ITALIANI
ALL’ESTERO
Giacomo
Mancini (Sdi) in Canada con delegazione della Valle Savuto
“Calabresi all'estero, grande risorsa alla
quale attingere per far crescere la nostra terra”
TORONTO – Visita in Ontario del deputato cosentino Giacomo
Mancini (Misto Sdi-Unità socialista) insieme a una delegazione di venticinque
amministratori dei comuni della Valle del Savuto (Cosenza).
Nipote d'arte – il nonno Giacomo fu sindaco di Cosenza,
segretario nazionale del Partito socialista e più volte ministro durante
Alla sua seconda missione in Canada, Mancini è stato
ricevuto dal Premier dell'Ontario Dalton McGuinty e dal deputato Mario Racco.
E il 5 novembre, riferisce Vincent Quaranta de “
L’on. Mancini in una intervista al “Corriere Canadese”
ha spiegato che lo scopo del suo viaggio - è di “rafforzare i rapporti di amicizia
e collaborazione con la comunità italiana, e soprattutto calabrese, che vive
e lavora qui”. “In questo Paese – ha ricordato Mancini - molte persone si sono
fatte strada con anni di lavoro e sacrifici e oggi costituiscono una parte importante
dell'economia canadese”. Per il deputato calabrese “la sfida che le classi dirigenti
dell'Italia e anche della Calabria dovrebbero oggi cogliere è quella di riallacciare
i rapporti con chi in passato è andato via. Gli italiani, e in particolare i
calabresi all'estero, sono – ha sottolineato - una grande risorsa di idee e
di talenti alla quale dovremmo attingere più spesso per far crescere la nostra
terra. Abbiamo bisogno del loro esempio e della loro inventiva”.
“La nostra parte - ha detto al Corriere Canadese - è
di stringere rapporti istituzionali. Con Toronto, Vaughan e altre comunità dove
i calabresi e gli italiani in generale sono una realtà importante. Vogliamo
capire i punti di eccellenza delle amministrazioni locali canadesi e poi lavorare
insieme per favorire dei progetti. Alla loro attuazione, quando si tratta di
iniziative imprenditoriali, devono però provvedere i privati”.
“In Calabria – ha aggiunto Mancini
- i giovani che vogliono fare, che vogliono sfatare il mito negativo della terra
in mano alla criminalità dove non si può fare niente, sono numerosi. Sta a noi
incoraggiarli e aprire loro le porte. E le porte devono essere aperte anche
per quei calabresi che ora vivono qui ma che hanno ancora nel cuore la loro
regione di origine. Vorrei tanto – ha sottolineato - che queste due realtà entrassero
in contatto. Per trasmettersi capacità e talento. E perché no? Magari per favorire
qualche investimento dal Canada alla Calabria: c'è tanto bisogno che chi qui
in Canada ha avuto successo non dimentichi
la sua terra, magari dandole una mano a crescere”. (Inform)