Toronto hanno anche e partecipato ad un incontro alla Famee Furlane di Toronto, per la presentazione del volume “La Contea di Toronto 1975-2004”, volume dedicato ai 30 anni di attività ed all'opera di promozione del made in Friuli in Nord America.

Il Ducato dei Vini friulani, nato nel 1972 a Cividale con l'intento di difendere, diffondere e valorizzare i vini e l'enogastronomia del Friuli, ha ampliato negli anni le sue attività ed oggi si propone come un vero e proprio 'ambasciatore' dello sviluppo sociale, culturale ed economico del Friuli e dell'intero Friuli Venezia Giulia.

Lo è a maggior ragione in Canada e soprattutto a Toronto e nella regione dell'Ontario (che raccolgono circa un quarto di tutta la popolazione canadese, attorno ai 21 milioni di abitanti) ed in questo contesto opera ormai da trent'anni la “Contea” di Toronto del Ducato dei Vini friulani.

Guidata da Primo Di Luca e Julian Fantino la Contea di Toronto raccoglie 140 “nobili e tra questi personaggi di spicco, che “contano” nel sistema di Toronto.

Come ha infatti rilevato il presidente Illy di fronte ad una platea di circa 800 persone, sorprende “non solo come Toronto possa considerarsi la seconda città friulana al mondo dopo Udine, grazie ai circa 50 mila friulani residenti, ma soprattutto la ‘qualità’ delle posizioni acquisite a livello imprenditoriale e nella società civile di Toronto, oltreché in campo politico”, ricordando la presenza nel Governo dell'Ontario del ministro alle Politiche Sociali Sandra Pupatello (la madre è originaria di Morsano al Tagliamento), anch'essa “nobile del Ducato” e presente alla serata d'onore alla Famee Furlane.  Alla serata alla Famee Furlane, sono tra gli altri intervenuti il presidente della Regione di York, Bill Fisch, il sindaco di Vaughan, Michael Di Biase, il console a Toronto Luca Brofferio ed il capo della Polizia di Toronto, Bill Blair, e decine di imprenditori d'origine friulana ed italiana con successo impegnati in campo economico e finanziario

Illy, che ha ricordato il cammino che il Friuli Venezia Giulia ha compiuto negli ultimi decenni, qualificandosi oggi come una terra in cui “si produce e si trasferisce innovazione” ed al centro di nuove prospettive di sviluppo e di collaborazione con il Centro ed il Sud-Est dell'Europa (mercati appetibili anche per l'economia canadese), ha quindi osservato che il Canada stesso può rappresentare una grandissima opportunità per le imprese friulane, soprattutto per quelle del mobile, anche in considerazione del fatto che la maggioranza degli imprenditori friulani di successo di Toronto hanno sviluppato la propria attività nel settore edilizio: “dopo aver costruito le case - ha suggerito Illy - vendere arredamenti sembrerebbe una cosa spontanea e naturale, che però non è ancora avvenuta in modo sufficiente”.

La serata alla Famee Furlane.è stata caratterizzata anche da un aspetto filantropico (ricordando che la Contea si era impegnata per la ricostruzione del Friuli terremotato, dopo il sisma del 1976, con 7 milioni di dollari) a favore di Villa Leonardo Gambin, struttura residenziale della Famee Furlane, sorta nel 2004 con 168 posti-letto, e dell'Ontario Cancer Institute, istituto di ricerca nel campo oncologico dell'ospedale “Princess Margaret”.

La struttura di ricerca all'avanguardia a livello internazionale, tra le più quotate in Nord America, i suoi laboratori sono stati anche visitati da Illy e Antonaz, che hanno positivamente valutato con il responsabile del settore delle terapie antitumorali, Padraig Warde, la possibilità di instaurare rapporti di collaborazione scientifica tra l'Ontario Cancer Institute ed il Cro di Aviano. (Inform)


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