VOTO
ALL’ESTERO
Il Ministro Baccini a Oggi7 (America Oggi):
“Io non ho messo in discussione il voto”
“Ci sono difficoltà tecniche e organizzative
che dobbiamo risolvere per garantire un voto trasparente. Non l’esercizio, ma
un voto trasparente”
NEW YORK - ‘‘Io tenterò di garantire questo diritto che
avete e che abbiamo tutti insieme. Soprattutto di andare a tentare di risolvere
il più possibile i problemi. Questo governo, lo ripeto, vi dà la possibilità
di votare per la prima volta. Abbiamo un Ministro degli italiani all’estero
ed è stata una scelta politica. Io difendo questo governo, ma se poi volete
fare soltanto campagna elettorale...”.
Così il Ministro della Funzione Pubblica Mario Baccini,
secondo quanto riporta “Oggi7” - inserto domenicale di “America Oggi” – che,
all’Istituto Italiano di Cultura di New York per presentare una sua pubblicazione
(Human Governance for a New Culture of Public Administration pubblicato dalla
Presidenza del Consiglio) è, per così dire, entrato in attrito con Quintino
Cianfaglione, Presidente del locale Comites. Causa del battibecco, al quale
hanno assistito noti esponenti della comunità italiana, fra cui Silvana Mangione
(del Comitato di Presidenza CGIE) e Angelo Vinciguerra del Comites (“nel ‘feudo’
di Brooklyn è già esplosa la sua campagna elettorale”, riferisce Oggi7 ), le
recenti dichiarazioni rilasciate dal Ministro ai Lombardi nel Mondo.
Baccini, come si ricorderà, aveva espresso forti perplessità
sulla legge per l’esercizio del voto all’estero (la cosiddetta legge Tremaglia)
e sul grado di preparazione del nostro Paese rispetto a questa innovazione.
E non era mancato l’affondo finale: la proposta di cancellare l’esclusione per
i residenti in Italia della possibilità di candidarsi all’estero. Esternazioni
che hanno fatto il giro del mondo, scatenato l’allarme nelle collettività italiane
e una rovente polemica. Che non si è affatto smorzata. Come si è visto
all’Istituto di Cultura dove, scrive l’articolista di America Oggi Stefano Vaccara,
Cianfaglione “ha animosamente chiesto spiegazioni” a Baccini riguardo a quelle
dichiarazioni. E il Ministro Baccini “non si è tirato indietro, ha detto che non
si deve nascondere l’esistenza di grandi difficoltà e che per superarle bisogna
discutere e dibatterne, per poi concludere che avrebbe fatto di tutto per garantire
il voto”.
Ma “la notizia che girava qui, fino a oggi è che ‘quello non vuol far votare gli italiani all’estero
il prossimo anno’. Ora però lei dice che si impegna per il voto e che non era
sua intenzione di proporre di rinviarlo...” ha commentato con Baccini, a margine
dell’incontro, il giornalista di America Oggi. Risposta: “Io riconfermo
quello che ho detto. Mario Baccini, Ministro della Funzione pubblica oggi e
Sottosegretario agli Esteri prima, da sempre è stato tra quelli che hanno voluto
non solo il Ministero per gli Italiani all’estero, che è una grande volontà
politica del governo, ma soprattutto dare la possibilità agli italiani all’estero
di avvalersi di questo diritto. Non mi sono nascosto di fronte alle difficoltà
che ci sono. Sono difficoltà tecniche organizzative che dobbiamo risolvere per
garantire un voto trasparente. Non l’esercizio, ma un voto trasparente. Questa
è la mia posizione.”
Baccini nega di avere cercato di dare una spallata al
voto all’estero: “Io ho detto: attenzione, bisogna lavorare ancora di più e
meglio per garantire la trasparenza delle operazioni di voto. Io non ho messo
in discussione il voto. Ho detto attenzione agli elenchi, che tutti ricevano
la cartolina e che non sia soltanto una cosa limitata. Cioè dobbiamo assicurarci
sulla preparazione degli elenchi, che tutti possano partecipare”. Certo la bonifica
delle anagrafi e l’allineamento dei dati è cosa che non compete al suo Dicastero...
“I Ministeri competenti sono quello degli Esteri, quello degli Interni, e il
Ministero, ovviamente, guidato da Tremaglia. Ma soprattutto il Ministero degli
Interni.
La mia è un’attività ovviamente di attenzione e di controllo
sulla funzione pubblica, se è di livello o no’’.
Baccini dice di non voler mettere in discussione il voto.
Certo, però, che qualche dubbio rimane...Il giornalista di America Oggi ha ricordato
al Ministro di avere, in quella famosa intervista ai Lombardi nel Mondo, contestato
il fatto che la legge sul voto preclude agli italiani in patria di potersi candidare
nella Circoscrizione Estero. “Io ho sempre detto, anche durante l’approvazione
della legge, che mi sembra non esattamente in linea e giusto che un italiano
in Italia non possa candidarsi all’estero. Si vota per il Parlamento italiano,
tutti gli italiani possono votare, però mentre un residente all’estero si può
candidare in Italia un residente in Italia non può nella Circoscrizione Estero.
Ma questa è una questione di valutazione politica che non rientra ormai nelle
considerazioni più generali. E’ una mia valutazione per quanti, magari anche
dall’Italia, lavorano in modo provvisorio all’estero e che magari potevano anche
candidarsi e dare il loro contributo. Questi non lo possono fare.”
Ma alla fine dei conti, secondo Baccini quante possibilità per i connazionali
all’estero di partecipare alla competizione elettorale del 2006? ‘‘Io credo
che ormai siamo in una fase ultimativa e definitiva. Ritengo che nulla possa
fermare la macchina che è partita”. Ma voteranno? “Ma io credo e spero di sì”.(Inform)