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INFORM - N. 3 - 4 gennaio 2005

RASSEGNA STAMPA

Maremoto nel Sud Est Asiatico: intervista di "Avvenire" al Ministro degli Esteri

Fini: "L’Onu lancerà un appello senza precedenti"

ROMA - Il sei gennaio l’Onu lancerà un appello "senza precedenti" per il sostegno ai Paesi colpiti dal gravissimo maremoto. Lo annuncia il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Gianfranco Fini, che chiude le polemiche sugli aiuti umanitari, ricordando anche che l’Italia continuerà a fare la sua parte.

Ministro Fini, cosa intende fare nel complesso l’Italia sul fronte degli aiuti umanitari? In particolare, ci sono la questione del debito estero, del quale molti chiedono la cancellazione, e l’eventuale supporto da parte della rete delle Organizzazioni non governative. Il governo che intenzioni ha in proposito?

Per gli aiuti umanitari ci siamo mossi subito, con grande tempestività, come tutti hanno riconosciuto, dando risposte concrete ai bisogni immediati di quelle popolazioni. Voglio ricordare che a circa 24 ore dall’evento due aerei sono decollati alla volta dello Sri Lanka con un totale di ottanta tonnellate di materiale. Un ulteriore volo è stato organizzato in collaborazione con le Organizzazioni non governative presenti nelle località colpite. Presso il ministero Affari Esteri è inoltre nato un Comitato nazionale di coordinamento per gli aiuti che il nostro Paese sarà in grado di destinare a quelle zone martoriate. Tra qualche giorno è prevista una missione tecnica composta da esperti della Cooperazione italiana, della Croce Rossa italiana e dell’Istituto superiore di sanità per individuare specifiche iniziative di intervento a breve, medio e lungo termine. Per quanto concerne infine la questione del debito, l’Italia intende rispondere positivamente a quest’appello: stiamo valutando se provvedere a cancellare oppure a riconvertire il debito di quei Paesi, l’Indonesia e lo Sri Lanka, già beneficiari in passato di nostri crediti di aiuto.

Ci sono state polemiche sulla gestione e sul coordinamento degli aiuti europei e internazionali. C’è stata quella all’interno dell’Europa sull’affidamento o meno all’Italia di un ruolo di guida nella prima fase dell’emergenza, un ruolo rivendicato dalla Francia, peraltro contestata da Olanda e Lussemburgo… Quanto all’Onu, riecheggia l’accusa di essersi mossa poco e con lentezza…

L’Italia è stata fra i primi paesi ad attivare aiuti per le popolazioni colpite dalla tragedia e per assistere i nostri connazionali in difficoltà. E’ stato quindi naturale che nell’immediatezza dell’evento le strutture italiane sul posto abbiano rappresentato un chiaro punto di riferimento. Superata questa primissima fase, opereremo adesso secondo schemi più strutturati con procedure che saranno indicate di volta in volta dalla Presidenza dell’Unione europea. Un Consiglio straordinario dei ministri dell’Ue è stato infatti convocato per il 7 gennaio a Bruxelles. Quanto all’Onu decine di funzionari ed esperti stanno già lavorando nei paesi colpiti dalla catastrofe per assicurare assistenza alle popolazioni e procedere a una ricognizione dei danni. Il 6 gennaio verrà lanciato un appello umanitario che, dalle indicazioni di cui disponiamo, si preannuncia senza precedenti nella storia delle Nazioni Unite. L’11 gennaio inoltre a Ginevra si terrà una Conferenza internazionale dei Paesi donatori: una prova di tempestività ed efficienza che mi sembra giusto sottolineare. (Giovanni Grasso-Avvenire)

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